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	<title>ARTKERNEL &#187; Sound Art</title>
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		<title>&#8220;Silence. Silent?&#8221; Christina Kubisch &#8211; Robin Minard, Galerie Mario Mazzoli, Berlino</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 10:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Sound Art]]></category>

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		<description><![CDATA[Robin Minard and Christina Kubisch. Due differenti interpretazioni del silenzio, ora evocato nella sua fragile apparenza, ora esplorato e auscultato con tecnologie specifiche. Un innesto tra percezioni visive e uditive, tra suono e silenzio, con un approccio mimetico che guida l'attenzione dell'ascoltatore verso l'osservazione di una delle prospettive più interessanti del suono, il suo assorbimento nel silenzio, i confini che ne segnano l'apparizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Robin Minard and Christina Kubisch. Due differenti interpretazioni del silenzio, ora evocato nella sua fragile apparenza, come nelle opere video e nelle installazioni di Minard, ora esplorato con tecnologie specifiche, come in Kubish. Un innesto tra percezioni visive e uditive, tra suono e silenzio, con un approccio mimetico che guida l&#8217;attenzione dell&#8217;ascoltatore verso l&#8217;osservazione di una delle prospettive più interessanti del suono, il suo assorbimento nel silenzio, i confini che ne segnano l&#8217;apparizione e che ci ricordano della possibilità di una sua assenza, e di una sua natura effimera e fragile.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><em> <a href="http://www.galeriemazzoli.com">http://www.galeriemazzoli.com</a></em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;The exhibition of Robin Minard and Christina Kubisch brings together two artists who study forms of silence in their works. What makes this pairing particularly interesting is that Minard has a direct approach to silence with his installations and video works that evoke it in their mere delicate, almost fragile appearance, while Kubisch deals with silence in a more conceptual manner, using surprising technology and activating the audience [...] The works in the exhibition form a space where silence and sound, nature and technology, flow in and out of our ears and eyes. The attention of the audience will shift between the visual and the auditive. The soundscape of our daily life usually requires blocking out a great deal of sounds and noise in order to be sensitive to what we really want and need to hear. In their works, Robin Minard and Christina Kubisch offer a different act of listening, where every sound is relevant. So think of silence, and start listening&#8221;. (<em>Silja Lehtonen)</em></p>
<p><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/11/Kubisc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6119" title="Kubisc" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/11/Kubisc-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Arcangelo Sassolino. Piccolo Animismo / MACRO, Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 18:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Cartuccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sculture cinetiche]]></category>
		<category><![CDATA[Sound Art]]></category>

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		<description><![CDATA[Regalare a un angolo di museo lo slancio vitale di una creatura animata, registrare una presenza, creando una comunicazione tra differenti respiri: la grande sala Enel del MACRO ospiterà, fino al 12 giugno, Piccolo Animismo, opera ingegneristica e poetica ideata da Arcangelo Sassolino appositamente per lo spazio espositivo romano.
Sassolino, autore tra i più interessanti nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Regalare a un angolo di museo lo slancio vitale di una creatura animata, registrare una presenza, creando una comunicazione tra differenti respiri: la grande sala Enel del MACRO ospiterà, fino al 12 giugno, <em>Piccolo Animismo</em>, opera ingegneristica e poetica ideata da Arcangelo Sassolino appositamente per lo spazio espositivo romano.<span id="more-4704"></span><br />
Sassolino, autore tra i più interessanti nel panorama italiano, mette in gioco le possibilità artistiche di una formazione tecnica da ingegnere, sfruttando la sua conoscenza dei limiti della materia per creare opere capaci di suscitare sentimenti empatici.</p>
<div id="attachment_4705" class="wp-caption alignleft" style="width: 266px"><img class="size-full wp-image-4705" title="sassolino-3" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/04/sassolino-3.jpg" alt="" width="256" height="327" /><p class="wp-caption-text">Arcangelo Sassolino, “Piccolo animiamo”, 2011. Particolare, in secondo piano è visibile l’installazione di Ernesto Neto. Courtesy MACRO, Roma.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Quest’artista utilizza materiali e tecniche della produzione industriale, e li priva dell’immediato valore funzionale, per scoprirne il profondo senso estetico. Componenti fredde come il cemento e l’acciaio danno corpo a opere che rivelano una caratterizzazione emotiva, provocando un impatto sentimentale in chi le osserva, e, in qualche modo, le fruisce.<br />
Sassolino unisce la sensibilità artistica di Arte Povera e Anti Form alla conoscenza pratica e profonda della sostanza delle cose, data dalla formazione tecnico-scientifica, per realizzare quelli che potrebbero essere definiti  <em>macchinari artistici</em>, ancor più che semplici sculture.<br />
<em>Piccolo animismo</em> rappresenta un esempio coerente e particolarmente alto della produzione di Sassolino. L’autore vicentino, che inizia la sua carriera lavorativa come designer di giocattoli, e si forma artisticamente a New York, dà voce alla sala del museo romano, realizzando un’opera del tutto affine alle sue realizzazioni precedenti, ma in grado di denunciare uno stretto legame con il luogo in cui si va a collocare.<br />
Arcangelo Sassolino racchiude nelle “piccole” dimensioni di una scultura tutte le tensioni postindustriali rappresentate dagli spazi architettonici del museo, in modo tale che il contenuto e il contenitore finiscano per amplificare reciprocamente il proprio senso.<br />
<em>Piccolo animismo</em> si presenta come un grande parallelepipedo composto da lastre d’acciaio inox saldate tra loro,  un monolite solo apparentemente statico.<br />
Nell’opera l’artista sperimenta le conseguenze dell’alterazione fisica della materia: modificando le condizioni iniziali delle strutture l’autore  conduce all’imprevisto, causa una rottura.</p>
<div id="attachment_4707" class="wp-caption alignnone" style="width: 465px"><img class="size-full wp-image-4707" title="Fig_3-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/04/Fig_3-comp.jpg" alt="" width="455" height="294" /><p class="wp-caption-text">Arcangelo Sassolino, “Piccolo animiamo”, 2011. Courtesy MACRO, Roma.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Lo stato iniziale di quiete delle forme viene messo in discussione, nel caso dell’opera romana, da un movimento ciclico d’immissione e sottrazione d’aria in pressione, il quale determina un’evidente alterazione del volume della struttura metallica, fino al raggiungimento della tensione massima, che si manifesta con un forte impatto sonoro, una sorta di tuono indotto artificialmente.<br />
La materia si fa così <em>cantante</em>, dimostrando la propria intrinseca vitalità, come suggerito dal titolo del lavoro.<br />
Davanti a <em>Piccolo animismo</em> il visitatore si scopre emotivamente coinvolto nel profondo respiro sincopato dell’opera d’arte, spettatore di un evento che viene atteso con un crescente stato d’ansia.<br />
Il lavoro di Sassolino funziona come cassa di risonanza per la voce intima degli oggetti che costituiscono il nostro ambiente, e di conseguenza ci parla di noi stessi, trasformando lo spazio del MACRO in un luogo in cui potersi fermare ad ascoltare e ad ascoltarsi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Cartuccia</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>:: ::</strong></p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: MACRO &#8211; Via Nizza &#8211;  Roma<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 9 Marzo – 12 giugno 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Dal Martedì alla Domenica dalle ore 11.00 alle ore 22.00. Chiuso il Lunedì.<br />
Domenica 24 e Lunedì 25 Aprile, in occasione delle Feste Pasquali, il museo è aperto con il consueto orario e la tariffazione vigente<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Arcangelo Sassolino<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: Il 21 aprile 2011 per il 2764° Natale di Roma l&#8217;ingresso è gratuito. Intero: € 11,00 &#8211; Ridotto: € 9,00. Per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): Intero € 10,00 &#8211; Ridotto € 8,00. La biglietteria chiude un&#8217;ora prima<br />
<span style="color: #993300;"></span><span style="color: #993300;">Info</span>: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 &#8211; 21.00) | www.macro.roma.museum<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Sound Art, Sculture cinetiche<br />
:: ::</p>
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		<title>XXI Subtropics &#8211; experimental music + sound art in miami</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 01:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Sound Art]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 3 al 20 marzo, si svolge a Miami la XXI biennale di musica e sound art Subtropics. In programma musiche di David Behrman, Alvin Lucier, David Tudor, David Dunn e performance di Frozen Music, FLEA, Io, On Structure, UoM, PDMD, Fridamusiq, e altri.
La manifestazione, diretta da Gustavo Matamoros, organizzata dall&#8217;ISAW (Interdisciplinary Sound Arts Workshop) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dal 3 al 20 marzo, si svolge a Miami la XXI biennale di musica e sound art Subtropics. In programma musiche di David Behrman, Alvin Lucier, David Tudor, David Dunn e performance di Frozen Music, FLEA, Io, On Structure, UoM, PDMD, Fridamusiq, e altri.<span id="more-4355"></span><br />
La manifestazione, diretta da Gustavo Matamoros, organizzata dall&#8217;ISAW (Interdisciplinary Sound Arts Workshop) e amministrata dal SFCA (South Florida Composers Alliance) rappresenta uno tra i più &#8216;illuminati&#8217; eventi dedicati alla sound art.</p>
<div id="attachment_4356" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-4356" title="XXI Subtropics. Rainforest IV, di David Tudor interpretato dal FIU’s FLEA ensemble." src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/03/Rainforest500.png" alt="XXI Subtropics. Rainforest IV, di David Tudor interpretato dal FIU’s FLEA ensemble." width="450" height="340" /><p class="wp-caption-text">XXI Subtropics. Rainforest IV, di David Tudor interpretato dal FIU’s FLEA ensemble.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sul sito (http://subtropics.org/), oltre al programma e ai dettagli di Subtropics si possono trovare diversi spunti di riflessione sulla sound art.<br />
Dalla pagina Philospphical Vision, riportiamo: &#8216;Rather than seeing the recent aesthetic positions that have defined the extremes of contemporary music making as confrontational (i.e., classical versus popular, composition versus improvisation, traditional versus avant-garde, nationalistic versus ethnic, concert music versus sound art, academic versus commercial, etc.) we have seen all of these creative divergences as part of a greater whole. Music is not something fixed in form or purpose but rather continually changes as a measure of what it means to be human&#8217;.<br />
Segnaliamo infine l&#8217;INTERmedia SOUND ARCHIVE (http://subtropics.org/?page_id=156): il materiale prodotto dall&#8217;ISAW dal 1985.</p>
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