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	<title>ARTKERNEL &#187; videoarte</title>
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	<description>arte e new media</description>
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		<title>Arte Fiera 2014 &#8211; Bologna</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Feb 2014 20:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Dubon Bohlig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>Un’esplosione di eventi ha animato Bologna dove si è appena conclusa la 38esima edizione di Arte Fiera.  Con le sue 172 gallerie, oltre 2000 opere esposte, un numero crescente di visitatori rispetto alla scorsa edizione, nuove sezioni e partnership, questa manifestazione si propone come un reale evento di riferimento per il sistema dell'Arte italiana e per tutti i collezionisti e appassionati d'arte.
Merito anche dell'ampliamento del numero delle sezioni di Arte Fiera e delle scelte dei due direttori artistici Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti [...]</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-7008"></span></p>
<div style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Un’esplosione di eventi ha animato <strong>Bologna</strong> dove si è appena conclusa la <strong>38esima edizione di Arte Fiera</strong>.  Con le sue 172 gallerie, oltre 2000 opere esposte, un numero crescente di visitatori rispetto alla scorsa edizione, nuove sezioni e partnership, questa manifestazione si propone come un reale evento di riferimento per il sistema dell&#8217;Arte italiana e per tutti i collezionisti e appassionati d&#8217;arte.<br />
Merito anche dell&#8217;ampliamento del numero delle sezioni di Arte Fiera e delle scelte dei due direttori artistici, <strong>Claudio Spadoni</strong> e <strong>Giorgio Verzotti</strong>, che hanno promosso una nuova impostazione curatoriale mirata a favorire la molteplicità di forme d’arte.</span></p>
<div id="attachment_7020" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img title="ArteFiera2014_comp" class="size-full wp-image-7020 " src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2014/02/ArteFiera2014_comp.jpg" alt="" width="450" height="300" /><p class="wp-caption-text">Overview Arte Fiera 2014. </p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"> Per la prima volta compare una sezione interamente dedicata alla seconda metà dell’800, una sezione dedicata agli inchiostri cinesi e, in collaborazione con Mia Art Fair, una dedicata alla fotografia.<br />
Lo Special Focus è sull&#8217;Est Europeo, la cui curatela è affidata al direttore del NABA di Milano, Marco Scotini, che in questi giorni sta curando anche “Il Piedistallo Vuoto. Fantasmi dall’Est Europa”, presso il Museo Civico Archeologico di Bologna sino al 16 Febbraio.<br />
Una visione caleidoscopica ricca di elementi di qualità e di eleganza, a cui tuttavia, manca un po&#8217; di quella sana spettacolarità e giocosità che vivacizza altre manifestazioni europee simili.<br />
Si apprezza la presenza di gallerie che propongono progetti sperimentali come quello della ZAK Project di Monterigioni con le opere poetiche di Laura Bisotti, che con le sue diverse trame ci traccia una mappa tra memoria e paesaggio. Sempre alla ZAK, le muffe del duo Ttozoi danno voce alla vita organica della tela e alla silenziosa vitalità creativa della natura, celebrando l’armonia intrinseca della casualità, ricordando il grande maestro Pollock o il più recente artista persiano-olandese Navid Nuur.</span></p>
<div id="attachment_7022" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img title="02_artefiera2014_comp" class="size-full wp-image-7022" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2014/02/02_artefiera2014_comp.jpg" alt="" width="450" height="299" /><p class="wp-caption-text">Overview  Arte Fiera 2014</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"><br />
Anche la galleria Studio Trisorio di Napoli propone uno stand ricco di stimoli con una onirica installazione della famosa artista tedesca Rebecca Horn e i video di John Wood &amp; Paul Harrison artisti di Bristol, esposti anche alla Tate di Londra, che indagano con ironia l’interazione tra spazio e figura umana.<br />
Tra le opere proposte dalla Goethe di Bolzano c’è il tocco di colore dei finissimi collage digitali di Giovanni Castell, ricchi di riferimenti letterari.</span></p>
<div id="attachment_7025" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img title="camparesi" class="size-full wp-image-7025" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2014/02/camparesi.jpg" alt="" width="450" height="576" /><p class="wp-caption-text">Silvia Camparesi, &quot;Apice #4-5&quot;, 2013. Giclée print and kirigami intervention; cm 24x36, angle framed Edition- 3 + 1.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">La z2o di Roma, dopo Moving Image a Londra, propone l’esplorazione immaginifica di luoghi reali e fittizi di Silvia Camparesi.  La Camparesi, applica la tecnica orientale della carta piegata alla fotografia, dando vita a una nuova dimensione nello spazio e del nostro rapporto con esso. Nella sezione “Solo Show” la mostra monografica del collettivo italiano con base a Berlino, Blue and Joy, ci regala una riflessione giocosa sul significato dell’arte ai nostri giorni.<br />
Dopo l’omaggio all’Arte Povera fatto dalla direttrice artistica di Documenta (13), Carol Christov-Bakargiev, non poteva mancare una presenza importante come quella di Boetti e di Penone. Le proposte della fiera sono veramente tante, che siate in cerca di nuovi talenti o alla riscoperta di quelli vecchi, Arte Fiera vi aspetta il prossimo anno per fornirvi il barometro dell’arte moderna e contemporanea e del mercato italiano.</span></p>
</div>
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		<title>ROBOT Festival &#8211; # DIGITAL VERTIGO / Palazzo Re Enzo, Bologna</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 21:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Art Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>roBOt festival</b> è una manifestazione di respiro internazionale incentrata sulle arti digitali e la musica elettronica, che si svolgerà dal 2 al 5 ottobre 2013 a Palazzo Re Enzo, a Bologna.
E' on line il form per partecipare a <b>call4roBOt</b>, il bando di ricerca di roBOt festival, dedicato alle arti visive (installazioni, video, animazioni, performance, fotografie, design). Il tema di questa VI edizione è <b># digitalvertigo!</b> Il comitato scientifico che seleziona i progetti per call4roBOt assegnerà un premio di 800,00 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6888"></span>E&#8217; on line il form per partecipare a call4roBOt, il bando di ricerca di roBOt festival, dedicato alle arti visive (installazioni, video, animazioni, performance, fotografie, design e autoproduzioni).  Il tema di questa VI edizione è # digitalvertigo!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6891" title="call4robot" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/05/call4robot.jpg" alt="" width="430" height="237" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per la prima volta il comitato scientifico che seleziona i progetti per call4roBOt assegnerà un premio di 800,00 euro al progetto più meritevole. Il premio è finalizzato alla partecipazione al Live Performers Meeting, che si terrà a Cape Town (ZA) nell&#8217;ottobre 2013!</p>
<p>Scarica il<a href="http://www.robotfestival.it/2013/download/call4roBOt_it.pdf" target="_blank"> bando</a> completo. Deadline 28 Giugno 2013</p>
<p>:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Info e link</span>: <a href="http://www.robotfestival.it/2013/ita/index.html" target="_blank">www.robotfestival.it</a></p>
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		<item>
		<title>fino all’11.08.2013 Nam June Paik: Global Visionary / Smithsonian American Art Museum, Washington</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 00:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Le opere d'arte e le idee di <b>Nam June Paik</b>, conosciuto come il padre della videoarte, sono tra quelle che hanno maggiormente influenzato l’ultimo scorcio del ventesimo secolo e che continuano a ispirare nuove generazione di artisti. La retrospettiva <i><b>Nam June Paik: Global Visionary</b></i>, presso la  Smithsonian American Art Museum a Washington, offre una visione senza precedenti sui metodi creativi dell’artista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6824"></span>Le opere d&#8217;arte e le idee di Nam June Paik, conosciuto come il padre della videoarte, sono tra quelle che hanno maggiormente influenzato l’ultimo scorcio del ventesimo secolo e che continuano a ispirare nuove generazione di artisti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6825" class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-6825" title="Paik" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/03/Paik.jpg" alt="" width="350" height="229" /><p class="wp-caption-text">Nam June Paik, &quot;Electronic Superhighway: Continental U.S., Alaska, Hawaii&quot; (detail), 1995. fifty-one-channel video installation (including one closed-circuit television feed), custom electronics, neon lighting, steel and wood; color, sound. Approx. 180 x 480 x 48 in. Smithsonian American Art Museum. Gift of the artist © Nam June Paik Estate.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La retrospettiva <em>Nam June Paik: Global Visionary</em>, presso la  Smithsonian American Art Museum a Washington, offre una visione senza precedenti sui metodi creativi dell’artista.<br />
In mostra sono presenti opere rare e alcune tra quelle più straordinarie dell’artista, vere e proprie chiavi per comprenderne la portata internazionale della sua azione creatrice, nonché gli effetti che essa ha determinato sui successivi sviluppi dell’arte contemporanea.</p>
<p><span style="color: #993300;">Info:</span> americanart.si.edu/</p>
<p>:: ::</p>
<p style="text-align: justify;">Press Release<em><em></em></em></p>
<p style="text-align: justify;">Smithsonian American  Art Museum<br />
MRC 970 Box 37012<br />
Washington, DC 20013-7012</p>
<p style="text-align: justify;">Smithsonian American  Art Museum</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Media website: </strong>americanart.si.edu/pr</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Series of Public Programs Celebrates the Life and Art of Nam June Paik </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ryuichi Sakamoto, Award-winning Musician and Composer, To Perform April 14 </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">The Smithsonian  American Art   Museum will offer a robust series of public programs to accompany the exhibition, “Nam June Paik: Global Visionary,” on view at the museum through</p>
<p style="text-align: justify;">Aug. 11. Korean-born Paik (1932-2006), known as the “father of video art,” almost single-handedly transformed video into an artist’s medium through his sculptures, installations, videotapes and television projects. Often lacing his work with humor and collaborating with artists for public performances, Paik had a major influence on late 20th-century art and his legacy continues to inspire a new generation of artists.</p>
<p style="text-align: justify;">John G. Hanhardt, senior curator of film and media arts and the leading expert on Paik and his global influence, organized the exhibition with the assistance of Michael Mansfield, associate curator of film and media arts. Paik’s innovative spirit and playful approach to his life’s work will be celebrated in a variety of public programs ranging from scholarly lectures and gallery talks to films and family activities.</p>
<p style="text-align: justify;">A daylong celebration of Paik’s artistic legacy, “Nam June Paik: Art and Process” is scheduled for Sunday, April 14. A symposium will take place from 1 to 4 p.m. in the museum’s McEvoy Auditorium; confirmed participants include Edith Decker-Phillips, independent scholar; Stephen Vitiello, artist; Jud Yalkut, artist; Greg Zinman, independent scholar; and Hanhardt. At 4:30 p.m., Mansfield will lead a gallery talk through “Nam June Paik: Global Visionary.” From 7 to 8:30 p.m., Ryuichi Sakamoto, Academy Award- and Grammy Award-winning musician and composer, as well as Steina Vasulka, artist, and Vitiello to perform musical works by Paik or those inspired by the artist.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanhardt’s talk on Paik’s career and influence on 20th-century art, which took place Friday, Jan. 11, is available online: http://www.americanart.si.edu/multimedia/webcasts/. His discussion traces Paik’s career from early experimentations to late pioneering media art and shows how the artist transformed global visual culture. SI-537-2012 2</p>
<p style="text-align: justify;">Other programs offered during the exhibition’s presentation in Washington,  D.C., are:</p>
<p style="text-align: justify;">• Gallery talk by Mansfield, Tuesday, Feb. 12, at 6 p.m.</p>
<p style="text-align: justify;">• Film series, Wednesday, March 20, at 6:30 p.m.</p>
<p style="text-align: justify;">• Film series, Wednesday, April 24, at 6:30 p.m.</p>
<p style="text-align: justify;">• PaikBot Family Day presented in celebration of Korean Children’s Day, with family-friendly craft activities and music, Saturday, May 5, from 11:30 a.m. to 5 p.m.</p>
<p style="text-align: justify;">• Film series, Wednesday, May 15, at 6:30 p.m.</p>
<p style="text-align: justify;">• Nan June Paik’s birthday celebration, Saturday, July 20</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">More information on these and other programs, including additional film screenings and gallery talks, will be available online at americanart.si.edu/paik.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Credit</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Nam June Paik: Global Visionary” is organized by the Smithsonian American Art Museum with generous support from Sheila Duignan and Mike Wilkins; Barney A. Ebsworth; Marilou and Ken Hakuta; Maureen and Gene Kim; Korea Foundation; Wendy and Jerry H. Labowitz; Paula and Peter Lunder; Share Fund of The Community Foundation for the National Capital Region; The Starec Trust; Roselyne Chroman Swig; and the Barbara &amp; Howard Wise Endowment for the Arts.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>About the Smithsonian  American Art   Museum </strong></p>
<p style="text-align: justify;">The Smithsonian  American Art   Museum celebrates the vision and creativity of Americans with artworks in all media spanning more than three centuries. Its National Historic Landmark building is located at Eighth and F streets N.W., above the Gallery Place/Chinatown Metrorail station. Museum hours are 11:30 a.m. to 7 p.m. daily (closed Dec. 25). Admission is free. Follow the museum on Twitter, Facebook, Flickr, iTunes, ArtBabble and YouTube. Museum information (recorded):</p>
<p style="text-align: justify;">(202) 633-7970. Smithsonian Information: (202) 633-1000. Website: americanart.si.edu.</p>
<p style="text-align: justify;"># # #</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note to Editors: </strong>Selected high-resolution images for publicity only may be downloaded from americanart.si.edu/pr. Email AmericanArtPressOffice@si.edu for the password.</p>
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		<title>Magmart &#8211; International Videoart Festival. Video under volcano VIII edition extended deadline!</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 20:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flash]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[
Magmart &#124; video under volcano VIII edition extended deadline. Until March 31.
Info &#38; Link: http://www.magmart.it
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-6802"></span></p>
<div id="attachment_6807" class="wp-caption alignleft" style="width: 282px"><img class="size-full wp-image-6807" title="logo_magmart_8" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/02/logo_magmart_8.jpg" alt="" width="272" height="222" /><p class="wp-caption-text">Logo Magmart</p></div>
<p>Magmart | video under volcano VIII edition extended deadline. Until March 31.</p>
<p><span style="color: #993300;">Info &amp; Link: </span>http://www.magmart.it</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PLESSI. IL FLUSSO DELLA RAGIONE :: dal 27.10.2012 al 24.2.2013 / Palazzo della Ragione, Padova</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2012 17:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto di Fabrizio Plessi crea un dialogo emozionante tra il linguaggio del segno e quello del video, attraverso i quali ha preso forma la storia della sua espressione. 
Una grande videoinstallazione, protesa nello spazio di una delle più eminenti testimonianze architettoniche della Padova medievale, viene percorsa nella sua intera struttura da due diverse “correnti”. L’una è creata dall’affastellarsi di centinaia di fogli, che registrano la genesi […]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nell’ambito di RAM, il format dedicato ai linguaggi artistici contemporanei, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova, propone al Palazzo della Ragione <strong>dal 27 ottobre 2012 al 24 febbraio 2013</strong> il grande evento <strong><em>Il flusso della Ragione, </em></strong>una mostra dedicata a <strong>FABRIZIO PLESSI,</strong> tra i più noti ed apprezzati artisti italiani contemporanei.<strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6714" class="wp-caption alignnone" style="width: 466px"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/10/Plessi_Inst_fuoco_450.jpg"><img class="size-full wp-image-6714" title="Plessi_Inst_fuoco_450" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/10/Plessi_Inst_fuoco_450.jpg" alt="" width="456" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Fabrizio Plessi, installazione site specific, presso Palazzo della ragione a Padova</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il progetto di Fabrizio Plessi crea un dialogo emozionante tra il linguaggio del segno e quello del video, attraverso i quali ha preso forma la storia della sua espressione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una grande videoinstallazione, protesa nello spazio di una delle più eminenti testimonianze architettoniche della Padova medievale, viene percorsa nella sua intera struttura da due diverse “correnti”. L’una è creata dall’affastellarsi di centinaia di fogli, che registrano la genesi progettuale delle opere che hanno reso celebre l’artista; l’altra da un’ininterrotta sequenza di monitor, che rimanda la vibrazione visiva dell’acqua, del fuoco, della lava e del loro incessante fluire.</p>
<p style="text-align: justify;">L’energia degli elementi primari è da sempre al centro del ricercare di Plessi: l’artista mette in scena un suo personale “teatro del mondo”, che sottende una riflessione sull’infinito del pensiero umano e le origini del nostro stesso immaginario.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6690" class="wp-caption alignright" style="width: 241px"><img class="size-medium wp-image-6690" title="Imm_Plessi" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/10/Imm_Plessi-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /><p class="wp-caption-text">Fabrizio Plessi, disegno preparatorio per videoinstallazione.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il percorso della mostra si snoda come un “flusso” di pensieri su carta, a testimoniare modifiche, abbandoni, schizzi anche occasionali, l’insorgere di un’idea impellente, nei carnet, in cui si susseguono le evoluzioni del progetto iniziale, pensieri segreti, non destinati al pubblico, ma che ora vengono presentati allo scopo di far vedere il lavoro principale dell’artista che è quello della progettazione. «Ne <em>Il flusso della Ragione</em> – afferma l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio – l’artista inscena un confronto irripetibile tra il suo operare, che trova nella modernità tecnologica il suo strumento privilegiato, ed il cuore civile e politico della Padova medievale: Palazzo della Ragione».</p>
<p>L’allestimento contemplerà alcune macchine fotocopiatrici realizzate dal Gruppo Pellegrini, che permetteranno di stampare le riproduzioni fotostatiche dei progetti in mostra o di acquisirne l’immagine attraverso l’invio email. Attraverso la tecnologia del QR-code, il visitatore avrà inoltre la possibilità di visualizzare sul web l’opera finale realizzata dall’artista.</p>
<p><em> </em><em>Il flusso della Ragione</em> si pone come indagine sul funzionamento del pensiero creativo, in cui l’idea progettuale rappresenta lo scheletro costitutivo dell’opera.</p>
<p>Mostra a cura di Annamaria Sandonà.</p>
<p><em>In collaborazione con </em></p>
<p>Università degli Studi di Padova – dBC Dipartimento dei Beni Culturali, Archeologia, Storia dell’arte, del Cinema e della Musica</p>
<p><em>con il patrocinio di</em></p>
<p>MIBAC- Ministero per i Beni e le Attività Culturali</p>
<p>Regione del Veneto</p>
<p><em>con il sostegno di</em></p>
<p>Camera di Commercio Padova</p>
<p>Fondazione ANTONVENETA</p>
<p>Argos Energia Gas and Power</p>
<p><em>sponsor tecnici</em></p>
<p>Peruzzo Industrie Grafiche S.p.a.</p>
<p>Gruppo Pellegrini Ricoh imagine. change</p>
<p>OTT ART</p>
<p>Marcolongo pubblicità – comunicazione esterna srl</p>
<p><em>media partner</em></p>
<p>Il Mattino di Padova</p>
<p>La Tribuna di Treviso</p>
<p>La Nuova di Venezia e Mestre</p>
<p>Il Corriere delle Alpi</p>
<h3><span style="color: #993300;">I<strong>nfo &amp; link</strong></span></h3>
<p><span style="text-decoration: underline;">Orario</span> 9-18, chiuso i lunedì non festivi, il  25 e 26 dicembre, 1 gennaio</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Biglietti</span>: intero euro 8,00; ridotto euro 4,00: per gruppi  (minimo 10 persone); ridotti di legge; per chi esibisce il biglietto d’ingresso alla Cappella degli Scrovegni; ridotto speciale euro 3,00: scolaresche, Tessera RAM, per chi esibisce biglietto ArtePadova; biglietto gratuito: bambini fino ai 6 anni; gratuità di legge</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Visite guidate alla mostra</span> (il servizio include anche la visita al Salone):</p>
<ul>
<li>gruppi (minimo 10 &#8211; max 25) euro 100,00</li>
<li>scolaresche (minimo 10 &#8211; max 25)  euro 65,00; per le scuole primarie e secondarie di primo grado sono previsti  laboratori didattici compresi nel costo della visita</li>
<li>ogni venerdì dall’1 novembre al 31 gennaio alle ore 16.45 e  dall’1 al 24 febbraio alle ore 17.45 visita didattica alla mostra a euro 5 + biglietto mostra</li>
</ul>
<p>Informazioni, prenotazioni e visite guidate per adulti e scolaresche: call center 049 2010010</p>
<p>Diritto di prenotazione: euro 1,00 per gruppi e singoli (a visitatore); euro 0,50 per scolaresche (ad alunno)</p>
<p>Servizio Mostre – Settore Attività Culturali &#8211; http://padovacultura.padovanet.it</p>
<p><strong> </strong><strong>Ufficio stampa</strong></p>
<p>Studio Lavia, piazzetta San Michele, 5/1 Padova &#8211; tel. 0498364188 &#8211; fax 049 659378  <a href="mailto:info@studiolavia.it">info@studiolavia.it</a> (Francesco Nosella 3482628177)</p>
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		<title>SONDE 2012 – New Media Art / Bologna</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 16:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Art Festival]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Prorogata la rassegna per far posto a nuove collaborazioni
SONDE – New Media Art, la quattro giorni che avrebbe dovuto svolgersi dal 19 al 22 giugno in alcune location della città di Bologna, sarà prorogata nell’ottica di ridefinizione del progetto, ideato dal DAV (Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna) in collaborazione con l’Associazione Boart e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span id="more-6559"></span>Prorogata la rassegna per far posto a nuove collaborazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SONDE</strong><strong> – New Media Art</strong>, la quattro giorni che avrebbe dovuto svolgersi <strong>dal 19 al 22 giugno</strong> in alcune location della città di Bologna<strong>, sarà prorogata nell’ottica di ridefinizione del progetto</strong>,<strong> ideato dal DAV </strong>(Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna) <strong>in collaborazione con l’Associazione Boart e l’Associazione ARTYPE.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6560" title="sonde-bologna" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/06/sonde-bologna.bmp" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La rassegna sarà infatti ampliata e arricchita di nuove collaborazioni artistiche</strong>,<strong> </strong>coerentemente con l’intento dei promotori di superare le obsolete divisioni e classificazioni della produzione artistica contemporanea (video arte, performance, manufatto artistico, pittura, scultura, arte ambientale, sound art, ecc.), adottando invece il concetto di New Media Art, forti dell’idea che le nuove sinergie creative passino oggi, necessariamente, attraverso l’interconnessione globale. SONDE – New Media Art mantiene dunque la sua vocazione di “osservatorio” sulla sperimentazione contemporanea; resta inalterato anche il format di <strong>DRAFT.02 – Performing Videoart and Music</strong>, Main Event della kermesse, che sarà riproposto non appena definita la programmazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Come spiega la direzione: <em>“Proprio per la qualità e il carattere innovativo dei suoi contenuti, apprezzati tanto dalle istituzioni locali, quanto dai numerosi Partner coinvolti nell’iniziativa, abbiamo pensato che un progetto come SONDE non possa estinguersi in una quattro giorni durante l’estate bolognese, nell’ambito del già ricco cartellone di appuntamenti che affollano la città nei mesi di giugno e luglio. Le potenzialità espressive offerte dal “contenitore” sono innumerevoli, e intendiamo accoglierle e svilupparle durante tutto l’anno, come già fatto in questi primi mesi di lavoro”.</em> Una riflessione dettata anche dal successo riscontrato nel corso della campagna promozionale e le iniziative di anteprima dell’evento, fra cui ricordiamo: la conferenza stampa di presentazione in <strong>Arte Fiera </strong>(gennaio 2012); il <strong>concerto dei Parsec</strong> <strong>con visual live di Audrey Coïaniz</strong>, in occasione di <strong>UNIVERCITY</strong> – Expo Città per gli studenti e al Numa Restaurant per l’Official Party (8-9 febbraio 2012); l’<strong>Aucan Release Party al TPO di Bologna </strong>(11 maggio 2012), in collaborazione con la Virus Concerti, La Tempesta, La Repubblica XL e l’Università di Bologna.</p>
<p style="text-align: justify;">SONDE- New Media Art non avrebbe la possibilità di crescere senza il supporto, l’affiancamento costante, l’impegno, la competenza e il contributo prezioso di tutti coloro che hanno lavorato e continuano a lavorare assiduamente alla sua realizzazione. Un ringraziamento particolare va all’<strong>Università di Bologna, </strong>al<strong> DAV </strong>e alla media partnership del<strong> </strong>mensile <strong>La Repubblica XL</strong><strong>,</strong> alle Istituzioni del territorio che hanno accolto e incoraggiato l’iniziativa (il <strong>MAMbo</strong>, <strong>Arte Fiera</strong> e la <strong>Fondazione Cineteca</strong><strong> di Bologna</strong>), ai <strong>video artisti</strong> (Yuri Ancarani, Anita Calà, Luca Coclite, Audrey Coïaniz-Saul Saguatti, Cuoghi Corsello, Andrea Dojimi, Marco Morandi, Gabriele Pesci, Daniele Pezzi, Giovanna Ricotta, Natalia Saurin e Diego Zuelli) e alle <strong>Band coinvolte nell’evento DRAFT</strong> (Teatro degli Orrori, Aucan, Parsec).</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Info e link</span>: <a href="http://www.sondefestival.it/" target="_blank">www.sondefestival.it</a> | <a href="mailto:info@sondefestival.it" target="_blank">info@sondefestival.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Ufficio stampa</span>: Culturalia di Norma Waltmann, Agenzia di comunicazione, Bologna &#8211; Vicolo Bolognetti 11 | tel : <a href="tel:%2B39-051-6569105" target="_blank">+39-051-6569105</a> | fax: <a href="tel:%2B39-051-2914955" target="_blank">+39-051-2914955</a> | mob: <a href="tel:%2B39-392-2527126" target="_blank">+39-392-2527126</a> | email: <a href="mailto:info@culturaliart.com" target="_blank">info@culturaliart.com</a> | web: <a href="http://www.culturaliart.com/" target="_blank">www.culturaliart.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>dal 27.01.2012 al 12.02.2012 :: SENZ’APPELLO / Museo San Francesco, San Marino</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
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		<description><![CDATA[La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea della Repubbilca di San Marino è lieta di comunicare l’avvenuta selezione, da parte della giuria costituita da Andrea Bruciati, Daniele Capra, Juan Carlos Ceci, Silvia Conta e Massimiliano Messieri, delle opere partecipanti alla Prima Edizione del concorso Senz’appello. Il tema del concorso è finalizzato alla presentazione di un’opera audiovisiva che rifletta sul persistere ai nostri giorni di totalitarismi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6314"></span>La <strong>Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea della Repubbilca di San Marino </strong>è lieta di comunicare l’avvenuta selezione, da parte della giuria costituita da <strong>Andrea Bruciati</strong>, <strong>Daniele Capra</strong>, <strong>Juan Carlos Ceci</strong>, <strong>Silvia Conta</strong> e <strong>Massimiliano Messieri</strong>, delle opere partecipanti alla <strong>Prima Edizione del concorso <em>Senz’appello</em></strong><em>. </em>Il tema del concorso è finalizzato alla presentazione di <strong>un’opera audiovisiva che rifletta sul persistere ai nostri giorni di totalitarismi</strong>, processi di natura politico-economica o ideologie che mirano ad una relativizzazione dell’individuo e alla negazione dei suoi diritti fondamentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi i video selezionati: <em>L&#8217;eternité par les astres </em>di <strong>Riccardo Giacconi</strong>; <em>Rumore nero </em>di <strong>Elisa Monaldi</strong>; <em> Every day</em> di <strong>Pietro Mele</strong>; <em>Burning, falling, brushing </em>di <strong>Jacopo Natoli</strong>; <em>Tommy Gun </em>di <strong>Nicola Nunziata</strong>; <em>Existenzminimum </em>di <strong>Daniele Pezzi</strong>. La presentazione delle opere selezionate avrà luogo <strong>venerdì 27 gennaio alle ore 18.00</strong> negli spazi espositivi del <strong>Museo San Francesco</strong> e in tale occasione <strong>verrà proclamato il video vincitore</strong>, che entrerà a far parte della collezione della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di San Marino, e conferito il premio.</p>
<p style="text-align: justify;">Una più ampia selezione di opere partecipanti al concorso sarà presentata durante il V Concerto per la Giornata Internazionale della Memoria del <em>San Marino Ensemble</em> diretto dal Maestro Massimiliano Messieri (27 gennaio 2012, ore 21.15, Teatro Titano). <strong><span style="text-decoration: underline;">Per tale occasione i video saranno complementari all’evento e verranno proiettati privi di audio</span></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>27 gennaio – 12 febbraio 2012</strong><br />
Tutti i giorni  9.00/17.00 &#8211; Ingresso libero<br />
<strong>Per informazioni:</strong><br />
Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea<br />
Scala Bonetti, 2 – 47890 San Marino<br />
tel. 0549.885414<br />
<strong>Ufficio Stampa Galleria</strong> &#8211; <a href="mailto:ufficiostampa.galleria@pa.sm" target="_blank">ufficiostampa.galleria@pa.sm</a></p>
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		<title>dal 13.11.2011 al 26.3.2012 :: Shimabuku / Centre international d’art et du paysage, Île de Vassivière</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 15:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Bioarte]]></category>
		<category><![CDATA[Landart]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Centre international d’art et du paysage de l’île de Vassivière è lieto di accogliere la mostra personale Il vaut mieux éviter tout contact avec les formes de vie extra-terrestres dell’artista giapponese Shimabuku.
La parola « Shima » (che in giapponese significa «isola») conduce in maniera del tutto naturale l’artista a intervenire sull’isola di Vassivière, concludendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6033"></span>Il Centre international d’art et du paysage de l’île de Vassivière è lieto di accogliere la mostra personale Il vaut mieux éviter tout contact avec les formes de vie extra-terrestres dell’artista giapponese Shimabuku.</p>
<p style="text-align: justify;">La parola « Shima » (che in giapponese significa «isola») conduce in maniera del tutto naturale l’artista a intervenire sull’isola di Vassivière, concludendo nel modo più poetico possibile la programmazione del Centro d’arte sotto la direzione di Chiara Parisi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6034" class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><img class="size-full wp-image-6034" title="Shimabuku" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/11/Shimabuku.jpg" alt="" width="454" height="323" /><p class="wp-caption-text">Shimabuku, “When Sky was sea”, 2002. Courtesy de l&#39;artiste et la Galerie der Stadt Schwaz</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Dopo sette anni di mostre e progetti in questo paesaggio insulare unico, Chiara Parisi ha invitato Shimabuku a creare dei lavori che resistono a ogni tipo di vincolo espositivo, proponendo ai visitatori un rapporto particolare con la natura e agli animali.<br />
Più giovane, il desiderio di Shimabuku era di essere poeta o guida turistica. Convinto che l’arte non debba per forza produrre delle opere, ma piuttosto causare degli incontri, l’artista è giunto a far coincidere le due vocazioni. Da allora, lo stile o il mezzo espressivo non hanno molta importanza nell’oggetto finito, poiché la volontà dell’artista è di connettere gli esseri viventi tra di loro.<br />
Shimabuku presenta a Vassivière i suoi lavori più recenti così come delle nuove produzioni dove i dettagli, le sonorità, l’origine dei nomi vanno a intessere tra di loro un mondo singolare. L’artista invita il pubblico a vivere delle ‘situazioni’ che raccontate da coloro che le hanno sperimentate diventano favole, storie, racconti o avvenimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Centre international d’art et du paysage &#8211; Île de Vassivière<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 13 Novembre 2011 &#8211; 26 Febbraio 2012<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 12 Novembre 2011, ore 16.00<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Shimabuku<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Chiara Parisi<br />
<span style="color: #993300;">Catalogo</span>: Shimabuku ha ideato un libro con il designer Hattori Kazunari, intitolato Shimabuku 2011, che contiene una conversazione tra Shimabuku e Chiara Parisi e un testo di Pierre Joseph<br />
<span style="color: #993300;">Editore</span>: Centre international d’art et du paysage/Silvana Editoriale<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: <a href="http://www.ciapiledevassiviere.com/" target="_blank">www.ciapiledevassiviere.com</a><br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: Heymann, Renoult Associées: Sarah Heymann e Marika Bekier | Tel. +33 (0) 1 44 61 76 76 | <a href="mailto:m.bekier@heymann-renoult.com" target="_blank">m.bekier@heymann-renoult.com</a> | <a href="http://www.heymann-renoult.com/" target="_blank">www.heymann-renoult.com</a>; Centre international d’art et du paysage: Frédéric Legros | Tel. +33 (0)5 55 69 27 27 | Fax  +33 (0)5 55 69 29 31 | <a href="mailto:communication@ciapiledevassiviere.com" target="_blank">communication@ciapiledevassiviere.com</a><br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Bioarte, Landart, Videoarte</p>
<p>:: ::</p>
]]></content:encoded>
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		<title>dal 9.11.2011  al 18.12.2011 :: Parasimpatico by Pipilotti Rist / Ex Cinema Manzoni, Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 08:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[New Media]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Floating visions, vibrant, psychedelic colors, hypnotic soundtracks, sensuality and ethereality are some of the main ingredients in the world of Pipilotti Rist, which lies at the border between dreams and reality. Her luxuriant videos and multimedia installations explore human sexuality and media culture with a playful, provocative blend of fantasy and everyday life, with images in movement transforming familiar subjects, themes and places into fascinating kaleidoscopes.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">PIPILOTTI RIST &#8211; PARASIMPATICO<br />
a solo show produced by Fondazione Nicola Trussardi</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/11/16111.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6020" title="1611" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/11/16111.jpg" alt="" width="544" height="340" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/11/16111.jpg"></a><br />
From 9 November to 18 December 2011, the Fondazione Nicola Trussardi is presenting Parasimpatico, curated by Massimiliano Gioni, the first major solo exhibition by Pipilotti Rist in Italy.</p>
<p style="text-align: justify;">The setting for the Swiss artist’s new project is the former Cinema Manzoni, which for over fifty years was one of the most important movie theaters in Milan, and has been closed to the public since 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">Pipilotti Rist is one of the most highly respected, unconventional voices in art today: she has had solo shows in the world’s best-known museums—including MoMA in New York and Centre Pompidou in Paris—and has participated in major international events such as the Venice Biennale and the biennials of Berlin, Sydney and Lyon. In 2009 she presented her first feature-length film, Pepperminta, at the Venice Film Festival.</p>
<p style="text-align: justify;">Floating visions, vibrant, psychedelic colors, hypnotic soundtracks, sensuality and ethereality are some of the main ingredients in the world of Pipilotti Rist, which lies at the border between dreams and reality. Her luxuriant videos and multimedia installations explore human sexuality and media culture with a playful, provocative blend of fantasy and everyday life, with images in movement transforming familiar subjects, themes and places into fascinating kaleidoscopes.</p>
<p style="text-align: justify;">For Pipilotti Rist, video images are a projection of desires and emotions, a new form of organic life that viewers can perceive not just with their eyes but with their bodies. Often hidden in unexpected places—toilets, liquor bottles, seashells and handbags—or projected onto evocative surfaces—church ceilings or giant television screens—her installations are explorations of the senses, all-enveloping experiences in which all physical and psychological distance from the viewer is abolished. In Rist’s visual journeys, viewers often find themselves in spaces with topsy-turvy proportions, reduced to Lilliputian scale before giant images that heighten the sensation of childhood memories of a pure world, where corporeality seems reconciled with rationality and where sensuality takes on an almost spiritual dimension, sometimes tinged with irony and melancholy.</p>
<p style="text-align: justify;">The gateway into Pipilotti Rist’s work is our emotional side, the part of us that reacts involuntarily to external stimuli. This observation inspired the title for her show with the Fondazione Nicola Trussardi, Parasimpatico: with her usual sense of humor, Pipilotti Rist is referring to the division of the nervous system that governs the body’s involuntary functions, such as digestion, relaxation, rest and energy storage.</p>
<p style="text-align: justify;">Like her previous installations, this project conceived for the former Cinema Manzoni combines old and new work, with the objective of transforming the former theater into a huge living creature, mingling cinema and television, hallucinations and high-definition images. In Parasimpatico, Pipilotti Rist wraps the sumptuously decorated spaces of the Manzoni—from the lobby to the grand staircase, and from the auditorium to the bar—in a new skin of images, an all-enveloping carousel of sound, light, and color that restores a joyous magic to what was once Milan’s most prestigious movie theater, in a final flutter of life before its definitive transformation. This exhibition by Pipilotti Rist will be a unique opportunity to see the spaces of the former Cinema Manzoni in their original beauty, after five years of closure.</p>
<p style="text-align: justify;">Designed by architect Alziro Bergonzo and opened in 1950, the Cinema Manzoni is part of a stately edifice conceived to house shops and commercial venues on Via Manzoni, in the heart of Milan. With a surface area of over 5000 square meters, richly decorated and frescoed, an enormous 1400-seat auditorium, and showing only first-run films, the Manzoni immediately came to be seen as the most elegant movie theater in the city, and was used as a location for important films such as Michelangelo Antonioni’s Story of a Love Affair  (1950) and The Lady Without Camelias (1952). In 1955 it became the first movie theater in Italy, and the third in the world, to introduce Cinerama, an innovative three-screen panoramic projection system. These unique features made the Cinema Manzoni one of the most remarkable movie theaters in Milan and in the entire country for over fifty years, until it definitively closed on 25 September 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">With Parasimpatico, the Fondazione Nicola Trussardi continues its nomadic exploration of Milan, rediscovering forgotten places and hidden treasures in the heart of the city and bringing them back to life through contemporary art. After major solo shows by Michael Elmgreen &amp; Ingar Dragset, Darren Almond, Maurizio Cattelan, John Bock, Urs Fischer, Anri Sala, Paola Pivi, Martin Creed, Pawel Althamer, Peter Fischli and David Weiss, Tino Sehgal, Tacita Dean, and Paul McCarthy, the Fondazione Nicola Trussardi is now proud to present this new large-scale project by Pipilotti Rist, as part of the calendar of events organized throughout 2011 to celebrate the centennial of Trussardi Group.</p>
<p style="text-align: justify;">BRIEF BIO</p>
<p style="text-align: justify;">Elisabeth Charlotte Rist was born in Grabs, Switzerland in 1962. She lives and works in Zurich and Sommerset.</p>
<p style="text-align: justify;">As a child, she decided to adopt the unconventional name Pipilotti, which combines Lotti, a nickname for Charlotte, with Pippi Longstocking, the Astrid Lindgren’s character with whom she strongly identified.</p>
<p style="text-align: justify;">After studying applied arts, illustration, photography and visual communication in Vienna and Basel, and founding the all-female rock band Les Reines Prochaines, with whom she created albums, concerts, videos and live performances, Pipilotti Rist undertook the artistic career that has led her to exhibit in the world’s most important museums.</p>
<p style="text-align: justify;">Nominated for the New York Guggenheim’s Hugo Boss Prize in 1998, in 2009 she won the Joan Miró Prize, organized by Fundació Joan Miró in Barcelona.</p>
<p style="text-align: justify;">Her videos and installations have been exhibited in solo shows at some of the world’s leading art institutions, including Hayward Gallery in London (2011), the Museum of Contemporary Art in Tokyo and Fundació Joan Miró in Barcelona (2010), KIASMA in Helsinki (2009), the Museum of Modern Art in New York (2008), Centre Georges Pompidou in Paris (2007) and Museo Nacional de Arte Reina Sofía in Madrid (2001). She has participated in prestigious contemporary art events such as the Venice Biennale (2011, 1999, 2005, 1997, 1993), the Biennale of Sydney (2008, 2000), the Istanbul Biennial (2007, 1999, 1997), the Moscow Biennale (2007), the Shanghai Biennale (2002), the Berlin Biennial (1998), the Biennale de Lyon (1997) and the São Paulo Biennial (1994).<br />
In 2009 she made her first full-length film, Pepperminta, presented the same year at the Venice Film Festival, the Seville European Film Festival, the Miami International Film Festival, the International Film Festival Rotterdam , and in 2010 at the Sundance Film Festival.</p>
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		<title>Risveglio. Allegoria di figure e musica di Studio Azzurro / Piazza Scala, Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 20:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>
		<category><![CDATA[Videomapping]]></category>

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		<description><![CDATA[“Risveglio. Allegoria di figure e musica” di Studio Azzurro, la sera del 3 Novembre in Piazza Scala a Milano per la serata inaugurale delle Gallerie d’Italia,  nuovo museo dedicato all’arte dell’Ottocento. Una coinvolgente videoproiezione abbraccia Palazzo Beltrami, Palazzo Marino e il Teatro alla Scala, suggestiva cornice di Piazza Scala, invitando i visitatori ad accedere al museo. Le superfici murarie degli storici palazzi si trasformano in un flusso dinamico di immagini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span id="more-5946"></span></em></p>
<p><em>Risveglio. Allegoria di figure e musica </em>di Studio Azzurro, la sera del 3 Novembre in Piazza Scala a Milano per la serata inaugurale delle Gallerie d’Italia,  nuovo museo dedicato all’arte dell’Ottocento. Una suggestiva videoproiezione che abbraccia Palazzo Beltrami, Palazzo Marino e il Teatro alla Scala che incorniciano Piazza Scala, invitando i visitatori ad accedere al museo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_5947" class="wp-caption alignnone" style="width: 461px"><img class="size-full wp-image-5947" title="Risveglio_studioAzzurro-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/11/Risveglio_studioAzzurro-comp.jpg" alt="" width="451" height="303" /><p class="wp-caption-text">Studio Azzurro, Risveglio. Allegoria di figure e musica, 2011. Videomapping sui palazzi di Piazza Scala a Milano.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Attraverso la tecnica del video mapping, la quale consente di mappare architetture o oggetti reali facendo sì che la tradizionale proiezione video aderisca alle superfici riflettenti animandone i volumi,  Studio Azzurro trasforma le superfici murarie degli storici palazzi in un flusso dinamico di immagini, prolungamento visivo dell’opera pittorica <em>Risveglio (</em>1908 – 1923, dittico) di Giulio Aristide Sartorio esposta in una delle sale inaugurate.<br />
L’opera di Sartorio riletta da Studio Azzurro, con i suoi riferimenti iconografici e concettuali diventa anche un momento di riflessione sull’importanza storica e culturale di un Paese.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Elvira D&#8217;Angelo</strong></p>
<p style="text-align: left;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Gallerie d’Italia &#8211; Piazza Scala &#8211; Milano<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 3 Novembre 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orario</span>: dalle ore 20.30<br />
<span style="color: #993300;">Note</span>: La videoproiezione si svolge all’interno della serata inaugurale delle Gallerie d’Italia in Piazza Scala a Milano<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: <a href="http://www.studioazzurro.com" target="_blank">www.studioazzurro.com</a> |<a href="http://www.gallerieditalia.com" target="_blank">www.gallerieditalia.com</a></p>
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		<title>Milano: apre al pubblico il nuovo polo museale, dedicato all&#8217;arte dell&#8217;ottocento, Gallerie d&#8217;italia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 16:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flash]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>
		<category><![CDATA[Videomapping]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel centro storico di Milano, nei suggestivi spazi dei palazzi sette-ottocenteschi Anguissola Antona Traversi e Brentani,  apre al pubblico il nuovo polo museale Gallerie d’Italia, dedicato all’arte dell’Ottocento, con circa 200 opere provenienti dalla Fondazione Cariplo (135 pezzi) e dalla collezione di Intesa Sanpaolo (62 pezzi).


Un percorso espositivo, curato da Fernando Mazzocca, articolato in tredici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5940"></span>Nel centro storico di Milano, nei suggestivi spazi dei palazzi sette-ottocenteschi Anguissola Antona Traversi e Brentani,  apre al pubblico il nuovo polo museale Gallerie d’Italia, dedicato all’arte dell’Ottocento, con circa 200 opere provenienti dalla Fondazione Cariplo (135 pezzi) e dalla collezione di Intesa Sanpaolo (62 pezzi).</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_5943" class="wp-caption alignnone" style="width: 422px"><img class="size-full wp-image-5943" title="XIII_Umberto-Boccioni" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/11/XIII_Umberto-Boccioni.jpg" alt="" width="412" height="394" /><p class="wp-caption-text"> Umberto Boccioni  (Reggio Calabria 1882 – Verona 1916), “Donna in giardino”, 1910; Pastello su carta applicata su tela, 37 x 38 cm. Collezione Intesa Sanpaolo. (XIII – Umberto Boccioni. Dal divisionismo al Futurismo (Sala 23)</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un percorso espositivo, curato da Fernando Mazzocca, articolato in tredici sezioni che attraversa un intero secolo di arte italiana; dai bassorilievi di Antonio Canova di fine Settecento ai capolavori prefuturisti di Umberto Boccioni, affiancati da altrettanti significativi maestri del nostro Paese quali Francesco Hayez, Gerolamo Induno, Angelo Inganni, Federico Zandomeneghi, Giovanni Boldini, Telemaco Signorini, Giovanni Segantini, Angelo Morbelli, Gaetano Previati, Giulio Aristide Sartorio.<br />
A queste sezioni entro il 2012 se ne aggiungerà un’altra dedicata al Ventesimo secolo.<br />
La serata inaugurale è sottolineata dalla suggestiva videoproiezione <em>Risveglio. Allegoria di figure e musica </em>di Studio Azzurro che coinvolge le facciate degli storici palazzi di Piazza Scala.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Elvira D&#8217;Angelo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Info</span>:  <a href="http://www.gallerieditalia.com" target="_blank">www.gallerieditalia.com</a> |<a href="http://www.studioazzurro.com" target="_blank">www.studioazzurro.com</a></p>
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		<title>Surreale versus surrealismo nell’arte contemporanea / IVAM, Valencia</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 19:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Scherini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Riunendo i lavori di più di quaranta artisti, tra i quali Maurizio Cattelan, Anish Kapoor, Cindy Sherman e Kiki Smith, i curatori dell’esposizione Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni, propongono un’analisi critica...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5857"></span>Riunendo i lavori di più di quaranta artisti, tra i quali Maurizio Cattelan, Anish Kapoor, Cindy Sherman e Kiki Smith, i curatori dell’esposizione Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni, propongono un’analisi critica sulla contrapposizione tra il surrealismo del XX secolo e il registro surreale utilizzato da molti artisti contemporanei.</p>
<div id="attachment_5860" class="wp-caption alignleft" style="width: 293px"><img class="size-full wp-image-5860  " title="Inez_van_Lamsweerde-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/10/Inez_van_Lamsweerde-comp1.jpg" alt="" width="283" height="325" /><p class="wp-caption-text">Inez van Lamsweerde &amp; Vinoodh Matadin, &quot;Anastasia&quot;, 1994. Pittura digitale, C-print, cm 114 X 110.  Galleria Primo Marella, Milano</p></div>
<p style="text-align: justify;">Se è pur vero che la produzione artistica, in quanto strettamente legata a un processo creativo al quale partecipa consistentemente la fantasia, ha dato mostra di certa visionarietà già in epoca remota (basti pensare alle opere allucinate di Hieronimus Bosh), è a partire del movimento surrealista che l’immagine fantasiosa entra a formare parte delle consuetudini artistiche e lì permane ancora oggi. Ma ciò che persiste come norma estetica ha subito profondi cambiamenti in termini comunicativi e, come è auspicabile, si è fatta portavoce di una società molto diversa.<br />
I surrealisti del secolo scorso si videro testimoni di una rivoluzione culturale che, grazie al radicamento delle nuove teorie psicoanalitiche, assegnava all’individuo una nuova consapevolezza, incentrata sul riconoscimento di una forma di pensiero inconscia. Tale cognizione convalidava l’uso, nella pratica artistica, di sistemi creativi basati sulla libera associazione di idee e sulla rappresentazione del mondo interiore, il quale lasciato libero di manifestarsi origina immagini oniriche facilmente riconoscibili come fantasiose.<br />
Indubbiamente si può rintracciare nell’opera di una buona parte di artisti contemporanei certa familiarità con l’immaginario fantastico dei surrealisti, eppure, con la stessa immediatezza, si può percepire una maniera diversa di ricorrere al surreale, atteggiamento nuovamente imputabile a una trasformazione culturale.</p>
<div id="attachment_5864" class="wp-caption alignnone" style="width: 459px"><img class="size-full wp-image-5864" title="Ousler-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/10/Ousler-comp.jpg" alt="" width="449" height="409" /><p class="wp-caption-text">Tony Ousler, “ Untitled, (Head wiht Tools)”, 2009. Videoproiezione su fibra di vetro, acqua, resina e tools; cm 100 x 91 x 76. Galleria Soledad Lorenzo, Madrid</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La rivoluzione tecnologica e la conseguente globalizzazione e mediatizzazione della realtà, hanno reso possibile quella spettacolarizzazione profetizzata da Guy Debord che, portata agli estremi odierni, ci ha reso incapaci di effettuare una discriminazione tra reale e falso, e secondo cui percepiamo immagini vere come false e riproduzioni fittizie come reali.<br />
L’avvento di internet, la diffusione dei media, applicazioni informatiche come Photoshop e l’alienante volontà di ridurre la realtà al servizio dello show-business, hanno attivato una norma che prevarica l’attendibilità dell’immagine documentaria in favore di un continuo ricorso alla manipolazione di informazione e immagini, generando nella coscienza collettiva un nuovo codice di lettura del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_5866" class="wp-caption alignnone" style="width: 458px"><img class="size-full wp-image-5866" title="M-Barney" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/10/M-Barney.jpg" alt="" width="448" height="533" /><p class="wp-caption-text">Matthew Barney, &quot;Cremaster 4: Loughton Manual&quot;, 1994. C-print, cornice di plastica autolubrificata; collezzione privata, Italia</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">A questo gioco dei doppi tra verità e finzione, si riferiscono gli artisti del surreale che, in risposta alla logica dei mezzi di comunicazione, ritraggono i comportamenti paradossali che ne derivano, creando immagini surreali, che risultano difficili da accettare come reali.<br />
Seppure i contorni sembrano tracciare ancora la sagoma di un mondo immaginario, non si tratta più del riflesso di un inconscio perturbato della realtà, ma del ritratto, immortalato del vero, di una realtà perturbata da una nuova concezione di essa.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Eleonora Scherini</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>:: ::</strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #993300;">Sede</span>: IVAM Institut Valencia d&#8217;Art Modern &#8211; Valencia<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 6 Ottobre 2011 &#8211; 8 di Gennaio 2012</p>
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		<title>Lech Majewski. Brugel Suite / Chiesa di San Lio, Venezia</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 22:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milena Cordioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra gli Eventi collaterali della Biennale di Venezia l’installazione video di Lech Majewski è un’esperienza assolutamente imperdibile: la perizia tecnica di questo imponente lavoro registico, curato in ogni dettaglio con maniacale precisione d’intenti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5792"></span>Tra gli <em>Eventi collaterali </em>della Biennale di Venezia l’installazione video di Lech Majewski è un’esperienza assolutamente imperdibile: la perizia tecnica di questo imponente lavoro registico, curato in ogni dettaglio con maniacale precisione d’intenti, si riflette nella forza espressiva del risultato, che unisce alla sconcertante bellezza delle immagini la complessa profondità dei contenuti.</p>
<div id="attachment_5800" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-5800 " title="sanLio-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/10/sanLio-comp.jpg" alt="" width="450" height="299" /><p class="wp-caption-text">Lech Majewski, “Brugel Suite”; installazione video. Particolare dell’altare maggiore della Chiesa di San Lio a Venezia con 2 dei 6 video installati al suo interno</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’installazione video di Lech Majewski all’interno della piccola Chiesa veneziana di San Lio non è semplicemente un’opera da osservare, e non è nemmeno uno spazio fisico da esperire: essa piuttosto si offre come una visione epifanica, la rivelazione di una serie infinita e concatenata di significati nascosti nelle trame della nostra storia, che si ripete all’infinito e rimbalza dal passato al presente, sino al tempo assoluto dell’esperienza universale cristologica. Scrive il curatore Michael Francis Gibson: “Il soggetto rimane attuale ancor oggi: la tortura in nome della religione”.<br />
Sono immagini di una bellezza sconcertante, volti che campeggiano in primo piano, vivi e presenti, sullo sfondo di un paesaggio dal forte valore simbolico, immaginato mezzo secolo fa dal genio pittorico di Bruegel il Vecchio.<br />
L’opera di Majewski, che potremmo definire un’impresa, durata per oltre tre anni, è una sorta di alchemica trasformazione: dal celeberrimo quadro di Bruegel <em>Andata al Calvario</em>, dipinto nel 1564, si dipartono tutta una serie di divagazioni narrative e filosofiche sui significati e i tempi impliciti nella fissità pittorica della tela che, a differenza del video, non può che trattenere la vastità del tempo e degli accadimenti nella condensazione statica di un unico momento. Ma questa staticità è solo apparente, così accade che come un fiume, simile a quello che le figure in secondo piano costruiscono nello spazio pittorico, i personaggi iniziano il loro cammino nei video di Majewski, per assistere o soccombere al calvario.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_5801" class="wp-caption alignnone" style="width: 463px"><img class="size-full wp-image-5801 " title="1 RutgerHauer" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/10/1-RutgerHauer.jpg" alt="" width="453" height="302" /><p class="wp-caption-text">Lech Majewski, “Brugel Suite”; installazione video. Fotogramma tratto dal film &quot;The Mill and the Cross&quot; in cui Rutger Hauer interpreta Brugel il Vecchio</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nei quattro <em>tableaux vivants </em>allestiti lungo il fianco sinistro della Chiesa, che accompagnano lo spettatore verso la visione dei due video posizionati ai lati dell’altare maggiore, in cui sono proiettati due spezzoni del film <em>The Mill &amp; the Cross</em>, si assiste ad una specie di trasfigurazione del regista nel pittore, attraverso l’intensa interpretazione di Rutger Hauer, il famoso attore olandese dalla mimica facciale assai potente, un volto che si potrebbe definire già di per sé “espressionista”.<br />
Un corto circuito complesso che richiama alla memoria alcuni ‘giochi speculari della visione’ della tradizione fiamminga cui Bruegel appartiene: Lech Majewski, quindi, come Bruegel, entrambi registi di una composizione molto articolata, in cui si stratificano diversi significati che ruotano intorno al tema della vita e della morte, attraverso l’esperienza drammatica della Crocifissione.<br />
L’attore interpreta Bruegel, alle sue spalle il paesaggio nordico con il picco su cui campeggia il mulino, dapprima mentre riflette tenendo tra le mani un bucranio, la cui forma richiama quella della roccia sullo sfondo, a seguire una scena senza di lui, in cui passa la vita quotidiana sotto i nostri occhi, sottoforma di giovani donne che trasportano ceste. Nel terzo ‘quadro’ l’artista-regista ricompare ed ora sta dipingendo la sua scena, che scorre davanti ai suoi ed ai nostri occhi; infine il grande quadro è pronto: egli interviene nel campo visivo per gli ultimi ritocchi, un drappo rosso (colore che poi ritorna con satura e simbolica prepotenza nei video) da aggiustare, pochi ultimi dettagli da rifinire e poi egli dovrà lasciare la sua opera al mondo, ritirandosi nel silenzio della morte e del tempo. Un torpore da cui l’artista del presente lo può risvegliare, rispecchiandosi in lui, nella sua opera, riportandola in vita nella sua esperienza attuale.</p>
<div id="attachment_5802" class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><img class="size-full wp-image-5802 " title="TheMIL-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/10/TheMIL-comp.jpg" alt="" width="454" height="303" /><p class="wp-caption-text">Lech Majewski, “Brugel Suite”; installazione video. Fotogramma tratto dal film &quot;The Mill and the Cross&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Credo che il grande valore di quest’opera così complessa stia proprio in questo duplice livello che pone in atto un meccanismo che, lentamente, solo restando all’interno della Chiesa per un tempo prolungato, si fa chiaro: il senso di un destino universale e la “banalità del male” della violenza che da sempre l’uomo esercita sull’altro.<br />
Majewski si rispecchia in Bruegel poiché le loro esperienze si sposano nel comune desiderio di raccontare l’uomo, alla ricerca del senso del suo destino e non importa che si tratti di Cristo o di un povero contadino anonimo, come si vede nei due video che mostrano il calvario rispettivamente dell’uno e dell’altro. Con questa sua impresa il regista ci sta offrendo molto più di un racconto a partire da un quadro: egli innesca, utilizzando la potenza travalicatrice dei mezzi digitali e virtuali, il meccanismo del rispecchiamento universale del nostro breve percorso esistenziale, attraverso un linguaggio di rara bellezza. Soffermandosi ad osservare le scene, ci si può emozionare di fronte ai volti che campeggiano nitidi ed assorti sui fondi brumosi; alla visione del mulino che gira mentre il tempo della vita si arresta nella cavità buia della caverna in cui è deposto il corpo del Cristo; al ciclo dei sentimenti e delle paure più ancestrali che come una ruota gira davanti ai nostri occhi.<br />
Un lavoro in cui si stratificano molti significati, come scrive il curatore dell’esposizione Michael Francis Gibson: “Tre anni spesi tessendo un enorme tappeto digitale composto livello su livello da prospettiva, fenomeni atmosferici e persone”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Milena Cordioli</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><br />
</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="490" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YzOL5o_ZwlY?version=3&amp;feature=player_detailpage" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="490" height="300" src="http://www.youtube.com/v/YzOL5o_ZwlY?version=3&amp;feature=player_detailpage" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Chiesa di San Lio, Venezia<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 4 Giugno &#8211; 27 Novembre 2011</p>
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		<title>TONY OURSLER Open obscura / PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 18:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milena Cordioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimi giorni utili per visitare al PAC di Milano la prima grande retrospettiva italiana dedicata al geniale ‘video-scultore’ americano: un percorso parallelo tra visione e realtà, zone d’ombra e illuminanti folgorazioni. La mostra, che presenta i lavori dell’ultimo decennio, è a cura di Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5273"></span>Ultimi giorni utili per visitare al PAC di Milano la prima grande retrospettiva italiana dedicata al geniale ‘video-scultore’ americano: un percorso parallelo tra visione e realtà, zone d’ombra e illuminanti folgorazioni. La mostra, che presenta i lavori dell’ultimo decennio, è a cura di Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni.</p>
<div id="attachment_5274" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><img class="size-full wp-image-5274 " title="f1Oursler-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/f1Oursler-comp.png" alt="" width="270" height="314" /><p class="wp-caption-text">Tony Oursler, “Red Ray”, 2008. Pannello in alluminio dipinto, video; painted aluminium panel, video. Courtesy Galerie Forsblom, Helsinki</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’ingresso in mostra lascia sorpresi: per chi conosce l’opera di Oursler, l’avvio pare quasi troppo distaccato e filtrato dalla riflessione. Il grande visionario ci accoglie con un insieme di quattro installazioni video realizzate tra il 2008 ed il 2009, presentandoci i ‘frutti proibiti’ (dalla beffarda banconota parlante da 5 $ all’ossessiva gestualità di un perpetuo grattare per vincere) di una condizione sociale e psichica alienante, che caratterizza il nostro tempo.<br />
Non c’è giudizio, come sempre nella sua opera, e in queste sue complesse macchinazioni psico-fisiche vi è una sorta di semplice presa d’atto e traduzione della situazione mentale e sociale dell’uomo contemporaneo. La mostra, infatti, è percorsa da due dimensioni: quella invisibile della psiche e quella visibile del fenomeno luminoso, che nell’era della tecnologia avanzata si complica e porta in luce il dramma nascosto della vita quotidiana.<br />
Una condizione comune quindi, e proprio questo misterioso senso di co-appartenenza è ciò che, paradossalmente, pervade lo spettatore dinanzi alla scoperta di queste forme di vita alterate e parallele, lasciate libere di emergere come da un territorio psico-fisico originario.<br />
Le quattro sale che si aprono sul lungo corridoio centrale funzionano come dei veri e propri nuclei di particelle invisibili che hanno raggiunto la dimensione cosmica: enormi bulbi oculari che diventano pianeti sparsi nell’universo di un’inquietante e avvolgente onnivisione in <em>Obscura</em> del 2010, un’installazione <em>site specific</em> composta da dieci ‘occhi-sfera’; oppure strane creature ridotte a grandi volti compositi, surreali e deformati, nella terza sala, con cui si è tentati di tessere le fila di un dialogo impossibile. Si arriva poi a <em>Purple Dust</em> del 2006, in cui la sensazione di prigionia cosmica è spinta all’estremo: volti, bocche, corpi si dimenano in una forma magmatica, che ricorda un diabolico cervello sovrumano da cui tutto proviene e a cui tutto torna.</p>
<div id="attachment_5277" class="wp-caption alignnone" style="width: 461px"><img class="size-full wp-image-5277" title="f3Ourler-copm" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/f3Ourler-copm.png" alt="" width="451" height="282" /><p class="wp-caption-text">Tony Oursler, “Obscura”, 2010. Videoproiezione con audio su vetroresina; video projection with audio on fibreglass. Courtesy of the artist</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nel corridoio centrale le venticinque teste replicanti della performer Tracy Liepold e le quattro video installazioni entro gli <em>Splats</em> colorati dei pannelli di alluminio, due delle quali ‘impersonate’ dallo stesso Oursler, riconducono a livello esistenziale il processo di alienazione cosmica dei nuclei adiacenti, in un allestimento ricco di suggestioni e che traccia un <em>fil rouge</em> del suo percorso creativo, costruito su dettagli poeticamente significanti. Un esempio in <em>Black + Blue </em>del 2010: mentre un argenteo Tony Oursler lotta per imporsi ai vuoti della macchia e liberare il suo essere da un’angosciante prigionia, sulla superficie lucida e speculare dell’alluminio si riflettono beffarde le esistenze parallele della sala di fronte, si concedono l’ironia poiché esse hanno invece accettato il loro destino…quasi lo (e ci) invitassero a fare altrettanto.<br />
Dopo esserci immersi in questo universo avvolgente e coinvolgente, poiché insidia sia i nostri sensi sia la nostra mente, si scende nel parterre, dove nuovamente Oursler ci pone nella condizione più distaccata di osservatori esterni: <em>Extrude Lock (2, 4, 6) </em>è un altro insieme di installazioni riassemblato per la mostra al PAC, in cui l’artista torna a narrare, ci chiede la distanza e la riflessione. L’installazione è una sorta di grande ‘vanitas’ contemporanea, in cui il tempo è sottoposto ad una psichedelica accelerazione che culmina nello scoppio di una banale lampadina.</p>
<div id="attachment_5279" class="wp-caption alignnone" style="width: 461px"><img class="size-full wp-image-5279" title="FIG2oursler" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/FIG2oursler.png" alt="" width="451" height="282" /><p class="wp-caption-text">Tony Oursler, “Untitled MPD”, 2005. Videoproiezione con audio su vetroresina;  video projection with audio on fibreglass. Courtesy of the artist</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il ritorno alla lampadina nel cuore della rivoluzione tecnologica è significativo: Oursler non è certo un nostalgico ma la luce è l’origine delle cose per lui. La lampadina è il primo tentativo d’imprigionarla e controllarla da parte dell’uomo contemporaneo; che poi ciò sia impossibile è da lui ribadito come costante del suo linguaggio ed esplicitato in un’opera davvero peculiare all’interno del suo percorso, così legato all’espressione mimica del volto e al gusto ‘barocco’ dell’immagine, che s’intitola <em>Radius</em> (2011). L’installazione è fra le più semplici: una lampadina appesa al centro di una sala, si accende, poi si spegne, intensifica o diminuisce la sua luminosità al suono della voce registrata dell’artista. Luce e suono, nulla più e il gioco è fatto. Le luci e le ombre, le voci e i silenzi costituiscono una sorta di alternanza energetica in tutto il suo lavoro e nelle sale assistiamo a continue eclissi e a nuove apparizioni.<br />
Infine, il progetto <em>Peak </em>del 2010, nell’ultima sala, ci introduce nelle microinstallazioni su piedistallo: sembrano protesi del cervello umano, realtà virtuali che si dispiegano su assemblaggi di diversa natura, minerali, argille, vetri o metalli. In queste opere Oursler sembra indagare i nuclei microcosmici della mente umana e le esistenze parallele che erano uscite nel cosmo fanno ritorno agli anfratti della mente. Quest’ultima invasione di campo è possibile grazie ad internet ed alla rivoluzione percettiva del mondo, di sé e dell’altro che la rete ha apportato; proprio su quest’aspetto si concentra il lavoro più recente di Oursler, testimoniato in mostra dal progetto di un museo virtuale, chiamato <em>The Valley</em> del 2010.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Milena Cordioli</strong><br />
mostra visitata il  2.6.2011</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Immagine in homepage: Tony Oursler, “Crunch”, 2004. Videoproiezione con audio su vetroresina; video projection with audio on fiberglass. Courtesy Fondazione Orsi, Milano</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Sede</span>: PAC Padiglione d’Arte Contemporanea – Milano<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 19 Marzo – 12 Giugno 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Lunedì dalle ore  14.30 alle 19.30; Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato e Domenica dalle  ore 9.30 alle 19.30; Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 22.30. Il servizio  di biglietteria termina un’ora prima della chiusura<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Tony Oursler<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Gianni Mercurio, Demetrio Paparoni<br />
<span style="color: #993300;">Catalogo</span>: Disponibile in sede<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: € 7,00 intero; € 5,00 ridotto studenti, over 65, disabili e convenzioni; € 4,00 ridotto speciale gruppi e scolaresche<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Tel. 02 884 46359 / 360  | <a href="http://www.tonyoursler.com/" target="_blank">www.tonyoursler.com</a> | <a href="http://www.comune.milano.it/pac">www.comune.milano.it/pac</a><br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: Giulia Zanichelli |  T +39 02 3022 3739  | giulia.zanichelli@24orecultura.com<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Arte Contemporanea, Videoarte, Installazioni</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
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		<title>19.5 al 12.6.2011 :: Tony Oursler. Open Obscura /  PAC, Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 01:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il PAC Padiglione d&#8217;Arte Contemporanea di Milano presenta la prima grande mostra in Italia di Tony Oursler intitolata Open Obscura, curata da Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni, promossa dall&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e prodotta da PAC, 24 ORE Cultura &#8211; Gruppo 24 ORE e MiArt su progetto di Madeinart.
La mostra presenta un&#8217;ampia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5206"></span>Il <strong>PAC Padiglione d&#8217;Arte Contemporanea di Milano presenta la prima grande mostra in Italia di </strong><em><strong>Tony Oursler </strong></em><strong>intitolata </strong><em><strong>Open Obscura</strong></em>,<strong> </strong>curata da Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni, promossa dall&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e prodotta da PAC, 24 ORE Cultura &#8211; Gruppo 24 ORE e MiArt su progetto di Madeinart.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra presenta un&#8217;ampia selezione di lavori, tra cui alcune grandi installazioni realizzate da Oursler negli ultimi cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa di Milano, che apre in concomitanza con l&#8217;edizione di MiArt 2011, è <strong>una delle più ampie antologiche dedicate al noto artista americano, considerato dalla critica di tutto il mondo una figura di spicco della storia recente della video arte e definito l&#8217;ideatore della video-scultura</strong>. Le sue opere sono presenti nelle collezioni dai più grandi musei d&#8217;arte moderna e contemporanea internazionale, dal MOMA di New York alla Tate di Londra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tony Oursler è tra gli artisti più innovativi e sperimentali tra quelli che utilizzano il video come mezzo espressivo, convinto che le immagini in movimento, più di quelle statiche, siano estremamente rappresentative  della nostra cultura contemporanea</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_5207" class="wp-caption alignnone" style="width: 462px"><img class="size-full wp-image-5207" title="oursler1" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/oursler1.jpg" alt="" width="452" height="590" /><p class="wp-caption-text">Tony Ourseler: “Crunch”, 2003. Projection piece, fibre glass, projection system cm 114,5 x 81,5. Collezione Privata, Milano</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Grazie a lui la video arte si è affrancata dai limiti specifici dello schermo televisivo e dell&#8217;immagine proiettata su una superficie uniforme, interagendo in maniera originale con la scultura vera e propria e con il pubblico. La sua arte non si limita cioè a esprimersi attraverso l&#8217;immagine video in senso stretto, ma utilizza e sovrappone scultura, design, installazione e performance.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Negli anni Novanta, le sue istallazioni includevano </strong><em><strong>sculture-screens</strong></em><strong> (proiezioni su sculture): visi deformati che declamavano monologhi dai risvolti intimisti e in qualche modo deliranti venivano proiettati su volumi irregolari, ma anche su bambole, alberi o nuvole di vapore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa serie, intitolata <em>Talking Heads</em>, si è poi evoluta nella serie<em> Eyes </em>(che sarà presentata al PAC in una versione appositamente realizzata e composta da dieci &#8220;occhi&#8221;), in cui invece l&#8217;artista proietta occhi su sfere sparse per lo spazio espositivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi occhi, nei quali si possono vedere pupille che si dilatano, il riflesso dell&#8217;iride, il battito delle palpebre, sembrano fissare lo spazio o osservare il visitatore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al PAC sarà presentata tra l&#8217;altro una serie di installazioni ispirate all&#8217;esplorazione dello spazio cosmico in relazione all&#8217;immaginazione della cultura popolare. Queste lavori saranno affiancati da un recente progetto che Oursler ha realizzato per l&#8217;Adobe Virtual Museum </strong>(<em>The Valley</em>, 2010 visibile su <a href="http://www.adobemuseum.com/">www.adobemuseum.com</a>). Attraverso alcune postazioni multimediali il pubblico avrà l&#8217;opportunità di interagire con la mostra digitale con cui l&#8217;artista ha inaugurato il museo virtuale di Adobe.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TONY OURSLER</strong> (1957) è nato a New York, dove vive e lavora. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni dei maggiori musei del mondo, tra cui MOMA New York, Whitney Museum, Metrpolitan Museum of Art, Musèe d&#8217;Orsay, Centre Georges Pompidou, Tate Gallery London, MoCA Chicago, LACMA Los Angeles, Eli Broad Family Foundation Los Angeles, Hirschorn Museum Washington, National Museum of Osaka, Staatsgalerie Moderner Kunst Munich e altri.</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: PAC Padiglione d&#8217;Arte Contemporanea &#8211; Milano<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 19 Marzo &#8211; 12 Giugno 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Lunedì dalle ore 14.30 alle 19.30; Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato e Domenica dalle ore 9.30 alle 19.30; Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 22.30. Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Tony Oursler<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Gianni Mercurio, Demetrio Paparoni<br />
<span style="color: #993300;">Catalogo</span>: Disponibile in sede<br />
<span style="color: #993300;">B<span style="color: #993300;">iglietti</span></span>: € 7,00 intero; € 5,00 ridotto studenti, over 65, disabili e convenzioni; € 4,00 ridotto speciale gruppi e scolaresche<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Tel. 02 884 46359 / 360  | <a href="http://www.tonyoursler.com/" target="_blank">www.tonyoursler.com</a> | <a href="http://www.comune.milano.it/pac">www.comune.milano.it/pac</a><br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: Giulia Zanichelli |  T +39 02 3022 3739  | giulia.zanichelli@24orecultura.com<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Arte Contemporanea, Videoarte, Installazioni</p>
<p>:: ::</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>LPM &#8211; Live Performers Meeting / Nuovo Cinema Aquila, Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 15:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Colasanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Art Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[performance]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla sua nona edizione torna LPM il meeting che ha letteralmente invaso le strade del Pigneto con performance, workshop ed installazioni di più di 500 tra vjs, artisti audiovisivi e performers dei nuovi media. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5137"></span>Alla sua nona edizione torna LPM il meeting che ha letteralmente invaso le strade del Pigneto con performance, workshop ed installazioni di più di 500 tra <em>vjs</em>, artisti audiovisivi e performers dei nuovi media. Storico appuntamento che dal 2004 richiama appassionati e studiosi da tutto il mondo.<br />
La manifestazione, dedicata alla cultura visuale contemporanea, alla sperimentazione e alla ricerca nel campo digitale, intende fornire uno spazio flessibile e liberamente fruibile, un luogo di riflessione e condivisione per l’incontro e lo scambio di conoscenze e tecnologie.</p>
<div id="attachment_5144" class="wp-caption alignnone" style="width: 462px"><img class="size-full wp-image-5144" title="Fig_4C" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/Fig_4C.jpg" alt="" width="452" height="300" /><p class="wp-caption-text">LPM © Gianluca del Gobbo</p></div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;edizione di quest’anno vanta una nuova proposta curatoriale. Gli artisti, dai backgrounds e dalla creatività estremamente differenti, hanno infatti fornito una loro personale interpretazione per una delle sette tematiche e aree di ricerca proposte: <em>Re-encode, Videntity, Cinematic Derives, Sensible Data, 3D-stereoscopic, Urban Art Media Drifts e Video Mapping</em>.<br />
La video artista ungherese Andrea Sztojánovits aka<strong> </strong><strong>Nano</strong> (HU) è la curatrice della sezione <em>Re-encode</em> che, all’interno di un’emozionante atmosfera di performances live, ha svolto un’indagine sul rapporto tra performance video e touch technology dei nuovi dispositivi comunicativi.<br />
<em>Videntity</em> è l’ambito coordinato da Francesco Macarone Palmieri aka Warbear (IT) e dedicato al rapporto tra teoria queer e performance video, dove il linguaggio artistico si confronta con le tematiche relative a genere ed orientamento sessuale. Un’esplorazione della visione decentrata e fratturata del corpo nella quale il video diviene uno strumento di emancipazione.<br />
<strong> </strong></p>
<div id="attachment_5145" class="wp-caption alignnone" style="width: 462px"><strong><strong><img class="size-full wp-image-5145" title="Fig_2C" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/Fig_2C.jpg" alt="" width="452" height="299" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">LPM © Gianluca del Gobbo</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Laurent Carlier</strong> (FR), organizzatore del &#8220;Vision&#8217;R&#8221; di Parigi, ha proposto e coordinato <em>Cinematic Derives</em>, una <em>line-up</em> di artisti che spazia dal teatro delle ombre al cinema sonorizzato dal vivo, dalla video arte al vjing, dalla laptop performance alla networked performance.<br />
<em>Sensible Data</em> è invece la sezione coordinata da <strong>Salvatore Iaconesi</strong><strong> </strong>aka<strong> </strong><strong>xDxD</strong>, Arturo Di Corinto (IT), l’area d’indagine esplora le modalità in cui le nostre informazioni vengono condivise oltre che utilizzate e presenta i fattori chiave per difendere libertà e diritti personali. Una serie di conferenze e spettacoli dal vivo hanno approfondito infatti i temi del libero accesso ai dati mediante sentieri innovativi e creativi.<br />
Joanie Lemercier aka Crustea (FR) ha coordinato la <em>3D-Stereoscopic</em>, l’attuale tecnica del video stereoscopico capace di riprodurre una visione tridimensionale e creare un illusione di profondità di un&#8217;immagine. All’interno della sezione sono stati mostrati progetti che, sfruttando questa tecnica di completa immersione percettiva, sperimentano nuovi livelli di espressività.<br />
L’<em>Urban Art Media Drifts</em>, coordinato da <strong>Claudio Musso</strong> (IT), è la sezione rivolta a tutti gli esperimenti che legano le azioni dell&#8217;arte urbana alle tecnologie digitali. Con l&#8217;avvento delle tecnologie legate alla proiezione e l’aggiornamento tecnologico, la ricerca stilistica dell’Urban Art si rinnova ed apre nuovi sentieri visual, nella pratica del Vjing e della video arte.<br />
Il <em>Video Mapping</em>, settore gestito da <strong>Miguel Gozalbo – Telenoika</strong> (ES), è una tecnica di video-proiezione in grado di trasformare ogni superficie riflettente in un display video. Le immagini, adagiandosi su superfici improbabili e trascendendo lo storico concetto di schermo, creano un effetto illusorio spettacolare in una stretta relazione con le superfici.</p>
<div id="attachment_5146" class="wp-caption alignnone" style="width: 462px"><img class="size-full wp-image-5146" title="Fig_3C" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/Fig_3C.jpg" alt="" width="452" height="300" /><p class="wp-caption-text">LPM © Gianluca del Gobbo</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Altra novità di quest’anno la tappa nella capitatale di <em>VJ Torna</em>, concorso nato a Budapest nel 2004 con l&#8217;obiettivo di riunire e ispirare video artisti e VJ della scena locale e internazionale. Mediante la pratica del Vjing, l’artista caratterizza uno spazio pubblico mixando dal vivo, a ritmo della musica elettronica di un dj, immagini proiettate realizzando uno spettacolo di luci ed effetti visivi.<br />
La giuria formata da Gianluca Del Gobbo (FLxER), László L. Laki (Cinetrip, VJ Torna) e Andrea Sztojánovits (Skylab) ha premiato per la categoria <em>Vj Battle Champion</em> Luminator (Poland) <em>graphic designer</em> ed <em>interior architect</em>. VJ Eletroiman (Brasil/Spain) è invece il vincitore di questa tappa italiana del VJ Torna. L’artista, organizzatore del Festival Visual Brasil, con il suo linguaggio ibrido realizza dal 2003 un dialogo tra le varie tecniche video, fotografiche ed illustrative proponendo temi d’identità e della cultura brasiliana.<br />
Le installazioni legate al meeting s’allargano a macchia d’olio in tutto il Pigneto presso eccezionali location come la Libreria femminista e Queer &#8220;Tuba&#8221; e il Contesta Rock Hair dove Simona Santopaolo con Sguardi contemporanei dona l’immagine di un mondo in rapida trasformazione. La Libia, l’Africa, la Cina, nuovi scenari che si impongono dove il ruolo di protagonista dell’Occidente è presto soppiantato da quello di spettatore.<br />
La manifestazione approda nei bar e nei club storici del quartiere quali Forte Fanfulla e Officine Pigneto dove Federico installa la Famiglia Madiaset, un piccolo focolare contemporaneo riunito attorno al camino-televisore, moderno simbolo d’aggregazione. Personaggi dal volto di schermo televisivo al quale sono attirati e dal quale sono controllati.<br />
Non ci resta che attendere impazienti le nuove proposte per il prossimo appuntamento ad Est con la tappa di Minsk, una decima edizione che si svolgerà nel novembre 2011 in Bielorussia.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessia Colasanti</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>evento visitato il 19 e il 20 maggio 2011</em><strong><br />
</strong></p>
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		<title>dal 3.6 al 17.7.2011 :: IL CAOS #3 i conflitti / Isola di San Servolo, Venezia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 14:53:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni sonore]]></category>
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		<description><![CDATA[Con I CONFLITTI si conclude il progetto espositivo IL CAOS, promosso dalla Società San Servolo Servizi in collaborazione con la Provincia di Venezia, che dal 2009 affronta ogni anno tematiche urgenti dell’attualità.
La trilogia è dedicata a Pier Paolo Pasolini e prende il titolo dalla rubrica che il poeta tenne dal 1968 al 1970 sul settimanale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5121"></span>Con<strong> I CONFLITTI</strong> si conclude il progetto espositivo <strong>IL CAOS</strong>, promosso dalla <strong>Società San Servolo Servizi</strong> in collaborazione con la <strong>Provincia di Venezia</strong>, che dal 2009 affronta ogni anno tematiche urgenti dell’attualità.<br />
La trilogia è dedicata a Pier Paolo Pasolini e prende il titolo dalla rubrica che il poeta tenne dal 1968 al 1970 sul settimanale “Tempo”, e vuole rendere testimonianza dell’arte degli ultimi anni che affronta in maniera esplicita argomenti e situazioni sociali ed etiche.<br />
Dopo la tappa dedicata al tema del LAVORO ( 2009), e quella dedicata alle MIGRAZIONI (2010), i CONFLITTI è una mostra che raccoglie opere di artisti italiani e internazionali. Si va dalle foto di Beirut di <strong>Gabriele Basilico</strong>, alle strane immagini delle spiagge di Tel Aviv di <strong>Raffaella Crispino</strong>, passa dalle potenti foto della <strong>Regina Josè Galindo</strong> e arriva alla spettacolare installazione dell’artista finlandese<strong> Kaarina Kaikkonen</strong>, per poi continuare con l’altrettanto suggestiva installazione sonora di <strong>Piero Mottola</strong>.<br />
Un viaggio che continua con la violenza delle immagini di <strong>Alejandro Vidal</strong> e dell’artista armeno <strong>Tigran Khachatryan</strong>, per finire con il surreale video di una battaglia finta (real war game) tra l’esercito nazista e quello israeliano, dell’artista israeliano <strong>Amir Yatziv</strong>.”<br />
La finestra sulla realtà è il docufilm <strong>Ward 54 </strong>di <strong>Monica Maggioni </strong>presentato fuori concorso l’anno scorso al <strong>Festival del cinema di Venezia</strong> : un racconto dalle parole dei protagonisti del reparto dell’ ospedale militare di Washington Ward 54, dove gli ex-marine con disturbi psichici al rientro dalle missioni vengono curati.<br />
Un omaggio speciale e doppio a <strong>Fabio Mauri</strong> e, attraverso di lui, a Pier Paolo Pasolini con la proiezione del video <em><strong>Intimità di Pasolini</strong></em> del 2005.<br />
Per l’occasione verrà presentato il terzo catalogo della trilogia (Maretti Editore) che insieme ai primi due racchiude l’esperienza espositiva de IL CAOS.</p>
<div id="attachment_5134" class="wp-caption alignnone" style="width: 459px"><img class="size-full wp-image-5134" title="Acaos-2011" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/Acaos-2011.jpg" alt="" width="449" height="637" /><p class="wp-caption-text">Invito</p></div>
<p>:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Isola di San Servolo &#8211; Venezia<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 3 Giugno – 17 Luglio 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Dal Martedì alla Domenica, dalle ore 11.00 alle 18.00<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 3 Giugno, ore 19.30 (su invito)<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Gabriele Basilico, Regina Josè Galindo, Raffaella Crispino, Kaarina Kaikkonen, Piero Mottola, Alejandro Vidal, Tigran Khachatryan, Amir Yatziv, Monica Maggioni, Fabio Mauri<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Raffaele Gavarro<br />
<span style="color: #993300;">Catalogo</span>: Disponibile in sede<br />
<span style="color: #993300;">Editore</span>: Maretti Editore<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: Ingresso libero<br />
<span style="color: #993300;">Note</span>: Evento collaterale alla Biennale di Venezia, organizzato da Società San<br />
Servolo Servizi in collaborazione con la Provincia di Venezia<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Tel. 041 2765001 | Fax 041 2765042 | www.sanservolo.provincia.venezia.it |(segreteria organizzativa: Chiara Ballarin, Carlo Castiglioni)<br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: Lucia Bosso | BASEDARCHITECTURE agency | Cell. +39 3383226379<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Arte Contemporanea, Fotografia, Video, Installazioni</p>
<p>:: ::</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>LPM – Live Performers Meeting ⁄ dal 19 al 22 Maggio 2011, Roma</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=5026</link>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 20:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Art Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interattività]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma si prepara ad accogliere la nona edizione del Live Performers Meeting: uno dei più grandi eventi internazionali dedicati a video, new media e tecnologie digitali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roma si prepara ad accogliere la nona edizione del Live Performers Meeting: uno dei più grandi eventi internazionali dedicati a video, new media e tecnologie digitali.<br />
500 artisti, provenienti da tutto il mondo, tra visual artists, vj, new media artists e performer, dal 19 al 22 Maggio, offriranno un saggio delle tendenze artistiche più genuine e innovative nel settore del multimedia live, nelle tre sale del neo–rinnovato Cinema Aquila, location ideale per questo meeting che si prospetta ricco di stimoli e con qualche novità.<br />
Quattro giorni di full immersion in cui il live video, fulcro della manifestazione, è affiancato da workshop, conference, tavole rotonde e panel discussion, con lo spirito caratteristico dell’LPM di creare un momento di riflessione e di reciproci scambi tra artisti, teorici, pensatori e appassionati di vj culture.  Di questo sfaccettato settore, l’evento fornisce una ricca panoramica, articolata in 7 differenti tematiche che secondo una nuova formula verranno presentate non più con il limite avvertibile nelle precedenti edizioni di un unico tema giornaliero bensì dislocate liberamente nell&#8217;arco dei 4 giorni.</p>
<div id="attachment_5031" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-5031" title="lpm2011-banner" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/lpm2011-banner.jpg" alt="" width="450" height="225" /><p class="wp-caption-text">Particolare della locandina dell&#39;evento</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Così in RE-ENCODE si esplora la convergenza di stimoli e apporti linguistici fra Vjing e arte generativa. In VIDENTITY il linguaggio della video−performance si fa portavoce di tematiche gender, in particolare in relazione al superamento di un’idea stereotipata di identità sessuale. In CINEMATIC DERIVES la live performance esplora l’intersecarsi di generi alla deriva tra videoarte e vjing, tra laptop performance e networked performance, all’interno di scenari di ’realtà aumentata’. In SENSIBLE DATA la riflessione verte sul dominio dell’informazione e sulla possibilità di accesso ai dati sensibili palesata attraveso la loro rivisitazione estetica. In 3D-STEREOSCOPIC la tecnica stereoscopica video utilizzata dall&#8217;industria cinematografica viene applicata al video in tempo reale, producendo analoghi effetti sulla percezione visiva, così da creare una visione ’aumentata’ dello spazio. In URBAN ART MEDIA DRIFTS il graffitismo della Urban Art si ibrida con i nuovi strumenti tecnologici. Non più spray, ma led, laser, proiettori sono i mezzi attraverso cui si esprimono i writer del digitale. In VIDEO MAPPING usuali superfici riflettenti sono trasformate in display video; attraverso software specifici atti a mappare architetture o oggetti reali, la proiezione video aderisce a tali superfici animandone i volumi e trasformandoli in un flusso dinamico.<br />
Dallo spazio polifunzionale del Cinema Aquila l’LPM, sconfinerà per le vie dello storico quartiere Pigneto, coinvolgendo il tessuto urbano con installazioni audiovisive, videoincursioni e azioni di mapping.<br />
Quest’anno LPM ospita, inoltre, <em>VJ Torna</em>, vj contest nato a Budapest nel 2004, in cui più di 80 vj si sfideranno per due giorni.</p>
<p style="text-align: left;">Info &amp; Programma: <a href=" http://www.liveperformersmeeting.net" target="_blank">http://www.liveperformersmeeting.net</a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Elvira D&#8217;Angelo</strong></p>
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		<title>dal 7.5 al 15.5.2011 :: Sovvertire, una parola d’ordine / Libreria Brac, Firenze</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 01:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato 7 maggio 2011 dalle ore 18.00 presso la Libreria Brac di Via de’ Vagellai 18r  inaugura Sovvertire, una parola d’ordine, 2 video della giovane artista Daniela Di Donato, classe 1982. L’evento si inserisce nell’ambito della Notte Blu dedicata all’Europa. Per questa occasione alla libreria Brac in visione Eclipse (2010) e Antimachine( 2011), produzioni recenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5021"></span>Sabato 7 maggio 2011 dalle ore 18.00 presso la Libreria Brac di Via de’ Vagellai 18r  inaugura <em>Sovvertire, una parola d’ordine</em>, 2 video della giovane artista Daniela Di Donato, classe 1982. L’evento si inserisce nell’ambito della <strong>Notte Blu</strong> dedicata all’Europa. Per questa occasione alla libreria Brac in visione <em>Eclipse</em> (2010) e <em>Antimachine</em>( 2011), produzioni recenti di Daniela Di Donato, artista che lavora con linguaggi diversi. La sua installazione “Fratelli d’Italia” è attualmente esposta a New York(presso Industria Gallery) nella collettiva <em>UN’ITA, </em>inaugurata lo scorso 27 marzo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<div id="attachment_5022" class="wp-caption alignnone" style="width: 459px"><strong><em><strong><em><img class="size-full wp-image-5022" title="129-eclipse1" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/129-eclipse1.jpg" alt="" width="449" height="249" /></em></strong></em></strong><p class="wp-caption-text">Daniela Di Donato, “Eclipse 1”, still da video. Courtesy l&#39;artista</p></div>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sovvertire, una parola d’ordine (testo critico di Francesco Scasciamacchia)</em></strong><br />
Il lavoro di Daniela Di Donato sovverte gli ordini precostituiti che si manifestano attraverso azioni di causa ed effetto. Ed ecco che una tromba, costruita per produrre il suono attraverso il fiato umano gonfia un pallone nero sino a provocarne l’esplosione (<em>Eclipse</em>, 2010). O una clessidra funziona al contrario grazie al movimento naturale di  formiche (<em>Antimachine</em>, 2011).<br />
I suoi giochi al ribaltamento delle situazioni e delle regole, sono anche azioni politiche atti a confondere lo spettatore attraverso piccole modifiche di opere precedenti.<br />
<em>Didn’t Past Go Anywhere</em>, 2009, diventa <em>Antimachine</em>, 2010. Soggetti uguali, una clessidra e delle formiche; diverso titolo, diverso anno di produzione. Un meccanismo che sta portando la sua pratica verso la riflessione sul copyright, sul valore dell’opera e sull’identificazione della stessa.<br />
Senza mai prendere sul serio questi gesti di modifica, la presa di posizione dell’artista, è molto più radicale di quello che sembra: questiona il modo di produzione e con esso, l’iper-produzione artistica.<br />
La realtà è rappresentata attraverso la telecamera: il video è il suo mezzo preferito, ma ciò che più conta è il processo: l’azione e non il risultato.<br />
In<em> Eclipse </em>l’artista prende in giro sé stessa, lo spettatore e l’uomo, o meglio quel tipo di uomo che<br />
fa seguire ad una azione una conseguenza diretta. Un musicista che attraverso una tromba suona per un ipotetico pubblico. Il suo suonare provoca il gonfiarsi di un palloncino. Ci si aspetta esploda, effetto dell’azione, ed in effetti esplode. Peccato che non ci si era accorti, che nell’ombra del palloncino che invade tutto lo schermo, c’è l’artista che riprende in un’altra realtà,  in un altro spazio e in un altro tempo.<br />
DDD non stupisce per i suoi sovvertimenti ma stupisce attraverso la loro ordinarietà.<br />
<em> </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Francesco Scasciamacchia</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Daniela Di Donato, </strong>Lanciano (CH) 1982, vive e lavora a New York.</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Libreria Brac &#8211; Via de&#8217; Vagellai 18 r &#8211; Firenze<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 7 Maggio &#8211; 15 Maggio 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Dal Lunedì al Sabato dalle ore 11.30 alle ore 24.00; Domenica dalle ore 12.00 alle ore 21.00<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 7 Maggio 2011, ore 18.00<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Daniela Di Donato<br />
<span style="color: #993300;">Catalogo</span>: Con testo critico di Francesco Scasciamacchia<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Tel. 055 0944877 | <a href="http://www.libreriabrac.net/" target="_blank">www.libreriabrac.net</a> | <a href="mailto:info@libreriabrac.net">info@libreriabrac.net</a><br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: Monica Zanfini | mob.3388060156 | monicazanfini@alice.it<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Videoarte</p>
<p>:: ::</p>
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		<title>dal 4.5.2011 al 5.6.2011 :: L&#8217;altra dimensione / The Office – contemporary art, Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 18:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[The Office – contemporary art, spazio espositivo situato nella sede della società di produzione cinematografica Orisa produzioni, prosegue il suo percorso di confronto fra arte e nuovi linguaggi proponendo due artisti che, in modo diverso, propongono una riflessione sulla profondità dell’immagine oltre la superficie.

 
 
Jolanda Spagno
I volti e le immagini di Jolanda Spagno, realizzate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-4797"></span>The Office – contemporary art, spazio espositivo situato nella sede della società di produzione cinematografica Orisa produzioni, prosegue il suo percorso di confronto fra arte e nuovi linguaggi proponendo due artisti che, in modo diverso, propongono una riflessione sulla profondità dell’immagine oltre la superficie.</p>
<div id="attachment_4799" class="wp-caption alignleft" style="width: 425px"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/04/image.jpg"><img class="size-full wp-image-4799" title="image" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/04/image.jpg" alt="" width="415" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;altra Dimensione. Jolanda Spagno, Raffaele Fiorella</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jolanda Spagno</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I volti e le immagini di Jolanda Spagno, realizzate con un tratto leggero e femminile, attraverso un gioco di lenti emergono dal loro sfondo etereo suggerendo lo sdoppiamento e la molteplicità della visione. Il piano bidimensionale rivela nuovi livelli coinvolgendo lo spettatore in un viaggio emotivo nella figura che ha davanti, rivelandone o lasciandone immaginare sfumature nascoste.</p>
<p>Jolanda Spagno è nata a Bari nel 1967. Si è laureata all’Accademia di Belle Arti nel 1990. Nel 2001 ha vinto il Premio per giovani artisti indetto dall’Assessorato delle Politiche Giovanili del Comune di Bari. Nel 2005 il “Premio Lissone”, dal Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (MI). Nel 2009 ha vinto il concorso “Arte in Cantiere” indetto dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione Puglia.<br />
Ha esposto, fra l’altro al Museo Pascali di Polignano, al Palazzo delle Esposizioni di Roma e alla XIV Quadriennale al Palazzo Reale a Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Raffaele Fiorella</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche nel lavoro di Raffaele Fiorella siamo spettatori di un mondo fatto di trasparenze suggestive. Come nel ‘Mito della caverna’ di Platone’ non ci è dato sapere se le immagini che vediamo siano ‘vere’ o solo ombre riflesse.<br />
Le opere sono composte da cornici all’interno delle quali dei piccoli schermi lcd trasmettono dei video in loop. All’immagine dei video si sovrappongono silhouette sagomate al laser. Le due superfici si fondono creando così l’illusione di mondi paralleli che si intersecano e si integrano. Le piccole dimensioni dei video portano lo spettatore ad avvicinarsi, entrando così a far parte di questo gioco di ombre cinesi che suggeriscono il cristallizzarsi del tempo e della vita.</p>
<p>Raffaele Fiorella è nato a Barletta nel 1979. Ha esposto in numerosi spazi istituzionali e gallerie private. Ha anche realizzato opere per spazi pubblici.</p>
<p>In collaborazione con la Galleria Ninni Esposito di Bari.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: The Office contemporary art &#8211; Via Ostilia 31 &#8211; Roma<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 4 Maggio – 10 giugno 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.30 e dalle ore 15.00 alle ore 18.30.  Sabato su appuntamento. Chiuso Domenica e festivi.<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 4 Maggio, ore 19.00<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Raffaele Fiorella, Jolanda Spagno<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Tel. +39-0639750964 | Fax +39-0639889715 | <a href="mailto:info@theofficeart.it">info@theofficeart.it</a> | <a href="http://www.theofficeart.it" target="_blank">www.theofficeart.it</a><br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Doppia personale, Videoarte</p>
<p>:: ::</p>
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