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	<title>ARTKERNEL &#187; Tomás Saraceno</title>
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	<description>arte e new media</description>
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		<title>Tomás Saraceno: Cloudy Dunes. When Friedman meets Bucky on Air-Port-City /  MACRO, Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 15:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Santoleri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tomás Saraceno]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la grande installazione al MACRO Saraceno si è ispirato alla favolosa teoria della Ville Spatiale, esposta nel 1956 da Friedman e poi riproposta più volte, una delle quali a Zurigo, supposizione di architetture e di infrastrtutture che possano essere continuamente adattate e ‘vivificate’ da chi le abita. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5520"></span>MACRO presenta <em>Cloudy Dunes. When Friedman Meets Bucky on Air Port-City</em>, il progetto speciale pensato da Tomas Saraceno per gli spazi della grande Sala Enel. Una straordinaria installazione con la quale l’artista argentino trasforma un’intera ala del Museo d’Arte Contemporanea di Roma in una ‘città-nuvola’.</p>
<div id="attachment_5521" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px"><img class="size-full wp-image-5521 " title="SaracenoDunes-occh" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/07/SaracenoDunes-occh.jpg" alt="" width="290" height="436" /><p class="wp-caption-text">Tomas Saraceno, “Cloudy Dunes. When Friedam Meets Bucky on Air Port – City”. Progetto speciale per il MACRO di Roma, 2011. Collezione Fondazione Edoardo Garrone, Genova. Courtesy l&#39;artista e Pinksummer, Genova. Foto Altrospazio, Roma </p></div>
<p style="text-align: justify;">Le nuvole sono galleggianti e adattabili, versatili e mobili, aperte a infinite possibilità, compresa quella di creare una città (im)possibile, una nuova architettura urbana. Il progetto, curato da Luca Massimo Barbero e promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico-Sovraintendenza ai Beni Culturali, ha dato forma a una struttura composta da moduli realizzati con 18  Km di tubi bianchi per cavi elettrici, una struttura di <em>«volo e di sabbia, dove il granello è un’unità microsopica e infinita» </em>allo stesso tempo. I 500 dodecaedri, assimilabili alle cellule viventi di un organismo palpitante, creano una monumentale suggestione che si espande, una grande tela di ragno tridimensionale che invade la sala di fronte all’auditorium, cuore rosso del Macro, dal pavimento al soffitto, dagli angoli alle passerelle sospese. L’oscurità è interrotta a intermittenza dai bagliori delle proiezioni di video realizzati con energia eolica. Le foto che compongono i sei video sono state scattate dallo stesso Saraceno nel paesaggio naturale del Lencois Maranhenses Park, nel nord del Brasile, una zona mai raggiunta dall’energia elettrica, con un sensore ottico azionato dalla forza del vento: dalla sua intensità dipende direttamente la velocità con cui scorrono i diversi fotogrammi nelle sequenze. I video attraversano l’atmosfera rarefatta, in bianco e nero, della sala, facendosi ‘proiezione’ di infinite possibilità, che in parte si sovrappongono a quelle teorizzate da Richard Buckminster Fuller: una rete di energia capace di collegare tutto il mondo e di oltrepassare i confini geografici e culturali.</p>
<div id="attachment_5525" class="wp-caption alignnone" style="width: 462px"><img class="size-full wp-image-5525" title="SaracenoCloudyDunes-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/07/SaracenoCloudyDunes-comp.jpg" alt="" width="452" height="301" /><p class="wp-caption-text">Tomas Saraceno, “Cloudy Dunes. When Friedam Meets Bucky on Air Port – City”. Progetto speciale per il MACRO di Roma, 2011. Collezione Fondazione Edoardo Garrone, Genova. Courtesy l&#39;artista e Pinksummer, Genova. Foto Altrospazio, Roma </p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">È un poeta del cosmo Saraceno, con la capacità di coniugare la ricerca indirizzata verso un’architettura transnazionale, mobile, aerea, aperta, avvolgente ed ecologica, con la meditazione sugli stati dell’anima, con la consapevolezza che ciò che è sano si muove dinamicamente nella ‘rete della vita’, per citare il titolo del libro di Fritjof Capra. Per lo stesso motivo non sente la nazionalità, nè la propria nè quella degli altri, non distingue fra arte, architettura, scienza e filosofia, ed è convinto che si possano sperimentare vari modi di vivere.<br />
Affascinato da Fuller e da Yona Friedman, ha immaginato di far dialogare queste due figure chiave dell’architettura utopistica: <em>Friedman meets Bucky</em>. Con Friedman, che ha relizzato in realtà solo un paio di opere &#8211; tra cui il Museo delle Tecnolgie Possibili a Madras, in India, nel 1987 &#8211; ma ha teorizzato molte città future, nell’‘utopia realizzabile’, Saraceno ha lavorato a un progetto al Cabaret Voltaire di Zurigo, ispirato al Merzbau di Schwitters. Sono entrambi ‘architetti del mondo’. Per la grande installazione al MACRO Saraceno si è ispirato alla favolosa teoria della <em>Ville Spatiale</em>, esposta nel 1956 da Friedman e poi riproposta più volte, una delle quali a Zurigo, supposizione di architetture e di infrastrtutture che possano essere continuamente adattate e ‘vivificate’ da chi le abita.</p>
<div id="attachment_5528" class="wp-caption alignright" style="width: 298px"><img class="size-full wp-image-5528" title="SaracenoCloud2-commp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/07/SaracenoCloud2-commp1.jpg" alt="" width="288" height="407" /><p class="wp-caption-text">Tomas Saraceno, “Cloudy Dunes. When Friedam Meets Bucky on Air Port – City”. Progetto speciale per il MACRO di Roma, 2011. Collezione Fondazione Edoardo Garrone, Genova. Courtesy l&#39;artista e Pinksummer, Genova. Foto Altrospazio, Roma </p></div>
<p style="text-align: justify;">Nell’installazione romana compare un’altra fonte di suggestione. Saraceno è da sempre affascinato dalla trama tridimensionale e perfetta delle ragnatele, modello di comparazione nella teorizzazione della nascita dell’universo, <em>millennium simulation</em>, la più grande simulazione che sia mai fatta della crescita di una struttura cosmica e della formazione di galassie e quasar. Saraceno immagina così che le ragnatele possano essere gli ascensori spaziali verso il futuro, o i ‘futuri’ &#8211; come ama dire &#8211; possibili, dove le città, gli edifici, gli elementi siano parte di un universo galleggiante regolato dall’armonia.<br />
Il progetto <em>Cloudy Dunes</em>, presentato per la prima volta nel 2006 da Attitudes a Ginevra, e nel 2008 alla Fondazione Garrone a Genova, assume oggi un valore centrale nella ricerca artistica di Saraceno, specialmente se riletto alla luce dell’interazione con l’architettura dinamica del MACRO, nata essa stessa dall’intenzione di dare vita ad uno spazio che dialogasse con la città circostante, e che oggi assume le sembianze di un grande dodecaedro che avvolge tutti i dodecaedri di Saraceno. Il modulo di <em>Cloudy Dunes</em>, monade di una forza globale, appare come una sorta di metafora dell’ontologia urbana e, più in particolare, di quella architettonica, forma duttile e vitale della mobilità sociale e abitativa, magnificamente raccontata da questa installazione-evento.<br />
<em>«Poesia e ricerca si combinano in modo permanente e al tempo stesso mutante &#8230; uno straordinario sogno della vitalità del contemporaneo, che per un attimo si materializza &#8230; per una fantastica e possibile visione di viaggio»</em> (L. M. Barbero per la presentazione di<em> </em><em>Cloudy Dunes. </em><em>When Friedam Meets Bucky on Air Port &#8211; City</em> ).</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Valeria Santoleri</strong><br />
Mostra visitata il 24.6.2011</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: MACRO – Via Nizza (angolo Via Cagliari) – Roma<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 25 Giugno – 9 Ottobre 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Dal Martedì alla Domenica, dalle ore 11.00 alle ore 22.00; chiuso Lunedì<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 24 Giugno<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Tomás Saraceno<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Luca Massimo Barbero<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: Intero: € 11,00; Ridotto: € 9,00. Per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): Intero € 10,00; Ridotto € 8,00. (La biglietteria chiude un&#8217;ora prima)<br />
<span style="color: #993300;">Note</span>: Evento promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)<br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: Zetema | <a href="mailto:info@zetema.it">info@zetema.it</a><br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Arte Contemporanea, Installazioni, Video</p>
<p>:: ::</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Tomás Saraceno</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 12:44:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tomás Saraceno]]></category>

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		<description><![CDATA[Dimore reticolari sospese nello spazio come giardini fluttuanti; strutture impervie, eppure così rapidamente percorribili se contemplate all’interno di un universo virtuale, libero dai limiti imposti dalla forza gravitazionale. L’opera di Tomás Saraceno, tra architettura e ricerca di un equilibrio ecologico con il nostro pianeta.
Le opere di Saraceno (Argentina, 1973) esposte presso la  Bonniers Konsthall, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dimore reticolari sospese nello spazio come giardini fluttuanti; strutture impervie, eppure così rapidamente percorribili se contemplate all’interno di un universo virtuale, libero dai limiti imposti dalla forza gravitazionale. L’opera di Tomás Saraceno, tra architettura e ricerca di un equilibrio ecologico con il nostro pianeta.<span id="more-1780"></span><br />
Le opere di Saraceno (Argentina, 1973) esposte presso la  Bonniers Konsthall, istituzione svedese per l’arte contemporanea, nascono da una feconda collaborazione stretta tra l’artista e altre figure professionali come ingegneri, architetti e astrofisici, solitamente estranee al mondo dell’arte.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-1794" title="Saraceno_32SW/Flying Garden/Air-Port-City/Iridiscent" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2010/05/Saracenox.jpg" alt="Saracenox" width="264" height="413" />In questo fecondo rapporto di prestiti e scambi interdisciplinari, gli studi sugli aracnidi forniscono un apporto fondamentale nella realizzazione di <em>14 Billions</em>, imponente e suggestiva installazione site specific di 400 metri cubi, nella quale è riprodotto su vasta scala il modello della ragnatela della vedova nera.<br />
La complessità del progetto ha richiesto un lavoro di realizzazione e di studio della durata di due anni, durante i quali l’artista ha approfondito le sue conoscenze sulla struttura delle ragnatele e su una particolare relazione che sembrerebbe intercorrere tra esse e la struttura dell’origine dell’universo descritta attraverso i modelli cosmologici sviluppati dagli astrofisici del Virgo Consortium all’interno del progetto <em>millennium simulation</em>; un programma di simulazione particellare sulla distribuzione della materia cosmica, realizzato con più di dieci miliardi di particelle e con enormi risorse di calcolo dislocate nel Regno Unito e in Germania e in particolare grazie al supercomputer Cosmology Machine (COSMA) dell’Univerità di Durham con più di 500 processori <em>UltraSPARCIII </em>(<a href="http://www.virgo.dur.ac.uk/">http://www.virgo.dur.ac.uk/</a>).<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-1793" title="Saraceno_14Billions " src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2010/05/Senza2.jpg" alt="Senza" width="473" height="385" />In merito a tali ricerche, ciò che affascina maggiormente Saraceno è la componente tridimensionale delle ragnatele, spesso ignorata, ed è tale natura che egli sviluppa in <em>14 Billions</em>; un’opera che si configura come l’estrema conseguenza di un precedente progetto: <em>Galaxy Forming along Filaments, like Droplets along the Strands of a Spider&#8217;s Web</em>, presentato con grande successo alla 53esima Biennale di Venezia (2009), e accostabile dal punto di vista formale e concettuale alle altre opere presenti nell’esposizione svedese.<br />
Ma rispetto alle opere precedenti, aeree e sferiche, <em>14 Billions</em> si sviluppa seguendo un percorso architettonico intricato, fatto di profondità fitte e impenetrabili, di spazi che si aprono per richiudersi misteriosamente su se stessi.<br />
Per gli esperti di aracnidi non sarebbe difficile scorgere in questa forma pervasiva l’inconfondibile  ragnatela a groviglio associata alla famiglia delle Theridiidae a cui appartiene la pericolosa vedova nera.<br />
In quest’opera è difficile scorgere la levità o la ricerca di nuove proposte di architettura eco-sostenibile, tipiche di altre installazioni dell’artista; semmai si avverte lo smarrimento dell’individuo che si interroga su quello che da sempre è considerato il più grande mistero: la creazione, a cui partecipa anche l’universo con i suoi enigmi.<br />
Riaffiora un richiamo all’antichità classica, dove la tessitura è considerata un lavoro di creazione e di parto, ed il ragno, tessendo ciò che al tempo stesso secerne, rappresenta il nesso tra creatura e creatore.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Elvira D&#8217;Angelo</strong></p>
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		<title>dal 13.3 al 13.6.2010 :: Tomás Saraceno. From Camogli to San Felipe, spiders weaving stars&#8230; / Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti, Camogli</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 00:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Tomás Saraceno]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’installazione di Tomás Saraceno all’ultima Biennale di Venezia, Galaxies Forming along Filaments, like Droplets along the strands of a Spider’s Web, migliaia di fili occupavano la stanza formando un’enorme tela di ragno, all’interno della quale si addensavano delle bolle – abitacoli.
Alla Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti di Camogli con l’installazione From Camogli to San [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1802" title="Senza nome-1" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2010/05/Senza-nome-13.jpg" alt="Senza nome-1" width="474" height="386" /><span id="more-1796"></span>Nell’installazione di Tomás Saraceno all’ultima Biennale di Venezia, <em>Galaxies Forming along Filaments, like Droplets along the strands of a Spider’s Web</em>, migliaia di fili occupavano la stanza formando un’enorme tela di ragno, all’interno della quale si addensavano delle bolle – abitacoli.<br />
Alla Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti di Camogli con l’installazione <em>From Camogli to San Felipe, spiders weaving stars</em>&#8230;, a cura di Francesca Pasini, Tomás Saraceno propone un’ulteriore visione della strategia del ragno e della sua capacità di attraversare enormi distanze dondolando lungo i filamenti di bava.<br />
L’installazione proviene dal progetto sperimentale <em>Space Elevator</em>, progetto realizzato da Tomás Saraceno la scorsa primavera in Argentina, con il contributo e il sostegno &#8211; tra gli altri &#8211; della Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per partecipare alle visioni di Saraceno è importante collegarsi agli scienziati inglesi del Rothamsted Research che hanno messo a punto un modello matematico per descrivere il fenomeno del volo degli aracnidi che va sotto il nome di “ballooning”. Con questo modello si è potuto constatare che la turbolenza dell’aria li può spingere anche qualche centinaia di km dalla costa sopra il mare. La maggior parte dei ragni quando cerca un nuovo territorio o un compagno lancia nell’aria i filamenti e si paracaduta in un nuovo ambiente, i periodi principali di questa attività sono l’autunno e la primavera. Normalmente vanno da un lato all’altro di un campo, ma talvolta possono coprire grandi distanze. Per vent’anni la migliore descrizione matematica del fenomeno del “ballooning” è stato il modello Humphrey, ma secondo gli scienziati del Rothamsted non spiegava alcune caratteristiche del volo dei ragni durante il movimento di sospensione nell’aria. Il modello di Humphrey considerava la bava come se fosse solida come un tondino, sostenendo i ragni dal basso come una specie di “lecca lecca capovolto”.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece, nel nuovo modello il fattore di flessibilità consente ai filamenti sospesi nella brezza di contorcersi e di intrecciarsi alla turbolenza utilizzando le proprie caratteristiche aerodinamiche e garantendo la possibilità di raggiungere imprevedibili distanze. Capire come e perchè si muovono può aiutarci a usare i ragni come agenti di controllo rispetto agli insetti nocivi nella campagna.</p>
<p style="text-align: justify;">È da queste ricerche che Saraceno ha preso lo spunto per avviare nella primavera del 2009 in Argentina un esperimento di “ballooning”, facendo volare alcuni oggetti ricoperti di pellicola acrilica, riempiti di elio. Un ulteriore passo rispetto alle sue strutture abitative utopistiche (<em>Air-Port-City</em>) che dialogano con le costellazioni e con le ricerche di architetti quali Richard Buckminster Fuller, Peter Cook, Yona Friedman.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la mostra alla Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti, Tomás Saraceno propone una sintesi tra le immagini tratte dall’esperimento argentino e le bolle/abitacoli dei ragni che avevamo visto a Venezia.<br />
Con varie traiettorie quattro bolle attraversano i due piani dell’edificio, mentre i filamenti che le sostengono sembrano vettori di energia che idealmente potrebbero far decollare l’edificio stesso, se immaginassimo di scioglierli.<br />
Nelle fotografie del volo, disposte sulle pareti del secondo piano, le strutture assumono, a volte, la fisionomia di grandi gocce di vapore acqueo che si condensano nel cielo; a volte sembrano entità fisiologiche che fluttuano sul confine dell’orizzonte; a volte hanno la forma di una tenda. Le foto documentano l’effettiva possibilità di un’architettura aerea, ma anche una tensione poetica e intellettuale per immaginare un concetto più evanescente dell’abitabilità umana. Quarant’anni dopo l’allunaggio, Saraceno ci dice che il passaggio successivo è fare esperienza, qui sulla terra, di una progressiva assenza di gravità.</p>
<p style="text-align: justify;">All’interno della Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti, le bolle sospese nello spazio ci fanno percepire un sentimento gravitazionale interno all’edificio stesso, che &#8211; al pian terreno &#8211; si confronta con le divergenti traiettorie delle tre proiezioni video <em>Space Elevator II </em>(2009), e al piano superiore con le foto alle pareti delle orbite di volo sperimentato in Argentina e con quelle disposte attorno a un tavolo dal titolo <em>Ladies and Gentlemen We are Floating in Space e Mars on water </em>( 2009).<br />
Appare così una circolarità variabile che coinvolge il sopra e il sotto, facendoci percepire un “ballooning” nell’atmosfera e nell’edificio stesso.<br />
La volontà di sperimentare l’ascensione nell’aria ha portato Tomás Saraceno, nell’estate 2009, all’International Space Studies Program della NASA, nella Silicon Valley dove ha studiato ulteriori passaggi.<br />
Tra le scoperte delle neuroscienze quella dei neuroni specchio, ha dimostrato che esiste una sincronia fra azione e osservazione. I neuroni specchio sono attivi nella scimmia quando compie un’azione o vede altri compiere la stessa azione, ma il gruppo di ricerca guidato da Vittorio Gallese ha scoperto che nell’uomo non è necessaria un’effettiva interazione con gli oggetti: i suoi neuroni specchio si attivano anche quando l’azione è semplicemente mimata e sono in grado di codificare atti motori transitivi e intransitivi. Il loro ruolo primario è di comprendere le azioni altrui.<br />
Di fronte alle azioni di Saraceno che tipo di comprensione può attivarsi attraverso il sistema di neuroni<br />
specchio? Come avviene la sincronia fra azione artistica e osservazione? Il tentativo di abitare l’aria, anche solo transitoriamente, rimane confinato nella fantasia? Sono domande che l’arte, il cinema, la letteratura hanno spesso posto, ma se è ipotizzabile che un’azione mimata attivi i neuroni specchio, allora gli oggetti creati da Saraceno consentono azioni transitive e intransitive che possono codificare una comprensione dell’aria e del vuoto.</p>
<p><strong>Tomás</strong><strong> Saraceno</strong><br />
1973 nato a San Miguel de Tucuman &#8211; Argentina<br />
Vive e lavora sul pianeta terra e oltre<br />
Formazione<br />
Estate 2009 International Space Studies Program, NASA Center Ames, Silicon Valley, California<br />
2003-2004 Progettazione e Produzione delle Arti Visive, IUAV, Venezia Italia<br />
2001-2003 Staatliche Hochschule für Bildende Künste &#8211; Städelschule-Frankfurt am Main, Germania<br />
1999-2000 Escuela Superior de bellas Ares de la Nación Ernesto de la Carcova, Postgraduate on Art &amp; Architecture<br />
1992-1999 Universidad Nacional de Buenos Aires, Argentina UBA- Degree Architect<br />
Mostre Personali Selezionate<br />
2010 “From Camogli to San Felipe, spiders weaving stars”, Fondazione Pierluigi e Natalina<br />
Remotti, Camogli, Italia (marzo – giugno)<br />
Bonniers Konsthall, Stoccolma, Svezia<br />
Houston Blaffer Gallery, Houston, USA (prossimamente)<br />
2009 “Biosphere”, Statens Museum for Kunst, Copenagen, Danimarca (all’interno del ciclo<br />
“RETHINK Relations”)<br />
“Tomas Saraceno”, Mudam Musée d‘Art Moderne Grand-Duc Jean, Luxembourg<br />
(all’interno del ciclo “Habiter”)<br />
“Lighter than air”, Walker Art Center, Minneapolis, USA<br />
2008 “Galaxies forming along filaments, like droplets along the strands of a spiders web”,<br />
Tanya Bonakdar Gallery, New York, USA<br />
“Cloudy Dunes”, Fondazione Garrone, Genova, Italia<br />
2007 “Biosphere MW32 Air-Port-City”, Pinksummer Gallery, Genova, Italia<br />
2004 “On- Air”, Pinksummer Gallery , Genova, Italia<br />
Mostre Collettive Selezionate<br />
2009 “53d Biennale di Venezia, 2009”, Venezia, Italia<br />
“In Defense of Nature”, Barbican Art Center, Londra, UK<br />
“Life Forms”, Bonniers Konsthall, Stoccolma, Svezia<br />
2008 “Psycho Buildings – Artists and Architecture”, Hayward Gallery, Londra, UK<br />
“Sonsbeek 2008: Grandeur”, Arnhem, Paesi Bassi<br />
“Experiment Marathon Reykjavic”, Reykjavic  Art Museum, Kjarvalsstadir, Reykjavic,<br />
Islanda</p>
<p>Una selezione di immagini è disponibile sul sito <a href="http://www.fondazioneremotti.it/">www.fondazioneremotti.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti, Via Castagneto 52 – Camogli (GE)<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 13 Marzo – 13 Giugno 2010<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Da Giovedì a Domenica dalle ore 16.00 alle ore 19.00 e su appuntamento<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage:</span> 13 Marzo, ore 18.30<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Tomás Saraceno<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Francesca Pasini<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: Ingresso libero<br />
<span style="color: #993300;">Note</span>: Si ringrazia la Galleria Pinksummer di Genova<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Tel + 39 0185 772137 | <a href="mailto:info@fondazioneremotti.it">info@fondazioneremotti.it</a> | <a href="http://www.fondazioneremotti.it/">www.fondazioneremotti.it</a><br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: Cristina Pariset; tel +39 02 4812584; cristina.pariset@libero.it<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Arte contemporanea, Installazioni</p>
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