<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ARTKERNEL &#187; Design</title>
	<atom:link href="http://www.artkernel.com/?feed=rss2&#038;tag=design" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.artkernel.com</link>
	<description>arte e new media</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Jul 2026 10:42:55 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>dal 4.7 al 14.7.2011 :: In between / Associazione Circuiti Dinamici, Milano</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=5542</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=5542#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 23:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=5542</guid>
		<description><![CDATA[In between di Leonardo Zuccaro Marchi è un appuntamento straordinario del ciclo Circuiti Dinamici curato da StatArt e promosso dall’Associazione Circuiti Dinamici già Circolo Culturale Bertolt Brecht.

L’esposizione personale del giovane architetto e artista Leonardo Zuccaro Marchi trae ispirazione dal concetto elaborato nel Dopoguerra dagli architetti olandesi Bakema e Van Eyck, in riferimento all’opera &#8216;Ich und [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><span id="more-5542"></span>In between </em></strong>di <strong>Leonardo Zuccaro Marchi </strong>è un appuntamento straordinario del ciclo Circuiti Dinamici curato da <strong>StatArt </strong>e promosso dall’Associazione Circuiti Dinamici già Circolo Culturale Bertolt Brecht.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_5543" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><img class="size-full wp-image-5543" title="148-ibrio" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/07/148-ibrio.jpg" alt="" width="280" height="506" /><p class="wp-caption-text">Leonardo Zuccaro Marchi, “Ibrio”. Installazione</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione personale del giovane architetto e artista <strong>Leonardo Zuccaro Marchi </strong>trae ispirazione dal concetto elaborato nel Dopoguerra dagli architetti olandesi <em>Bakema </em>e <em>Van Eyck</em>, in riferimento all’opera<em> &#8216;Ich und Du&#8217;</em> (1923) di <em>Martin Buber</em>: l&#8217;atto saliente è quello racchiuso nel momento della relazione tra le cose e non dalla natura singolarmente. Su questo concetto di relazione e di interconnessione tra spettatore e opera d’arte si basa tutta la mostra, compresa l’innovativa e atipica idea di allestimento che stimola l’osservatore e favorisce l’interrelazione, moltiplicando ancora una volta le accezioni. Lo spazio espositivo diventa concettualmente la cornice, la scatola spazio-temporale che da’ vita alle opere. La creatività è messa in vetrina: protetta e impossibile da avvicinare.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le opere presentate in esposizione sono basate su una soglia, su un contrasto cromatico e di forme (luce-ombra, pieno-vuoto), tra interno e esterno, realtà e illusione, donando all&#8217;installazione un serie di infiniti e mutevoli significati. Opera simbolo di questa molteplicità di valori è <em>Ibrio</em>, un remo sovradimensionato in lunghezza appoggiato in disequilibrio su una forcola: l’oggetto funzionale – sradicato dalla propria sede naturale ed estremizzato nella sua linearità – diviene puro oggetto artistico arricchito di nuovo fascino.</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Associazione Circuiti Dinamici &#8211; Via Giovanola n° 19/C &#8211; Milano<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 4 Luglio – 14 Luglio 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: La mostra resterà aperta dal martedì al giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 4 Luglio, ore 18.30<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Leonardo Zuccaro Marchi<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Statart<br />
<span style="color: #993300;">Catalogo</span>: Disponibile in sede<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: Ingresso libero<br />
<span style="color: #993300;">Note</span>: Realizzata in collaborazione con<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: <a href="http://www.circuitidinamici.it" target="_blank">www.circuitidinamici.it</a> | statart@gmail.com<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Arte Contemporanea, Architettura, Installazioni</p>
<p>:: ::</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=5542</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Bauhaus a Londra e la Long Chair di Breuer / di Livia Dubon Bohlig</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=4252</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=4252#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 00:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Dubon Bohlig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=4252</guid>
		<description><![CDATA[Anni ’30. Nei corridoi degli appartamenti in Lawn road (Hampstead, nord Londra), si incontrano personaggi come Agatha Christie, Walter Gropius, László Moholy-Nagy e Marcel Breuer. Quest’ultimo, in questo suo breve periodo britannico, progetta anche alcuni mobili per Isokon, la ditta dei visonari coniugi Pritchard che, seguendo la loro passione per Le Corbusier, introducono i principi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Anni ’30. Nei corridoi degli appartamenti in Lawn road (Hampstead, nord Londra), si incontrano personaggi come Agatha Christie, Walter Gropius, László Moholy-Nagy e Marcel Breuer. Quest’ultimo, in questo suo breve periodo britannico, progetta anche alcuni mobili per Isokon<span id="more-4252"></span>, la ditta dei visonari coniugi Pritchard che, seguendo la loro passione per Le Corbusier, introducono i principi del razionalismo in Gran Bretagna proprio con gli appartamenti in Lawn road (1934). Tutti i mobili in ogni dettaglio sono costruiti in plywood perchè gli Inglesi sono troppo tradizionalisti per usare mobili in metallo, tanto distintivi di Breuer, ma anche perchè Jack Pritchard ha una stretta relazione con la Venesta Plywood Company in cui aveva precedentemente lavorato.</p>
<div id="attachment_4257" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-4257" title="isokon" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/03/isokon.jpg" alt="" width="450" height="376" /><p class="wp-caption-text">Long Chair di Marcel Breuer, prodotta da Isokon </p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nacque così la Isokon Long Chair, prima sperimentazione di Breuer in plywood, ispirata ad Alvar Aalto e modellata sulla sua sedia in alluminio del 1932-33. La  Long Chair faceva parte della mobilia in dotazione con gli appartamenti Isokon: un mondo utopico che voleva creare un’unità minima abitativa funzionale che favorisse la socializzazione e che fosse una soluzione moderna al problema londinese degli allogi popolari.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Livia Dubon Bohlig</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=4252</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>dal 8.5 al 17.10.2010 :: Mendini &gt; Depero / MART Casa D&#8217;Arte Futurista Depero, Rovereto</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=2308</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=2308#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 21:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=2308</guid>
		<description><![CDATA[
Il Mart propone un confronto inedito tra due grandi creativi. 
Alessandro Mendini rende omaggio a Fortunato Depero.
Alessandro Mendini riconosciuto architetto, designer, artista, teorico, indiscusso protagonista della cultura italiana del ‘900, rende omaggio con le proprie opere al movimento futurista e a Fortunato Depero.
Alla Casa d’Arte Futurista Depero, una delle sedi del Mart, il Museo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-2308"></span><img class="size-full wp-image-2312 alignnone" title="mendini" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2010/06/mendini.jpg" alt="mendini" width="329" height="490" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Mart propone un confronto inedito tra due grandi creativi. </strong><strong><br />
<strong>Alessandro Mendini rende omaggio a Fortunato Depero.</strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alessandro Mendini riconosciuto architetto, designer, artista, teorico, indiscusso protagonista della cultura italiana del ‘900, rende omaggio con le proprie opere al movimento futurista e a Fortunato Depero.<br />
Alla Casa d’Arte Futurista Depero, una delle sedi del Mart, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, due protagonisti della cultura italiana del ‘900 si incontrano in un raffronto a tutto campo tra arte, design e architettura.<br />
A cura di Gabriella Belli e Nicoletta Boschiero, la mostra sarà visibile dall’8 maggio al 17 ottobre 2010. La conferenza stampa di presentazione della mostra è in programma alle ore 12.30 di venerdì 7 maggio 2010 presso la sede centrale del Mart di Rovereto, in corso Bettini 43.<br />
L’inaugurazione ufficiale si svolgerà alle ore 17.00 di venerdì 7 maggio presso la sede di Casa Depero, a Rovereto, in via Portici 38.<br />
“Mendini &gt; Depero” presenta una serie di mobili ed arazzi inediti ispirati alla creatività dell’artista roveretano, progettati e realizzati da Alessandro Mendini appositamente per questa occasione.<br />
Come sulla scena di un teatro, il pubblico sarà testimone di un continuo e serrato dialogo tra le opere di Depero e le nuove creazioni, come quattro arazzi di grandi dimensioni progettati dal maestro e realizzati da Katia Brida in curioso accostamento con tarsie in panno eseguite da Fortunato Depero o i mobili di ispirazione alpina realizzati da artigiani locali. Un’idea affascinante e suggestiva, quella proposta dall’architetto e design milanese, per far emergere legami stimolanti, combinazioni infinite tra le opere, dando ad ognuna la possibilità di essere colta sotto una luce nuova. Nella mostra sarà possibile ammirare sia le sue creazioni storiche- prima tra tutte la poltrona di Proust del 1978 – il divano Kandissi, sempre del 1978, il tavolo Zabro, 1984, fino alle più recenti mobili-sculture per uomo: Giacca e scarpa del 1996.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Caffè del Mago</strong><br />
In occasione della mostra “Mendini &gt; Depero”, il Mart presenta il “Caffè del Mago”, un esclusivo punto d’incontro creato da Camparisoda all’interno di Casa Depero.<br />
L’architetto Matteo Ragni, già partner del brand per i progetti legati al design, ispirandosi alla creatività di Depero, ha realizzato un Caffè unico nel suo genere, impreziosito dai tavoli e delle sedute di Calligaris, azienda leader nel settore.<br />
Il Caffè del Mago sarà inaugurato con un aperitivo previsto per le ore 17 di venerdì 7 maggio. Sarà sempre attivo negli orari del museo: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18. Nel periodo estivo dal 1 giugno al 31 agosto gli orari di Casa Depero, e quindi anche del Caffè del Mago, saranno i seguenti: dal martedì alla domenica, dalle 12 alle 20.</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>:  Mart Casa d’Arte Futurista Fortunato Deper<strong>o, </strong>Via Portici 38 &#8211; Rovereto (TN)<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 8 Maggio – 17 Ottobre 2010<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Dal Martedì alla Domenica, dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Chiuso il Lunedì<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 7 Maggio, ore 17.30<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Alessandro Mendini<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Gabriella Belli, Nicoletta Boschiero<br />
<span style="color: #993300;">Catalogo</span>: Disponibile in sede, a cura di Nicoletta Boschiero<br />
<span style="color: #993300;">Editore</span>: Silvana Editoriale<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: Intero 6 euro, ridotto 4 euro; scolaresche 1 euro per studente; biglietto famiglia 12 euro. Biglietto unico con la sede principale del Mart: intero 12 euro; ridotto 9 euro. Biglietto unico per tre sedi (MartRovereto, Palazzo delle Albere, Casa d&#8217;Arte Futurista Depero): intero 15 euro; ridotto 12euro; gratuito per chi ha meno di 18 o più di 65 anni, e per gli Amici del Museo<br />
<span style="color: #993300;">Note</span>: Il Mart ringrazia la<strong> </strong>Provincia autonoma di Trento &#8211; Assessorato alla Cultura, il Comune di Trento, il Comune di Rovereto. Evento organizzato in partnership con: UniCredit Group, Casa del Vino della Vallagarina<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Numero verde 800 397 760 | Tel. +39 0464 438 887 | <a href="http://www.mart.trento.it" target="_blank">www.mart.trento.it</a> | info@mart.trento.it<br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: Luca Melchionna,  Clementina Rizzi | Tel. 0464.454127 | Cel 320 4303487 | press@mart.trento.it<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Design, Arte Contemporanea</p>
<p>:: ::</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=2308</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>dal 24.2 al 23.5.2010 :: Keep your seat / GAM &#8211; Galleria d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea, Torino</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=1501</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=1501#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 May 2010 12:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=1501</guid>
		<description><![CDATA[La mostra che la GAM inaugura nella sua Exhibition Area al primo piano ha l’obiettivo di indagare il rapporto fra arte contemporanea e design. Ma per analizzare un rapporto così articolato è necessario possedere una precisa consapevolezza della complessità del tema e delle implicazioni storiche e sociologiche che tale compito comporta. Per questo è necessario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1503" title="GiuseppeGallo1_Eroi" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2010/04/GiuseppeGallo1_Eroi-300x199.jpg" alt="GiuseppeGallo1_Eroi" width="300" height="199" /><span id="more-1501"></span>La mostra che la GAM inaugura nella sua Exhibition Area al primo piano ha l’obiettivo di indagare il rapporto fra arte contemporanea e design. Ma per analizzare un rapporto così articolato è necessario possedere una precisa consapevolezza della complessità del tema e delle implicazioni storiche e sociologiche che tale compito comporta. Per questo è necessario circoscrivere l’ambito tematico, isolare alcuni aspetti, tracciare alcune fisionomie che consentano la riconoscibilità di un percorso. In questo contesto si è scelto di assegnare l’idea centrale dell’esposizione alla seduta: un soggetto a cui è attribuito un compito preciso e definito.<br />
L’oggetto Sedia è analizzato soffermandosi sull’idea di presenza, assenza e solitudine: una scultura dai rimandi infiniti, un luogo fisico dove misurare l’idea di una realtà che non si concede facilmente e che rimanda ad altre verità.<br />
Keep Your Seat: Stai Al Tuo Posto, realizzata con la collaborazione del Vitra Design Museum e della collezione personale del suo direttore, Alexander von Vegesack, è una mostra in cui il protagonismo della sedia è costantemente minacciato dalla sua negazione, dove la necessità di una presenza funzionale è in realtà la denuncia di un’assenza reale.<br />
Il corpo mancante sulla sedia, che nel design rappresenta l’oggetto del suo agire, nell’arte diviene il lato evocativo di un’assenza, di una simbologia esistenziale in cui il corpo dell’opera supplisce e si sovrappone alla mancanza del corpo reale, per questo motivo è la figura assente il vero soggetto di questa mostra.<br />
In tale prospettiva l’esposizione prende l’avvio con l’opera di Simon Starling &#8216;Four Thousand Seven Hundred and Twenty Five”, dove il giovane artista inglese, attraverso un video in 35mm, accarezza visivamente una sedia del 1948 di Carlo Mollino soffermandosi sui dettagli delle forme sinuose come se stesse abbracciando un corpo femminile. Accanto al video è anche esposta la sedia originale e altre opere di Mollino.<br />
La correlazione fra interpretazione artistica e utilizzo di precise opere del design storico è anche il tema dell’ambiente realizzato con sedie originali della produzione Thonet accostate agli artisti vedovamazzei, che presentano “Isn’t it romantic”: una Thonet rovesciata su se stessa e imprigionata in una gabbia di plexiglass che perde ogni funzionalità ma acquista una nuova vita intrisa di tragica bellezza.<br />
Oppure la storica sedia “Red and Blue” di Gerrit T. Rietveld trasformata in orribile sedia di costrizione da parte dell’artista Christov Büchel. E ancora l’inaspettata presenza di un ‘grande vecchio’ della scultura gardenese come Adolf Vallazza che favoleggia sul leggendario mondo ladino incontrando le fiabe di Sori Yanagi e Charles Rennie Mackintosh.</p>
<p style="text-align: justify;">Una mostra che con leggerezza ed eleganza accende il dialogo fra arte e design in un costante rimando fra emozioni storiche e sorprese contemporanee, fra l’incanto della magia raccolta nell’esperienza delle avanguardie storiche e la sorpresa di una molteplicità di linguaggi su cui si può leggere l’attualità.<br />
Ai lavori degli artisti presentati in mostra tra cui Christoph Buchel, Marisa Merz, Tony Oursler, Doris Salcedo, Simon Starling, Adolf Vallazza, vedovamazzei e Chen Zhen, sono accostati 26 lavori di designer internazionali provenienti dalla collezione del Vitra Design Museum e da quella privata del Direttore Alexander von Vegesack.<br />
La presenza di grandi esponenti del design internazionale come, tra gli altri, Charles Renne Mackintosh, Gae Aulenti, Carlo Mollino, Alessandro Mendini, Gerrit T. Rietveld, Fernando e Humberto Campana e la produzione Thonet, ridefinisce gli spazi della sala mostre in ambienti di pensiero indagando, attraverso l’oggetto sedia, sull’uomo, sull’idea di presenza, assenza e solitudine.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa con testi di: Maria Cristina Didero, Fulvio Ferrari, Rocco Curto e Alexander Von Vegesack.</p>
<p style="text-align: justify;">Artisti in mostra: Ghada Amer, Cristoph Büchel, Giuseppe Gallo, Phillip Lai, Marisa Merz, Tony Oursler, Doris Salcedo, Simon Starling, Adolf Vallazza, vedovamazzei, Chen Zhen.</p>
<p style="text-align: justify;">Designer in mostra: Gae Aulenti, Fernando e Humberto Campana, Martino Gamper, Frank O. Gehry, Coop Himmelblau, Massimo Iosa Ghini, Shiro Kuramata, Charles Rennie Mackintosh, Alessandro Mendini, Carlo Mollino, Jasper Morrison, Olivier Mourgue, Verner Panton, Gaetano Pesce, Gerrit T. Rietveld, August Thonet, Herbert Von Thaden, Sori Yanagi, Tokujin Yoshioka.</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: GAM – Galleria d’Arte Modera e Contemporanea, via Magenta 31 – Torino<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 24 febbraio – 23 Maggio 2010<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Dal Martedì alla Domenica dalle 10 alle 18; chiuso il Lunedì (verificare sempre gli orari telefonicamente)<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 24 Febbraio, ore 18.30 su invito<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Ghada Amer, Cristoph Büchel, Giuseppe Gallo, Phillip Lai, Marisa Merz, Tony Oursler, Doris Salcedo, Simon Starling, Adolf Vallazza, vedovamazzei, Chen Zhen, Gae Aulenti, Fernando e Humberto Campana, Martino Gamper, Frank O. Gehry, Coop Himmelblau, Massimo Iosa Ghini, Shiro Kuramata, Charles Rennie Mackintosh, Alessandro Mendini, Carlo Mollino, Jasper Morrison, Olivier Mourgue, Verner Panton, Gaetano Pesce, Gerrit T. Rietveld, August Thonet, Herbert Von Thaden, Sori Yanagi, Tokujin Yoshioka<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Maria Cristina Didero, Danilo Eccher<br />
<span style="color: #993300;">Catalogo</span>: Con testi di Maria Cristina Didero, Fulvio Ferrari, Rocco Curto e Alexander Von Vegesack<br />
<span style="color: #993300;">Editore</span>: Electa<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: intero 7.5 euro, ridotto 6 euro (la biglietteria chiude un’ora prima)<br />
<span style="color: #993300;">Note</span>: GAM manica corta primo piano;  in collaborazione con il Museo VITRA. Anteprima per la stampa mercoledì 24 febbraio alle ore 12<br />
Info: Tel. +39 0114429518 | Fax 0114429550 | www.gamtorino.it | gam@fondazionetorinomusei.it<br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: Daniela Matteu; tel. 011 4429523; daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it; ufficio.stampa@fondazionetorinomusei.it<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Collettiva, Design, Arte Contemporanea</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=1501</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
