<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ARTKERNEL &#187; Interattività</title>
	<atom:link href="http://www.artkernel.com/?feed=rss2&#038;tag=interattivita" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.artkernel.com</link>
	<description>arte e new media</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Jul 2026 10:42:55 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Genoma Contemporary / Spazio Punch, Venezia :: dal 3.9 al 26.11.2011</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=5349</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=5349#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 01:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interattività]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=5349</guid>
		<description><![CDATA[Il Genoma è il corredo di cromosomi contenuti in una cellula di un organismo. Il Genoma include i "Geni" e il "Dna" del patrimonio genetico di ciascun essere umano, e, in quanto tale, ci rende potenzialmente diversi gli uni dagli altri pur provenendo dallo stesso progenitore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5349"></span>Il Genoma è il corredo di cromosomi contenuti in una cellula di un organismo.<br />
Il Genoma include i &#8220;Geni&#8221; e il &#8220;Dna&#8221; del patrimonio genetico di ciascun essere umano, e, in quanto tale, ci rende potenzialmente diversi gli uni dagli altri pur provenendo dallo stesso progenitore.<br />
Così gli Artisti coinvolti in Genoma includono e sono loro stessi i &#8220;Geni&#8221; contenuti nella &#8220;Cellula&#8221; dello spazio espositivo, e ne contengono a loro volta i &#8220;Cromosomi&#8221; da cui nascono le Idee del processo espositivo stesso. Genoma è l&#8217;insieme di spazio, soggetti e oggettività della metamorfosi artistica.</p>
<div id="attachment_5350" class="wp-caption alignnone" style="width: 461px"><img class="size-full wp-image-5350" title="ELEZIONI-PRESIDENZIALI" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/ELEZIONI-PRESIDENZIALI.jpg" alt="" width="451" height="246" /><p class="wp-caption-text">Stafano Mitrione, “Presidential elections”, 2011</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In quest&#8217;ottica sono stati selezionati gli artisti di questa mostra voluta nel contesto della Biennale di Venezia dal suo curatore, Oriana Carrer, e da  i suoi ideatori e organizzatori, Virtualgeo Srl e Base.exib Design Tm, per ipotizzare il dialogo invisibile tra Umanità e Tecnologia, emozione e calcolo, reale e virtuale.<br />
Ne nasce un inaspettato Mix di cortocircuiti dialettici sorprendenti, capace di porre lo spettatore di fronte ad una scelta dove i confini sono visibili in quanto dati dalla diversita dei Media utilizzati, ma il flusso di informazioni trasmesse si alternano in modo invisibile tra le molteplici diversità soggettive ed oggettive, creando a loro volta un Micro-organismo autosufficente come infati è la  Cellula.<br />
Quindi Genoma come impronta genetica nell&#8217;Arte, oggi, ma anche nella musica, ieri. Di fatto chi non ricorda il gruppo Veneziano che dieci anni fa spopolava con le sue atmosfere Hip Hop nei quartieri di Trieste e Venezia. Ed è anche vero che l&#8217;Arte non ha tempo ne spazio e cerca ovunque le sue fonti di ispirazione. Quindi Nebo e Nasdaq, fondatori del gruppo Genoma, collassano su un ipotetica dimensione visiva di un nome che ha fatto la storia nell&#8217;underground Veneziano, e che oggi sembra rivivere nei nomi di sette Artisti Internazionali: Makoto Kobayashi, Stefano Mitrione, Maryanne Pollock, Andrzej Rafalowicz, Tim Slowinski, Jurgen Stolte, Arkiv Vilmansa e Alkistis Wechsler. Il prodotto che ne risulta è un evento multimediale collaterale alla 54a Biennale di Venezia diretto da Oriana Carrer, ormai considerata da molti un icona per quanto riguarda Tendenze e Colore, capelli biondissimi e grandi occhiali neri che celano uno sguardo magnetico alla portata di pochi. Lei che esordische dopo una Laurea in Storia dell&#8217;Arte coronata di un &#8220;pesante&#8221; 110 con lode, nientemeno che alla Biennale Giovani di Barcellona. Loro, gli invisibili coordinatori dell&#8217;intero nuovo Genoma Contemporary, e parliamo di Erminio Paolo Canevese, presidente della Virtualgeo Srl, Azienda dal sapore marcatamente Internazionale, e Leonardo Kucharski, Co-fondatore della Base.exib Design in USA, seguiti da una nutrita schiera di professionisti e addetti che compongono il retro-scena di Genoma. Si sa ormai tutto di loro, come pure dello spazio espositivo, nella fattispecie l&#8217;Ex Padiglione del Galles (UK) che da quest&#8217;anno ha levato le ancore per la nuova sede di Santa Maria Ausiliatrice dove esporrà il ben noto Tim Davies con la curatela del gallerista Londinese Tom Rowland. Così Genoma Contemporary ha l&#8217;arduo compito di tenere in vita uno spazio celebre, sia appunto per il suo &#8220;DNA genetico&#8221;, è stata le prima fabbrica di birra della Dreher, sia anche per le celebrità Britanniche che negli ultimi otto anni (ben quattro Biennali), hanno saputo infondere un&#8217;eccellente imprinting &#8220;cromosomico&#8221;. Artisti del calibro di Paul Seawright, Cerith Wyn Evans, Simon Pole, Bethan Huws, Peter Finnemore, Laura Ford, Paul Granjon, e più di recente Richard Deacon e John Cale.</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Spazio Punch &#8211; Giudecca 800/o &#8211; Venezia<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 3 Settembre &#8211; 26 Novembre 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (verificare via telefono)<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 3 Settembre 2011, ore 16.00<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Makoto Kobayashi, Stefano Mitrione, Maryanne Pollock, Andrezej Rafalowicz, Tim Slowinski, Juergen Stolte, Arkiv Vilmansa, Alkistis Wechsler<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Oriana Carrer<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: Ingresso libero<br />
<span style="color: #993300;">Note</span>: Evento collaterale alla 54° Biennale di Venezia<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Tel. 0438.561455 | <a href="mailto:press-office@base-exib.com" target="_blank">press-office@base-exib.com</a> | <a href="http://www.genomacontemporary.com" target="_blank">www.genomacontemporary.com</a><br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: Base.exib Design Tm; Tel. +39 0438561455<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Collettiva, New Media Art, Digital Art</p>
<p>:: ::</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=5349</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sistemes Vius, Christa Sommerer &amp; Laurent Mignonneau / Arts Santa Monica, Barcellona</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=5442</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=5442#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 21:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Scherini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Arte generativa]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>
		<category><![CDATA[Interactive art]]></category>
		<category><![CDATA[Interattività]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà Virtuale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=5442</guid>
		<description><![CDATA[L’Arts Santa Monica di Barcellona invita a sperimentare la prima retrospettiva della coppia artistica formata da Christa Sommerer e Laurent Mignonneau.  Sperimentare sì, perché senza la partecipazione del pubblico l’esposizione non prende vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5442"></span>L’Arts Santa Monica di Barcellona invita a sperimentare la prima retrospettiva della coppia artistica formata da Christa Sommerer e Laurent Mignonneau.  Sperimentare sì, perché senza la partecipazione del pubblico l’esposizione non prende vita.</p>
<div id="attachment_5443" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-5443" title="life-spaces II" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/life-spaces-II.jpg" alt="" width="450" height="306" /><p class="wp-caption-text">Christa Sommerer &amp; Laurent Mignonneau, “Life Spaces II”, 1999. Installazione interattiva per computer. Courtesy Arts Santa Monica, Barcellona.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’esposizione Sistemi vivi, curata da Josep Perelló e Irma Vilà con la collaborazione scientifica di Ricard Solé, raccoglie cinque opere di due degli artisti più riconosciuti e innovatori nel panorama internazionale della media art e interactive art.<br />
Sviluppando interfacce interattive, applicate ad ambienti virtuali, Sommerer e Mignonneau affrontano temi come l’ecologia, la vita artificiale e le scienze complesse in cui lo spettatore attiva opere attinenti allo studio dei sistemi vivi.<br />
Nei loro progetti si rintracciano, infatti, le teorie e i modelli di base che regolano il comportamento e l’evoluzione della vita, ma è la mano del visitatore che, come un soffio vitale primordiale, attiva, modifica e regola il meccanismo di una biodiversità virtuale e così, come dovrebbe essere per quella reale, spetta a lui proteggerla, alimentarla e preservarla.<br />
Tutta dello spettatore-creatore, dunque, la responsabilità di salvaguardare le forme di vita che popolano il percorso espositivo, forse un invito alla riflessione sulla condizione ecologica attuale, auspicata anche dall’ambiente espositivo, un circuito buio dove le opere rimangono distanziate tra loro come esortazione a prendersi il tempo necessario per meditare.</p>
<div id="attachment_5444" class="wp-caption alignnone" style="width: 463px"><img class="size-full wp-image-5444" title="eau-jardin" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/eau-jardin.jpg" alt="" width="453" height="359" /><p class="wp-caption-text">Christa Sommerer &amp; Laurent Mignonneau, “Eau de Jardin”, 2004. Installazione interattiva per computer. Courtesy Arts Santa Monica, Barcellona.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Seguendo le tappe di un iter pensato per far pensare, ci si incontra subito con <em>Eau de Jardin</em>, un’installazione interattiva ispirata alla dualità tra la realtà rappresentata e la realtà virtuale riflessa nell’acqua dei <em>Nimphéas </em>di Monet, dove alcune piante acquatiche naturali pendono dal soffitto di fronte a un grande schermo; quando il visitatore si avvicina e accarezza le piante una tecnologia di sensori fà si che sullo schermo abbia luogo la nascita e la crescita di una pianta virtuale, corrispondente al riflesso di quella sfiorata, originando un paesaggio determinato dalla scelta e dall’azione dell’utente.<br />
È poi la volta di <em>Life Spaces II</em> un’interfaccia grafica con uno schermo di proiezione attraverso la quale il visitatore, inserendo stringhe di testo, dà vita a creature virtuali, i caratteri digitati formano il codice genetico delle forme di vita generate che determina le possibilità di sopravvivenza e le caratteristiche di condotta, inoltre il visitatore può nutrire gli abitanti dello schermo somministrandogli caratteri  mediante un editor di testo, garantendone o meno la sopravvivenza e la capacità di riproduzione.</p>
<div id="attachment_5445" class="wp-caption alignnone" style="width: 461px"><img class="size-full wp-image-5445" title="phototropy-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/phototropy-comp.jpg" alt="" width="451" height="451" /><p class="wp-caption-text">Christa Sommerer &amp; Laurent Mignonneau, “Phototropy”, 1995. Installazione interattiva per computer. Courtesy Arts Santa Monica, Barcellona.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Con <em>Phototropy</em>, proiettando la luce di una lanterna su uno schermo, si può scegliere di foto-alimentare o di uccidere per sovraesposizione alla luce, sciami di insetti digitali, mentre in una posizione privilegiata del percorso circolare dell’esposizione, che rievoca la centralità dell’elemento acquatico nell’evoluzione della vita, si incontra <em>A-Volve</em>, un’installazione che per mezzo di uno schermo tattile permette di disegnare sagome che poi prendono vita, agendo autonomamente secondo le caratteristiche della forma e situandosi  all’interno di un  habitat costituito da uno schermo sommerso in qualche centimetro d’acqua, immergendovi le mani si può poi decidere di proteggere la creatura dai predatori o stabilire un contatto, osservandone il comportamento.<br />
Infine <em>Mobile Feelings</em>, un’istallazione che mediante microelettrodi permette a più utenti di scambiarsi a distanza dati corporali come il battito cardiaco o la respirazione, si distingue dalle precedenti opere perché indaga sulla rinuncia dei sensi e dell’intimità che l’uomo moderno ha accettato in cambio di una nova mobilità e connettività, ma in fondo è anche un invito a continuare a investigare, in modo più ampio, le similitudini tra le leggi complesse che regolano ogni forma di vita.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Eleonora Scherini</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>:: ::</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Date</span>: 1 Giugno &#8211; 25 Settembre<strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=5442</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Collettivo di Improvvisazione Elettroacustica Bellini, Saggi 2011 dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Vincenzo Bellini di Catania</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=5361</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=5361#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 15:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>
		<category><![CDATA[Interattività]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=5361</guid>
		<description><![CDATA[Sonorità corpose e ben bilanciate tra dinamiche techno e spettralismo, un apporto strumentale basato sull’assemblaggio di circuiti audio proprietari, l’uso di strumenti elettronici tradizionali come il theremin, una sezione fiati di giovani talenti, l’apporto creativo di fonici di grande esperienza, riassumono i tratti caratteristici più evidenti della formazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nasce a Catania, nell’ambito dei Corsi di Elettroacustica e Informatica Musicale dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Vincenzo Bellini, una nuova formazione che promette di divenire un’interessante realtà nel panorama della sperimentazione elettroacustica italiana.</p>
<div id="attachment_5363" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img class="size-full wp-image-5363 " title="occhiello" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/occhiello.jpg" alt="" width="255" height="329" /><p class="wp-caption-text">Particolare di uno tra gli strumenti DIY del Collettivo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Collettivo di Improvvisazione Elettroacustica Bellini</strong>, costituito e diretto da Renato Messina, il 15 Giugno, presso l’Auditorium Pacini dell’Istituto Bellini di Catania, ha presentato un progetto coeso e ben strutturato in grado di rappresentare il livello di duttilità raggiunto oggi dalla programmazione per live electronics su piattaforma Max/MSP congiunta ad un uso dell’elettronica analogica consapevole e integrato con strumenti acustici tradizionali.<br />
Sonorità corpose e ben bilanciate tra dinamiche techno e spettralismo, un apporto strumentale basato sull’assemblaggio di circuiti audio proprietari, l’uso di strumenti elettronici tradizionali come il theremin, una sezione fiati di giovani talenti, l’apporto creativo di fonici di grande esperienza, riassumono i tratti caratteristici più evidenti della formazione.<br />
<em>Sound Chip</em>, il titolo della performance eseguita dal Collettivo, ha offerto un quadro chiaro di ciò che è oggi possibile ottenere in termini di originalità e virtuosismo tecnico declinando con gusto elettronica, estetica aleatoria e gestualità improvvisativa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_5373" class="wp-caption alignnone" style="width: 463px"><img class="size-full wp-image-5373" title="SChip" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/SChip.jpg" alt="" width="453" height="290" /><p class="wp-caption-text">Uno tra gli strumenti DIY del Collettivo</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il Collettivo si esibirà a metà Luglio presso le Ciminiere di Catania all’interno del Festival Teatri Riflessi  dell’Associazione Iterculture, dove esporrà un’installazione interattiva basata sugli stessi circuiti audio impiegati nella performance.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli elementi dell’organico: <strong>Renato Messina</strong> dir., circuiti audio e laptop, <strong>Salvo Arnò</strong> e <strong>Daniele Zimbone</strong> circuiti audio, laptop e regia del suono,<strong> Valentina Ascia</strong> glockenspiel, <strong>Claudio Castorina</strong> sinth, <strong>Alessandro Farruggio</strong> circuiti audio e laptop, <strong>Michele Giustolisi</strong> theremin, <strong>Daniela La  Magna</strong> circuiti audio e laptop, <strong>Simona Malandrino</strong> chitarra acustica amplificata, <strong>Stefano Pagana</strong> circuiti audio e laptop, <strong>Danilo Randazzo</strong> circuiti audio e laptop, <strong>Giuseppe Scillato</strong> circuiti audio, laptop, <strong>Salvatore Verzì</strong> tromba, <strong>Salvatore Maria Zuccarello</strong> tromba.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Elvira D’Angelo</strong></p>
<p style="text-align: right;">evento visitato il 15.6.2011</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Istituto Superiore di Studi Musicali Vincenzo Bellini (Auditorium) &#8211; Via Istituto Sacro Cuore 3 &#8211; Catania<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 15 Giugno 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Mercoledì 15 Giugno ore 16.30<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Renato Messina, Salvo Arnò, Daniele Zimbone, Valentina Ascia, Claudio Castorina, Alessandro Farruggio, Michele Giustolisi, Daniela La Magna, Simona Malandrino, Stefano Pagana, Danilo Randazzo, Giuseppe Scillato, Salvatore Verzì, Salvatore Maria Zuccarello<br />
<span style="color: #993300;">Curatore/Dir.</span>: Renato Messina<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: Ingresso libero<br />
<span style="color: #993300;">Note</span>: Serata evento<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Performance, Concerto, Musica Elettroacustica</p>
<p><span style="color: #993300;">Sito web</span>: <a href="http://www.renatomessina.it/mntbellini/">http://www.renatomessina.it/mntbellini/</a></p>
<p>:: ::</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=5361</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LPM &#8211; Live Performers Meeting / Nuovo Cinema Aquila, Roma</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=5137</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=5137#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 May 2011 15:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Colasanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Art Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interattività]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=5137</guid>
		<description><![CDATA[Alla sua nona edizione torna LPM il meeting che ha letteralmente invaso le strade del Pigneto con performance, workshop ed installazioni di più di 500 tra vjs, artisti audiovisivi e performers dei nuovi media. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5137"></span>Alla sua nona edizione torna LPM il meeting che ha letteralmente invaso le strade del Pigneto con performance, workshop ed installazioni di più di 500 tra <em>vjs</em>, artisti audiovisivi e performers dei nuovi media. Storico appuntamento che dal 2004 richiama appassionati e studiosi da tutto il mondo.<br />
La manifestazione, dedicata alla cultura visuale contemporanea, alla sperimentazione e alla ricerca nel campo digitale, intende fornire uno spazio flessibile e liberamente fruibile, un luogo di riflessione e condivisione per l’incontro e lo scambio di conoscenze e tecnologie.</p>
<div id="attachment_5144" class="wp-caption alignnone" style="width: 462px"><img class="size-full wp-image-5144" title="Fig_4C" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/Fig_4C.jpg" alt="" width="452" height="300" /><p class="wp-caption-text">LPM © Gianluca del Gobbo</p></div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;edizione di quest’anno vanta una nuova proposta curatoriale. Gli artisti, dai backgrounds e dalla creatività estremamente differenti, hanno infatti fornito una loro personale interpretazione per una delle sette tematiche e aree di ricerca proposte: <em>Re-encode, Videntity, Cinematic Derives, Sensible Data, 3D-stereoscopic, Urban Art Media Drifts e Video Mapping</em>.<br />
La video artista ungherese Andrea Sztojánovits aka<strong> </strong><strong>Nano</strong> (HU) è la curatrice della sezione <em>Re-encode</em> che, all’interno di un’emozionante atmosfera di performances live, ha svolto un’indagine sul rapporto tra performance video e touch technology dei nuovi dispositivi comunicativi.<br />
<em>Videntity</em> è l’ambito coordinato da Francesco Macarone Palmieri aka Warbear (IT) e dedicato al rapporto tra teoria queer e performance video, dove il linguaggio artistico si confronta con le tematiche relative a genere ed orientamento sessuale. Un’esplorazione della visione decentrata e fratturata del corpo nella quale il video diviene uno strumento di emancipazione.<br />
<strong> </strong></p>
<div id="attachment_5145" class="wp-caption alignnone" style="width: 462px"><strong><strong><img class="size-full wp-image-5145" title="Fig_2C" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/Fig_2C.jpg" alt="" width="452" height="299" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">LPM © Gianluca del Gobbo</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Laurent Carlier</strong> (FR), organizzatore del &#8220;Vision&#8217;R&#8221; di Parigi, ha proposto e coordinato <em>Cinematic Derives</em>, una <em>line-up</em> di artisti che spazia dal teatro delle ombre al cinema sonorizzato dal vivo, dalla video arte al vjing, dalla laptop performance alla networked performance.<br />
<em>Sensible Data</em> è invece la sezione coordinata da <strong>Salvatore Iaconesi</strong><strong> </strong>aka<strong> </strong><strong>xDxD</strong>, Arturo Di Corinto (IT), l’area d’indagine esplora le modalità in cui le nostre informazioni vengono condivise oltre che utilizzate e presenta i fattori chiave per difendere libertà e diritti personali. Una serie di conferenze e spettacoli dal vivo hanno approfondito infatti i temi del libero accesso ai dati mediante sentieri innovativi e creativi.<br />
Joanie Lemercier aka Crustea (FR) ha coordinato la <em>3D-Stereoscopic</em>, l’attuale tecnica del video stereoscopico capace di riprodurre una visione tridimensionale e creare un illusione di profondità di un&#8217;immagine. All’interno della sezione sono stati mostrati progetti che, sfruttando questa tecnica di completa immersione percettiva, sperimentano nuovi livelli di espressività.<br />
L’<em>Urban Art Media Drifts</em>, coordinato da <strong>Claudio Musso</strong> (IT), è la sezione rivolta a tutti gli esperimenti che legano le azioni dell&#8217;arte urbana alle tecnologie digitali. Con l&#8217;avvento delle tecnologie legate alla proiezione e l’aggiornamento tecnologico, la ricerca stilistica dell’Urban Art si rinnova ed apre nuovi sentieri visual, nella pratica del Vjing e della video arte.<br />
Il <em>Video Mapping</em>, settore gestito da <strong>Miguel Gozalbo – Telenoika</strong> (ES), è una tecnica di video-proiezione in grado di trasformare ogni superficie riflettente in un display video. Le immagini, adagiandosi su superfici improbabili e trascendendo lo storico concetto di schermo, creano un effetto illusorio spettacolare in una stretta relazione con le superfici.</p>
<div id="attachment_5146" class="wp-caption alignnone" style="width: 462px"><img class="size-full wp-image-5146" title="Fig_3C" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/Fig_3C.jpg" alt="" width="452" height="300" /><p class="wp-caption-text">LPM © Gianluca del Gobbo</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Altra novità di quest’anno la tappa nella capitatale di <em>VJ Torna</em>, concorso nato a Budapest nel 2004 con l&#8217;obiettivo di riunire e ispirare video artisti e VJ della scena locale e internazionale. Mediante la pratica del Vjing, l’artista caratterizza uno spazio pubblico mixando dal vivo, a ritmo della musica elettronica di un dj, immagini proiettate realizzando uno spettacolo di luci ed effetti visivi.<br />
La giuria formata da Gianluca Del Gobbo (FLxER), László L. Laki (Cinetrip, VJ Torna) e Andrea Sztojánovits (Skylab) ha premiato per la categoria <em>Vj Battle Champion</em> Luminator (Poland) <em>graphic designer</em> ed <em>interior architect</em>. VJ Eletroiman (Brasil/Spain) è invece il vincitore di questa tappa italiana del VJ Torna. L’artista, organizzatore del Festival Visual Brasil, con il suo linguaggio ibrido realizza dal 2003 un dialogo tra le varie tecniche video, fotografiche ed illustrative proponendo temi d’identità e della cultura brasiliana.<br />
Le installazioni legate al meeting s’allargano a macchia d’olio in tutto il Pigneto presso eccezionali location come la Libreria femminista e Queer &#8220;Tuba&#8221; e il Contesta Rock Hair dove Simona Santopaolo con Sguardi contemporanei dona l’immagine di un mondo in rapida trasformazione. La Libia, l’Africa, la Cina, nuovi scenari che si impongono dove il ruolo di protagonista dell’Occidente è presto soppiantato da quello di spettatore.<br />
La manifestazione approda nei bar e nei club storici del quartiere quali Forte Fanfulla e Officine Pigneto dove Federico installa la Famiglia Madiaset, un piccolo focolare contemporaneo riunito attorno al camino-televisore, moderno simbolo d’aggregazione. Personaggi dal volto di schermo televisivo al quale sono attirati e dal quale sono controllati.<br />
Non ci resta che attendere impazienti le nuove proposte per il prossimo appuntamento ad Est con la tappa di Minsk, una decima edizione che si svolgerà nel novembre 2011 in Bielorussia.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessia Colasanti</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>evento visitato il 19 e il 20 maggio 2011</em><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=5137</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LPM – Live Performers Meeting ⁄ dal 19 al 22 Maggio 2011, Roma</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=5026</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=5026#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 20:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Art Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interattività]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=5026</guid>
		<description><![CDATA[Roma si prepara ad accogliere la nona edizione del Live Performers Meeting: uno dei più grandi eventi internazionali dedicati a video, new media e tecnologie digitali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roma si prepara ad accogliere la nona edizione del Live Performers Meeting: uno dei più grandi eventi internazionali dedicati a video, new media e tecnologie digitali.<br />
500 artisti, provenienti da tutto il mondo, tra visual artists, vj, new media artists e performer, dal 19 al 22 Maggio, offriranno un saggio delle tendenze artistiche più genuine e innovative nel settore del multimedia live, nelle tre sale del neo–rinnovato Cinema Aquila, location ideale per questo meeting che si prospetta ricco di stimoli e con qualche novità.<br />
Quattro giorni di full immersion in cui il live video, fulcro della manifestazione, è affiancato da workshop, conference, tavole rotonde e panel discussion, con lo spirito caratteristico dell’LPM di creare un momento di riflessione e di reciproci scambi tra artisti, teorici, pensatori e appassionati di vj culture.  Di questo sfaccettato settore, l’evento fornisce una ricca panoramica, articolata in 7 differenti tematiche che secondo una nuova formula verranno presentate non più con il limite avvertibile nelle precedenti edizioni di un unico tema giornaliero bensì dislocate liberamente nell&#8217;arco dei 4 giorni.</p>
<div id="attachment_5031" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-5031" title="lpm2011-banner" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/lpm2011-banner.jpg" alt="" width="450" height="225" /><p class="wp-caption-text">Particolare della locandina dell&#39;evento</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Così in RE-ENCODE si esplora la convergenza di stimoli e apporti linguistici fra Vjing e arte generativa. In VIDENTITY il linguaggio della video−performance si fa portavoce di tematiche gender, in particolare in relazione al superamento di un’idea stereotipata di identità sessuale. In CINEMATIC DERIVES la live performance esplora l’intersecarsi di generi alla deriva tra videoarte e vjing, tra laptop performance e networked performance, all’interno di scenari di ’realtà aumentata’. In SENSIBLE DATA la riflessione verte sul dominio dell’informazione e sulla possibilità di accesso ai dati sensibili palesata attraveso la loro rivisitazione estetica. In 3D-STEREOSCOPIC la tecnica stereoscopica video utilizzata dall&#8217;industria cinematografica viene applicata al video in tempo reale, producendo analoghi effetti sulla percezione visiva, così da creare una visione ’aumentata’ dello spazio. In URBAN ART MEDIA DRIFTS il graffitismo della Urban Art si ibrida con i nuovi strumenti tecnologici. Non più spray, ma led, laser, proiettori sono i mezzi attraverso cui si esprimono i writer del digitale. In VIDEO MAPPING usuali superfici riflettenti sono trasformate in display video; attraverso software specifici atti a mappare architetture o oggetti reali, la proiezione video aderisce a tali superfici animandone i volumi e trasformandoli in un flusso dinamico.<br />
Dallo spazio polifunzionale del Cinema Aquila l’LPM, sconfinerà per le vie dello storico quartiere Pigneto, coinvolgendo il tessuto urbano con installazioni audiovisive, videoincursioni e azioni di mapping.<br />
Quest’anno LPM ospita, inoltre, <em>VJ Torna</em>, vj contest nato a Budapest nel 2004, in cui più di 80 vj si sfideranno per due giorni.</p>
<p style="text-align: left;">Info &amp; Programma: <a href=" http://www.liveperformersmeeting.net" target="_blank">http://www.liveperformersmeeting.net</a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Elvira D&#8217;Angelo</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=5026</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>dal 26.10 al 6.11.2010 :: Colorito: An Interactive Renaissance of Colour / Palazzo Medici Riccardi, Firenze</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=3192</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=3192#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 17:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interattività]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=3192</guid>
		<description><![CDATA[ 
Collettiva nell&#8217;ambito della Conferenza mondiale ACM Multimedia 2010
ACM Multimedia e&#8217; la piu&#8217; importante conferenza scientifica internazionale dedicata al tema della multimedialità. Solo un lavoro su 6 sottomessi viene accettato per essere presentato al convegno, dopo un processo di revisione che impegna i piu&#8217; qualificati ricercatori del settore.
La conferenza e&#8217; organizzata dalla Association for Computing [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<div id="attachment_3193" class="wp-caption alignnone" style="width: 445px"><em><em><span id="more-3192"></span><img class="size-full wp-image-3193  " title="vesna" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2010/10/vesna.jpg" alt="" width="435" height="326" /></em></em><p class="wp-caption-text">Victoria Vesna,“Blue Morph”. Installazione multimediale</p></div>
<p><em>Collettiva nell&#8217;ambito della Conferenza mondiale ACM Multimedia 2010</em></p>
<p style="text-align: justify;">ACM Multimedia e&#8217; la piu&#8217; importante conferenza scientifica internazionale dedicata al tema della multimedialità. Solo un lavoro su 6 sottomessi viene accettato per essere presentato al convegno, dopo un processo di revisione che impegna i piu&#8217; qualificati ricercatori del settore.</p>
<p style="text-align: justify;">La conferenza e&#8217; organizzata dalla Association for Computing Machinery americana e per la prima volta, quest&#8217;anno si tiene in Italia, a Firenze, coordinata dal Professor Alberto del Bimbo dell&#8217;Università degli Studi di Firenze &#8211; Direttore anche del Master Multimedia dello stesso Ateneo – e del Professor Shih-Fu Chang della Columbia University, New York. Dal 25 al 29 Ottobre, la città di Firenze accoglierà quindi i ricercatori dei centri di progettazione e sperimentazione piu&#8217; avanzati al mondo che studiano le diverse tematiche della Multimedialità: Internet e le reti di comunicazione, nuove interfacce uomo-macchina e nuovi dispositivi mobili, archivi di immagini, video e grafica 3D, e le loro applicazioni alla società e all&#8217;industria.</p>
<p style="text-align: justify;">Fanno da contorno alla Conferenza 21 Workshop che mettono a fuoco i temi e le problematiche piu&#8217; attuali e 10 Seminari tenuti da personalità scientifiche. Oltre 800 Studiosi presenteranno progetti, idee e realizzazioni su cui stanno lavorando. Firenze collega cosi&#8217; in questa settimana la propria antica storia con gli scenari del futuro. Sempre nel contesto della Conferenza, a significare il rapporto tra tecnologia e arte, e&#8217; organizzata a Palazzo Medici Riccardi l&#8217; Esposizione : Colorito: An Interactive Renaissance of Colour che rimarrà aperta al pubblico dal 26 Ottobre al 6 Novembre.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esposizione e&#8217; curata dai tre responsabili del Programma di Arte Interattiva della Conferenza: Luca Farulli &#8211; Accademia di Belle Arti di Venezia &#8211; Andruid Kerne &#8211; Interface Ecology Lab/Texas A&amp;M University &#8211; Frank Nack &#8211; ISLA/University of Amsterdam.<br />
La mostra assume un particolare significato sia in ragione degli artisti presenti e del tema affrontato, sia per la inevitabile dialettica che si viene ad instaurare, tra la tradizione umanistico-rinascimentale fiorentina e le opere di arte multimediale qui esposte.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli artisti che presenteranno le loro opere a Palazzo Medici-Riccardi sono personalità e gruppi accreditati a livello internazionale, quali Techla Schiphorst (Canada); Victoria Vesna e Jim Gimzewski (U.S.A); Studio Azzurro (Italia); Monika Fleischmann e Wolfgang Strauss (Germania); Bianco-Valente (Italia); Leah Buechley (U.S.A); Tamiko Thiel (Germania); Jaakko Pesonen e Temu Korpilahti (Finlandia); T.P.O. (Italia); Franz Fischnaller (Italia). A questi si aggiungono giovani promesse: Wendy Ann Mansilla e Jordi Puig (Norvegia), Hayley Hung e Christian Jacquemin (Olanda/Francia), selezionate dal Comitato internazionale composto, da Silvia Evangelisti (Accademia di Belle Arti Bologna e Art Director Bologna Art Expo), Pascal Maresch (Direttore del Media Performance Group di Ars Electronica, Linz), Franziska Nori (Art Director, Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, Firenze) e dai coordinatori del programma.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti degli artisti operano anche in stretto contatto con istituti di ricerca universitari a conferma dello stretto legame tra l&#8217;evoluzione tecnologica e la definizione dei nuovi linguaggi artistici.</p>
<p style="text-align: justify;">Perlustrare, sperimentare anche dal punto di vista estetico tali linguaggi consente di liberarli dal loro ruolo di meri mezzi e, soprattutto, verificare le loro implicazioni sulla immaginazione, grande motore del fare umano. Il titolo formulato per l&#8217;Esposizione: “Colorito. An Interactive Renaissance of Colour” vuole interrogare e verificare la propensione artistica dell&#8217;arte multimediale. Colorito indica, infatti, l&#8217;ambito del colore quale si dà in arte, ovvero il suo utilizzo consapevole a fini estetici. Non semplicemente il colore nelle sue ricadute meramente psicologiche, emotive o evocative di stati percettivi di vario tipo, bensi&#8217; colore come linguaggio di tipo espressivo, capace di dar parola a sensazioni differenziate e sfumate, di esprimere processi di vita e di trasformazione. E cosi&#8217; ecco l&#8217;importanza del campo applicato, rappresentato dai vestiti interattivi, esposti tra le altre opere a Palazzo Medici Riccardi. Colore non quale supporto alla mera visualizzazione, bensi&#8217; elemento di mediazione, ricorso linguistico in grado di arricchire la ricerca multimediale in direzione del discorso, della riflessione. Infine, colore come momento costitutivo della grammatica dell&#8217;immagine, come tempo e come suono.</p>
<p style="text-align: justify;">Per affrontare il tema del colore per lo sviluppo dei linguaggi multimediali, il giorno 25 Ottobre alle ore 19.30, presso il Deutsches Institut di Firenze, si terrà inoltre una Tavola Rotonda con gli artisti tedeschi Monika Fleischmann, Wolfgang Strauss e Tamiko Thiel, coordinata da Luca Farulli e Frank Nack.</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 3 &#8211; Firenze<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 26 Ottobre – 6 Novembre 2010<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Feriali e festivi dalle ore 9.00 alle ore 19.00; chiuso il Mercoledì. La biglietteria chiude alle ore 18.30<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 26 Ottobre<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Techla Schiphorst, Victoria Vesna, Jim Gimzewski, Studio Azzurro, Monika Fleischmann e Wolfgang Strass, Bianco-Valente, Leah Buechley, Tamiko Thiel, Jaakko Pesonen e Temu Korpilahti, T.P.O., Franz Fischnaller, Wendy Ann Mansilla, Jordi Puig, Hayley Hung, Christian Jacquemin<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Luca Farulli, Andruid Kerne, Frank Nack<br />
<span style="color: #993300;">Note</span>: Evento curato dai responsabili del Programma di Arte Interattiva nell’ambito della Conferenza mondiale <em>ACM Multimedia 2010</em><br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: <a href="http://www.palazzo-medici.it/">www.palazzo-medici.it</a> | <a href="mailto:info@mmm.unifi.it">info@mmm.unifi.it</a><br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Collettiva, Arte Contemporanea, Installazioni multimediali, Arte digitale</p>
<p>:: ::</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=3192</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>dal 20.12.2009 al 15.3.2010 :: Avatar_un&#8217;esperienza nel mondo virtuale/ Museo del Balì, Saltara (PU)</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=1693</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=1693#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 19:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Interattività]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà Virtuale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=1693</guid>
		<description><![CDATA[Inaugura il 19 dicembre 2009 al Museo del Balì di Saltara una delle mostre più innovative degli ultimi anni: AVATAR &#8211; Un’esperienza nel mondo virtuale.
Grazie alla collaborazione con il Museo Tridentino di Scienze Naturali, ideatore della mostra, Avatar arriva nelle Marche per rivolgersi a tutto il centro Italia. AVATAR tratta il tema dei nuovi mondi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-1693"></span><img class="alignleft size-full wp-image-1694" title="CSavatar" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2010/05/CSavatar.PNG" alt="CSavatar" width="224" height="274" />Inaugura il 19 dicembre 2009 al Museo del Balì di Saltara una delle mostre più innovative degli ultimi anni: AVATAR &#8211; Un’esperienza nel mondo virtuale.<br />
Grazie alla collaborazione con il Museo Tridentino di Scienze Naturali, ideatore della mostra, Avatar arriva nelle Marche per rivolgersi a tutto il centro Italia. AVATAR tratta il tema dei nuovi mondi virtuali che si stanno sviluppando in internet dal punto di vista psicologico, sociologico e antropologico.<br />
AVATAR è una mostra interattiva virtuale, che utilizza una tecnologia completamente italiana: la piattaforma Web3D/Mondi Virtuali di nuova generazione “Moondus”. L’infrastruttura tecnologica è installata a Trento in maniera completamente indipendente da Second Life e da servizi analoghi. Il percorso espositivo propone un’esperienza unica nel suo genere. I visitatori, all’interno di postazioni hi-tech, sono chiamati ad impersonare alter ego digitali creati per l’occasione e si avventurano in un viaggio straordinario che li conduce attraverso ambientazioni immaginifiche e dettagliate, dove ognuno è libero di comunicare con gli altri e di aggregarsi per visitare la mostra.<br />
Gli ambienti tridimensionali ospitano testi, immagini, video e giochi interattivi che guidano i visitatori alla scoperta critica degli aspetti più salienti dei mondi virtuali online.<br />
La simulazione grafica è così coinvolgente da stupire e incuriosire anche i profani.<br />
AVATAR è una mostra di nuova concezione, una mostra di schermi, cuffie e microfoni, che utilizza la tecnologia per parlare di uno degli aspetti più antichi dell’uomo: la socialità, la voglia di relazionarsi, attraverso la rete telematica – oggi – come attorno al fuoco una volta.<br />
Per approfondire le tematiche trattate in mostra &#8211; la socialità, l’identità, la comunità, l’economia e le leggi dei mondi virtuali &#8211; il museo si è avvalso della consulenza di un comitato scientifico che annovera alcuni fra i maggiori esperti nazionali nel campo dei new media, presieduto dal “guru” dei mondi virtuali Mario Gerosa.<br />
La mostra è dedicata alle persone di tutte le età &#8211; a partire dagli otto anni &#8211; e si rivolge in particolare a chi non ha mai visitato un mondo virtuale ma è curioso di sapere cos’è e come funziona.</p>
<p style="text-align: justify;">Avatar, s.m. dal sanscr. avatara = discesa. 1. Nella cultura brahmanica, incarnazione corporea della divinità induista Visnù. 2. Rappresentazione di sé in una realtà virtuale.</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede:</span> Museo del Balì, Località San Martino  – Saltara (PU)<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 20 Dicembre 2009 &#8211; 15 Marzo 2010<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Domenica e festivi dalle 15.00 alle 19.30; Dicembre: Lunedì 28 Martedì 29 Mercoledì 30 dalle ore 18.00 alle 23.00; Gennaio-Marzo: Martedì 5 Gennaio e tutti i Venerdì dalle ore 18.00 alle 23.00. Tutti i Sabati dalle ore 18.00 alle 21.00<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 19 Dicembre, ore 16.00<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Carlo Maiolini<br />
<span style="color: #993300;">Note</span>: Realizzata in collaborazione con il Museo Tridentino di Scienze Naturali<br />
<span style="color: #993300;">I</span><span style="color: #993300;">nfo</span>: www.avatarexperience.eu<br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: Ufficio Stampa Museo del BALì, Tel. +39 0721 892390; Cell +39 327 0840026; ufficiostampa@museodelbali.org<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Mostra interattiva, realtà virtuale</p>
<p>:: ::</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=1693</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Avatar_un&#8217;esperienza nel mondo virtuale</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=404</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=404#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 01:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interattività]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà Virtuale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=404</guid>
		<description><![CDATA[Interfacciare la mente e il corpo con la macchina. Trasferire i sensi e le facoltà noetiche in un’altra dimensione mentre il corpo resta “attaccato alla Terra”.  Divenire un tutto unico, un ibrido circuitato di cavi e software, per addentrarsi, percorrere ed esplorare attraverso un avatar &#8211; proiezione speculare o alter ego del visitatore &#8211; una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Interfacciare la mente e il corpo con la macchina. Trasferire i sensi e le facoltà noetiche in un’altra dimensione mentre il corpo resta “attaccato alla Terra”.  Divenire un tutto unico, un ibrido circuitato di cavi e software, per addentrarsi, percorrere ed esplorare attraverso un avatar &#8211; proiezione speculare o alter ego del visitatore &#8211; una serie di ambienti virtuali.<span id="more-404"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-458" title="image-avatar_Page_01" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2010/03/image-avatar_Page_01.jpg" alt="image-avatar_Page_01" width="238" height="202" />Corpi cyber, per spazi cyber, reagiscono e si modificano a seconda delle scelte e delle azioni dell’utente, in una mostra completamente virtuale presso il Museo del Balì a Saltara. Luci e colori del Cyberspazio emergono dal buio delle sale espositive, in cui numerose postazioni hi-tech scenografate favoriscono l’<em>immersione</em> del visitatore.<br />
AVATAR è ideata dal Museo Tridentino di Scienze Naturali, presso il quale è installata l’infrastruttura tecnologica. Questa funziona in maniera indipendente da Second Life e da analoghi servizi, con una piattaforma, <em>Web3D/Mondi Virtuali,</em> proprietaria, basata su una tecnologia completamente italiana.<img class="size-full wp-image-453 alignright" title="image-avatar_Page_05" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2010/03/image-avatar_Page_05.jpg" alt="image-avatar_Page_05" width="191" height="269" /> AVATAR è anche una attenta riflessione sulle implicazioni sociali e culturali dei mondi tridimensionali. Specchio della progressiva e concreta incursione della <em>realtà virtuale</em> nella vita quotidiana della gente sotto forma di chat line, blog, forum, community, social network, e mondi virtuali, attraverso cui vivere la socialità “a distanza”, e soddisfare “la voglia di relazionarsi, attraverso la rete telematica  &#8211; oggi &#8211; come attorno al fuoco una volta”. Un fenomeno sociale, cresciuto notevolmente nell’arco di pochi anni e che vede un’umanità in fuga dalla dimensione reale riversasi nelle rete, rifugiarsi nelle migliaia di terre sintetiche di cui Second Life, Norrath, Parioli, Paragon City sono pochi esempi. I mondi virtuali sono mondi paralleli a quello reale, sono come una maschera che gli si sovrappone aderendovi con forme somiglianti, di cui la grande differenza è costituita dall’approccio, basato sull’immaginazione e la creatività. Forse sono proprio questi due elementi a renderli così attraenti. “Come in tutti i mondi virtuali, i visitatori di AVATAR possono interagire liberamente fra di loro e decidere di visitare la mostra assieme”, secondo una logica non più lineare, ma di campo o esplorativa tipica del navigare in Internet. Gli ambienti, sviluppati in grafica 3D e l’interazione, piuttosto semplice e intuitiva, sono molto simili a quelli di un videogioco, ma sicuramente più stimolanti, data la possibilità d’interagire contemporaneamente con altri visitatori. <img class="size-full wp-image-449 alignleft" title="image-avatar_Page_14" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2010/03/image-avatar_Page_14.jpg" alt="image-avatar_Page_14" width="274" height="384" /><br />
La riflessione a cui AVATAR invita acquista un senso nel corso e nel completo svolgimento dell’exibhit. Data la struttura quasi a tappe dell’exibhition, il visitatore, che vi si accosta da profano, inevitabilmente, percepisce un mondo che come quello reale è dotato di leggi proprie e regole che sono state precedentemente introdotte e alle quali deve attenersi, ma difficilmente può avere accesso al suo significato profondo.<br />
I vari ambienti su cui è strutturata l’exibhition sono incentrati su specifiche tematiche, un vero concentrato di sapere scientifico che interessa i campi dell’ontologia e dell’estetica del virtuale, rivelandone il carattere più programmatico che esperenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tematiche:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;IO &#8211; La prima sala dell’esposizione è dedicata al concetto di alter ego e di avatar, e con essi si pongono le basi per la conoscenza dei mondi virtuali e di come funzionano. I temi della sala sono il riflesso, lo specchio, l’acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">GLI ALTRI &#8211; La pluralità è la vera ricchezza dei mondi virtuali. La presenza e l’interazione contemporanea di molti utenti è l’essenza di tali luoghi, ciò che li distingue da un videogioco. La sala si presenta come una grande piazza circolare.</p>
<p style="text-align: justify;">I MONDI &#8211; Il “Museo Geografico Immaginario” presenta i principali mondi virtuali, con un’impostazione museografica classica: la storia e lo sviluppo dei diversi mondi sintetici sono narrati in ordine cronologico, grazie ad un allestimento che utilizza i diorami.</p>
<p style="text-align: justify;">I SOVRANI &#8211; Ogni mondo sintetico appartiene al suo creatore, che lo governa come un monarca assoluto, ne ricava utili e ne detta le regole. La sezione racconta la storia di questi sovrani: chi sono, come governano e cosa si aspettano dal futuro. La sala espositiva ricorda una sala del trono.</p>
<p style="text-align: justify;">LA POLITICA &#8211; I mondi virtuali favoriscono il formarsi di comunità di avatar più o meno autogestite, comunità considerate anche interessanti laboratori di pratiche politiche.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ECONOMIA &#8211; Al sole di un mercato all’aperto sono analizzati i peculiari aspetti economici dei mondi online. L’osservazione di un’economia “idealista”, basata sul commercio di beni e servizi immateriali, stimola interessanti riflessioni.</p>
<p style="text-align: justify;">IL DIRITTO &#8211; L’esistenza di mondi virtuali persistenti, ad economia ibrida, pone numerose problematiche giuridiche, che sembrano imporre un allargamento di frontiere nella filosofia del diritto. La sezione è ambientata in un antico tribunale.</p>
<p style="text-align: justify;">LA MIGRAZIONE &#8211; In questa sezione i visitatori si trovano ad attraversare un deserto assolato. Il sentiero fra le sabbie è costellato di pannelli che invitano a riflettere sul perché sempre più persone stanno lasciando il “primo mondo” per trasferirsi nei mondi virtuali. Cosa cercano? Cosa manca nel mondo reale?</p>
<p style="text-align: justify;">DENTRO E FUORI &#8211; Attraversato il deserto, si giunge ad una piccola casa, penultima sezione della mostra. Qui si affronta la relazione fra tempo trascorso in rete e qualità della vita reale. “Il 50% dei giocatori si considera dipendente” (N. Yee, 2005).</p>
<p style="text-align: justify;">NOI &#8211; Nell’ultima sala virtuale, priva di scenografia, troviamo il messaggio della mostra: i mondi virtuali sono, più di ogni altra cosa, una prova dell’importanza capitale della socialità per l’animale uomo. Non può esistere l’IO senza il NOI&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Elvira D&#8217;Angelo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=404</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
