Maryen Coory, Fresh Animals. L’integrazione del tratto grafico nella performance digitale. Verso un’estetica della decontestualizzazione.

La serie Fresh Animals di Elvira D’Angelo (aka Maryen Coory) si colloca in un territorio di confine tra illustrazione, grafica d’uso e ricerca artistica contemporanea, trasformando un linguaggio apparentemente destinato alla comunicazione commerciale in uno spazio di riflessione estetica. L’artista non rinnega le matrici della grafica pubblicitaria e dell’editoria per l’infanzia; al contrario, le assume [...]

La serie Fresh Animals di Elvira D’Angelo (aka Maryen Coory) si colloca in un territorio di confine tra illustrazione, grafica d’uso e ricerca artistica contemporanea, trasformando un linguaggio apparentemente destinato alla comunicazione commerciale in uno spazio di riflessione estetica. L’artista non rinnega le matrici della grafica pubblicitaria e dell’editoria per l’infanzia; al contrario, le assume come materia prima per costruire un dispositivo visivo capace di superarne la funzione originaria.
I soggetti favolistici delle opere non sono semplicemente personaggi illustrati, ma un segno grafico che migra da un contesto funzionale a uno performativo. Il tratto digitale, estremamente controllato e levigato, dialoga con una sensibilità che richiama la pittura tradizionale: sfumature morbide, modellazione volumetrica, equilibrio cromatico e una costruzione della luce che restituisce una sorprendente fisicità a un’immagine dichiaratamente artificiale. La tecnologia non sostituisce il gesto artistico, ma ne diviene il naturale prolungamento.
Maryen Coory, Fresh Animals
È proprio nell’integrazione tra strumenti digitali e cultura del disegno tradizionale che prende forma quello che potrebbe definirsi un terzo livello dell’immagine. Il primo appartiene alla grafica commerciale, riconoscibile nella sintassi iconica, nei colori saturi e nella costruzione narrativa immediatamente accessibile; il secondo coincide con la pratica artistica, che reinterpreta tali codici attraverso una ricerca compositiva autonoma. Il terzo livello nasce invece dalla loro sovrapposizione: un territorio decontestualizzato nel quale l’immagine perde la propria finalità illustrativa per diventare esperienza estetica. Questa decontestualizzazione non elimina il riferimento al mondo dell’infanzia o della comunicazione visiva di consumo, ma lo sospende. Le figure vengono sottratte alla funzione narrativa originaria e assumono un carattere ambiguo, oscillando continuamente tra il fantastico e il metaforico.

Il bestiario rappresentato, con la sua espressività volutamente enfatizzata, diviene una presenza simbolica capace di incarnare stati emotivi universali: l’attesa, la vulnerabilità, il gioco, la malinconia, la protezione. Ogni variazione gestuale costituisce una vera e propria micro-performance dell’immagine. Il concetto di performance digitale emerge proprio da questa serialità. L’opera non è più un’immagine statica, ma un organismo visivo che cambia atteggiamento, emozione e relazione con lo spettatore mantenendo invariata la propria identità grafica. La reiterazione del personaggio produce una dinamica quasi teatrale, nella quale ogni tavola rappresenta una diversa attivazione del medesimo codice iconico.

Maryen Coory, Fresh Animals.

Dal punto di vista teorico, Maryen Coory sembra interrogare la natura stessa dell’immagine contemporanea: un’immagine che nasce all’interno degli strumenti della produzione digitale, ma che aspira alla permanenza dell’opera d’arte. La precisione tecnica, tipica della grafica professionale, viene così sottratta alla logica dell’efficienza comunicativa per diventare valore poetico. L’intero progetto suggerisce una riflessione sulla condizione delle immagini nel nostro tempo: icone progettate per essere consumate rapidamente vengono rallentate, isolate e ricollocate in uno spazio contemplativo. È in questa sospensione che prende forma l’estetica della decontestualizzazione evocata dal sottotitolo della mostra. L’opera non rappresenta soltanto un animale fantastico, ma mette in scena il viaggio dell’immagine stessa, dal design alla narrazione, dalla comunicazione all’arte. Fresh Animals si presenta così come una ricerca coerente e originale, nella quale la grammatica della grafica commerciale viene elevata a linguaggio artistico senza perdere la propria immediatezza comunicativa. Maryen Coory dimostra come il digitale possa essere non soltanto uno strumento tecnico, ma un ambiente espressivo capace di generare nuove forme di immaginazione, dove il fantastico non è evasione dalla realtà, bensì metafora della sua continua trasformazione.

network


Artkernel Group on Facebook Artkernel Group on Twitter Artkernel Group on Last.fm Artkernel Group on Flickr