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	<description>arte e new media</description>
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		<title>Maryen Coory, Fresh Animals. L&#8217;integrazione del tratto grafico nella performance digitale. Verso un&#8217;estetica della decontestualizzazione.</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 09:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bacheca-Autori]]></category>

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		<description><![CDATA[La serie Fresh Animals di Elvira D&#8217;Angelo (aka Maryen Coory) si colloca in un territorio di confine tra illustrazione, grafica d&#8217;uso e ricerca artistica contemporanea, trasformando un linguaggio apparentemente destinato alla comunicazione commerciale in uno spazio di riflessione estetica. L&#8217;artista non rinnega le matrici della grafica pubblicitaria e dell&#8217;editoria per l&#8217;infanzia; al contrario, le assume [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">La serie Fresh Animals di Elvira D&#8217;Angelo (aka Maryen Coory) si colloca in un territorio di confine tra illustrazione, grafica d&#8217;uso e ricerca artistica contemporanea, trasformando un linguaggio apparentemente destinato alla comunicazione commerciale in uno spazio di riflessione estetica. L&#8217;artista non rinnega le matrici della grafica pubblicitaria e dell&#8217;editoria per l&#8217;infanzia; al contrario, le assume come materia prima per costruire un dispositivo visivo capace di superarne la funzione originaria.</div>
<div>I soggetti favolistici delle opere non sono semplicemente personaggi illustrati, ma un segno grafico che migra da un contesto funzionale a uno performativo. Il tratto digitale, estremamente controllato e levigato, dialoga con una sensibilità che richiama la pittura tradizionale: sfumature morbide, modellazione volumetrica, equilibrio cromatico e una costruzione della luce che restituisce una sorprendente fisicità a un&#8217;immagine dichiaratamente artificiale. La tecnologia non sostituisce il gesto artistico, ma ne diviene il naturale prolungamento.</div>
<div style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-7084 " title="Maryen Coory, Fresh Animals" src="https://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260312-WA0009-200x300.jpg" alt="Maryen Coory, Fresh Animals" width="200" height="300" /></div>
<div style="text-align: left;">È proprio nell&#8217;integrazione tra strumenti digitali e cultura del disegno tradizionale che prende forma quello che potrebbe definirsi un terzo livello dell&#8217;immagine. Il primo appartiene alla grafica commerciale, riconoscibile nella sintassi iconica, nei colori saturi e nella costruzione narrativa immediatamente accessibile; il secondo coincide con la pratica artistica, che reinterpreta tali codici attraverso una ricerca compositiva autonoma. Il terzo livello nasce invece dalla loro sovrapposizione: un territorio decontestualizzato nel quale l&#8217;immagine perde la propria finalità illustrativa per diventare esperienza estetica. Questa decontestualizzazione non elimina il riferimento al mondo dell&#8217;infanzia o della comunicazione visiva di consumo, ma lo sospende. Le figure vengono sottratte alla funzione narrativa originaria e assumono un carattere ambiguo, oscillando continuamente tra il fantastico e il metaforico.</div>
<p>Il bestiario rappresentato, con la sua espressività volutamente enfatizzata, diviene una presenza simbolica capace di incarnare stati emotivi universali: l&#8217;attesa, la vulnerabilità, il gioco, la malinconia, la protezione. Ogni variazione gestuale costituisce una vera e propria micro-performance dell&#8217;immagine. Il concetto di performance digitale emerge proprio da questa serialità. L&#8217;opera non è più un&#8217;immagine statica, ma un organismo visivo che cambia atteggiamento, emozione e relazione con lo spettatore mantenendo invariata la propria identità grafica. La reiterazione del personaggio produce una dinamica quasi teatrale, nella quale ogni tavola rappresenta una diversa attivazione del medesimo codice iconico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260727-WA00011.jpg"><img class="size-medium wp-image-7095  aligncenter" title="Maryen Coory, Fresh Animals." src="https://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260727-WA00011-200x300.jpg" alt="Maryen Coory, Fresh Animals." width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p>Dal punto di vista teorico, Maryen Coory sembra interrogare la natura stessa dell&#8217;immagine contemporanea: un&#8217;immagine che nasce all&#8217;interno degli strumenti della produzione digitale, ma che aspira alla permanenza dell&#8217;opera d&#8217;arte. La precisione tecnica, tipica della grafica professionale, viene così sottratta alla logica dell&#8217;efficienza comunicativa per diventare valore poetico. L&#8217;intero progetto suggerisce una riflessione sulla condizione delle immagini nel nostro tempo: icone progettate per essere consumate rapidamente vengono rallentate, isolate e ricollocate in uno spazio contemplativo. È in questa sospensione che prende forma l&#8217;estetica della decontestualizzazione evocata dal sottotitolo della mostra. L&#8217;opera non rappresenta soltanto un animale fantastico, ma mette in scena il viaggio dell&#8217;immagine stessa, dal design alla narrazione, dalla comunicazione all&#8217;arte. Fresh Animals si presenta così come una ricerca coerente e originale, nella quale la grammatica della grafica commerciale viene elevata a linguaggio artistico senza perdere la propria immediatezza comunicativa. Maryen Coory dimostra come il digitale possa essere non soltanto uno strumento tecnico, ma un ambiente espressivo capace di generare nuove forme di immaginazione, dove il fantastico non è evasione dalla realtà, bensì metafora della sua continua trasformazione.</p>
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		<title>IL PIANOFORTE NELLA MUSICA ELETTRONICA / Venerdi 21 febbraio 2014 &#8211; Monastero dei Benedettini di San Nicolò, Catania</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Feb 2014 01:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>
		<category><![CDATA[Interactive art]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>

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		<description><![CDATA[L'evoluzione storica della computer music, in un percorso parallelo a quello generale di espansione della materia sonora nel linguaggio musicale contemporaneo, ha spesso visto nel Pianoforte lo strumento ideale per la codifica di nuove prassi esecutive e di scrittura. Diversificate, multidisciplinari e strettamente connesse al live electronics e ai procedimenti di sintesi in tempo reale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-7039"></span></p>
<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Monastero dei Benedettini di San Nicolò, Catania<br />
Stagione concertistica | Musica al Monastero</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Il Monastero si apre alla musica e alla città. Da novembre a maggio una stagione ricca di appuntamenti nel segno della musica d’arte, di genere cameristico, affidata ad ensembles e solisti di primo piano nel panorama musicale contemporaneo. Un calendario denso di appuntamenti s’inaugura venerdì 8 novembre alle ore 21:00 al Coro di Notte con Càlamus Ensemble che eseguirà musiche di Bach, Mozart, Vivaldi, Bartholdy, Leonardi, Kovács. L’ensemble di Càlamus è formato da musicisti siciliani, Luigi Infusino, Angela Longo, Concetta Sapienza, Serena Drago, Salvatore Sapienza, Mariagrazia Campisi, clarinettisti Enrico Luca, flautista e diretti dal maestro Carmelo Dell’Acqua.<br />
Dal Settecento ai giorni nostri, da Bach alla visul music, la musica è protagonista della programmazione delle Officine Culturali in collaborazione col Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px;">&#8212;<br />
Concerto del Venerdì 21 febbraio 2014, ore 21.00 – Coro di Notte<br />
“IL PIANOFORTE NELLA MUSICA ELETTRONICA”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">L&#8217;evoluzione storica della computer music, in un percorso parallelo a quello generale di espansione della materia sonora nel linguaggio musicale contemporaneo, ha spesso visto nel Pianoforte lo strumento ideale per la codifica di nuove prassi esecutive e di scrittura. Diversificate, multidisciplinari e strettamente connesse al live electronics e ai procedimenti di sintesi in tempo reale. Il programma ne esemplifica alcuni momenti fondamentali.<br />
Dallo sperimentalismo americano di matrice cagiana, ben riconoscibile nei due classici Accidents e Wave Train di Larry Austin e David Berhman, caratterizzato dall&#8217;originalità dei modelli formali e dall&#8217;uso di elementi non strutturati della tavolozza timbrica dello strumento, alla raffinata ricerca armonica dello Spettralismo, con la sovrapposizione delle serie armoniche temperate e naturali del Tombeau de Messian di Jonathan Harvey. Fino alle più recenti applicazioni multimediali di elaborazione audiovisiva e di composizione assistita, basate su  modelli generativi di grafica sintetica.<br />
In simbiosi con l&#8217;elettronica, attraverso le molteplici tecniche di preparazione, la ridistribuzione spaziale delle sorgenti, la segmentazione e la riarticolazione di ogni parametro acustico, il Pianoforte, in un processo di superamento della propria originaria natura temperata, scrive un esteso capitolo del Solfege de L&#8217;Objet Sonore dell&#8217;espressione musicale d&#8217;oggi.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px;">PROGRAMMA</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px;">Renato Messina<br />
Sonata I (2014)<br />
per Pianoforte e live electronics<br />
Gabriele Agosta, Pianoforte / Renato Messina, live electronics</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px;">David Berhman<br />
Wave Train (1966)<br />
per risonanze di Pianoforte e feedback<br />
Simone Liotta, Pianoforte / Giuseppe Parisi, live electronics</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px;">Giuseppe Scillato<br />
Synchresis (2014)<br />
per Pianoforte, live electronics e grafica sintetica<br />
Agata Francipelli, performer / Giuseppe Scillato, live electronics</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px;">Larry Austin<br />
Accidents (1967)<br />
per Pianoforte ed elettronica<br />
Simone Liotta, Pianoforte e live electronics</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px;">//</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px;">Jonathan Harvey<br />
Tombeau de Messian (1994)<br />
per Pianoforte e tape<br />
Graziella Concas, Pianoforte</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px;">Renato Messina<br />
Piano Treatment (2006)<br />
per Pianoforte e  live electronics<br />
Gabriele Agosta, Pianoforte / Renato Messina, live electronics</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px;">Daniele Zimbone<br />
Seems (2014)<br />
per Pianoforte e Multimedia Live electronics<br />
Salvo Arnò, Pianoforte / Daniele Zimbone, Live electronics</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Si ringraziano Roberto Carnevale per la direzione artistica e la pianista Graziella Concas per l&#8217;esecuzione di Tombeau de Messiaen di Jonathan Harvey.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Realizzazione tecnica e esecuzioni a cura di Gabriele Agosta, Salvo Arnò, Simone Liotta (pf), Daniele Zimbone, Giuseppe Scillato, Giuseppe Parisi, Renato Messina (live elecronics), Agata Francipelli (video performer).</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"> </span></p>
<div id="attachment_7066" class="wp-caption alignnone" style="width: 453px"><img class="size-full wp-image-7066  " title="waveTrain" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2014/02/waveTrain2.jpg" alt="" width="443" height="188" /><p class="wp-caption-text">David Berhman, Wave Train (1966), per risonanze di Pianoforte e feedback. Particolare della partitura.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">:: ::<br />
Info &amp; Link:<br />
Monastero dei Benedettini di San Nicolò, Piazza Dante 32, Catania<br />
Venerdi 21 Febbraio 2014, ore 21.00<br />
Tel.+39 095 7102767 | info@officineculturali.net | <a href="http:///www.monasterodeibenedettini.it/">www.monasterodeibenedettini.it</a></span></p>
</div>
</div>
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		<title>Arte Fiera 2014 &#8211; Bologna</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Feb 2014 20:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Dubon Bohlig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>Un’esplosione di eventi ha animato Bologna dove si è appena conclusa la 38esima edizione di Arte Fiera.  Con le sue 172 gallerie, oltre 2000 opere esposte, un numero crescente di visitatori rispetto alla scorsa edizione, nuove sezioni e partnership, questa manifestazione si propone come un reale evento di riferimento per il sistema dell'Arte italiana e per tutti i collezionisti e appassionati d'arte.
Merito anche dell'ampliamento del numero delle sezioni di Arte Fiera e delle scelte dei due direttori artistici Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti [...]</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-7008"></span></p>
<div style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Un’esplosione di eventi ha animato <strong>Bologna</strong> dove si è appena conclusa la <strong>38esima edizione di Arte Fiera</strong>.  Con le sue 172 gallerie, oltre 2000 opere esposte, un numero crescente di visitatori rispetto alla scorsa edizione, nuove sezioni e partnership, questa manifestazione si propone come un reale evento di riferimento per il sistema dell&#8217;Arte italiana e per tutti i collezionisti e appassionati d&#8217;arte.<br />
Merito anche dell&#8217;ampliamento del numero delle sezioni di Arte Fiera e delle scelte dei due direttori artistici, <strong>Claudio Spadoni</strong> e <strong>Giorgio Verzotti</strong>, che hanno promosso una nuova impostazione curatoriale mirata a favorire la molteplicità di forme d’arte.</span></p>
<div id="attachment_7020" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img title="ArteFiera2014_comp" class="size-full wp-image-7020 " src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2014/02/ArteFiera2014_comp.jpg" alt="" width="450" height="300" /><p class="wp-caption-text">Overview Arte Fiera 2014. </p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"> Per la prima volta compare una sezione interamente dedicata alla seconda metà dell’800, una sezione dedicata agli inchiostri cinesi e, in collaborazione con Mia Art Fair, una dedicata alla fotografia.<br />
Lo Special Focus è sull&#8217;Est Europeo, la cui curatela è affidata al direttore del NABA di Milano, Marco Scotini, che in questi giorni sta curando anche “Il Piedistallo Vuoto. Fantasmi dall’Est Europa”, presso il Museo Civico Archeologico di Bologna sino al 16 Febbraio.<br />
Una visione caleidoscopica ricca di elementi di qualità e di eleganza, a cui tuttavia, manca un po&#8217; di quella sana spettacolarità e giocosità che vivacizza altre manifestazioni europee simili.<br />
Si apprezza la presenza di gallerie che propongono progetti sperimentali come quello della ZAK Project di Monterigioni con le opere poetiche di Laura Bisotti, che con le sue diverse trame ci traccia una mappa tra memoria e paesaggio. Sempre alla ZAK, le muffe del duo Ttozoi danno voce alla vita organica della tela e alla silenziosa vitalità creativa della natura, celebrando l’armonia intrinseca della casualità, ricordando il grande maestro Pollock o il più recente artista persiano-olandese Navid Nuur.</span></p>
<div id="attachment_7022" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img title="02_artefiera2014_comp" class="size-full wp-image-7022" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2014/02/02_artefiera2014_comp.jpg" alt="" width="450" height="299" /><p class="wp-caption-text">Overview  Arte Fiera 2014</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"><br />
Anche la galleria Studio Trisorio di Napoli propone uno stand ricco di stimoli con una onirica installazione della famosa artista tedesca Rebecca Horn e i video di John Wood &amp; Paul Harrison artisti di Bristol, esposti anche alla Tate di Londra, che indagano con ironia l’interazione tra spazio e figura umana.<br />
Tra le opere proposte dalla Goethe di Bolzano c’è il tocco di colore dei finissimi collage digitali di Giovanni Castell, ricchi di riferimenti letterari.</span></p>
<div id="attachment_7025" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img title="camparesi" class="size-full wp-image-7025" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2014/02/camparesi.jpg" alt="" width="450" height="576" /><p class="wp-caption-text">Silvia Camparesi, &quot;Apice #4-5&quot;, 2013. Giclée print and kirigami intervention; cm 24x36, angle framed Edition- 3 + 1.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">La z2o di Roma, dopo Moving Image a Londra, propone l’esplorazione immaginifica di luoghi reali e fittizi di Silvia Camparesi.  La Camparesi, applica la tecnica orientale della carta piegata alla fotografia, dando vita a una nuova dimensione nello spazio e del nostro rapporto con esso. Nella sezione “Solo Show” la mostra monografica del collettivo italiano con base a Berlino, Blue and Joy, ci regala una riflessione giocosa sul significato dell’arte ai nostri giorni.<br />
Dopo l’omaggio all’Arte Povera fatto dalla direttrice artistica di Documenta (13), Carol Christov-Bakargiev, non poteva mancare una presenza importante come quella di Boetti e di Penone. Le proposte della fiera sono veramente tante, che siate in cerca di nuovi talenti o alla riscoperta di quelli vecchi, Arte Fiera vi aspetta il prossimo anno per fornirvi il barometro dell’arte moderna e contemporanea e del mercato italiano.</span></p>
</div>
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		<title>Squaring the circle: Contemporary Southeast Asian art / Gallerie 8, Londra</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Nov 2013 18:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Scherini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest’anno scopriamo interessanti iniziative nel contesto di Asian Art in London. La manifestazione che celebra la sua sedicesima edizione si presenta come un'ulteriore occasione per conoscere meglio le figure chiave del panorama artistico asiatico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"><span id="more-6994"></span>Anche quest’anno scopriamo interessanti iniziative nel contesto di Asian Art in London. </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">La manifestazione che celebra la sua sedicesima edizione si presenta come un&#8217; ulteriore occasione per conoscere meglio le figure chiave del panorama artistico asiatico.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"></p>
<div id="attachment_7000" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-7000" title="Yudi_Sulistyo" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/11/Yudi_Sulistyo.jpg" alt="" width="450" height="649" /><p class="wp-caption-text">Yudi Sulistyo, “Home serie Wooden boxe”.</p></div>
<p></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Tra le proposte da segnalare l’intervento di One East Asia che, in collaborazione con la curatrice Viv Lawes, in Squaring the circle: Contemporary Southeast Asian art, riunisce sotto il comune denominatore otto artisti provenienti dal Sud-Est Asiatico. </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Gli artisti scelti, che rappresentano Singapore, Malesia, Indonesia e Filippine, presentano opere che testimoniano una grande varietà di pratiche artistiche come risultato di un singolare contesto socioculturale. Le scelte estetiche e narrative dei lavori esposti rispondono, infatti, a diverse identità storiche e nazionali, dove si riflettono anche reminiscenze di passati coloniali e differenti maniere di digerire la crescente globalizzazione dell’area Sud Est asiatica. </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">L’esposizione messa a punto da One East Asia non vuole essere però spunto per una catalogazione regionale, al contrario, la varietà presentata vuole sottolineare il continuo scambio intellettuale e l&#8217;influenza reciproca che vede coinvolti questi paesi.Si propone, quindi, di rompere le barriere e andare oltre i limiti geografici per creare un’unica identità culturale sud-est asiatica, caratterizzata da una vibrante pluralità di voci e da una grande ricchezza creativa, che mantiene vive le proprie origini pur aprendosi a nuove sperimentazioni.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"></p>
<div id="attachment_7002" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-7002" title="Andrés_Barrioquinto_comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/11/Andrés_Barrioquinto_comp.jpg" alt="" width="450" height="453" /><p class="wp-caption-text">Andrés Barrioquinto, “The Wedding Present”.</p></div>
<p></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Tra gli artisti proposti troviamo Hong Sek Chern, artista originaria di Singapore, che utilizzando e rivisitando la tecnica della pittura tradizionale cinese, dipinge paesaggi urbani contemporanei e, attraverso la loro riconoscibilità, affronta il tema dell’interazione tra spazio e società che lo abita. In mostra si trova esposta una rappresentazione del quartiere Husby di Stoccolma, ispirato a un’immagine di Google Street View, che invita lo spettatore a riflettere sugli eventi del maggio 2013, quando quel quartiere divenne emblema della questione degli immigranti in una città fino ad allora tollerante.Yudi Sulistyo, artista nativo di Yogyakarta in Indonesia, presenta Wooden boxes, un lavoro che ha come oggetto d’investigazione il tema della casa come paradigma del bisogno di protezione e appartenenza dell’essere umano. Una piccola casa di carta, che simula il legno come materiale costruttivo, rappresenta la dimora nella sua versione più essenziale e, protetta da una teca di vetro, diventa simbolo di un’idea.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Originario della Malesia è invece Chang Fee Ming, artista che ritrae la vita quotidiana dei villaggi con lo spirito e il colore intenso della tradizione Batik.In Mostra ci sono anche le opere degli artisti Jane Lee, Lim Tiong Ghee, Teng Nee Cheong, Maria Indriasari e Andres Barrioquinto, che riunite danno luogo a una splendida occasione per dare voce a un&#8217;area geografia che in questo momento sta vivendo un intenso fermento creativo.</span></div>
<p style="text-align: right;"><strong>eleonora scherini</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Info:</span> Dal 31 Ottobre al 16 Novembre / Gallery 8, Duke Street, St. James, London (UK)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
]]></content:encoded>
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		<title>La Scienza della Natura – Materia in movimento / MAXXI, Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 21:01:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>La Scienza della Natura – Materia in movimento</b>.
Una mostra/installazione che conclude il ciclo <b>Nature</b> con cui il <b>MAXXI</b> sperimenta un diverso modo di intendere le mostre monografiche.
Si sceglie la via del confronto per raccontare l'orientamento delle ricerche più avanzate dell’architettura contemporanea.
L’installazione site specific realizzata da <b>UNStudio</b> presenta alcuni tra i più conosciuti e numerosi progetti degli architetti olandesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6942" class="wp-caption alignnone" style="width: 560px"><span id="more-6941"></span><br />
<img class="size-full wp-image-6942" title="UNStudio" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/10/UNStudio.jpg" alt="" width="550" height="404" /><p class="wp-caption-text">UNStudio, Museo Mercedes-Benz, Stoccarda, DE</p></div><br />
<br />&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">
<p>Nature 04/04 UNStudio<br />
5 dicembre 2013 – 13 aprile 2104<br />
La Scienza della Natura – Materia in movimento<br />
MAXXI Galleria 2a, Roma<br />
a cura di Alessandro D’Onofrio</p>
<p>La mostra/installazione La Scienza della Natura – Materia in movimento conclude il ciclo Nature con cui il MAXXI sperimenta un diverso modo di intendere le mostre monografiche, scegliendo la via del confronto per raccontare gli indirizzi delle ricerche più avanzate dell’architettura contemporanea.</p>
<p>L’installazione site specific progettata dallo studio di architetti olandesi UNStudio presenta alcuni dei progetti delle loro numerose e note realizzazioni.</p>
<p>Coinvolgendo il pubblico in un confronto dinamico e stimolante, il gruppo UNStudio mette in discussione il concetto tradizionale della mostra architettonica: lo stesso oggetto esposto non è solo una vetrina, un oggetto da guardare, ma interagisce con il visitatore, richiede il suo ruolo attivo per costruire un’esperienza speciale e sorprendente.</p>
<p>La mostra indaga questo tema, i modi in cui il movimento, lo spazio e la prospettiva informano lo spazio e il modo in cui i visitatori fisicamente sperimentano gli effetti di questi tre determinanti parametri architettonici.</p>
<p>Il ciclo Nature è a cura di Pippo Ciorra<br />
4 mostre/installazioni<br />
01 Francesco Venezia 25 febbraio – 30 aprile 2011<br />
02 West 8 20 maggio – 21 agosto 2011<br />
03 Alberto Campo Baeza 9 settembre – 6 novembre 2011<br />
04 UNStudio 5 dicembre 2013 -13 aprile 2104</p>
</div>
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		<title>Gagosian Gallery New York e Istanbul’74 presentano Inez &amp; Vinoodh</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 20:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino al 23 Ottobre <b>Inez &#038; Vinoodh</b>, il famoso duo olandese, sarà presente a <b>ISTANBUL'74</b> in collaborazione con la <b>Gagosian Gallery di New York</b>. I due artisti, partners nella vita e nel lavoro da 25 anni, sono stati tra i primi fotografi a manipolare i propri scatti, volti a sottolineare la condizione umana, utilizzando la tecnologia digitale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6937"></span>Fino al 23 Ottobre Inez &amp; Vinoodh, il famoso duo olandese, sarà presente a ISTANBUL&#8217;74 in collaborazione con la Gagosian Gallery di New York. I due artisti, partners nella vita e nel lavoro da 25 anni, sono stati tra i primi fotografi a manipolare i propri scatti, volti a sottolineare la condizione umana, utilizzando la tecnologia digitale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6938" class="wp-caption alignnone" style="width: 370px"><img class="size-full wp-image-6938" title="gagosian" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/10/gagosian.jpg" alt="" width="360" height="240" /><p class="wp-caption-text">INEZ VAN LAMSWEERDE AND VINOODH MATADIN, Lara as Cicciolina, 2007, Pigment print, 60 x 91 1/16 inches unframed  (152.4 x 231.3 cm), Ed. of 3</p></div>
<p><span style="color: #993300;">Info e Link:<br />
<span style="color: #000000;"> Istanbul &#8216;74<br />
Kemankes Caddesi<br />
Galata Sarap Iskelesi Sokak<br />
Süha Fazlı Han No.8 D.3 Karaköy—Istanbul TURKEY<br />
T. +90.212.243.3948<br />
E. office@istanbul74.com<br />
Website: Istanbul &#8216;74 | Inez &amp; Vinoodh | http://www.gagosian.com/news/2013/08/20/639</span></span></p>
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		<title>Artelibro Festival del Libro d&#8217;Arte / Palazzo Re Enzo, Bologna :: 19-22 Settembre 2013</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Aug 2013 01:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Artelibro Festival del Libro d’Arte L’Arte di fare il Libro d’Arte 10ª edizione 
MUSICA PER GLI OCCHI . Collezionismo all’Opera 
Bologna Palazzo di Re Enzo e del Podestà 19-22 settembre 2013 Piazza del Nettuno 7–22 settembre 2013

C o m u n i c a t o  s t a m p a 
DIECI ANNI. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><span id="more-6928"></span>Artelibro Festival del Libro d’Arte L’Arte di fare il Libro d’Arte 10ª edizione </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>MUSICA PER GLI OCCHI . Collezionismo all’Opera </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Bologna Palazzo di Re Enzo e del Podestà 19-22 settembre 2013 Piazza del Nettuno 7–22 settembre 2013</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><img class="alignnone size-full wp-image-6931" title="artelibro2013.png" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/08/artelibro2013.png.png" alt="" width="628" height="186" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>C o m u n i c a t o  s t a m p a </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>DIECI ANNI. È il traguardo di Artelibro Festival del Libro d’Arte che dal 19 al 22 settembre 2013 festeggerà la sua decima edizione dal tema MUSICA PER GLI OCCHI. Collezionismo all’Opera nella sede storica di Palazzo Re Enzo e del Podestà a Bologna. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>La decima edizione di Artelibro inaugura giovedì 19 settembre 2013 alle ore 17.30 nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio con il saluto del sindaco di Bologna Virginio Merola, del Presidente di Artelibro Ricardo Franco Levi e l’intervento del Sovrintendente del Teatro Comunale Francesco Ernani che introduce l’appuntamento musicale interpretato dalla soprano Felicia Bongiovanni dedicato a Giuseppe Verdi. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>A partire dalle ore 19.00 si apriranno le porte della mostra-mercato di Palazzo Re Enzo e del Podestà, meta di un immancabile appuntamento di bibliofili, studiosi, esperti e professionisti del settore e di un vasto pubblico di appassionati. A partire dai librai antiquari A.L.A.I. Associazione dei Librai Antiquari d’Italia, tradizionali partner di Artelibro, che anche quest’ anno presenteranno preziosi libri e documenti antichi, fino ai libri d’artista e di pregio passando per le riviste specializzate, la mostra-mercato di Artelibro 2013 ospita anche la seconda edizione di Fruit. Focus on contemporary art : un’ampia indagine sull&#8217;editoria d’arte self &#8211; publishing condotta dall’Associazione Crudo con il sostegno di Artelibro.  Novità di quest’anno la sezione dedicata all’editoria d’arte digitale dove i visitatori potranno testare su appositi iPad gli e &#8211; book e le app più interessanti a livello internazionale, come quelle realizzate dalla Tate Modern di Londra e dal MoMA di New York. Gli editori d’arte tra cui numerosi iscritti AIE-Associazione Italiana Editori esporranno invece le proprie pubblicazioni nella Libreria dell’Arte di Piazza Nettuno, aperta fino alle 22.00 dal 7 al 22 settembre 2013. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Giovedì 19 settembre 2013, all’apertura della mostra-mercato, in Palazzo Re Enzo si potrà assistere alla performance D E C O S T R U Z I O N E P E R V I O L O N C E L L O E FILI dell’ artista Arianna Fantin e del musicista Francesco Guerri che farà da introduzione alla mostra VOLUMI CUCITI , in cui sono raccolti tutti i libri scritti e ricamati in edizione unica dalla giovane artista bolognese residente a Berlino. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Nel cortile d’ingresso di Palazzo Re Enzo si potrà ammirare l’opera COME MUSICA , appositamente realizzata da Lorenzo Perrone per il decennale del Festival: il bianco saturo e materico è ancora una volta l’elemento distintivo attraverso cui Perrone firma l’ultimo nato dei suoi libri d’artista. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span> </span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span>Poco distante, la Cappella dei Carcerati ospita l’installazione </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Musica del vivere di Greta Schödl, a cura di Eli Sassoli in collaborazione con Olivia Spatola: pagine di poesia visiva che l’artista Nicola Evangelisti amplifica e completa attraverso una composizione sonora. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il libro d’artista protagonista di Artelibro non è solo l’ Opera Unica ma anche quella seriale, come le EDIZIONI PULCINOELEFANTE di Alberto Casiraghy, il quale presenterà in mostra a Palazzo Re Enzo una selezione delle circa 10.000 pubblicazioni (quasi una al giorno) caratterizzate dal piccolo formato e dalla fattura artigianale che la sua casa editrice produce dal 1982: vere e proprie piccole opere d’arte in tiratura limitata. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>L’ampio e articolato programma culturale di Artelibro 2013 sarà suddiviso in diverse sezioni: mostre, incontri professionali, presentazioni di libri e progetti, conferenze per il grande pubblico, laboratori e attività per ragazzi che da Palazzo Re Enzo si estenderanno in tutta la città di Bologna. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Nella Piazza Coperta della Biblioteca Salaborsa, dal 6 al 22 settembre Artelibro presenta BUONA LA PRIMA. 20 copertine di libri riuscite giudicate da chi se ne intende a cura di Stefano Salis: alcuni tra i maggiori esperti di grafica, comunicazione visiva ed editoria, da Italo Lupi a Marco Belpoliti, hanno selezionato 20 copertine pubblicate nell’ultimo anno. Senza limitazioni di genere tra fiction, manuali, saggi, arte, pamphlet illustrati, la mostra opera una sintesi di ciò che a ragione può definirsi editoria visuale contemporanea. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Dalla contemporaneità alla storia secolare: il ricco patrimonio sculturale e architettonico conservato all’interno delle più monumentali biblioteche d’Europa, da Coimbra a Weimar, verrà rivelato martedì 10 settembre nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio con l’inaugurazione di BIBLIOTECHE , mostra fotografica di Massimo Listri realizzata in collaborazione con MiBACT-Centro per il Libro e la Lettura, gli istituti culturali e il diritto d’autore, Biblioteca Angelica di Roma ed Edizioni Sabinae. Sempre in Palazzo D’Accursio, venerdì 20 settembre si potrà assistere al convegno B I B L I O T E C H E C O M E O P E R E D ’ A R T E promosso da Artelibro in collaborazione con MiBACT-Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti culturali e il Diritto d’autore. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Si va indietro nel tempo anche alla Biblioteca dell’Archiginnasio dove dall’11 settembre è di scena la mostra L A TIPOGRAFIA MUSICALE di Tallone Editore , in cui si potrà osservare una tipografia musicale gregoriana, tuttora attiva, articolata in una sequenza di bulini, matrici, punzoni affiancati da tipi mobili originali, corpi piccoli e monumentali, fusi a Parigi da Deberny et Peignot nel XIX secolo secondo il sistema del Maestro Theophile Beaudoire. Accompagnano l’esposizione le pagine musicali tratte da questi tipi e stampate da Tallone Editore. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>D’altra natura ma certamente ricca di suggestioni più affini al passato recente, la mostra LITERARY LENNON ospitata dal Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna (dal 18 settembre al 20 ottobre). Curata da Antonio Taormina ed Enzo Gentile con la collaborazione di Donatella Franzoni, la mostra sottolineerà l’aspetto più intimista e forse meno conosciuto di Lennon con una raccolta della sua produzione letteraria e grafica. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Gli artisti visivi prestati alla musica saranno invece i protagonisti della mostra R E C O R D S B Y A R T I S T S ( 1 9 6 0 &#8211; 1990) a cura di Giorgio Maffei in collaborazione con VIAINDUSTRIAE e Danilo Montanari Editore. L’Aula Magna </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span> </span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span>della Biblioteca Universitaria di Bologna ospiterà a partire dall’11 settembre oltre 130 dischi d’artista, tra cui quelli realizzati da Vito Acconci, Allan Kaprow, Martin Kippenberger, Joseph Beuys, Raymond Pettibon, Nam June Paik, Laurie Anderson, John Cage, Brian Eno, Demetrio Stratos, Yves Klein, Mike Kelly, Dan Graham, John Giorno, F.T. Marinetti, Robert Barry, Marcel Duchamp, Jan Debuffet, Richard Long, Mimmo Rotella, Dieter Roth, Ed Rucha. Nell’anticamera dell’Aula Magna si potranno ammirare antichi manoscritti, come la raccolta polifonica vocale del XV° secolo Kyri e et alia cum notis musicis , e libri a stampa a tema musicale nella mostra Uomini e Libri, “trovatori di musiche” a cura di Michele Catarinella. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Numerose le presentazioni di libri e cataloghi d’arte, come quelli pubblicati da Edizioni MAMbo che saranno presentati sabato 21 settembre a Palazzo Re Enzo dal direttore del Museo d’Arte Moderna di Bologna Gianfranco Maraniello.  Temi appassionanti per i Cicli di Artelibro dedicati al grande pubblico: le “Le Muse Sorelle: Arte e Musica” saranno il soggetto di quattro appuntamenti in compagnia di Stefano Zuffi, Cristina Acidini, Jadranka Bentini e Anna Ottani Cavina; Marco Carminati indagherà invece l’universo degli strumenti musicali come opere d’arte nel ciclo “Musica da Museo”. Si intitola infine “Musica su carta. Storie di collezioni, reperti, musiche e libri” il ciclo a cura di Andrea Kerbaker e Stefano Salis con la partecipazione di Quirino Principe, Red Ronnie e Giorgio Maffei. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Artelibro professionale vede l’IBC &#8211; Soprintendenza per i Beni Librari e Documentari della Regione Emilia-Romagna impegnato nel convegno FONDI MUSICALI i n E m ili a &#8211; Romagna dove saranno illustrati, oltre al progetto dell’archivio digitale dei libretti d’opera, alcuni fondi musicali di particolare rilievo conservati nelle biblioteche della Regione. Di carattere pratico il contributo di AIE– Associazione Italiana Editori che quest’anno organizza il workshop sulla grafica editoriale ARTELIBR O GRAPH LAB. L’arte di ideare i libri , indirizzato agli studenti universitari, ad ingresso gratuito previa prenotazione. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Dopo il successo degli ultimi anni, torna la Biblioteca d’arte diffusa, network di mostre, incontri e visite guidate dedicate al libro e alla musica promosse dalle Biblioteche, dai Musei e dalle istituzioni culturali della città: Accademia di Belle Arti di Bologna, Accademia Filarmonica di Bologna, Accademia Nazionale di Agricoltura, Alliance Française, Biblioteca Universitaria di Bologna, Biblioteca e Centro di documentazione delle donne, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici Emilia-Romagna, Fondazione Cineteca, Fondazione Giacomo Lercaro, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, Fondazione Federico Zeri, Genus Bononiae &#8211; Musei nella città, Istituzione Biblioteche e Istituzione Musei Civici di Bologna, Mediateca di San Lazzaro, Musèe de l’OHM, Museo Davia Bargellini, Museo Ebraico, Museo Storico della Tapezzeria “Vittorio Zironi” Villa Spada, Sistema Bibliotecario di Ateneo e Polo Culturale dei Cappuccini. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Sabato 21 settembre fino alle 22.30 si conferma anche l’apertura straordinaria di otto gallerie dell’Associazione Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea Confcommercio Ascom Bologna. La Serata d’autore è un omaggio ad Artelibro in forma di libri d’artista, con mostre e opere dal chiaro riferimento al libro d’arte. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Gli appuntamenti di Artelibro 2013 comprendono anche i laboratori di Artelibro </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span> </span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span>Ragazzi organizzati da Accademia Drosselmeier, Cooperativa Giannino Stoppani, Dipartimento educativo MAMbo. Non mancheranno gli eventi dedicati alla musica come Giuseppe Verdi a scuola , lezione-concerto dedicata ai bambini della scuola primaria promossa da Dipartimento delle Arti in collaborazione con Associazione culturale Il Saggiatore musicale. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Nella giornata conclusiva del Festival, domenica 22 settembre alle ore 13.30 si festeggeranno i dieci anni di Artelibro con un brindisi insieme con Philippe Daverio, già testimonial della prima edizione della manifestazione. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Artelibro Festival del Libro d’Arte è promosso da Associazione Artelibro, AIE Associazione Italiana Editori, Comune di Bologna, Provincia di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Alma Mater Università di Bologna, ed è sostenuto da Banca Etruria, main sponsor della manifestazione, Gruppo Unipol, Coop Adriatica, Librerie.coop con il contributo di APT Servizi Emilia-Romagna e IGD e la media-partnership de Il Resto del Carlino.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span> Comunicazione e promozione irene.guzman@artelibro.it  paola.pluchino@artelibro.it  tel. 349 1250956 </span><a href="http://www.artelibro.it/"><span style="color: #000000;"><span>www.artelibro.it</span></span></a><span> </span></p>
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		<title>12° Biennale di Lione (Francia) / 12 Settembre al 5 Gennaio 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 23:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura Digitale]]></category>

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		<description><![CDATA[Since the first Biennial in 1991, I have invited my guest curators to think in terms of a key word. The word remains the same for three successive editions and is always a common word with topical connections and a fairly vague semantic range, a word capable both of artistic and societal interpretations. The first word, in 1991, was History. Then in 1997 it was Global, followed by Temporality in 2003 and, from 2009 to 2013, Transmission.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Biennials – the rules of the game Since the first Biennial in 1991, I have invited my guest curators to think in terms of a key word. The word remains the same for three successive editions and is always a common word with topical connections and a fairly vague semantic range, a word capable both of artistic and societal interpretations. The first word, in 1991, was History. Then in 1997 it was Global, followed by Temporality in 2003 and, from 2009 to 2013, Transmission. When I submitted the word Transmission to Gunnar B. Kvaran, he responded in literal fashion with the word Narrative. The term is no more a subject than it is a title. It is merely the starting point for a dialogue upon which we are constructing three platforms. In the first place an exhibition – however the works are combined and in whatever venue, whatever is chosen and whatever is left out, it is still all about designing an exhibition. Second, Veduta – the laboratory of visual creation and experiment, in which artists in residence, the collection of the Lyon Musée d’Art Contemporain, works from the exhibition, and amateurs of all ages and social backgrounds combine to construct a new visual relationship with the world. And third, Résonance – a vast, polyphonic mass of creativity in which artists’ collectives, young galleries, neo-institutions, or just people taking risks with form, pay homage to the irrational in a sort of counterpoint to the exhibition, in the plural, and in the most valid of tenses, the present – the only tense that is independent of time. Narrative For Gunnar B. Kvaran to place narrative side by side with transmission is to state the obvious about what happens (“Reality is what happens”, as someone said). Gunnar B. Kvaran’s response to the neo-modernism that covers our walls with a patina of soft nostalgia is to place a new emphasis on form, which is a totally new form of thought. And the form of that thought is probably what is most eloquent about it. A story can be as good as you like but what makes it stand out in the end is the relevance of its form. The form creates the meaning by forming the narrative. The Little Prince said, “Tell me a story”. The poet drew it. by Thierry Raspail, Artistic director of the Biennale de Lyon The Biennale de Lyon 2013 Novelists and screenwriters always hope they have an interesting story. These days, politicians too and advertisers are all on the look-out for a good story that can be used to influence voters and consumers. Not only are there “countless forms of narrative in the world”, as Roland Barthes would have it, but now they are everywhere and an integral part of our daily life. For the Biennale de Lyon 2013, I have invited artists from all over the world who work in the narrative field and use art to experiment with the modalities and mechanisms of storytelling. The exhibition gives pride of place to the ingenuity and inventiveness of contemporary artists in undoing mainstream narrative codes and off-the-peg plotting devices in order to tell new stories differently. The art of these artist-storytellers comes in many and varied forms and uses a wealth of Press release 3 April 2013 Artistic director Thierry Raspail Guest Curator Gunnar B. Kvaran Professional preview 10 &#8211; 11 September 2013 from 12 September 2013 to 05 January 2014 biennaledelyon.com 1 2th Biennale de Lyon meanwhile&#8230; suddenly, and then 1 /2 2 /2 different registers, materials and techniques. So the exhibition naturally includes sculptures, paintings, fixed images, animated images, arrangements of text, arrangements of sounds and of objects in space, as well as performances. It highlights the way (or rather ‘ways’) in which young artists of today – according to whether they work in Europe, Asia, Latin America, Africa or North America – are imagining the narratives of tomorrow: narratives that do without the suspense and excitement of globalised fiction as practised in Hollywood, on television, or in the best-sellers of world literature. Theirs are totally new narratives that defamiliarise us with the world and restore the deep-rooted strangeness and complexity that classic storytelling devices have always sought to iron out or to stifle. These are art narratives that enable us to see and understand the world in a new light and more intelligibly. The young artists invited include Ed Atkins and Helen Marten from Britain, Czech artist Vaclav Magid, Americans Trisha Baga, Ian Cheng, Petra Cortright, Nate Lowman and Ryan Trecartin; Zhang Ding from China and Thiago Martins de Melo from Brasil, as well as French artists Neïl Beloufa and Lili Reynaud-Dewar. by Gunnar B. Kvaran, Guest curator of the Biennale de Lyon 2013 media pictures library Connect on www.biennaledelyon.com, press page, and ask for your accreditation to access to the pictures library. Biennials – the rules of the game Since the first Biennial in 1991, I have invited my guest curators to think in terms of a key word. The word remains the same for three successive editions and is always a common word with topical connections and a fairly vague semantic range, a word capable both of artistic and societal interpretations. The first word, in 1991, was History. Then in 1997 it was Global, followed by Temporality in 2003 and, from 2009 to 2013, Transmission. When I submitted the word Transmission to Gunnar B. Kvaran, he responded in literal fashion with the word Narrative. The term is no more a subject than it is a title. It is merely the starting point for a dialogue upon which we are constructing three platforms. In the first place an exhibition – however the works are combined and in whatever venue, whatever is chosen and whatever is left out, it is still all about designing an exhibition. Second, Veduta – the laboratory of visual creation and experiment, in which artists in residence, the collection of the Lyon Musée d’Art Contemporain, works from the exhibition, and amateurs of all ages and social backgrounds combine to construct a new visual relationship with the world. And third, Résonance – a vast, polyphonic mass of creativity in which artists’ collectives, young galleries, neo-institutions, or just people taking risks with form, pay homage to the irrational in a sort of counterpoint to the exhibition, in the plural, and in the most valid of tenses, the present – the only tense that is independent of time.Narrative For Gunnar B. Kvaran to place narrative side by side with transmission is to state the obvious about what happens (“Reality is what happens”, as someone said). Gunnar B. Kvaran’s response to the neo-modernism that covers our walls with a patina of soft nostalgia is to place a new emphasis on form, which is a totally new form of thought. And the form of that thought is probably what is most eloquent about it. A story can be as good as you like but what makes it stand out in the end is the relevance of its form. The form creates the meaning by forming the narrative. The Little Prince said, “Tell me a story”. The poet drew it.by Thierry Raspail, Artistic director of the Biennale de LyonThe Biennale de Lyon 2013 Novelists and screenwriters always hope they have an interesting story. These days, politicians too and advertisers are all on the look-out for a good story that can be used to influence voters and consumers. Not only are there “countless forms of narrative in the world”, as Roland Barthes would have it, but now they are everywhere and an integral part of our daily life. For the Biennale de Lyon 2013, I have invited artists from all over the world who work in the narrative field and use art to experiment with the modalities and mechanisms of storytelling. The exhibition gives pride of place to the ingenuity and inventiveness of contemporary artists in undoing mainstream narrative codes and off-the-peg plotting devices in order to tell new stories differently. The art of these artist-storytellers comes in many and varied forms and uses a wealth of Press release 3 April 2013Artistic director Thierry RaspailGuest Curator Gunnar B. KvaranProfessional preview 10 &#8211; 11 September 2013from 12 September 2013 to 05 January 2014 biennaledelyon.com1 2th Biennale de Lyon meanwhile&#8230; suddenly, and then1 /22 /2different registers, materials and techniques. So the exhibition naturally includes sculptures, paintings, fixed images, animated images, arrangements of text, arrangements of sounds and of objects in space, as well as performances. It highlights the way (or rather ‘ways’) in which young artists of today – according to whether they work in Europe, Asia, Latin America, Africa or North America – are imagining the narratives of tomorrow: narratives that do without the suspense and excitement of globalised fiction as practised in Hollywood, on television, or in the best-sellers of world literature. Theirs are totally new narratives that defamiliarise us with the world and restore the deep-rooted strangeness and complexity that classic storytelling devices have always sought to iron out or to stifle. These are art narratives that enable us to see and understand the world in a new light and more intelligibly. The young artists invited include Ed Atkins and Helen Marten from Britain, Czech artist Vaclav Magid, Americans Trisha Baga, Ian Cheng, Petra Cortright, Nate Lowman and Ryan Trecartin; Zhang Ding from China and Thiago Martins de Melo from Brasil, as well as French artists Neïl Beloufa and Lili Reynaud-Dewar.by Gunnar B. Kvaran, Guest curator of the Biennale de Lyon 2013 media pictures library Connect on www.biennaledelyon.com, press page, and ask for your accreditation to access to the pictures library.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p style="text-align: justify;">CONFERENZA STAMPA GIOVEDÌ 30 MAGGIO alle 9:30 Hotel Metropole, Venezia  (in riva degli Schiavoni)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Info e Link</span>:<br />
<span style="color: #993300;"> Inaugurazione</span>: 12 Settembre 2013 (Lione &#8211; Francia)<br />
<span style="color: #993300;"> Quando</span>: dal 12 Settembre al 5 Gennaio 2013<br />
<span style="color: #993300;"> web</span>: <a href="http://www.biennaledelyon.com/">http://www.biennaledelyon.com</a></p>
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		<title>ROBOT Festival &#8211; # DIGITAL VERTIGO / Palazzo Re Enzo, Bologna</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 21:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Art Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>roBOt festival</b> è una manifestazione di respiro internazionale incentrata sulle arti digitali e la musica elettronica, che si svolgerà dal 2 al 5 ottobre 2013 a Palazzo Re Enzo, a Bologna.
E' on line il form per partecipare a <b>call4roBOt</b>, il bando di ricerca di roBOt festival, dedicato alle arti visive (installazioni, video, animazioni, performance, fotografie, design). Il tema di questa VI edizione è <b># digitalvertigo!</b> Il comitato scientifico che seleziona i progetti per call4roBOt assegnerà un premio di 800,00 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6888"></span>E&#8217; on line il form per partecipare a call4roBOt, il bando di ricerca di roBOt festival, dedicato alle arti visive (installazioni, video, animazioni, performance, fotografie, design e autoproduzioni).  Il tema di questa VI edizione è # digitalvertigo!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6891" title="call4robot" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/05/call4robot.jpg" alt="" width="430" height="237" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per la prima volta il comitato scientifico che seleziona i progetti per call4roBOt assegnerà un premio di 800,00 euro al progetto più meritevole. Il premio è finalizzato alla partecipazione al Live Performers Meeting, che si terrà a Cape Town (ZA) nell&#8217;ottobre 2013!</p>
<p>Scarica il<a href="http://www.robotfestival.it/2013/download/call4roBOt_it.pdf" target="_blank"> bando</a> completo. Deadline 28 Giugno 2013</p>
<p>:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Info e link</span>: <a href="http://www.robotfestival.it/2013/ita/index.html" target="_blank">www.robotfestival.it</a></p>
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		<title>dal 3.5.2013 al 12.3.2013 :: Io non sono qui / Chiesa di S. Pietro Martire, Verona</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 22:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mostra fotografica “Io non sono qui”, Chiesa di S. Pietro Martire, Piazza Sant’Anastasia, Verona
3-12 maggio, h 10-13/14-18 (chiuso il lunedì mattina)
Inaugurazione, 4 maggio, h 20.30 con concerto degli Ancher
Organizzata da Legambiente Volontariato Verona (a cura di Livia Dubon)
INGRESSO GRATUITO
Legambiente Volontariato Verona è orgogliosa di presentare la mostra Io non sono qui del fotografo Veronese, Andrea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span id="more-6882"></span>Mostra fotografica “<em>Io non sono qui”</em>, Chiesa di S. Pietro Martire, Piazza Sant’Anastasia, Verona<br />
<span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">3-12 maggio, h 10-13/14-18 (chiuso il lunedì mattina)</span><br />
Inaugurazione, 4 maggio, h 20.30 con concerto degli Ancher<br />
Organizzata da <strong>Legambiente Volontariato Verona</strong> (a cura di Livia Dubon)<br />
<strong>INGRESSO GRATUITO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Legambiente Volontariato Verona è orgogliosa di presentare la mostra <em>Io non sono qui</em> del fotografo Veronese, Andrea Nuvoloni. L’esposizione, approvata dalla Direzione dei Musei di Castelvecchio e patrocinata dal Comune di Verona, rimarrà aperta dal 3 al 12 Maggio e verrà inaugurata il 4 Maggio alla presenza di Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona. A seguire concerto degli Ancher.</p>
<div id="attachment_6884" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-6884" title="e-invitation-facebook" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/04/e-invitation-facebook1.jpg" alt="" width="450" height="318" /><p class="wp-caption-text">Flayer mostra</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La mostra, inserita nella cornice del progetto <em>Salvalarte </em>di Legambiente, si augura di favorire un interesse estetico ed artistico nei confronti di luoghi nascosti e poco visitati, come la Chiesa di San Pietro Martire, e di sensibilizzare il pubblico verso la problematica del degrado di molte aree urbane. L’Ospedale psichiatrico abbandonato di Granzette (Rovigo) e l’ex-zuccherificio di San Bonifacio sono, infatti, i protagonisti di questa mostra.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Io non sono qui </em>cattura paesaggi di memorie dimenticate, poesie evocative che Nuvoloni scatta per regalarci una riflessione sull’intimo, sulle tracce emotive che lasciamo in quei luoghi che abbandoniamo. Scarpe, fotografie, una scatola “dei tesori”, archivi abbandonati, sono tutti ritratti di vite passate. Jacques Derrida direbbe che un ritratto rispetto al viso che rappresenta ritorna, nella sua immutata permanenza, come uno spettro dal passato. È la rovina della nostra sembianza. A differenza però del ritratto, che ispira un certo narcisismo melanconico, le costruzioni, una volta create, sono destinate come il nostro corpo ad invecchiare e, se non curate, diventano cicatrici.</p>
<p style="text-align: justify;">I luoghi abbandonati non sono solo <em>materia </em>ma, in quanto <em>rovine, </em>sono immagini capaci di proiettarci in un limbo temporale alla Ballard. Il fascino per le macerie non è nulla di nuovo. Brian Dillon nella sua “Breve storia della decadenza” definisce il nostro un tempo di macerie. L’estetica della rovina ha radici lontane nel rinascimento ma, solo con il XX secolo, staccandosi dalle melanconie romantiche, acquista ambigui e molteplici significati legati prima al trionfo e poi al crollo di utopie come quella modernista o di regimi come quello Sovietico. L’esplosione dei Buddha in Birmania, la distruzione delle due torri e la crisi economica globale con le sue costruzioni mai finite o abbandonate, ci presentano con irruenza questo problema.</p>
<p style="text-align: justify;">L’interesse mostrato in Italia, a distanza di trentacinque anni dalla legge Basaglia, verso ex-ospedali psichiatrici abbandonati, soggetto prevalente nella mostra, è un esempio nazionale di estetica delle rovine del XXI secolo. Vari sono i significati e i soggetti analizzati. Alcuni progetti accentuano con la post-produzione l’aspetto spettrale, mentre altri, focalizzandosi sui materiali ospedalieri, sembrano denunciare lo spreco o la malagestione che ha seguito l’abbandono di queste strutture. In questi scatti di Nuvoloni, cui bianco e nero dona una patina melanconica, prevale l’umanità assente. Ci sono i traumi, i dolori e le speranze di quelli che hanno vissuto una volta in quei luoghi. Tra le macerie, però ci auguriamo che si possano trovare anche gli elementi per immaginare il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BIOGRAFIE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Legambiente</strong>, con il progetto Salvalarte ha un duplice obiettivo: da una parte, segnalare le emergenze monumentali più a rischio e promuovere una campagna di sensibilizzazione per attivare i meccanismi per il loro recupero. Dall’altra far conoscere, promuovere e valorizzare anche quei beni culturali cosiddetti “minori”, al di fuori degli itinerari turistici tradizionali e sconosciuti al “grande pubblico”, ma non per questo meno importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">In accordo con il Comune di Verona, Direzione Musei d’Arte e Monumenti e con l’aiuto dei volontari di Legambiente è stata possibile l’apertura della <strong>Torre dei Lamberti</strong>, delle <strong>Arche Scaligere</strong> e, infine, l’apertura della chiesa gotica di <strong>San Pietro Martire</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca artistica di <strong>Andrea Nuvoloni </strong>ambisce a scomporre la realtà fotografata, a destrutturarla ed interpretarla, evidenziandone i contrasti primigeni, fatti di luci e ombre, di geometria e disordine, di vita e di morte, per fornire all&#8217;osservatore uno stimolo ad &#8220;andare oltre&#8221; l&#8217;evidenza del rappresentato e animare l&#8217;immagine ridandole la vita di cui l&#8217;otturatore l&#8217;ha privata. Nuvoloni nato a Brescia, cresce e realizza i suoi primi scatti a Verona, dove ancora oggi vive svolgendo la professione d’avvocato. Tra i premi più recenti vinti dal fotografo ci sono il BLACK AND WHITE SPIDER AWARDS (2012), finalista nelle categorie “Persone” e “Natura” e il National GeographicInternationalePhotography Contest (2010), terzo classificato nella categoria “Luoghi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni &#8211; www.andreanuvoloni.com</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>INFORMAZIONI PER LA STAMPA</strong><br />
Legambiente Verona<br />
Via Bertoni 4, Verona<br />
Tel. 0458009686<br />
Mail: salvalarteverona@gmail.com</p>
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		<title>dal 23.4.2013 al 21.7.2013 :: Empire State. Arte a New York oggi / Palazzo delle Esposizioni, Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 23:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 23 aprile 2013, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, apre “Empire State”, una mostra che si propone di esplorare i miti e le realtà mutevoli della città di New York intesa come “la nuova Roma”. L’ambiziosa rassegna intergenerazionale che occuperà le sale del Palazzo delle Esposizioni proporrà al pubblico le opere di venticinque artisti newyorkesi, tra emergenti e affermati, ciascuno dei quali sarà presentato in modo approfondito anche grazie alla presenza di lavori inediti, qui esposti per la prima volta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em><span id="more-6870"></span>Una rassegna intergenerazionale che indaga il tema del potere urbano, tracciando un quadro delle prospettive future.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il 23 aprile 2013, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, apre “Empire State”, una mostra che si propone di esplorare i miti e le realtà mutevoli della città di New York intesa come “la nuova Roma”. L’ambiziosa rassegna intergenerazionale che occuperà le sale del Palazzo delle Esposizioni proporrà al pubblico le opere di venticinque artisti newyorkesi, tra emergenti e affermati, ciascuno dei quali sarà presentato in modo approfondito anche grazie alla presenza di lavori inediti, qui esposti per la prima volta. Il percorso espositivo suggerirà i diversi modi in cui è possibile per gli artisti re-immaginare il rapporto tra la loro comunità e la città, focalizzando l’attenzione sulle eterogenee reti di potere che ne condizionano la vita. Tramite la pittura, la scultura, la fotografia, i video e le installazioni, gli artisti di “Empire State” esaminano il ruolo di New York nel contesto globale, in un momento in cui la vita urbana è ovunque oggetto di una ridefinizione sempre più veloce.</p>
<div id="attachment_6871" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-6871" title="Foto" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/04/Foto.png" alt="" width="450" height="599" /><p class="wp-caption-text">LaToya Ruby Fraizer, “Houston &amp; Lafayette New York City (Braddock PA Levi Billboard)”, 2010. Photo, cm 152,4 x 127. All images courtesy of the artist.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Concepita dal curatore britannico Sir Norman Rosenthal e da Alex Gartenfeld, curatore indipendente, scrittore ed editor residente a New York, nominato quest’anno curatore presso il Museum of Contemporary Art (MoCA) di Miami, “Empire State” rimarrà aperta al pubblico fino al 21 luglio 2013. Questo l’elenco degli artisti presenti in mostra: Michele Abeles, Uri Aran, Darren Bader, Antoine Catala, Moyra Davey, Keith Edmier, LaToya Ruby Frazier, Dan Graham, Renée Green, Wade Guyton, Shadi Habib Allah, Jeff Koons, Nate Lowman, Daniel McDonald, Bjarne Melgaard, John Miller, Takeshi Murata, Virginia Overton, Joyce Pensato, Adrian Piper, Rob Pruitt, R. H. Quaytman, Tabor Robak, Julian Schnabel e Ryan Sullivan. Le opere esposte sono per la maggior parte frutto di nuove commissioni, integrate dai lavori più significativi eseguiti in anni recenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">“Manhattan è un accumulo di possibili disastri che non avvengono mai”, ha scritto il celebre architetto e teorico Rem Koolhaas. Riguardo a New York, la leggenda più diffusa di un possibile disastro è quella della sua eclisse. Eppure, nell’era della globalizzazione, mentre gli esperti ne annunciano regolarmente il declino, la Grande Mela rimane una forza egemone delle arti visive, in costante dialogo e interazione con la più eterogenea concentrazione di artisti, musei, organizzazioni, gallerie e spazi pubblici. Dall’interno di questa struttura sociale e creativa, gli artisti di “Empire State” aprono spazi di potere e portano alla luce alcuni dei canali attraverso i quali la marea di comunicazione, immaginazione e persuasione fluisce all’interno della loro comunità per poi defluire nel mondo esterno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Il titolo della mostra fa riferimento da un lato all’inno hip-hop creato nel 2009 dal re del rap Jay-Z con la musicista Alicia Keys e dall’altro a Empire, un trattato sul capitalismo globale guidato dagli Stati Uniti, pubblicato nel 2000 da Antonio Negri e Michael Hardt. Inoltre, “Empire State” può per certi versi essere considerata la risposta del XXI secolo al celebre ciclo pittorico “The Course of Empire” di Thomas Cole, un artista americano nato in Inghilterra. Realizzate a New York tra il 1833 e il 1836, le imponenti tele di Cole raffigurano l’ascesa e il declino di una città immaginaria situata, proprio come Manhattan, alla foce di un bacino fluviale. Nel 2013, a Roma, “Empire State” utilizza allegorie simili per illustrare le trasformazioni socio-economiche degli Stati Uniti e le loro ripercussioni sul ruolo, la fiducia in sé e la distribuzione del potere nella nazione. L’Empire State Building, un tempo il grattacielo più alto del mondo, è ancora un’attrazione turistica, ma oggi la sua mole sembra piccola in confronto ai mega edifici costruiti nei centri urbani in rapida espansione in remoti angoli del mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Gli artisti di “Empire State” hanno dimestichezza con la critica istituzionale e gli studi sui media e l’economia, adottano tecniche ibride e interdisciplinari e utilizzano la tecnologia e l’astrazione per offrire nuovi modelli espressivi e interpretativi. I padiglioni a specchio di Dan Graham, ad esempio, gettano un ponte tra arte minimalista e architettura per riflettere e moltiplicare la forma umana. Nei tredici nuovi dipinti della serie “Antiquity”, Jeff Koons utilizza la tecnica con incredibile maestria per manifestare il proprio interesse nei confronti del classicismo e della mitologia greca e romana. Le nuove fotografie di Michele Abeles includono le sue vedute di installazioni, in un costante processo di revisione e adeguamento al contesto della propria autobiografia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Per una nuova e singolare opera su commissione, Keith Edmier reinventa il monumentale baldacchino barocco della basilica di San Pietro seguendo il linguaggio vernacolare dell’antica Pennsylvania Station, pietra miliare della mitologia newyorkese. Progettata da McKim, Mead &amp; White e realizzata nel 1910, all’apice della rivoluzione industriale americana, la “Penn Station” era uno straordinario capolavoro di architettura neoclassica d’impronta romana che attestava il ruolo di New York quale capitale culturale e commerciale del Nuovo Mondo. Fu ignominiosamente demolita nel 1963, al culmine della smania newyorkese per la “modernità”. Sostituita da una costruzione anonima e scomposta che ha l’effetto di un pugno in un occhio, la Penn Station sopravvive nell’immaginario collettivo come la testimonianza perduta di un impero passato e futuro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Forse però l’aspetto più importante di “Empire State” sta nel far emergere una genealogia di artisti. Dovendo confrontarsi con un mondo dell’arte che assume sempre più una dimensione imprenditoriale e si espande a livello globale come una novella Bisanzio, gli artisti stanno attivando una serie di reti in perenne movimento: relazioni, collaborazioni e scambi che vanno al di là delle barriere imposte dalla generazione, dal genere, dall’ottica o dalla tecnica individuale. Così, R. H. Quaytman propone una nuova selezione dei suoi ritratti di artisti newyorkesi, espressione visiva dell’atto del lavorare in rete e dell’invisibile disegno tracciato dal potere e dallo scambio. La mostra presenta inoltre – per la prima volta in un contesto internazionale – l’opera di Tabor Robak, la cui arte circola principalmente in rete e solleva domande fondamentali sul nostro modo di definire la comunità internazionale dell’arte e sui suoi privilegi. Gli artisti di New York non sono nuovi alla manipolazione dell’autorialità attraverso i collettivi, e un numero significativo di quelli presenti in “Empire State” sono stati coinvolti in gruppi del genere. Tra questi ultimi, Orchard, Reena Spaulings, 179 Canal e Art Club 2000.</span></p>
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		<title>DIGITAL FESTIVAL 2013 &#8211; IV edizione, Torino</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 21:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Art Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 3 al 20 maggio torna il Digital Festival, l’occasione ideale per confrontarsi su come il digitale può  aiutarci a risolvere le necessità di tutti i giorni e migliorare la qualità della vita, creare opportunità di lavoro nei vari ambiti e favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio. 
Per 16 giorni il Piemonte sarà il centro di un evento che coinvolgerà tutto il territorio italiano con momenti di confronto aperti ad esperti e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-6858"></span></p>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;">PRENDI LA VITA DIGITAL!</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;">IV° edizione del DIGITAL FESTIVAL</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;">good experience for better life</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;">dal 3 al 20 maggio 2013</div>
<div style="text-align: center;">Torino</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-6859" title="digital_festival" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/04/digital_festival.jpg" alt="" width="424" height="227" /></div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Torino, 22 aprile 2013. Dal 3 al 20 maggio torna il Digital Festival, l’occasione ideale per confrontarsi su come il digitale pu </span><span style="text-align: justify;">aiutarci a risolvere le necessità di tutti i giorni e migliorare la qualità della vita, creare opportunità di lavoro nei vari ambiti e favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio.</span></div>
<div style="text-align: center;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Organizzato dall’Associazione Luoghi di Relazione, in main partnership con Seat PG ed il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino, Confindustria Piemonte, Asseprim, Cna Torino, CDO Piemonte, FERPI, Pubblicitari Professionisti e Anitec, la quarta edizione del Digital Festival attraverserà tutta la città di Torino, ampliandosi con novità ed importanti collaborazioni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">“L&#8217;Associazione che presiedo, dichiara Stefano Saladino dell&#8217;Associazione Luoghi di Relazione, ha deciso di impegnare le proprie risorse al fine di realizzare un evento che consentisse di soddisfare i bisogni di conoscenza e di orientamento di un ampio pubblico con l&#8217;obiettivo di contribuire ad abbattere il digital divide culturale che rischia di creare nuove forme di esclusione sociale. Un&#8217;edizione nuova e rinnovata che ha raccolto il favore di un nutrito numero di partner che contribuiranno, attraverso le loro competenze ed attività, a realizzare un progetto molto ambizioso e sfidante.”</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">“Il supporto e l’impegno di Seat PG al Digital Festival sono pienamente in linea con la politica dell’azienda. Un aspetto significativo della nostra mission è quello di trasformare le potenzialità del digitale in strumenti abilitanti per la crescita e lo sviluppo del business delle aziende italiane e, in particolare, delle piccole e medie”. – ha affermato Vincenzo Santelia, AD di Seat PG – “Partecipiamo quindi al Digital Festival con entusiasmo e proattività, perché lo riteniamo un’iniziativa utile per il tessuto socio-economico, in grado di fornire ispirazione ma anche concretezza ai pubblici cui si rivolge”.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per 16 giorni il Piemonte sarà il centro di un evento che coinvolgerà tutto il territorio italiano con momenti di confronto aperti ad esperti e non, articolato su 4 filoni tematici che vedono le loro dinamiche fortemente influenzate dal DIGITALE: Job, Business, Creativity e People. 16 giorni di incontri, conferenze e workshop differenziati e trasversali per comprendere l&#8217;oggi ed immaginare concretamente il domani.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il lavoro come sfida di crescita forte e costruttiva apre il Digital Festival il 3 e 4 maggio, presso lo Spazio Mostre Regione Piemonte. Il Digital for Job si pone come un’occasione valida per orientarsi sul management 2.0, con la presenza di Marco Minghetti, Direttore Scientifico per il Management 2.0 di GSO,  coordinatore della prima giornata. Il 4 maggio si vogliono fornire gli strumenti adatti per formarsi ai paradigmi del lavoro odierni e per orientarsi alle nuove professioni digitali, raccontandole attraverso il job storytelling, favorendo il matching fra domanda e offerta, attraverso il format degli elevator pitch, con aziende che sono alla ricerca di figure professionali con competenze specifiche e con momenti dedicati all’autoimprenditorialità e alle Startup. Da segnalare inoltre un focus sul tema Donne e professioni digitali.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Passi concreti su una tematica d’attualità come quella del lavoro, che porta al secondo filone del Digital Festival, che dal 7 all’8 maggio cambia scenario e trasforma il punto di vista con il Digital for Business. Grazie a collaborazioni importanti, come Cisco, Duepuntozero Doxa, Top-Ix, Politecnico di Torino, ed altre in programma, verranno dunque analizzati e discussi i segreti del Big Data e della Mobile Revolution, del Retail e dell’E-Commerce, in una carrellata di sessioni a cui sono invitati a partecipare imprese, PA e giovani professionisti. Molteplici le modalità di partecipazione nelle location individuate ad hoc: il Museo della Radio e della Televisione RAI ed il Teatro Gobetti, con un ‘fuori porta’ presso la sede del CNA Torino, dove si parlerà di Internet per l’artigianato e la piccola impresa, a cui seguirà un workshop, organizzato da Seat PG. Il business, passione e fatica, raccontato analizzando lo scenario presente per prevedere quello di domani.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Un settore, il digitale, dove la creatività fa da protagonista. Il 9 e 10 maggio Digital for Creativity offre diverse opportunità di incontro e discussione su tutti quei vantaggi che un’alta dose di creatività pu  dare, se applicata ai bisogni ove il digitale diventa uno strumento abilitante. Ospiti nella sede di Seat PG Italia, main partner del Digital Festival, il filone Creativity vuole dare una panoramica meno tecnica e più quotidiana di temi quali Mobile User Experience, Smart City, Data Visualization e Digital Creativity for Book to the Future. La partnership con Seat Pagine Gialle permette di animare il tessuto cittadino con la seconda edizione, quarta complessivamente, del Create24, il contest creativo di 24 ore no-stop, che vedrà sfidarsi squadre young e pro nel realizzare un progetto attraverso l’uso delle arti digitali. Diversi sono i premi messi in palio per i vincitori, possibili grazie anche al contributo della Regione Piemonte e della Presidenza del Consiglio dei Ministri -  Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale; inoltre un premio speciale verrà assegnato grazie alla collaborazione fra SeatPG e Treatabit.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Immancabile l’entertainment ed il piacere di divertirsi ed imparare con le nuove tecnologie digitali. Digital for People, dall’11 al 20 maggio, ci porta a tavola con i Digital Food Days, progetto nato dalla collaborazione tra il Digital Festival e Gnammo. Un percorso che attraverso i fornelli apre ad uno dei trend più curiosi denominato ‘Social Eating’, momento ideale di interazione tra perfetti sconosciuti che hanno in comune la passione del cibo e che condivideranno le proprie conoscenze sui temi Digital grazie alla presenza di un animatore della conoscenza. Partecipare è d’obbligo, non solo alle Cene Social Eating in programma su tutto il territorio nazionale, ma anche all&#8217;evento dell’11 maggio che si svolgerà a Piazza dei Mestieri dove si terranno le finali del concorso Incontestabilmente tu! Il food contest che ti mette in gioco, già online per tutti gli aspiranti Chef. I 9 partecipanti che riceveranno più voti online, sul sito dedicato, si sfideranno durante la giornata di apertura dei Digital Food Days nelle cucine di Piazza dei Mestieri, affiancati dai ragazzi della scuola che tutti i giorni la frequentano per imparare un mestiere e appassionarsi alla vita. Il premio finale del contest? La partecipazione a #socialchefpiemonte, incontri ravvicinati 2.0 con gli chef del Piemonte insigniti di stelle Michelin, premi messi a disposizione dalla Borsa Internazionale del Turismo Enogastronomico (BITEG), evento gestito da Sviluppo Piemonte Turismo per la Regione Piemonte. Programma fitto quello dell’11 maggio, che vede conferenze, degustazioni e l’avvio ufficiale delle Cene Social Eating.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Dal cibo ai libri! Book to the Future, l&#8217;area del Salone Internazionale del Libro interamente dedicata all&#8217;editoria digitale e alle nuove tecnologie di fruizione culturale, ospiterà infatti il Digital Festival dal 16 al 20 maggio. Tra conferenze, tavole rotonde e attività realizzate all’interno dello stand, si parlerà di editoria 2.0, nuovi strumenti per la didattica e l’apprendimento, giornalismo, politica e comunicazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">A livello nazionale verrà lanciata un’innovativa caccia al tesoro, la Seat PG Connection Game, che tramite l’utilizzo di componenti digitali e analogiche, porterà le squadre partecipanti, i cui componenti potranno trovarsi in città diverse, a trovare risposta alle piccole e grandi necessità quotidiane utilizzando gli strumenti multimediali che Seat PG mette quotidianamente a disposizione di tutti i cittadini in modo assolutamente gratuito.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Un approccio esperienziale a 360° gradi, reso possibile grazie anche al filone degli Special Projects che accompagnano trasversalmente l’evento, ampliandone l’offerta culturale. In collaborazione con Esimple si potrà accedere al Virtual Festival, trasposizione dell’evento Digital Festival in un ambiente virtuale 3d immersivo ed interattivo, mentre presso la Galleria Commerciale Snos in Via Mortara, si potrà visionare dal 9 al 12 maggio la mostra Storie di uomini e di macchine, a cura di MuPIn.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Info &amp; link: http://2013.digitalfestival.net/</p>
</div>
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		<title>GORILLAZ SOUND SYSTEM dj set / VIPER THEATRE FIRENZE</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 18:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Dj set]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>

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		<description><![CDATA[Artista poliedrico ed estroso Remi Kabaka è la voce di Russel Hobbs, il percussionista virtuale della band dei Gorillaz. 
Oltre ad essere presente “virtualmente” nella band con la sua voce è anche uno dei musicisti che eseguono dal vivo i brani della nota band inglese capeggiata dal geniale Damon Albarn,  i Gorillaz appunto.
 Com'è noto la band è costituita da quattro personaggi che vivono sotto forma di animazioni: 2D, Murdoc, Noodle e Russel Hobbs.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-6836"></span></p>
<div style="text-align: center;">Decibel Eventi &amp; MDC Events<br />
presentano</p>
<p><span style="font-size: x-large;"><strong>GORILLAZ SOUND SYSTEM dj set</strong></span></p>
<p><strong>Sabato 20 aprile 2013</strong><br />
Viper Theatre (Firenze)<br />
Via Lombardia / Via Pistoiese<br />
<a href="http://www.viperclub.eu/" target="_blank">www.viperclub.eu</a></p>
<p>Apertura cancelli ore 22:30<br />
Ticket 15 euro + ddp in prevendita<br />
20 euro alla cassa (se disponibili)<br />
Prevendite Box office (<a href="http://www.boxol.it/" target="_blank">www.boxol.it</a>)<br />
Mediapartner: Differentgrooves, Goldworld, Party Addict,<br />
Busta, Love&amp;Sound, Televisione Pirata</p>
</div>
<p><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></p>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">Al Viper Theatre il percussionista e dj producer Remi Kabaka,<br />
voce del batterista della band virtuale dei Gorillaz,<br />
loro percussionista live, “aiutante” di Banksy<br />
e molto altro&#8230; </span></span></div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></span></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Comunicato stampa</span></p>
<p style="text-align: justify;">Artista poliedrico ed estroso Remi Kabaka è la voce di Russel Hobbs, il <strong>percussionista virtuale della band dei Gorillaz</strong>.<br />
Oltre ad essere presente “virtualmente” nella band con la sua voce è anche <strong>uno dei musicisti che eseguono dal vivo i brani della nota band inglese capeggiata dal geniale Damon Albarn</strong>,  i Gorillaz appunto. Com&#8217;è noto la band è costituita da quattro personaggi che vivono sotto forma di animazioni: 2D, Murdoc, Noodle e Russel Hobbs. La musica del gruppo è infatti frutto di una collaborazione tra molti artisti, essendo Damon Albarn l&#8217;unico membro permanente.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6837" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-6837" title="GSS DJ SET RusselHHmachine rid (1)" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/04/GSS-DJ-SET-RusselHHmachine-rid-1.jpg" alt="" width="450" height="635" /><p class="wp-caption-text"> Russel H Hmachine rid</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sono molti i generi musicali che influenzano la band, si va dall&#8217;alternative rock all&#8217;hip hop, passando per l&#8217;elettronica e il pop. Il <strong>Gorillaz Sound System</strong>, capeggiato da Kabaka, <strong>sabato 20 aprile li riprorrà tutti al Viper Theatre, arricchendo la sua performance con uno scenario che ci porterà a rivivere i live show della band virtuale. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Proveniente dal West London, Remi Kabaka corrisponde ad una tipologia di artista molto moderno. Nella sua biografia si legge che per qualche tempo è stato <strong>anche “aiutante” del misterioso street artist Banksy</strong> oltre ad essere stato membro della band del leggendario Bobby Womack, noto cantautore e chitarrista americano.<br />
Oltre ad essere il <strong>fondatore del progetto Gorillaz Sound System</strong> e anche <strong>una delle</strong> <strong>menti dell&#8217;Africa Express Collective </strong>e <strong>talent scout di M.I.A</strong>, la celebre cantante britannica di origine tamil autrice del brano “Paper Planes” inserito nella colonna sonora del film The Millionaire, premio oscar anche per la miglior colonna sonora.<br />
E&#8217; direttore artistico e performer sia nel GSS che nell&#8217;Africa Express Collective e <strong>si occupa della produzione musicale del DRC music,  progetto che vede protagonista lo stesso Damon Albarn e alcuni artisti della Repubblica Democratica del Congo </strong>nato per finanziare la Oxfam, confederazione di 14 organizzazioni umanitarie non governative molto attive nei Paesi del terzo mondo.<br />
E&#8217; facile trovare  Remi Kabaka in consolle nelle più disparate location: dalla Tate Modern all&#8217;Hell&#8217;s Half Acre. Possiede anche una galleria nel quartiere di Soho a Londra ed è il figlio di Remi Kebaka Senior, musicista che ha collaborato con Rolling Stones, Ginger Baker, Steve Winwood, John Martyn, Hugh Masekela, i Rhythm of the Saints di Paul Simon, e i Band on the Run di Paul McCartney.</p>
<p>Il video skit promo del Gorillaz Sound System<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=BcYtYidMdk4" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=BcYtYidMdk4</a></p>
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		<title>fino all’11.08.2013 Nam June Paik: Global Visionary / Smithsonian American Art Museum, Washington</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 00:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Le opere d'arte e le idee di <b>Nam June Paik</b>, conosciuto come il padre della videoarte, sono tra quelle che hanno maggiormente influenzato l’ultimo scorcio del ventesimo secolo e che continuano a ispirare nuove generazione di artisti. La retrospettiva <i><b>Nam June Paik: Global Visionary</b></i>, presso la  Smithsonian American Art Museum a Washington, offre una visione senza precedenti sui metodi creativi dell’artista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6824"></span>Le opere d&#8217;arte e le idee di Nam June Paik, conosciuto come il padre della videoarte, sono tra quelle che hanno maggiormente influenzato l’ultimo scorcio del ventesimo secolo e che continuano a ispirare nuove generazione di artisti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6825" class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-6825" title="Paik" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/03/Paik.jpg" alt="" width="350" height="229" /><p class="wp-caption-text">Nam June Paik, &quot;Electronic Superhighway: Continental U.S., Alaska, Hawaii&quot; (detail), 1995. fifty-one-channel video installation (including one closed-circuit television feed), custom electronics, neon lighting, steel and wood; color, sound. Approx. 180 x 480 x 48 in. Smithsonian American Art Museum. Gift of the artist © Nam June Paik Estate.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La retrospettiva <em>Nam June Paik: Global Visionary</em>, presso la  Smithsonian American Art Museum a Washington, offre una visione senza precedenti sui metodi creativi dell’artista.<br />
In mostra sono presenti opere rare e alcune tra quelle più straordinarie dell’artista, vere e proprie chiavi per comprenderne la portata internazionale della sua azione creatrice, nonché gli effetti che essa ha determinato sui successivi sviluppi dell’arte contemporanea.</p>
<p><span style="color: #993300;">Info:</span> americanart.si.edu/</p>
<p>:: ::</p>
<p style="text-align: justify;">Press Release<em><em></em></em></p>
<p style="text-align: justify;">Smithsonian American  Art Museum<br />
MRC 970 Box 37012<br />
Washington, DC 20013-7012</p>
<p style="text-align: justify;">Smithsonian American  Art Museum</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Media website: </strong>americanart.si.edu/pr</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Series of Public Programs Celebrates the Life and Art of Nam June Paik </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ryuichi Sakamoto, Award-winning Musician and Composer, To Perform April 14 </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">The Smithsonian  American Art   Museum will offer a robust series of public programs to accompany the exhibition, “Nam June Paik: Global Visionary,” on view at the museum through</p>
<p style="text-align: justify;">Aug. 11. Korean-born Paik (1932-2006), known as the “father of video art,” almost single-handedly transformed video into an artist’s medium through his sculptures, installations, videotapes and television projects. Often lacing his work with humor and collaborating with artists for public performances, Paik had a major influence on late 20th-century art and his legacy continues to inspire a new generation of artists.</p>
<p style="text-align: justify;">John G. Hanhardt, senior curator of film and media arts and the leading expert on Paik and his global influence, organized the exhibition with the assistance of Michael Mansfield, associate curator of film and media arts. Paik’s innovative spirit and playful approach to his life’s work will be celebrated in a variety of public programs ranging from scholarly lectures and gallery talks to films and family activities.</p>
<p style="text-align: justify;">A daylong celebration of Paik’s artistic legacy, “Nam June Paik: Art and Process” is scheduled for Sunday, April 14. A symposium will take place from 1 to 4 p.m. in the museum’s McEvoy Auditorium; confirmed participants include Edith Decker-Phillips, independent scholar; Stephen Vitiello, artist; Jud Yalkut, artist; Greg Zinman, independent scholar; and Hanhardt. At 4:30 p.m., Mansfield will lead a gallery talk through “Nam June Paik: Global Visionary.” From 7 to 8:30 p.m., Ryuichi Sakamoto, Academy Award- and Grammy Award-winning musician and composer, as well as Steina Vasulka, artist, and Vitiello to perform musical works by Paik or those inspired by the artist.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanhardt’s talk on Paik’s career and influence on 20th-century art, which took place Friday, Jan. 11, is available online: http://www.americanart.si.edu/multimedia/webcasts/. His discussion traces Paik’s career from early experimentations to late pioneering media art and shows how the artist transformed global visual culture. SI-537-2012 2</p>
<p style="text-align: justify;">Other programs offered during the exhibition’s presentation in Washington,  D.C., are:</p>
<p style="text-align: justify;">• Gallery talk by Mansfield, Tuesday, Feb. 12, at 6 p.m.</p>
<p style="text-align: justify;">• Film series, Wednesday, March 20, at 6:30 p.m.</p>
<p style="text-align: justify;">• Film series, Wednesday, April 24, at 6:30 p.m.</p>
<p style="text-align: justify;">• PaikBot Family Day presented in celebration of Korean Children’s Day, with family-friendly craft activities and music, Saturday, May 5, from 11:30 a.m. to 5 p.m.</p>
<p style="text-align: justify;">• Film series, Wednesday, May 15, at 6:30 p.m.</p>
<p style="text-align: justify;">• Nan June Paik’s birthday celebration, Saturday, July 20</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">More information on these and other programs, including additional film screenings and gallery talks, will be available online at americanart.si.edu/paik.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Credit</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Nam June Paik: Global Visionary” is organized by the Smithsonian American Art Museum with generous support from Sheila Duignan and Mike Wilkins; Barney A. Ebsworth; Marilou and Ken Hakuta; Maureen and Gene Kim; Korea Foundation; Wendy and Jerry H. Labowitz; Paula and Peter Lunder; Share Fund of The Community Foundation for the National Capital Region; The Starec Trust; Roselyne Chroman Swig; and the Barbara &amp; Howard Wise Endowment for the Arts.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>About the Smithsonian  American Art   Museum </strong></p>
<p style="text-align: justify;">The Smithsonian  American Art   Museum celebrates the vision and creativity of Americans with artworks in all media spanning more than three centuries. Its National Historic Landmark building is located at Eighth and F streets N.W., above the Gallery Place/Chinatown Metrorail station. Museum hours are 11:30 a.m. to 7 p.m. daily (closed Dec. 25). Admission is free. Follow the museum on Twitter, Facebook, Flickr, iTunes, ArtBabble and YouTube. Museum information (recorded):</p>
<p style="text-align: justify;">(202) 633-7970. Smithsonian Information: (202) 633-1000. Website: americanart.si.edu.</p>
<p style="text-align: justify;"># # #</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note to Editors: </strong>Selected high-resolution images for publicity only may be downloaded from americanart.si.edu/pr. Email AmericanArtPressOffice@si.edu for the password.</p>
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		<title>FutureEverything 2013: the Summit of Ideas &amp; Digital Invention</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 21:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mese di Marzo 2013, presso il Piccadilly Palace a Manchester, <b>FutureEverything</b> presenta il <b><i>Summit of Ideas &#038; Digital Inventinon</i></b>. L’evento, pressoché unico nel suo genere, è strutturato per mostrare una vasta gamma di progetti incentrati sull’innovazione digitale proposti da artisti e sviluppatori di ambito internazionale. In vista del 20° anniversario, che cade nel 2015, FutureEverything, ha progettato il vertice e la prossima edizione in maniera tale da sottolineare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6812"></span>Nel mese di Marzo 2013, presso il Piccadilly Palace a Manchester, FutureEverything presenta il <strong>Summit of Ideas &amp; Digital Inventinon.</strong><br />
L’evento, pressoché unico nel suo genere, è strutturato per mostrare una vasta gamma di progetti incentrati sull’innovazione digitale proposti da artisti e sviluppatori di ambito internazionale.<br />
In vista del 20° anniversario, che cade nel 2015, FutureEverything, ha progettato il vertice e la prossima edizione in maniera tale da sottolineare come al suo interno trovino spazio l’innovazione in tutte le sue forme, dal campo della ricerca scientifica, ai media digitali, sino all’arte e alla musica contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6813" title="futureEvrythingConference" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/03/futureEvrythingConference.jpg" alt="" width="451" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In concomitanza del vertice si svolgerà la conferenza annuale di FutureEverything, in cui si avvicenderanno una serie di relatori provenienti da tutto il mondo, tra cui spiccano quelli di Google, di Vimeo e della BBC. La  Conferenza sarà focalizzata su tre temi principali, ritenuti fondamentali nel plasmare il futuro digitale. Essi sono: <strong>Creative Code,</strong> <strong>Future Cities </strong>e <strong>The Data Society.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>:: ::<br />
</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #993300;">Info:</span> </strong><a href="http://futureeverything.org" target="_blank">http://futureeverything.org</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>dal 8.3. 2013 al 8.4.2013 :: Scritto sul corpo / E-lite studiogallery, Lecce</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6793</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6793#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 19:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Contemporanea]]></category>

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		<description><![CDATA[Una risposta “a regola d’arte” alle sollecitazioni che la società impone al sesso femminile.
 
Una collettiva nel segno delle donne: E-lite studiogallery di Lecce lancia un progetto artistico che si propone di rappresentare la complessità dell’essere donna nel terzo millennio.
 
 
Lecce, 8 marzo 2013 – Primo appuntamento con il progetto artistico “{her}Feel Like A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span id="more-6793"></span>Una risposta “a regola d’arte” alle sollecitazioni che la società impone al sesso femminile.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Una collettiva nel segno delle donne: E-lite studiogallery di Lecce lancia un progetto artistico che si propone di rappresentare la complessità dell’essere donna nel terzo millennio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lecce, 8 marzo 2013 –</strong> Primo appuntamento con il progetto artistico <strong>“</strong><strong>{</strong><strong>her</strong><strong>}</strong><strong>Feel Like A Woman”,</strong> con cui ogni anno la galleria d’arte contemporanea E-lite studiogallery presenterà una mostra collettiva che, attraverso l’individuazione di un tema e di un nucleo di artiste selezionate sul territorio nazionale, proporrà al pubblico un percorso<em> </em>il cui intento è di restituire, attraverso l’arte, un’immagine capace di rappresentare l’identità estetica e interiore della donna nel terzo millennio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il progetto prende il via presentando, <strong>venerdì 8 marzo alle ore 19,</strong> la mostra collettiva <strong>“Scritto sul corpo”,</strong> che già nel titolo – evidente richiamo al bestseller della scrittrice inglese Jeanette Winterson – rivela il tema centrale, la struttura attorno a cui la mostra si compone e si dispone: <em>“Scritto sul corpo c’è un codice segreto, visibile solo in certe condizioni di luce: quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6794" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-6794" title="ElisaAnfuso" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/02/ElisaAnfuso.jpg" alt="" width="450" height="561" /><p class="wp-caption-text">Elisa Anfuso, &quot;Tutti giù per terra&quot;, 2013. Olio su tela, 100x80 cm.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Questo il <em>fil rouge</em> che si dipana lungo il percorso espositivo attraverso il mondo del ricordo e dei legami dipinto da <strong>Elisa Anfuso </strong>e l’enigmatica dissolvenza della pittura di<strong> Anna Caruso, </strong>il racconto estatico e carnale dei quadri di<strong> Jara Marzulli </strong>e le immagini ironiche delle donne ritratte da<strong> Vania Elettra Tam, </strong>le contraddizioni dello spirito e del corpo della scultura e della grafica di <strong>Silvia Faieta </strong>e l’incontenibile innocenza e gli scenari camaleontici di quelle di<strong> Natascia Raffio, </strong>fino alle figure di<strong> Ilaria Margutti</strong>, simbolicamente ricamate per rappresentare le trame della nostra esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sette talentuose e giovani artiste che stanno ottenendo successo e favore di critica in ambito nazionale e internazionale e che, in un dialogo di stili e di linguaggi artistici diversi, mettono in scena un racconto emozionale che promette di lasciare il segno nel pubblico. Più di venti opere, di cui undici create appositamente per la mostra,</strong> alternano visioni e punti di vista, per analizzare la molteplicità, l&#8217;enigmaticità, la profondità del significato della corporeità, di quel desiderio dell’altro, di quello scambio e legame tra due o più “esseri” che sembra sia migrato fuori da noi, nello spazio virtuale, in quel luogo/realtà che più di ogni altra cosa, oggi, ci definisce e ci appartiene.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nella negazione del contatto tra i corpi si determina, spesso, persino la negazione del proprio stesso corpo. Eppure, fuori e dentro la realtà virtuale, assistiamo a un rincorrersi di messaggi e immagini in cui è proprio il corpo a essere rappresentato e a rappresentare, in un ritmo assillante di muti simulacri cui noi tutti dovremmo tendere. E, in questo scenario, il corpo femminile appare sempre più come un succulento territorio di caccia per azioni di <em>manipolazione</em> fatte in nome di una presunta libertà conquistata che nella sostanza si rivela, invece, oggetto di un processo che conduce alla spersonalizzazione, all&#8217;indebolimento degli individui e dei loro rapporti, che diventano sempre più strumentali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Una mostra, il cui intento è di rappresentare il corpo femminile come modo di intendere l’esistenza, come una mappa da esplorare, dall’epidermide al mistero dell’animo; un corpo espressione del linguaggio d’amore, “supporto” su cui è incisa la nostra storia. Un corpo che è identità pulsante, che è vita e che genera la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La mostra, realizzata da <strong>E-lite studiogallery</strong> e promossa dal <strong>Comune di Lecce – settore Cultura, </strong>è accompagnata dal testo critico di <strong>Francesca De Filippi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sponsor d’eccezione:<strong> Nicolì Costruzioni; Mokaffè; Vestas Hotels &amp; Resort; Leone de Castris, vitivinicoltori dal 1665.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mostra collettiva di arte contemporanea </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Titolo: </strong>Scritto sul corpo</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Artisti: </strong>Elisa Anfuso; Anna Caruso; Silvia Faieta; Ilaria Margutti; Jara Marzulli;          Natascia Raffio; Vania Elettra Tam</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Progetto a cura di: </strong>Flavia Lanza</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Testo critico: </strong>Francesca De Filippi</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Periodo mostra:</strong> dal 8/3/2013 al 8/4/2013<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inaugurazione:</strong> venerdì 8 marzo ore 19 | <strong>ingresso libero</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dove: </strong>E-lite studiogallery | Corte San Blasio 1c | Lecce |</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Orario e giorni apertura: </strong>martedì &#8211; sabato: 9 &#8211; 12.30 e 17 – 21, domenica: 17 – 21 Lunedì chiuso. Ingresso gratuito</p>
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		<title>dal 1.3.2013 al 31.3.2013 :: Bookillers Anatomie di un&#8217;ipovisione / Biblioteca Nazionale Universitaria, Torino</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 19:37:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’acaro dei libri chiamato cheyletus doctus o book-mite è un previsto  mangiacarte, un orribile e instancabile divoratore di pagine. L’acaro  dei libri elettronici detto imprecisamente bug è imprevedibile,  inaspettato e dispettoso. Entrambi hanno occhi curiosi e mobili ma sono  ipovedenti: l’acutezza visiva è limitata. Vedono la preda, un pezzo di  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6788"></span>L’acaro dei libri chiamato cheyletus doctus o book-mite è un previsto  mangiacarte, un orribile e instancabile divoratore di pagine. L’acaro  dei libri elettronici detto imprecisamente bug è imprevedibile,  inaspettato e dispettoso. Entrambi hanno occhi curiosi e mobili ma sono  ipovedenti: l’acutezza visiva è limitata. Vedono la preda, un pezzo di  virgola, un accento tonico, una vocale o, viva l’abbondanza, una  consonante. Mai abbracciano per intero  una parola e tanto meno una riga  o una frase. Non mettono bene a fuoco, o almeno, focalizzano solo  porzioni di realtà e di fantasia, di idee e di pensieri. Non vedono  l’intera composizione in modo simultaneo ma osservano un elemento alla  volta. Nel baco (bug) e nell’acaro, ignari dell’alfabeto,  la percezione  è passiva, inintenzionale. Hanno pochi muscoli ciliari, non aumentano  né diminuiscono il cristallino per una corretta messa a fuoco. Elaborano  poco, non hanno giudizio visivo, né creatività. Mangiano e distruggono  guidati da attese basate solo sulla visione periferica; attaccano i  margini delle lettere senza vedere orizzonti o angoli. Vivono in zone  d’ombra, non cercano significati quando si fissano sulle lettere che  incertamente focalizzano. Fissano lettera per lettera, obnubilati dalla  fame. Percepiscono in modo vago, indovinano, frammentano ma non  prevedono, né capiscono. E dimenticano, non immagazzinando, parole e  cose. Però esplorano indefessi e mordono. Così cancellano sapere e  storia, scienza e conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6789" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-6789" title="bookillers" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/02/bookillers.jpg" alt="" width="400" height="320" /><p class="wp-caption-text">Andrea Battaglini, &quot;Bookillers Anatomie di un&#39;ipovisione&quot;</p></div>
<p>:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Info &amp; Link:</span> <a href="http://www.bnto.librari.beniculturali.it/" target="_blank">www.bnto.librari.beniculturali.it</a></p>
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		<title>14TH INTERNATIONAL COMPUTER GRAPHIC CONFERENCE :: 15 &#8211; 18 Ottobre 2013, Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 18:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Computer Animation Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Art Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[14TH INTERNATIONAL COMPUTER GRAPHIC CONFERENCE &#8211; TORINO
 
VIEW CONFERENCE ANNUNCIA PREMI IN DENARO PER I VINCITORI DEL CONTEST 2013
www.viewconference.it

Torino, Italia (Venerdì 8 Febbraio 2013). La più importante conferenza italiana dedicata all&#8217;animazione digitale ha aperto i bandi per partecipare a quattro diversi contest: VIEW AWARD, VIEW SOCIAL CONTEST, VIEW AWARD GAME e ITALIANMIX.
&#8211; VIEW AWARD: http://viewconference.it/view-awards-2013/langswitch_lang/en/
Aperto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6782"></span><strong>14TH INTERNATIONAL COMPUTER GRAPHIC CONFERENCE &#8211; TORINO</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VIEW CONFERENCE ANNUNCIA PREMI IN DENARO PER I VINCITORI DEL CONTEST 2013<br />
<a href="http://www.viewconference.it/" target="_blank">www.viewconference.it</a></strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6783" title="view2013_comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/02/view2013_comp.jpg" alt="" width="452" height="224" /></p>
<p style="text-align: justify;">Torino, Italia (Venerdì 8 Febbraio 2013). La più importante conferenza italiana dedicata all&#8217;animazione digitale ha aperto i bandi per partecipare a quattro diversi contest: VIEW AWARD, VIEW SOCIAL CONTEST, VIEW AWARD GAME e ITALIANMIX.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; VIEW AWARD: <a href="http://viewconference.it/view-awards-2013/langswitch_lang/en/" target="_blank">http://viewconference.it/view-awards-2013/langswitch_lang/en/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Aperto a studenti e non studenti: le categorie del VIEW Award includono Miglior Cortometraggio, Miglior Design, Miglior Personaggio e Migliori Effetti Speciali Digitali. Tutti i partecipanti nelle varie categorie concorrono automaticamente per il VIEW Award. I vincitori saranno inseriti nella raccolta in dvd &#8220;BEST of VIEW&#8221; che verrà successivamente proposto da alcuni dei nostri importanti festival partner. I vincitori del premio principale riceveranno 2.000 Euro.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;VIEW SOCIAL CONTEST: <a href="http://viewconference.it/view-social-contest" target="_blank">http://viewconference.it/view-social-contest</a></p>
<p style="text-align: justify;">Celebrando il potere della tecnologia al servizio della società, il contest si suddivide in quattro diverse categorie: Miglior Gioco, Migliore Art Design, Migliore Architettura, Miglior Musica. Il vincitore del premio principale riceverà 1,500 Euro.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;VIEW AWARD GAME: <a href="http://viewconference.it/view-award-game" target="_blank">http://viewconference.it/view-award-game</a></p>
<p style="text-align: justify;">Le categorie di questo contest sono Miglior Gioco, Migliore Art Design, Migliore Architettura, Miglior Musica. Sono ammessi progetti individuali o di gruppo per qualunque piattaforma e di qualunque formato. Il vincitore del premio principale riceverà un INTOUS5 Touch M Tablet messo a disposizione da Wacom.</p>
<p style="text-align: justify;">(<a href="http://www.wacom.eu/index2.asp?pid=8001&amp;lang=it">http://www.wacom.eu/index2.asp?pid=8001&amp;lang=it</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;ITALIANMIX: <a href="http://viewconference.it/italianmix-2013" target="_blank">http://viewconference.it/italianmix-2013</a><br />
Questo contest promuove opere innovative, originali e creative di qualunque genere e in qualunque tecnica, realizzate da registi italiani oppure che abbiano l&#8217;Italia come oggetto, tema o ambientazione. Il vincitore del premio principale riceverà un INTOUS5 Touch M Tablet messo a disposizione da Wacom. I selezionati saranno anche inseriti nel programma di VIEWFest e nella raccolta in dvd &#8220;BEST of VIEW&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i vincitori dei contest verranno annunciati nel corso di VIEW CONFERENCE 2013, in programma dal 15 al 18 ottobre. Tutti i corti che saranno selezionati verranno proiettati nel corso del nostro festival del cinema digitale, VIEWFest, che precederà la VIEW Conference dall&#8217;11 al 13 Ottobre a Torino.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno, VIEWFest, evento internazionale ed evoluzione italiana di Resfest, celebra il cinema in 3D e l&#8217;animazione. L&#8217;appuntamento precede la VIEW Conference, che riunisce molti dei migliori professionisti nel campo degli effetti visivi, dell&#8217;animazione, del sound design, della produzione e dello sviluppodi videogiochi, che condividono le loro esperienze con i partecipanti alla conferenza.<br />
Unisciti a noi quest&#8217;anno nella splendida città di Torino per VIEWFest, dall&#8217;11 al 13 ottobre, e per la 14^ edizione di VIEW Conference, dal 15 al 18 ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;">La scadenza per partecipare a tutti i contest è fissata per il giorno 15 Settembre 2013.<br />
Visitare il sito ufficiale di VIEW Conference all&#8217;indirizzo <a href="http://viewconference.it/" target="_blank">http://viewconference.it</a> per scaricare i form e per avere maggiori dettagli.</p>
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		<title>Magmart &#8211; International Videoart Festival. Video under volcano VIII edition extended deadline!</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 20:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flash]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[
Magmart &#124; video under volcano VIII edition extended deadline. Until March 31.
Info &#38; Link: http://www.magmart.it
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-6802"></span></p>
<div id="attachment_6807" class="wp-caption alignleft" style="width: 282px"><img class="size-full wp-image-6807" title="logo_magmart_8" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/02/logo_magmart_8.jpg" alt="" width="272" height="222" /><p class="wp-caption-text">Logo Magmart</p></div>
<p>Magmart | video under volcano VIII edition extended deadline. Until March 31.</p>
<p><span style="color: #993300;">Info &amp; Link: </span>http://www.magmart.it</p>
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		<title>“Lux Inaccessib​ilis” Nicola Evangelist​i 25-26 gennaio, Chiostro di San Domenico a Bologna</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 19:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 25 gennaio, alle ore 18, all’interno del Chiostro di San Domenico a Bologna,
Face Creative Link, network creativo multidisciplinare, presenta la videoproiezione interattiva “Lux Inaccessibilis” dell’artista Nicola Evangelisti, uno dei protagonisti della Light Art internazionale
 

Nel contesto di Arte Fiera e in occasione di Art City White Night, Francesca Nanni di Face Creative Link, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span id="more-6770"></span>Venerdì 25 gennaio, alle ore 18, all’interno del Chiostro di San Domenico a Bologna,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Face Creative Link, network creativo multidisciplinare, presenta la videoproiezione interattiva “Lux Inaccessibilis” dell’artista Nicola Evangelisti,</strong> <strong>uno dei protagonisti della Light Art internazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/01/Invito_ultimissimo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6771" title="Invito_ultimissimo" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/01/Invito_ultimissimo.jpg" alt="" width="512" height="379" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel contesto di Arte Fiera e in occasione di Art City White Night, Francesca Nanni di Face Creative Link, in collaborazione con Olivia Spatola, presenta nel chiostro della Basilica di San Domenico a Bologna la mostra-evento “Lux Inaccessibilis” di Nicola Evangelisti, in collaborazione con Fabio Bozzetto, scenografo e videomaker.</p>
<p style="text-align: justify;">Lux Inaccessibilis si ispira al Crocefisso della Basilica di San Domenico, celeberrima opera del Maestro Giunta Pisano, riconosciuto dalla critica come il primo pittore italiano a rinnovare nella prima metà del Duecento l&#8217;iconografia tradizionale della croce ricercandone un nuovo schema di raffigurazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dall’opera del maestro Pisano, Nicola Evangelisti realizza un’evoluzione della croce in chiave contemporanea, riprendendone la struttura geometrica, rielaborandola con l’utilizzo della grafica digitale ed ottenendo una suggestiva sintesi strutturale. Una croce di luce, proiettata sull’esterno dell’abside del chiostro, che varia di forma e colore in tempo reale per mezzo di tecnologie digitali ed in base alle frequenze sonore ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;">In Lux Inaccessibilis la ricerca della sacralità si esprime attraverso la luce, le proporzioni geometriche e la perfezione dei rapporti matematici dell’immagine.</p>
<p style="text-align: justify;">La luce dell’opera è “vera luce” e non più simbolo o rappresentazione pittorica e, all’interno di un luogo di culto, diventa LUX impalpabile ed inaccessibile.</p>
<p style="text-align: justify;">La video proiezione interattiva rispetta lo spazio del chiostro, valorizzandolo e trasformandolo in maniera effimera come fosse un affresco digitale, una nuova pelle elettronica e dinamica che si sovrappone all’architettura storica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sonorità medioevali reinterpretate in chiave contemporanea e realizzate dal sound designer Jan Maio, interagiscono con l’opera Lux Inaccessibilis fino a fondersi con essa in un unicum multimediale.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra si svolge all’interno del Chiostro della Basilica di San Domenico a Bologna, luogo di grande valore storico e culturale, normalmente chiuso al pubblico e che solo per questo evento si apre alla città.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inaugurazione: Venerdì 25 gennaio 2013 ore 18,00</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Apertura al pubblico per Art City White Night:  26 gennaio 2013 dalle ore 18,00 alle ore 24,00</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiostro di San Domenico – Piazza San Domenico, 13 &#8211; Bologna</strong></p>
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