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	<title>ARTKERNEL &#187; Arte Moderna</title>
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		<title>dal 4.2.2012  al 6.05.2012 :: Gustav klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven / Spazio Oberdan, Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Moderna]]></category>

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		<description><![CDATA[Si tiene a Milano, presso lo Spazio Oberdan della Provincia di Milano, in Viale Vittorio Veneto 2, dal 4 febbraio al 6 maggio 2012 la mostra “Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven” promossa dalla Provincia di Milano, prodotta e organizzata da Alef cultural project management.

La mostra è a cura di Annette Vogel, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6335"></span>Si tiene a Milano, presso lo Spazio Oberdan della Provincia di Milano, in Viale Vittorio Veneto 2, dal 4 febbraio al 6 maggio 2012<strong> </strong>la mostra<strong> “Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven” </strong>promossa dalla <strong>Provincia di Milano,</strong> prodotta e organizzata da <strong>Alef cultural project management.</strong></p>
<div id="attachment_6336" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-6336" title="Klimt_fregio" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/01/Klimt_fregio.jpeg" alt="" width="450" height="305" /><p class="wp-caption-text">Gustav Klimt, Fregio di Beethoven, particolare.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La mostra è a cura di<strong> </strong><strong>Annette Vogel</strong>, per la sezioni disegni, di <strong>Lorenza Tonani</strong>, per la sezione sulla grafica secessionista, di <strong>Maria Porro</strong>, per la riproduzione scenografica del Fregio di Beethoven.<br />
<strong>Klimt, </strong>rappresentante autorevole della Secessione e artista di straordinaria rilevanza nella storia dell’arte moderna, avrebbe festeggiato nel 2012 il suo <strong>150° compleanno</strong>. In occasione di questa particolare ricorrenza una serie di importanti eventi internazionali celebrano la figura e l’opera del Maestro austriaco.<br />
Vienna, città in cui Klimt ha trascorso gran parte della sua esistenza, ospita, nelle sue sedi espositive più prestigiose, numerose mostre di grande levatura. Altre città europee da Parigi a Barcellona, da Berlino a Londra, accolgono speciali e interessanti workshop per indagare e scoprire le opere del grande artista.<br />
<strong>Milano</strong>, prima città italiana che inaugurerà le celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Klimt, si allinea all’offerta culturale internazionale con questa mostra che presenta la riproduzione a dimensioni reali dello straordinario <strong><em>Fregio di Beethoven </em></strong>accompagnata da quindici<strong> disegni</strong> originali correlati al famoso affresco custodito in una sala del Palazzo della Secessione di Vienna.<br />
Il percorso espositivo si apre con i manifesti originali della Secessione viennese realizzati tra gli altri da Koloman Moser, Alfred Roller, Ferdinand Hodler e Leopold Stolba per le singole Esposizioni del movimento e appartenenti alla Collezione Salce della <strong>Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso</strong>.</p>
<div id="attachment_6337" class="wp-caption alignleft" style="width: 331px"><img class="size-full wp-image-6337" title="Kilmt-manifesto_1" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/01/Kilmt-manifesto_1.jpg" alt="" width="321" height="965" /><p class="wp-caption-text">Koloman Moser, manifesto per la XIII Esposizione, 1902.Collezione Salce; Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso</p></div>
<p style="text-align: justify;">Completano l&#8217;esposizione alcuni numeri della celebre rivista “Ver Sacrum”, lo strumento più alto realizzato dagli artisti appartenenti al movimento secessionista, custode della poetica dell&#8217;arte totale – <em>Gesamtkunstwerk.</em><br />
La mostra guiderà il visitatore alla comprensione del capolavoro klimtiano, cogliendo i motivi grafici principali della composizione insieme alla forte simbologia e alle numerose allegorie che ne emergono.<br />
Un team di scenografi e decoratori darà infatti vita alla riproduzione del celeberrimo <em>Fregio di Beethoven</em> in scala 1:1. Il <em>Fregio</em> sarà posizionato in una sala dedicata all&#8217;interno della sede espositiva in cui risuoneranno le note della <em>Nona Sinfonia</em> di Ludwig van Beethoven.<br />
Il <em>Fregio</em> lascia trasparire il grande eclettismo di Klimt che, con il suo stile inconfondibile, riesce a mescolare e a trarre ispirazione da vari elementi figurativi e artistici fondendo all’interno dell’opera echi e suggestioni diverse. Se dalla pittura egiziana e vascolare greca trae la concezione della parete come fascia su cui allineare una sequenza di figure ed eventi, è dalle stampe giapponesi di Hokusai e Utamaro che ricava il segno forte e incisivo. Sono invece di ispirazione africana le spaventose maschere del regno del male che il Cavaliere, protagonista maschile dell’opera, dovrà affrontare e combattere durante il suo lungo viaggio per congiungersi alla Poesia, incarnazione della figura femminile.<br />
<em>«Prosegue la convinta scelta della Provincia di Milano volta a valorizzare e preservare l’arte. – </em> dichiara il Presidente della Provincia di Milano, <strong>On. Guido Podestà</strong> <em>- Attraverso questo evento, promosso in occasione della centocinquantesima ricorrenza della nascita del più importante esponente della secessione viennese, desideriamo fornire un’ulteriore risposta alla domanda di cultura che giunge dalla Grande Milano. L’obiettivo è, dunque, quello di rendere fruibile ai cittadini, pure con l’ausilio del ricco contributo esibito dai disegni correlati al famoso “Fregio”, l’epoca rivoluzionaria e forse irripetibile, dello “Jugendstil”, colma di fermento culturale e artistico».</em><br />
<em>“Il 2012, per l’Assessorato alla Cultura in Provincia di Milano, si apre con una mostra dal respiro internazionale e dai molteplici significati &#8211; sottolinea il Vice Presidente e Assessore alla Cultura, <strong>Novo Umberto Maerna </strong>- Dopo aver celebrato i 150 anni della Provincia e i 150 anni dell’Unità Nazionale,questo ideale trittico di celebrazioni continua con l’omaggio ai 150 anni di Gustav Klimt, artista che rappresenta una delle più alte espressioni della pittura europea. Un ideale omaggio alla Cultura Europea, </em><em>che nell’Ottocento ha rappresentato il cuore pulsante della grande tradizione culturale occidentale e cristiana; una tradizione formatasi nei secoli attraverso la scultura, la pittura, la letteratura e la musica. </em><em>Spazio Oberdan, in  questi anni, si è posto l’obiettivo di diventare un centro diffusore di questa tradizione, che noi desideriamo divulgare e condividere in quanto </em><em>elemento costitutivo</em><em> della nostra Identità.”</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Fregio di Beethoven</strong>, lungo trentaquattro metri e sviluppato su tre pareti del Palazzo della Secessione, fu dipinto da Klimt nel 1902 in occasione della XIV mostra del movimento della Secessione Viennese. L’esposizione, progettata come cornice per la grande scultura in marmo policromo di Max Klinger dedicata a Ludwig van Beethoven, fu una corale celebrazione del compositore tedesco particolarmente stimato e apprezzato durante quegli anni. Beethoven, attraverso la sua opera d’esaltazione dell’amore e dell’abnegazione, era considerato da Klimt e dai<strong> </strong>suoi compagni l’incarnazione del genio e degli ideali secessionisti. Ispirato alla <em>Nona Sinfonia</em>, il Fregio fu concepito come parte di un percorso espositivo in cui la visita si trasformava in una sperimentazione sinestetica dove la musica diventava parte costituente e fondamentale dell’opera; in occasione dell’inaugurazione della mostra fu infatti eseguito l’<em>Inno alla Gioia </em>diretto da Gustav Mahler.<br />
L’opera si compone di tre parti: <em>L’anelito alla felicità</em>, <em>Forze ostili</em> e <em>Inno alla Gioia</em>. Nell’ultimo pannello Klimt riporta la citazione biblica: “Il mio regno non è di questo mondo”, la stessa citazione che ritroviamo nel saggio di Wagner 1846 dedicato a Beethoven per sottolineare la funzione liberatrice della musica in contrasto con la corruzione del mondo terreno. Nell’opera di Klimt emerge anche la contrapposizione tra bene e male e l’aspirazione al riscatto ideale attraverso l’arte nel rapporto tra uomo e donna.<br />
L’uomo, raffigurato dal Cavaliere, dovrà affrontare una sorta di viaggio agli Inferi per raggiungere la Poesia, protagonista femminile del dipinto. La strada verso il sublime è tortuosa e colma di tentazioni pericolose ma il Cavaliere ne esce vittorioso e arriva finalmente il momento della liberazione rappresentato dal aggiungimento dell’estasi amorosa. L’abbraccio finale tra il Cavaliere, spogliato delle sue armi, e la Poesia simboleggia il raggiungimento del regno ideale.<br />
Gli ornamenti fluttuano come note musicali e dalle pareti emerge il tipico stile klimtiano caratterizzato da colori sapientemente accostati, linee sinuose e profusione dell’oro.</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><em>Nel </em><em>150° anniversario della nascita di Gustav Klimt</em><br />
<strong>Spazio Oberdan</strong> &#8211; Viale Vittorio Veneto 2 &#8211; Milano<br />
<strong>dal 4 febbraio  al 6 maggio 2012 </strong><br />
<strong>Inaugurazione:<em> </em></strong><strong>3 febbraio, ore 19.00 (vernice stampa ore 11.30)</strong><br />
Orari: martedì e giovedì 10.00-22.00; mercoledì, venerdì, sabato, domenica 10.00-19.30 (la biglietteria chiude trenta minuti prima dell&#8217;orario di chiusura). Chiuso il lunedì<br />
Ingresso:<strong> </strong>intero 8,00 €, ridotto convenzionati 7,00 €, ridotto 6,00 €, ridotto scuole 5,00 €<strong><br />
</strong>Catalogo edito da Skira<br />
Informazioni al pubblico:<br />
- Spazio Oberdan, tel. 02 7740.6302/6381;<br />
<a href="http://www.provincia.milano.it/cultura">www.provincia.milano.it/cultura</a>- Alef cultural project management, <a href="http://www.klimtmilano.com/">www.klimtmilano.com</a>,<br />
<a href="mailto:info@klimtmilano.com">info@klimtmilano.com</a>, tel. +39 02 45496873/4</p>
<p style="text-align: justify;">Uffici stampa:<br />
- CLP Relazioni Pubbliche, tel. 02 36755700;<br />
<a href="mailto:press@clponline.it">press@clponline.it</a><br />
- Provincia di Milano/Cultura, tel.02 774063.58/59<br />
<a href="mailto:p.merisio@provincia.milano.it">p.merisio@provincia.milano.it</a>; <a href="mailto:m.piccardi@provincia.milano.it">m.piccardi@provincia.milano.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">Addetto stampa Assessore, tel. 02 77406386; f.provera@provincia.milano.it</p>
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		<title>dal 20.11.2010 al 20.3.2011 :: RODIN. Le origini del genio / Palazzo Leone da Perego, Legnano</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 17:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Scultura]]></category>

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LA PIÙ IMPORTANTE E AMPIA MOSTRA MAI REALIZZATA IN ITALIA SU AUGUSTE RODIN 
 
Con centoventi opere &#8211; 65 sculture, 26 disegni e 19 dipinti inediti – la mostra Rodin. Le origini del genio (1864-1884) ricostruisce per la prima volta la produzione artistica dagli anni della formazione fino al grandioso progetto della Porta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<div id="attachment_3494" class="wp-caption alignnone" style="width: 342px"><span id="more-3492"></span><img class="size-full wp-image-3494    " title="rodin" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2010/11/rodin.jpg" alt="" width="332" height="500" /><p class="wp-caption-text">Auguste Rodin, “Donna accovacciata”, 1882. Scultura in gesso cm 31 x 21 x 28,7 </p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>LA PIÙ IMPORTANTE</strong><strong> E AMPIA MOSTRA MAI REALIZZATA IN ITALIA SU AUGUSTE RODIN </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con centoventi opere &#8211; 65 sculture, 26 disegni e 19 dipinti inediti – la mostra </strong><strong><em>Rodin. Le origini del genio (1864-1884) </em></strong><strong>ricostruisce per la prima volta la produzione artistica dagli anni della formazione fino al grandioso progetto della </strong><strong><em>Porta dell’Inferno</em></strong><strong>, attraverso alcuni dei suoi maggiori capolavori, come il </strong><strong><em>Giovanni Battista</em></strong><strong>, il </strong><strong><em>Pensatore</em></strong><strong>, il </strong><strong><em>Bacio</em></strong><strong>, le </strong><strong><em>Grandi Ombre</em></strong><strong>. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal 20 novembre 2010 al 20 marzo 2011, Legnano </strong>ospiterà la più importante e ampia mostra mai realizzata in Italia di <strong>Auguste Rodin </strong>(Parigi 1840 &#8211; Meudon 1917).</p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione, dal titolo <strong><em>Rodin. Le origini del genio (1864-1884)</em></strong>, presenterà <strong>65 sculture, 26 disegni e 19 dipinti inediti</strong>, fotografie originali dell&#8217;epoca &#8211; per un totale di 120 opere di cui oltre la metà inedite per l&#8217;Italia – che ripercorrono il periodo di formazione di Rodin, fondamentale per l’evoluzione della sua attività dai primi anni Sessanta dell’Ottocento, fino alla progettazione della grandiosa <em>Porta dell’Inferno </em>realizzata nel 1884.<br />
La mostra, frutto di un’importante partnership tra la <strong>Città</strong><strong> di Legnano </strong>e il <strong>Musée Rodin di Parigi, </strong>curata da <strong>Aline Magnien</strong>, conservatore-capo del patrimonio e direttore del servizio delle collezioni del Musée Rodin di Parigi, e da <strong>Flavio Arensi</strong>, direttore di SALe &#8211; Spazi d’Arte Legnano, con la collaborazione di François Blanchetière, conservatore del patrimonio del Musée Rodin, è nata da un progetto dei due curatori insieme allo scultore Ettore Greco e Claudio Martino; l’iniziativa si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il patronato di Regione Lombardia e i patrocini della Provincia di Milano, dell&#8217;Ambasciata di Francia in Italia, del Centre culturel français de Milan e del supporto di Civita per l’organizzazione e la promozione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lorenzo Vitali</strong>, sindaco di Legnano, sottolinea <em>“come questa mostra sia una tappa fondamentale della crescita culturale non soltanto cittadina, ma dell&#8217;intero territorio, anche in virtù del programma condotto negli ultimi dieci anni, che ha portato in città alcuni fra i grandi protagonisti della storia dell&#8217;arte, alternando attenzione per il passato e interesse per gli artisti del futuro. </em><strong>Rodin. Le origini del genio </strong><em>è la più importante esposizione mai allestita sull&#8217;opera del genio francese in Italia ed è frutto di tre anni di studi attenti e di scambi serrati col Musée Rodin di Parigi. Sono certo </em>– prosegue Vitali &#8211; <em>del successo di questa iniziativa, unica e di</em> <em>straordinario valore, ulteriore conferma del metodo e della qualità che in questo decennio hanno contraddistinto il lavoro dei nostri uffici culturali e del nostro staff scientifico. Sono felice – continua il Sindaco – che il Musée Rodin abbia deciso di co-produrre la mostra, confermando la bontà del progetto scientifico e premiando l&#8217;impegno della nostra comunità a promuovere eventi culturali ed artistici di respiro internazionale”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Rodin. Le origini del genio (1864-1884) </em></strong>proporrà in <strong>Palazzo Leone da Perego </strong>(via Gilardelli, 10), <strong>capolavori assoluti </strong>dello scultore che rivoluzionò la plastica contemporanea, come il <strong><em>Giovanni Battista</em></strong><em>, </em><strong><em>il Pensatore</em></strong><em>, </em><strong><em>il Bacio</em></strong><em>, </em><strong><em>le Grandi Ombre </em></strong>e altri ancora, in un viaggio che congiunge le prime esperienze, maturate all&#8217;interno della bottega di Carrier-Belleuse, fino alla piena affermazione di una poetica personale e dirompente.<br />
La mostra presenterà inoltre <strong>24 gessi</strong>, ossia le forme originali da cui si è realizzata la fusione: un prestito di entità e qualità eccezionali, mai concesso fino ad ora, tanto per la fragilità quanto per l&#8217;importanza che tali opere &#8211; tra cui il <em>Giovanni Battista </em>e <em>il Pensatore </em>- rivestono nell’allestimento del Museo parigino.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la prima volta in Italia saranno esposti i <strong>19 dipinti</strong>, per lo più vedute della foresta di Soignes (Belgio), e alcuni lavori accademici e copie dei grandi maestri del passato, conservati negli archivi del Musée Rodin. In anteprima viene anche presentato un ritrovamento recente, la <strong><em>Jardinière</em></strong><strong>, </strong>ossia un vaso decorativo collocato sul celebre <em>Vaso dei Titani</em>, in verità un piedistallo. L&#8217;opera, così nel suo formato originale, è stata ricomposta pochi mesi fa a Parigi dopo il ritrovamento di François Blanchetière e per l&#8217;occasione legnanese verrà nuovamente assemblata.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra, organizzata in sezioni, prende avvio da <strong>Giovinezza e formazione</strong>; qui si troveranno i lavori giovanili, alcuni studi accademici e i <em>d&#8217;après </em>dai maestri antichi, come Poussin, totalmente inediti per il nostro paese. Le prime opere risalgono al 1854, quando Rodin non era che un adolescente. Sono ritratti dei familiari e degli amici, ancora di stampo tradizionale, ma già con i prodromi di quella che sarà la sua grande forza espressiva, oltre alcuni lavori di gusto orientale, e carte con cavalieri e cavalli. Particolarmente interessante è<strong><em>L’Uomo dal naso rotto </em></strong>(<em>L&#8217;Homme au nez cassé</em>), nella versione originale in marmo del 1864, rifiutata al Salon di Parigi, di cui verrà presentata anche una versione in bronzo del 1874.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sezione <strong>In Belgio</strong>, si troverà la <strong>serie inedita di dipinti </strong>di piccolo formato (olio su cartone) eseguiti in Belgio fra il 1871 e il 1877, per lo più dedicati ai paesaggi della foresta di Soignes, caratterizzati da una luce straordinaria che si lega alla grande tradizione francese di Corot e Courbet.<br />
Il percorso continua attraverso le opere che Rodin realizzò a partire dal 1871 a Bruxelles, dove rimase per sei anni. Sono lavori di piccolo formato, molti dei quali terrecotte, piccoli ritratti o opere di gusto per la committenza borghese, contraddistinte da una grande eleganza e delicatezza.</p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>Guardando ai maestri</strong>, si proporranno i <em>d&#8217;après </em>da Rubens, mai visti in Italia, e alcuni studi dei maestri italiani quali Donatello, Michelangelo, Tiziano, realizzati durante il primo viaggio in Italia di Rodin del 1876, nel quale scoprì Roma e Firenze &#8211; in particolare la basilica di San Lorenzo &#8211; dove ebbe modo di appassionarsi a Dante e alla sua Divina Commedia, cui in seguito dedicherà la  Porta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sezione <strong>Rientro a Parigi </strong>si troveranno alcuni dei più importanti capolavori di Rodin, a partire da <strong><em>L&#8217;Età del Bronzo </em></strong>(<em>L&#8217;Age d&#8217;airain</em>), presentata al Salon di Parigi con grande scandalo, oltre a <strong><em>Bellona </em></strong>(<em>Bellone</em>), <strong><em>San Giovanni Battista </em></strong>(<em>Saint Jean-Baptiste</em>), <strong><em>La Défense</em></strong><strong><em> </em></strong>e alcuni ritratti di straordinaria bellezza, come quello dedicato all&#8217;amico e maestro Buste de Carrier-Belleuse. Opere come queste sono ormai pienamente innovative e mostrano tutta la forza di Rodin, l&#8217;impeto e la cesura con gli autori del passato, nonché l&#8217;attenzione per i grandi maestri italiani della scultura, Michelangelo su tutti.<br />
Nel 1880 lo Stato commissionò a Rodin una porta monumentale per un museo dedicato alle arti decorative, dove un tempo sorgeva l&#8217;antica Corte dei Conti e poi la stazione d&#8217;Orsay. Quest&#8217;ultima doveva essere ornata da undici bassorilievi rappresentanti scene tratte dalla <strong>Divina Commedia di Dante Alighieri</strong>. Per questo lavoro, Rodin s’ispirò alle celebri porte che il Ghiberti aveva realizzato nel XV secolo per il battistero di Firenze. Dopo tre anni, l&#8217;artista francese giunse a un primo risultato che lo soddisfò, benché il progetto venne abbandonato. Senza più una precisa destinazione, questa porta divenne per Rodin una sorta di serbatoio creativo per numerosi gruppi scultorei indipendenti, come <em>il Pensatore </em>o <em>il Bacio</em>.<br />
Alla sommità, il gruppo composto da tre <em>Ombre </em>è, in un procedimento estremamente moderno, la triplice ripetizione della medesima figura priva di un braccio. Sul trumeau, il <em>Pensatore</em>, ovvero Dante Alighieri, sovrasta l&#8217;abisso. Sul battente di destra è riconoscibile la figura del Conte Ugolino. Su quello di sinistra, invece, Paolo e Francesca sono inseriti in un rotolio di corpi.<br />
Alla fine, la  Porta venne collocata nel luogo per il quale era stata commissionata, senza tuttavia conservare la sua funzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sezione <strong>Verso la Porta dell’Inferno</strong>, oltre a due rarissimi e preziosi bozzetti, ecco alcune delle opere che hanno reso Rodin immortale, come il <strong><em>Pensatore </em></strong>(<em>Penseur</em>), nelle due versioni, quella nel formato originale per la Porta e il suo ingrandimento. In particolare, della versione di quasi due metri si presenterà il gesso: una concessione straordinaria da parte del Museo. Quindi l&#8217;<strong><em>Ugolino </em></strong>(<em>Ugolin</em>), <strong><em>L&#8217;uomo che cade </em></strong>(<em>L&#8217;Homme qui tombe</em>), <strong><em>Eterna primavera </em></strong>(<em>L&#8217;Eternel Printemps</em>), <strong><em>Il Bacio </em></strong>(<em>Le Baiser</em>), <strong><em>La Donna</em></strong><strong><em> accovacciata </em></strong>(<em>La Femme accroupie</em>), <strong><em>Fugit Amor</em></strong><em>, </em><strong><em>L&#8217;Adolescente disperato </em></strong>(<em>Adolescent désespéré</em>) per concludere con <strong><em>Le tre ombre </em></strong>(<em>Les Trois ombres</em>), e le due sculture <strong><em>Eva </em></strong>(<em>Eve</em>) e <strong><em>Adamo </em></strong>(<em>Adam</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">Un’<strong>audioguida gratuita</strong>, realizzata da Storyville, con la voce dei curatori, accompagneranno i visitatori all’interno del percorso; saranno predisposte, in collaborazione con Opera d’Arte, <strong>visite guidate per i gruppi organizzati e attività didattiche per le scuole </strong>cui sarà dedicato uno speciale spazio laboratorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>catalogo edito da Umberto Allemandi &amp; C.</strong>, disponibile anche in formato digitale, conterrà i testi dei curatori e di Catherine Lampert, Barbara Musetti, June Hargrove, François Blanchetière, Véronique Mattiussi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Rodin. Le origini del genio </em></strong>è organizzata nell’ambito del decennale delle proposte espositive di Legnano. In dieci anni sono state molte le mostre monografiche organizzate negli spazi cittadini: William Congdon, Franco Francese, Joel Meyerowitz, André Kertész, Giovanni Chiaramonte, Georges Rouault, Federica Galli, Gianfranco Ferroni, Lucio Fontana, Alfredo Chighine, Käthe Kollwitz, Aldo Bergolli, Attilio Rossi, Francisco Goya, Varlin, Jean Rustin, Leonardo Cremonini, Ipoustéguy, Carol Rama, James Ensor, Tino Vaglieri, Sebastian Matta, Aligi Sassu e i giovani Marco Mazzoni, Francesco Albano, Marta Sesana, Enrico Savi. La prima mostra risale infatti all&#8217;autunno del 2000 quando la città inaugurò il restaurato Palazzo Leone da Perego, cui nel 2007 si aggiunsero le sale del Castello visconteo. <strong>Maurizio Cozzi</strong>, Assessore alla Cultura della città di Legnano spiega: <em>“abbiamo organizzato quasi trenta mostre, di autori del calibro internazionale o andando a</em> <em>riscoprire autori fondamentali per la nostra storia, studiando e promuovendo l&#8217;incisione, portando in città sculture di eminenti artisti del contemporaneo che hanno dato fiducia al nostro progetto. Anche l&#8217;attenzione per i giovani artisti è diventato un momento di dialogo fra le generazioni, gli spazi espositivi, i maestri celebrati, nel costante e determinato tentativo di rendere la nostra città un luogo essenziale per il dibattito culturale lombardo. Con la mostra di Rodin festeggiamo un lavoro decennale nel migliore dei modi possibili, dimostrando che spesso la provincia riesce a proporre mostre di grande rilievo, senza comprare “pacchetti”</em> <em>ma costruendo progetti scientifici raffinati”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutto il periodo di apertura, nel centro di Legnano saranno esposte alcune opere scultoree in omaggio a Rodin, fra cui la <em>Porta</em><em> d&#8217;Oriente </em>di <strong>Mimmo Paladino </strong>e <em>L&#8217;uomo eroico </em>di <strong>Ettore Greco</strong>, che si aggiungono alle recenti installazioni di opere monumentali di Aligi Sassu e Ugo Riva già allestite negli scorsi anni.<br />
Nel salone delle mostre della <strong>Banca di Legnano </strong>(largo Franco Tosi 9), <strong>dal 20 novembre 2010 al 20 marzo 2011</strong>, verrà presentato il ciclo fotografico che <strong>Bruno Cattani </strong>elaborò per conto del Musée Rodin nel triennio 1999-2001 ritraendo i capolavori di <strong>Camille Claudel e Auguste Rodin</strong>. La mostra, che consta di una quarantina di scatti in bianco e nero, mette in relazione la vicenda artistica dei due scultori e amanti. Camille entra ventenne nell&#8217;atelier di Rodin nel 1884; l&#8217;esposizione alla Banca di Legnano dunque comincia dove termina la grande monografica dedicata al maestro francese e mette in luce lo sviluppo della sua opera e quella della sua geniale allieva.</p>
<p style="text-align: justify;">Al bookshop di Palazzo Leone da Perego, sarà in vendita una tiratura d&#8217;artista di Bruno Cattani, ‘Omaggio a Auguste Rodin’.</p>
<p style="text-align: right;">Legnano, settembre 2010</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><strong>Audioguida gratuita</strong><br />
<em>Sessantaquattro-Ottantaquattro</em><br />
Il racconto dei ventanni che cambiarono per sempre la storia della scultura raccontato dai curatori della mostra.<br />
A cura di Storyville<br />
<strong>Visite guidate</strong><br />
Per gruppi, su prenotazione (max. 25 persone)<br />
€ 70,00 + biglietto d’ingresso ridotto gruppi<br />
<strong>Attività didattiche per le scuole</strong><br />
Visite guidate (durata 60 minuti circa): € 55,00 + biglietto d’ ingresso ridotto scuole<br />
Laboratori didattici (durata 90 minuti circa): € 70,00 + Iva 4% + biglietto d’ingresso ridotto scuole<br />
A cura di Opera d’Arte<br />
<strong>Camille Claudel e Auguste Rodin, arte ed eros</strong><br />
<strong>Fotografie di Bruno Cattani.</strong><br />
Legnano, Banca di Legnano (largo Franco Tosi 9)<br />
<strong>20 novembre 2010 – 20 marzo 2011</strong><br />
Orari: dal lunedì al venerdì, 8.30-13.15; 14.30-16.30; Sabato e domenica chiuso<br />
Ingresso libero</p>
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<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Palazzo Leone da Perego, Via Gilardelli 10 – Legnano<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 20 Novembre 2010 – 20 Marzo 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Dal Martedì alla Domenica dalle ore 9.30 alle ore 19.00. Chiuso il Lunedì. La biglietteria chiude mezz’ora prima<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 20 Novembre<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Auguste Rodin<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Aline Magnien, Flavio Arensi<br />
<span style="color: #993300;">Catalogo</span>: Disponibile in sede, anche in formato digitale, con testi di Aline Magnien, Flavio Arensi, Catherine Lampert, Barbara Musetti, June Hargrove, François Blanchetière, Véronique Mattiussi<br />
<span style="color: #993300;">Editore</span>: Edizioni Allemandi<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: Intero € 9,00; under 18 e over 65, gruppi di minimo 15 – massimo 25 persone, titolari di coupon e convenzioni ridotto € 7,00; speciale scuole ridotto € 3,00. Gratuito per minori di 6 anni, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti accreditati, disabili e accompagnatore, guide turistiche<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Tel. 02.4335.3522 | <a href="http://www.mostrarodin.it/">www.mostrarodin.it</a><strong> </strong>| <a href="mailto:servizi@civita.it">servizi@civita.it</a><br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: CLP Relazioni Pubbliche<strong> | </strong>Tel. 02.433403 – 02.36571438 | Fax 02.4813841 | <a href="http://www.clponline.it/">www.clponline.it</a> | press@clponline.it<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Arte Moderna, Scultura</p>
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