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	<title>ARTKERNEL &#187; Marc Quinn</title>
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		<title>Marc Quinn. Allanah, Buck, Catman, Chelsea, Michael&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 21:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Dubon Bohlig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Quinn]]></category>

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		<description><![CDATA[Controversi, al confine del feticismo e dell’ammissibile, i lavori di Marc Quinn vengono ancora una volta esposti alla White Cube Hoxton Square (Londra). La mostra, che si chiuderà il 3 luglio, espone marmi, bronzi e statue in argento raffiguranti persone che hanno imposto al proprio corpo cambiamenti radicali come la chirurgia estetica, trattamenti ormonali, sbiancamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Controversi, al confine del feticismo e dell’ammissibile, i lavori di Marc Quinn vengono ancora una volta esposti alla White Cube Hoxton Square (Londra). La mostra, che si chiuderà il 3 luglio, espone marmi, bronzi e statue in argento raffiguranti persone che hanno imposto al proprio corpo cambiamenti radicali <span id="more-2100"></span>come la chirurgia estetica, trattamenti ormonali, sbiancamento della pelle, tatuaggi e trapianti.<br />
Con i suoi lavori concettuali-figurati, l’artista britannico ci fa riflettere sulla fragilità della vita, sul concetto di bellezza e di identità. In definitiva ci domanda: quanta rilevanza ha, nella definizione della nostra identità, quella immagine che vediamo riflessa nello specchio?<br />
Vita e morte si esprimono attraverso le trasformazioni del corpo. La fisicità quindi può diventare metafora quasi spirituale di questioni esistenziali, ma che succede quando queste trasformazioni sono inflitte volutamente? Si crea una rottura tra corpo e spirito? O semplicemente l’uomo si è solo liberato dal peso dell’apparenza fisica grazie alla scienza?<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-2259" title="Marc_Quinn_B&amp;A" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2010/06/Marc_Quinn_BA.jpg" alt="Marc_Quinn_B&amp;A" width="322" height="579" />Statue come <em>Catman (</em>Dennis Avner, che si è fatto tatuare il viso come un gatto), o <em>Allanah</em> (Allanah Starr, un uomo che ha trasformato il proprio corpo nell’idealizzazione dell’immagine femminile, pur continuando a mantenere il proprio sesso) sono raffigurazioni di eccessi. É quasi impossibile racchiudere questi personaggi in una categoria: essi si pongono oltre i generi e la corporeità. Il senso di identità viene rimessa tutta in gioco e non è più legata al corpo. Per questo le opere oggi esposte alla White Cube, anche se raffigurano persone reali, sono molto più di questo,  sono dei concetti, delle idee.<br />
Ricordando opere come <em>Self </em>(1991, un autoritratto scultoreo realizzato con 4,5 litri del proprio sangue) l’artista riconosce che i sui lavori possono essere disturbanti, ma non si reputa un artista interessato allo shock [1]. Egli invece sottolinea l’importanza del materiale o dell’immagine come forte mezzo per svelare una certa realtà. In poche parole Marc Quinn concorda con Machiavelli: “il fine giustifica i mezzi”. Nel caso della mostra in corso, lo shock è dovuto dall’uso di materiali e tecniche tradizionali, ma con soggetti inaspettati: una statua in argento, come <em>Buck,</em> quasi classica, ma rappresentante una porno star (Buck Angel, produttore e star di film per adulti conosciuto dai media come “a man with a pussy”). Anche l’iconografia tradizionale viene usata con questo effetto, <em>Buck &amp; Allanah</em> rappresentati come i nuovi Adamo ed Eva.<br />
Similmente ad <em>Allison Lapper</em> (esposta nel 2007  in Trafalgar Square sul Quarto Piedistallo), anche qui c’ è un capovolgimento delle aspettative, quasi un ossimoro concettuale che porta alla luce stereotipi mettendo in discussione idee prestabilite.<br />
L’artista, ormai da tempo riconosciuto, si trova da poco anche esposto alla National Potrait Gallery con una delle versioni di <em>Self</em>. Da segnalare anche la mostra  <em>Artist Room: Damien Hirst </em>alla Tate Britain (aperta fino al 27 Marzo 2011), in cui sono esposte le famose opere <em>Monument to the Living and the Dead </em> (2006) e <em>Away from the Flock </em>(1994) di Hirst , artista leader negli anni ‘90. Tutti questi lavori sono una magnifica testimonianza dell’arte dei Young British Artis (YBA). Un’arte che pone le sue radici nella pop art, e dove riflessione e shock vanno a braccetto, senza però mancare di stupirci con la sua maestria tecnica e la sua ricchezza concettuale. Certo è difficile scindere la qualità di queste opere dal loro effetto mediatico, ma del resto che cosa è più scioccante: le trasformazioni che l’essere umano è capace di infliggersi o la loro rappresentazione in arte?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>[1] Preece, R. (2000) ‘Just a load of shock?: An interview with Marc Quinn’, <em>Sculpture</em>, Ottobre, pp.15-19</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Livia Dubon Bohlig</strong></p>
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		<title>dal 7.5 al 3.7.2010 :: Marc Quinn. Allanah, Buck, Catman, Chelsea, Michael, Pamela and Thomas / White Cube, Londra</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 00:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Quinn]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mostra contiene opere di natura esplicitamente sessuale. Le persone sotto i 18 anni di età devono essere accompagnate da un adulto.
White Cube Hoxton Square è lieta di presentare il nuovo corpo di lavori dell’artista inglese Marc Quinn. Intitolato &#8216;Allanah, Buck, Catman, Chelsea, Michael, Pamela e Thomas&#8217;, la mostra riunisce le nuove sculture eseguite in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-2081"></span>Questa mostra contiene opere di natura esplicitamente sessuale. Le persone sotto i 18 anni di età devono essere accompagnate da un adulto.</p>
<p style="text-align: justify;">White Cube Hoxton Square è lieta di presentare il nuovo corpo di lavori dell’artista inglese <strong>Marc Quinn</strong>. Intitolato &#8216;Allanah, Buck, Catman, Chelsea, Michael, Pamela e Thomas&#8217;, la mostra riunisce le nuove sculture eseguite in marmo, bronzo e argento, raffiguranti le persone che hanno subito interventi estremi di chirurgia plastica e di trasformazione, compresa la terapia ormonale, tatuaggi, piercing , sbiancamento della pelle, capelli impianti e trapianti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quinn ha da sempre interessato il pubblico con l’ossessione per il corpo, le sue perfezioni e i suoi difetti, e come questa ossessione ha portato alcune persone a modificare il proprio corpo in maniera sempre più estrema. &#8216;Della serie The Complete Marbles&#8217; è stato un accertamento di &#8216;imperfetto&#8217; corpi, e in &#8216;Evolution&#8217;, ha esaminato il punto in cui la propria identità fisica comincia ad emergere. Le nuove sculture di Quinn, come ha notato Joachim Pissarro nel suo saggio del catalogo che accompagnare la mostra, sono i ritratti di persone che &#8216;esemplificano una certa incoerenza tra corpo e anima&#8217; e che &#8216;aprono un capitolo nuovo e provocatorio per l&#8217;esplorazione del rapporto tra corporeità e spiritualità &#8211; fondamentalmente affronta il concetto di identità, chiedendo: un individuo è più o meno sé stesso, dopo interventi di chirurgia estetica? &#8216;</p>
<p style="text-align: justify;">I nuovi modelli di Quinn vanno da personaggi come il favorito dei tabloid &#8216;Catman&#8217; (Dennis Avner, che è stato tatuato per assomigliare a un gatto) a &#8216;l&#8217;uomo in stato di gravidanza&#8217; (Thomas Beatie) al porno di nicchia con la star Buck: uomo &#8216;con la figa &#8216;, e a Allanah Starr, un uomo che ha cambiato il suo corpo attraverso l’idealizzazione della femminilità, anche se anche lei ha un pene. Anche se sono tutti tratti dalla vita, questi corpi sembrano esistere oltre i limiti normali di classificazione &#8211; appaiono quasi &#8216;trans-gender&#8217;, o &#8216;trans-corporea&#8217; &#8211; lancio l&#8217;idea stessa di identità in discussione, esponendo come una fragile, complessa costruzione a più strati, interminabilmente co-esistente con il loro sé fisico esterno.</p>
<p style="text-align: justify;">Buck Il ritratto scultura di Quinn &#8216; Buck &amp; Allanah&#8217; ritrae la coppia in piedi mano nella mano, come Adamo ed Eva di questi ultimi giorni, come i grandi passi del futuro hanno modificato radicalmente gli esseri. La scultura di Thomas Beatie lo raffigura negli ultimi mesi di gravidanza, con la testa timidamente chinata, culla la pancia con le mani, ed appare come una versione maschile della Vergine Maria: visualizzazione di alcuni tipi di concezione miracolosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le sculture di celebrità scolpite da Quinn c’è anche Pamela Anderson, raffigurata in bronzo lucidato, raddoppiata alle spalle con un alter ego identico, come parte di due gemelli siamesi con il viso che fissa il soffitto in uno stato di estasi. Due grandi teste di Michael Jackson sono scolpite in marmo nero, bianco e rosso. Le due sculture sono in contrapposizione dialettica &#8211; raffigurano Jackson dopo i numerosi interventi chirurgici, così come è più conosciuto &#8211; una con una faccia nera, l&#8217;altra bianca.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra comprende anche una nuova serie di dipinti di fiori eseguiti in colorazione inversa e di due enormi sculture di orchidea in bronzo dipinto di bianco, installato in Hoxton Square, di fronte alla galleria.</p>
<p style="text-align: justify;">Marc Quinn ha esposto in numerose esposizioni collettive a livello internazionale tra cui Sonsbeek &#8216;93, Arnhem (1993); Give and Take, V &amp; A, Londra (2001); Statements 7, 50 ° Biennale di Venezia (2003); Biennale di Gwangju (2004). Mostre personali presso Tate Gallery, Londra (1995); Kunstverein Hannover (1999), Fondazione Prada, Milano (2000); Tate Liverpool (2002); Irish Museum of Modern Art, Dublino (2004); Groninger Museum, Groningen (2006); MACRO, Roma (2006); DHC / ART Fondazione per l’Arte Contemporanea, Montreal (2007); Fondazione Beyeler, Basilea (2009).</p>
<p>Un catalogo riccamente illustrato con un testo di Joachim Pissarro accompagna la mostra</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: White Cube (Hoxton Square Site), Hoxton Square48 – Londra<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 7 Maggio – 3 Luglio 2010<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Dal Giovedì al Sabato, dalle ore 10.00 alle ore 16.00<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Marc Quinn<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Joachim Pissarro<br />
<span style="color: #993300;">Catalogo</span>: Disponibile in sede con un testo di Joachim Pissarro<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Tel. +44 (0) 20 7930 5373 | Fax +44 (0) 20 7749 7470 | www.whitecube.com<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Arte Contemporanea, Scultura</p>
<p>:: ::</p>
<p style="text-align: justify;">
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