Iris van Dongen and Kimberly Clark / Galleria Luis Adelantado, Valencia

Nella sua prima esposizione individuale in Spagna Iris van Dongen presenta le due facce del suo lavoro, la produzione in solitario di ritratti a pastello e le performances realizzate a partire del 2005 con la formazione del collettivo Kimberly Clark, fondato con Eveline van de Griend e Ellemieke Shoenmaker.

Nella sua prima esposizione individuale in Spagna Iris van Dongen presenta le due facce del suo lavoro, la produzione in solitario di ritratti a pastello e le performances realizzate a partire del 2005 con la formazione del collettivo Kimberly Clark, fondato con Eveline van de Griend y Ellemieke Shoenmaker.

 

ST, 2011 – Fotografia (Still di video), 30×40 cm

 

E la verità è che sorprende la distanza tra le due proposte, che facilmente si potrebbero collocare in posizioni diametralmente opposte. Con i suoi ritratti a pastello, infatti, l’artista olandese riesce a entrare in una dimensione intima che descrive il profilo di una donna archetipo, astratta in una giovinezza che più che una caratterizzazione è espressione di certa atemporalità, di certa femminilità universale, declinabile in mille storie e mille varianti.

Sui suoi fogli l’artista cattura donne assorte nei loro mondi, con espressioni apatiche o cariche di vitalità, sospese nell’istante appena prima di qualsiasi azione o reazione, e lo fa con una dedizione al dettaglio che è quasi volontà di prendersi cura dei soggetti ritratti, abbracciati da superfici tessili che proteggono e appartano, mantenendo impenetrabile la loro dimensione intima.

Die Geste, 2011 - Pastello, carboncino e acquarello su carta. 227x150 cm

Senza dubbio ogni traccia di delicatezza svanisce tra gli effluvi alcoolici del lavoro proposto dal collettivo Kimberly Clark, nel quale una donna completamente stereotipata nel modello della cattiva ragazza, si muove in un notturno urbano, tra bar, discoteche e stanze d’albergo, facendo sfoggio di un gusto per la provocazione pura e utilizzando un linguaggio visuale che rimanda all’abuso di alcool e droghe.

Il connubio tra il nome del collettivo, preso in prestito da una nota e tradizionale impresa di prodotti per l’igiene femminile e per la casa, e la rappresentazione di una femminilità aggressiva e canagliesca, interpretata nelle

performance del gruppo, si contrappongono con tale forza da generare un corto circuito che ha l’effetto di vanificare qualsiasi stereotipo.

­Costruito su due livelli comunicativi tanto diversi come il ritratto a pastello e la performance urbana, il discorso dell’artista percorre strade parallele che si riuniscono nell’affermazione di una femminilità che si esprime attraverso l’esperienza vitale, estranea all’imposizione di modelli fittizi. Si crea così un gioco di rimandi che unifica sotto la medesima intenzione due linguaggi che in un primo momento appaiono stridenti.

Galleria Luis Adelantado, Valencia / dal 23 novembre al 31 gennaio 2012

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