<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ARTKERNEL &#187; Editoriale</title>
	<atom:link href="http://www.artkernel.com/?cat=520&#038;feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.artkernel.com</link>
	<description>arte e new media</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Jul 2026 10:42:55 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Arte Fiera 2014 &#8211; Bologna</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=7008</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=7008#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2014 20:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Dubon Bohlig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=7008</guid>
		<description><![CDATA[<b>Un’esplosione di eventi ha animato Bologna dove si è appena conclusa la 38esima edizione di Arte Fiera.  Con le sue 172 gallerie, oltre 2000 opere esposte, un numero crescente di visitatori rispetto alla scorsa edizione, nuove sezioni e partnership, questa manifestazione si propone come un reale evento di riferimento per il sistema dell'Arte italiana e per tutti i collezionisti e appassionati d'arte.
Merito anche dell'ampliamento del numero delle sezioni di Arte Fiera e delle scelte dei due direttori artistici Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti [...]</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-7008"></span></p>
<div style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Un’esplosione di eventi ha animato <strong>Bologna</strong> dove si è appena conclusa la <strong>38esima edizione di Arte Fiera</strong>.  Con le sue 172 gallerie, oltre 2000 opere esposte, un numero crescente di visitatori rispetto alla scorsa edizione, nuove sezioni e partnership, questa manifestazione si propone come un reale evento di riferimento per il sistema dell&#8217;Arte italiana e per tutti i collezionisti e appassionati d&#8217;arte.<br />
Merito anche dell&#8217;ampliamento del numero delle sezioni di Arte Fiera e delle scelte dei due direttori artistici, <strong>Claudio Spadoni</strong> e <strong>Giorgio Verzotti</strong>, che hanno promosso una nuova impostazione curatoriale mirata a favorire la molteplicità di forme d’arte.</span></p>
<div id="attachment_7020" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img title="ArteFiera2014_comp" class="size-full wp-image-7020 " src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2014/02/ArteFiera2014_comp.jpg" alt="" width="450" height="300" /><p class="wp-caption-text">Overview Arte Fiera 2014. </p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"> Per la prima volta compare una sezione interamente dedicata alla seconda metà dell’800, una sezione dedicata agli inchiostri cinesi e, in collaborazione con Mia Art Fair, una dedicata alla fotografia.<br />
Lo Special Focus è sull&#8217;Est Europeo, la cui curatela è affidata al direttore del NABA di Milano, Marco Scotini, che in questi giorni sta curando anche “Il Piedistallo Vuoto. Fantasmi dall’Est Europa”, presso il Museo Civico Archeologico di Bologna sino al 16 Febbraio.<br />
Una visione caleidoscopica ricca di elementi di qualità e di eleganza, a cui tuttavia, manca un po&#8217; di quella sana spettacolarità e giocosità che vivacizza altre manifestazioni europee simili.<br />
Si apprezza la presenza di gallerie che propongono progetti sperimentali come quello della ZAK Project di Monterigioni con le opere poetiche di Laura Bisotti, che con le sue diverse trame ci traccia una mappa tra memoria e paesaggio. Sempre alla ZAK, le muffe del duo Ttozoi danno voce alla vita organica della tela e alla silenziosa vitalità creativa della natura, celebrando l’armonia intrinseca della casualità, ricordando il grande maestro Pollock o il più recente artista persiano-olandese Navid Nuur.</span></p>
<div id="attachment_7022" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img title="02_artefiera2014_comp" class="size-full wp-image-7022" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2014/02/02_artefiera2014_comp.jpg" alt="" width="450" height="299" /><p class="wp-caption-text">Overview  Arte Fiera 2014</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;"><br />
Anche la galleria Studio Trisorio di Napoli propone uno stand ricco di stimoli con una onirica installazione della famosa artista tedesca Rebecca Horn e i video di John Wood &amp; Paul Harrison artisti di Bristol, esposti anche alla Tate di Londra, che indagano con ironia l’interazione tra spazio e figura umana.<br />
Tra le opere proposte dalla Goethe di Bolzano c’è il tocco di colore dei finissimi collage digitali di Giovanni Castell, ricchi di riferimenti letterari.</span></p>
<div id="attachment_7025" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img title="camparesi" class="size-full wp-image-7025" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2014/02/camparesi.jpg" alt="" width="450" height="576" /><p class="wp-caption-text">Silvia Camparesi, &quot;Apice #4-5&quot;, 2013. Giclée print and kirigami intervention; cm 24x36, angle framed Edition- 3 + 1.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">La z2o di Roma, dopo Moving Image a Londra, propone l’esplorazione immaginifica di luoghi reali e fittizi di Silvia Camparesi.  La Camparesi, applica la tecnica orientale della carta piegata alla fotografia, dando vita a una nuova dimensione nello spazio e del nostro rapporto con esso. Nella sezione “Solo Show” la mostra monografica del collettivo italiano con base a Berlino, Blue and Joy, ci regala una riflessione giocosa sul significato dell’arte ai nostri giorni.<br />
Dopo l’omaggio all’Arte Povera fatto dalla direttrice artistica di Documenta (13), Carol Christov-Bakargiev, non poteva mancare una presenza importante come quella di Boetti e di Penone. Le proposte della fiera sono veramente tante, che siate in cerca di nuovi talenti o alla riscoperta di quelli vecchi, Arte Fiera vi aspetta il prossimo anno per fornirvi il barometro dell’arte moderna e contemporanea e del mercato italiano.</span></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=7008</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Scienza della Natura – Materia in movimento / MAXXI, Roma</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6941</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6941#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 21:01:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6941</guid>
		<description><![CDATA[<b>La Scienza della Natura – Materia in movimento</b>.
Una mostra/installazione che conclude il ciclo <b>Nature</b> con cui il <b>MAXXI</b> sperimenta un diverso modo di intendere le mostre monografiche.
Si sceglie la via del confronto per raccontare l'orientamento delle ricerche più avanzate dell’architettura contemporanea.
L’installazione site specific realizzata da <b>UNStudio</b> presenta alcuni tra i più conosciuti e numerosi progetti degli architetti olandesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6942" class="wp-caption alignnone" style="width: 560px"><span id="more-6941"></span><br />
<img class="size-full wp-image-6942" title="UNStudio" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/10/UNStudio.jpg" alt="" width="550" height="404" /><p class="wp-caption-text">UNStudio, Museo Mercedes-Benz, Stoccarda, DE</p></div><br />
<br />&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">
<p>Nature 04/04 UNStudio<br />
5 dicembre 2013 – 13 aprile 2104<br />
La Scienza della Natura – Materia in movimento<br />
MAXXI Galleria 2a, Roma<br />
a cura di Alessandro D’Onofrio</p>
<p>La mostra/installazione La Scienza della Natura – Materia in movimento conclude il ciclo Nature con cui il MAXXI sperimenta un diverso modo di intendere le mostre monografiche, scegliendo la via del confronto per raccontare gli indirizzi delle ricerche più avanzate dell’architettura contemporanea.</p>
<p>L’installazione site specific progettata dallo studio di architetti olandesi UNStudio presenta alcuni dei progetti delle loro numerose e note realizzazioni.</p>
<p>Coinvolgendo il pubblico in un confronto dinamico e stimolante, il gruppo UNStudio mette in discussione il concetto tradizionale della mostra architettonica: lo stesso oggetto esposto non è solo una vetrina, un oggetto da guardare, ma interagisce con il visitatore, richiede il suo ruolo attivo per costruire un’esperienza speciale e sorprendente.</p>
<p>La mostra indaga questo tema, i modi in cui il movimento, lo spazio e la prospettiva informano lo spazio e il modo in cui i visitatori fisicamente sperimentano gli effetti di questi tre determinanti parametri architettonici.</p>
<p>Il ciclo Nature è a cura di Pippo Ciorra<br />
4 mostre/installazioni<br />
01 Francesco Venezia 25 febbraio – 30 aprile 2011<br />
02 West 8 20 maggio – 21 agosto 2011<br />
03 Alberto Campo Baeza 9 settembre – 6 novembre 2011<br />
04 UNStudio 5 dicembre 2013 -13 aprile 2104</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6941</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ROBOT Festival &#8211; # DIGITAL VERTIGO / Palazzo Re Enzo, Bologna</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6888</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6888#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 21:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Art Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6888</guid>
		<description><![CDATA[<b>roBOt festival</b> è una manifestazione di respiro internazionale incentrata sulle arti digitali e la musica elettronica, che si svolgerà dal 2 al 5 ottobre 2013 a Palazzo Re Enzo, a Bologna.
E' on line il form per partecipare a <b>call4roBOt</b>, il bando di ricerca di roBOt festival, dedicato alle arti visive (installazioni, video, animazioni, performance, fotografie, design). Il tema di questa VI edizione è <b># digitalvertigo!</b> Il comitato scientifico che seleziona i progetti per call4roBOt assegnerà un premio di 800,00 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6888"></span>E&#8217; on line il form per partecipare a call4roBOt, il bando di ricerca di roBOt festival, dedicato alle arti visive (installazioni, video, animazioni, performance, fotografie, design e autoproduzioni).  Il tema di questa VI edizione è # digitalvertigo!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6891" title="call4robot" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/05/call4robot.jpg" alt="" width="430" height="237" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per la prima volta il comitato scientifico che seleziona i progetti per call4roBOt assegnerà un premio di 800,00 euro al progetto più meritevole. Il premio è finalizzato alla partecipazione al Live Performers Meeting, che si terrà a Cape Town (ZA) nell&#8217;ottobre 2013!</p>
<p>Scarica il<a href="http://www.robotfestival.it/2013/download/call4roBOt_it.pdf" target="_blank"> bando</a> completo. Deadline 28 Giugno 2013</p>
<p>:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Info e link</span>: <a href="http://www.robotfestival.it/2013/ita/index.html" target="_blank">www.robotfestival.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6888</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>dal 23.4.2013 al 21.7.2013 :: Empire State. Arte a New York oggi / Palazzo delle Esposizioni, Roma</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6870</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6870#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 23:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6870</guid>
		<description><![CDATA[Il 23 aprile 2013, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, apre “Empire State”, una mostra che si propone di esplorare i miti e le realtà mutevoli della città di New York intesa come “la nuova Roma”. L’ambiziosa rassegna intergenerazionale che occuperà le sale del Palazzo delle Esposizioni proporrà al pubblico le opere di venticinque artisti newyorkesi, tra emergenti e affermati, ciascuno dei quali sarà presentato in modo approfondito anche grazie alla presenza di lavori inediti, qui esposti per la prima volta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em><span id="more-6870"></span>Una rassegna intergenerazionale che indaga il tema del potere urbano, tracciando un quadro delle prospettive future.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il 23 aprile 2013, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, apre “Empire State”, una mostra che si propone di esplorare i miti e le realtà mutevoli della città di New York intesa come “la nuova Roma”. L’ambiziosa rassegna intergenerazionale che occuperà le sale del Palazzo delle Esposizioni proporrà al pubblico le opere di venticinque artisti newyorkesi, tra emergenti e affermati, ciascuno dei quali sarà presentato in modo approfondito anche grazie alla presenza di lavori inediti, qui esposti per la prima volta. Il percorso espositivo suggerirà i diversi modi in cui è possibile per gli artisti re-immaginare il rapporto tra la loro comunità e la città, focalizzando l’attenzione sulle eterogenee reti di potere che ne condizionano la vita. Tramite la pittura, la scultura, la fotografia, i video e le installazioni, gli artisti di “Empire State” esaminano il ruolo di New York nel contesto globale, in un momento in cui la vita urbana è ovunque oggetto di una ridefinizione sempre più veloce.</p>
<div id="attachment_6871" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-6871" title="Foto" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/04/Foto.png" alt="" width="450" height="599" /><p class="wp-caption-text">LaToya Ruby Fraizer, “Houston &amp; Lafayette New York City (Braddock PA Levi Billboard)”, 2010. Photo, cm 152,4 x 127. All images courtesy of the artist.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Concepita dal curatore britannico Sir Norman Rosenthal e da Alex Gartenfeld, curatore indipendente, scrittore ed editor residente a New York, nominato quest’anno curatore presso il Museum of Contemporary Art (MoCA) di Miami, “Empire State” rimarrà aperta al pubblico fino al 21 luglio 2013. Questo l’elenco degli artisti presenti in mostra: Michele Abeles, Uri Aran, Darren Bader, Antoine Catala, Moyra Davey, Keith Edmier, LaToya Ruby Frazier, Dan Graham, Renée Green, Wade Guyton, Shadi Habib Allah, Jeff Koons, Nate Lowman, Daniel McDonald, Bjarne Melgaard, John Miller, Takeshi Murata, Virginia Overton, Joyce Pensato, Adrian Piper, Rob Pruitt, R. H. Quaytman, Tabor Robak, Julian Schnabel e Ryan Sullivan. Le opere esposte sono per la maggior parte frutto di nuove commissioni, integrate dai lavori più significativi eseguiti in anni recenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">“Manhattan è un accumulo di possibili disastri che non avvengono mai”, ha scritto il celebre architetto e teorico Rem Koolhaas. Riguardo a New York, la leggenda più diffusa di un possibile disastro è quella della sua eclisse. Eppure, nell’era della globalizzazione, mentre gli esperti ne annunciano regolarmente il declino, la Grande Mela rimane una forza egemone delle arti visive, in costante dialogo e interazione con la più eterogenea concentrazione di artisti, musei, organizzazioni, gallerie e spazi pubblici. Dall’interno di questa struttura sociale e creativa, gli artisti di “Empire State” aprono spazi di potere e portano alla luce alcuni dei canali attraverso i quali la marea di comunicazione, immaginazione e persuasione fluisce all’interno della loro comunità per poi defluire nel mondo esterno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Il titolo della mostra fa riferimento da un lato all’inno hip-hop creato nel 2009 dal re del rap Jay-Z con la musicista Alicia Keys e dall’altro a Empire, un trattato sul capitalismo globale guidato dagli Stati Uniti, pubblicato nel 2000 da Antonio Negri e Michael Hardt. Inoltre, “Empire State” può per certi versi essere considerata la risposta del XXI secolo al celebre ciclo pittorico “The Course of Empire” di Thomas Cole, un artista americano nato in Inghilterra. Realizzate a New York tra il 1833 e il 1836, le imponenti tele di Cole raffigurano l’ascesa e il declino di una città immaginaria situata, proprio come Manhattan, alla foce di un bacino fluviale. Nel 2013, a Roma, “Empire State” utilizza allegorie simili per illustrare le trasformazioni socio-economiche degli Stati Uniti e le loro ripercussioni sul ruolo, la fiducia in sé e la distribuzione del potere nella nazione. L’Empire State Building, un tempo il grattacielo più alto del mondo, è ancora un’attrazione turistica, ma oggi la sua mole sembra piccola in confronto ai mega edifici costruiti nei centri urbani in rapida espansione in remoti angoli del mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Gli artisti di “Empire State” hanno dimestichezza con la critica istituzionale e gli studi sui media e l’economia, adottano tecniche ibride e interdisciplinari e utilizzano la tecnologia e l’astrazione per offrire nuovi modelli espressivi e interpretativi. I padiglioni a specchio di Dan Graham, ad esempio, gettano un ponte tra arte minimalista e architettura per riflettere e moltiplicare la forma umana. Nei tredici nuovi dipinti della serie “Antiquity”, Jeff Koons utilizza la tecnica con incredibile maestria per manifestare il proprio interesse nei confronti del classicismo e della mitologia greca e romana. Le nuove fotografie di Michele Abeles includono le sue vedute di installazioni, in un costante processo di revisione e adeguamento al contesto della propria autobiografia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Per una nuova e singolare opera su commissione, Keith Edmier reinventa il monumentale baldacchino barocco della basilica di San Pietro seguendo il linguaggio vernacolare dell’antica Pennsylvania Station, pietra miliare della mitologia newyorkese. Progettata da McKim, Mead &amp; White e realizzata nel 1910, all’apice della rivoluzione industriale americana, la “Penn Station” era uno straordinario capolavoro di architettura neoclassica d’impronta romana che attestava il ruolo di New York quale capitale culturale e commerciale del Nuovo Mondo. Fu ignominiosamente demolita nel 1963, al culmine della smania newyorkese per la “modernità”. Sostituita da una costruzione anonima e scomposta che ha l’effetto di un pugno in un occhio, la Penn Station sopravvive nell’immaginario collettivo come la testimonianza perduta di un impero passato e futuro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Forse però l’aspetto più importante di “Empire State” sta nel far emergere una genealogia di artisti. Dovendo confrontarsi con un mondo dell’arte che assume sempre più una dimensione imprenditoriale e si espande a livello globale come una novella Bisanzio, gli artisti stanno attivando una serie di reti in perenne movimento: relazioni, collaborazioni e scambi che vanno al di là delle barriere imposte dalla generazione, dal genere, dall’ottica o dalla tecnica individuale. Così, R. H. Quaytman propone una nuova selezione dei suoi ritratti di artisti newyorkesi, espressione visiva dell’atto del lavorare in rete e dell’invisibile disegno tracciato dal potere e dallo scambio. La mostra presenta inoltre – per la prima volta in un contesto internazionale – l’opera di Tabor Robak, la cui arte circola principalmente in rete e solleva domande fondamentali sul nostro modo di definire la comunità internazionale dell’arte e sui suoi privilegi. Gli artisti di New York non sono nuovi alla manipolazione dell’autorialità attraverso i collettivi, e un numero significativo di quelli presenti in “Empire State” sono stati coinvolti in gruppi del genere. Tra questi ultimi, Orchard, Reena Spaulings, 179 Canal e Art Club 2000.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6870</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GORILLAZ SOUND SYSTEM dj set / VIPER THEATRE FIRENZE</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6836</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6836#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 18:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Dj set]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6836</guid>
		<description><![CDATA[Artista poliedrico ed estroso Remi Kabaka è la voce di Russel Hobbs, il percussionista virtuale della band dei Gorillaz. 
Oltre ad essere presente “virtualmente” nella band con la sua voce è anche uno dei musicisti che eseguono dal vivo i brani della nota band inglese capeggiata dal geniale Damon Albarn,  i Gorillaz appunto.
 Com'è noto la band è costituita da quattro personaggi che vivono sotto forma di animazioni: 2D, Murdoc, Noodle e Russel Hobbs.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-6836"></span></p>
<div style="text-align: center;">Decibel Eventi &amp; MDC Events<br />
presentano</p>
<p><span style="font-size: x-large;"><strong>GORILLAZ SOUND SYSTEM dj set</strong></span></p>
<p><strong>Sabato 20 aprile 2013</strong><br />
Viper Theatre (Firenze)<br />
Via Lombardia / Via Pistoiese<br />
<a href="http://www.viperclub.eu/" target="_blank">www.viperclub.eu</a></p>
<p>Apertura cancelli ore 22:30<br />
Ticket 15 euro + ddp in prevendita<br />
20 euro alla cassa (se disponibili)<br />
Prevendite Box office (<a href="http://www.boxol.it/" target="_blank">www.boxol.it</a>)<br />
Mediapartner: Differentgrooves, Goldworld, Party Addict,<br />
Busta, Love&amp;Sound, Televisione Pirata</p>
</div>
<p><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></p>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">Al Viper Theatre il percussionista e dj producer Remi Kabaka,<br />
voce del batterista della band virtuale dei Gorillaz,<br />
loro percussionista live, “aiutante” di Banksy<br />
e molto altro&#8230; </span></span></div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></span></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Comunicato stampa</span></p>
<p style="text-align: justify;">Artista poliedrico ed estroso Remi Kabaka è la voce di Russel Hobbs, il <strong>percussionista virtuale della band dei Gorillaz</strong>.<br />
Oltre ad essere presente “virtualmente” nella band con la sua voce è anche <strong>uno dei musicisti che eseguono dal vivo i brani della nota band inglese capeggiata dal geniale Damon Albarn</strong>,  i Gorillaz appunto. Com&#8217;è noto la band è costituita da quattro personaggi che vivono sotto forma di animazioni: 2D, Murdoc, Noodle e Russel Hobbs. La musica del gruppo è infatti frutto di una collaborazione tra molti artisti, essendo Damon Albarn l&#8217;unico membro permanente.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6837" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-6837" title="GSS DJ SET RusselHHmachine rid (1)" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/04/GSS-DJ-SET-RusselHHmachine-rid-1.jpg" alt="" width="450" height="635" /><p class="wp-caption-text"> Russel H Hmachine rid</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sono molti i generi musicali che influenzano la band, si va dall&#8217;alternative rock all&#8217;hip hop, passando per l&#8217;elettronica e il pop. Il <strong>Gorillaz Sound System</strong>, capeggiato da Kabaka, <strong>sabato 20 aprile li riprorrà tutti al Viper Theatre, arricchendo la sua performance con uno scenario che ci porterà a rivivere i live show della band virtuale. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Proveniente dal West London, Remi Kabaka corrisponde ad una tipologia di artista molto moderno. Nella sua biografia si legge che per qualche tempo è stato <strong>anche “aiutante” del misterioso street artist Banksy</strong> oltre ad essere stato membro della band del leggendario Bobby Womack, noto cantautore e chitarrista americano.<br />
Oltre ad essere il <strong>fondatore del progetto Gorillaz Sound System</strong> e anche <strong>una delle</strong> <strong>menti dell&#8217;Africa Express Collective </strong>e <strong>talent scout di M.I.A</strong>, la celebre cantante britannica di origine tamil autrice del brano “Paper Planes” inserito nella colonna sonora del film The Millionaire, premio oscar anche per la miglior colonna sonora.<br />
E&#8217; direttore artistico e performer sia nel GSS che nell&#8217;Africa Express Collective e <strong>si occupa della produzione musicale del DRC music,  progetto che vede protagonista lo stesso Damon Albarn e alcuni artisti della Repubblica Democratica del Congo </strong>nato per finanziare la Oxfam, confederazione di 14 organizzazioni umanitarie non governative molto attive nei Paesi del terzo mondo.<br />
E&#8217; facile trovare  Remi Kabaka in consolle nelle più disparate location: dalla Tate Modern all&#8217;Hell&#8217;s Half Acre. Possiede anche una galleria nel quartiere di Soho a Londra ed è il figlio di Remi Kebaka Senior, musicista che ha collaborato con Rolling Stones, Ginger Baker, Steve Winwood, John Martyn, Hugh Masekela, i Rhythm of the Saints di Paul Simon, e i Band on the Run di Paul McCartney.</p>
<p>Il video skit promo del Gorillaz Sound System<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=BcYtYidMdk4" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=BcYtYidMdk4</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6836</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>FutureEverything 2013: the Summit of Ideas &amp; Digital Invention</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6812</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6812#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 21:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[electronic and media arts]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6812</guid>
		<description><![CDATA[Nel mese di Marzo 2013, presso il Piccadilly Palace a Manchester, <b>FutureEverything</b> presenta il <b><i>Summit of Ideas &#038; Digital Inventinon</i></b>. L’evento, pressoché unico nel suo genere, è strutturato per mostrare una vasta gamma di progetti incentrati sull’innovazione digitale proposti da artisti e sviluppatori di ambito internazionale. In vista del 20° anniversario, che cade nel 2015, FutureEverything, ha progettato il vertice e la prossima edizione in maniera tale da sottolineare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6812"></span>Nel mese di Marzo 2013, presso il Piccadilly Palace a Manchester, FutureEverything presenta il <strong>Summit of Ideas &amp; Digital Inventinon.</strong><br />
L’evento, pressoché unico nel suo genere, è strutturato per mostrare una vasta gamma di progetti incentrati sull’innovazione digitale proposti da artisti e sviluppatori di ambito internazionale.<br />
In vista del 20° anniversario, che cade nel 2015, FutureEverything, ha progettato il vertice e la prossima edizione in maniera tale da sottolineare come al suo interno trovino spazio l’innovazione in tutte le sue forme, dal campo della ricerca scientifica, ai media digitali, sino all’arte e alla musica contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6813" title="futureEvrythingConference" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2013/03/futureEvrythingConference.jpg" alt="" width="451" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In concomitanza del vertice si svolgerà la conferenza annuale di FutureEverything, in cui si avvicenderanno una serie di relatori provenienti da tutto il mondo, tra cui spiccano quelli di Google, di Vimeo e della BBC. La  Conferenza sarà focalizzata su tre temi principali, ritenuti fondamentali nel plasmare il futuro digitale. Essi sono: <strong>Creative Code,</strong> <strong>Future Cities </strong>e <strong>The Data Society.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>:: ::<br />
</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #993300;">Info:</span> </strong><a href="http://futureeverything.org" target="_blank">http://futureeverything.org</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6812</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Agenda Decibel per il 2013</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6760</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6760#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 16:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6760</guid>
		<description><![CDATA[La prima tappa italiana del Rave age tour di Vitalic, la presentazione live del nuovo disco dei Darkstar, il ritorno di Adam Beyer, Aphrodite e Trentemøller, il connubio Dettman &#038; Blawan, il nuovo live tour dei Noisia e la techno di Joseph Capriati. Questi i primi nomi presenti nell'Agenda Decibel 2013. Confermati ticket low cost contro la crisi. 
La tanto bramata “Agenda Decibel” prende finalmente forma portando con sé date esclusive, alcune conferme e molte new entry. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tanto bramata “Agenda Decibel” prende finalmente forma portando con sé date esclusive, alcune conferme e molte new entry.<br />
Il 19 gennaio la già annunciata <strong>prima tappa del Rave Age Tour di Vitalic</strong> (Viper Theatre), a seguire <strong>il ritorno di Adam Beyer</strong>,  personalità di spicco nel panonorama techno europeo che Sabato 2 febbraio sarà ospite del Kindergarten di Bologna con il suo extended set.<br />
Nel secondo mese e terzo mese dell&#8217;anno la programmazione di Decibel si sposta totalmente nel capoluogo felsineo; l&#8217;8 febbraio <strong>il ritorno di Aphrodite</strong> al Kindergarten, mentre il 15 febbraio qualcosa su cui vale la pena soffermarsi un po&#8217; di più, ovvero <strong>l&#8217;arrivo dei Darkstar</strong> a La scuderia di Bologna. <strong>Durante questa tappa il trio elettronico inglese presenterà </strong><em><strong>Timeaway</strong></em><strong>, nuovo album in uscita a febbraio per la prestigiosa Warp Records</strong>.</p>
<p>Il 2 marzo <strong>T</strong><strong>rentemøller</strong>, producer danese a cui si deve l&#8217;affermazione della <em>minimal</em> a livello mondiale torna a scaldare la pista del Kindergarten, mentre l&#8217;8 marzo sarà la volta di <strong>Marcell Dettman e Blawan.</strong> Il primo è uno dei nomi più caldi del momento in ambito techno, sia  come produttore che come remixer. Ne danno ampia testimonianza i dj set  nei club e festival più importanti al mondo, i singoli per Ostgut Ton e  per la sua etichetta MDR. Il secondo nel 2012 è stato nominato artista  dell&#8217;anno da Bleep.com ed è attivo su label come Hessle Audio, Warp e  R&amp;S. Sperimentatore sempre intento a ridefinire i confini dei generi tradizionali dell’elettronica grazie ad incredibile mix di house,  techno e dubstep, <strong>Blawan</strong> s’è presto fatto un nome anche come dj, grazie alla sue esibizioni nei principali festival europei.</p>
<p><strong>Il 22 marzo sarà invece la volta dei Noisia</strong>, veri e propri maestri nell’arte di ridurre in poltiglia il ritmo,  centrifugare il suono e proporre a tutti uno straordinario mix di  drum’n’bass, breakcore ed hip hop.</p>
<p><strong>Chiude il calendario Joseph Capriati</strong>,  astro nascente della techno del terzo millennio attivo sulle etichette <strong>Drumcode</strong> e <strong>CLR </strong><strong>nonché protagonista di un memorabile </strong>extended set (10 maggio &#8211; Kindergarten).</p>
<p>Con questo ultimo nome si conclude il primo  aggiornamento del calendario 2013 di Decibel Eventi, ma attenzione&#8230;  nelle prossime settimane potrebbero esserci interessanti novità. Per info e aggiornamenti in tempo reale consultare il sito <a href="http://www.decibeleventi.com" target="_blank">www.decibeleventi.com</a> o la pagina facebook <a href="http://www.facebook.com/decibel.eventi" target="_blank">www.facebook.com/decibel.eventi</a></p>
<p>Le location</p>
<p>Kindergarten &#8211; (Bologna) &#8211; <a rel="nofollow" href="http://www.derkindergarten.it/" target="_blank">www.derkindergarten.it<br />
</a><a rel="nofollow" href="http://www.derkindergarten.it/" target="_blank">Viper Theatre &#8211; (Firenze) &#8211; </a><a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.viperclub.eu&amp;h=XAQFXnKHd&amp;s=1" target="_blank">www.viperclub.eu<br />
</a><a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.viperclub.eu&amp;h=XAQFXnKHd&amp;s=1" target="_blank">La Scuderia – (Bologna) &#8211; www.lascuderia.bo.it<br />
</a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.derkindergarten.it/" target="_blank"><br />
</a></p>
<p>Il calendario<br />
19 Gennaio &#8211; VITALIC – Viper Theatre (Firenze) ticket 15 / 18 €<br />
2 Febbraio &#8211; ADAM BEYER extended set – Kindergarten (Bologna) ticket 12 / 18 / 22 €<br />
8 Febbraio – APHRODITE &#8211; Kindergarten (Bologna) ticket 10 / 13 €<br />
15 Febbraio &#8211; DARKSTAR &#8211; La Scuderia (Bologna) ticket n.p.<br />
2 Marzo &#8211; TRENTEMØLLER – Kindergarten (Bologna) ticket n.p.<br />
8 Marzo &#8211; MARCELL DETTMAN + BLAWAN – Kindergarten (Bologna) ticket 12 / 18 / 22 €<br />
22 Marzo &#8211; NOISIA &#8211; Kindergarten (Bologna) ticket n.p.<br />
10 maggio – JOSEPH CAPRIATI extended set – Kindergarten (Bologna) ticket n.p.</p>
<p>Decibel Eventi</p>
<p>Press Office &amp; Communication<br />
<span style="color: #888888;"><span style="color: #888888;">Lorenzo Migno | <a href="mailto:lorenzomigno@gmail.com" target="_blank">lorenzomigno@gmail.com</a><br />
<a href="tel:%2B39%20339%2047%2036%20584" target="_blank">+39 339 47 36 584</a><br />
</span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6760</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Three Gates :: dal 15 al 17 novembre / Hanmi Gallery, Londra</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6701</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6701#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2012 17:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6701</guid>
		<description><![CDATA[Apre domani, 14 novembre, Three Gates, presso la londinese Hanmi Gallery. Curata da Livia Dubon e Seihee Shon,  Three Gates, esplora le valenze semantiche di alcuni portali della mitologia classica in rapporto all’immaginario contemporaneo. L’idea portante della mostra verte su un concetto di porta, che pur non indagandone le qualità architettoniche su quelle fa, tuttavia, perno. La componente connotativa presa in considerazione, forse più intrigante di quella architettonica, è di natura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6701"></span>Apre domani, 14 novembre, <em>Three Gates</em>, presso la londinese Hanmi Gallery. Curata da Livia Dubon e Seihee Shon,  <em>Three Gates</em>, esplora le valenze semantiche di alcuni portali della mitologia classica in rapporto all’immaginario contemporaneo.<br />
L’idea portante della mostra verte su un concetto di porta, che pur non indagandone le qualità architettoniche su quelle fa, tuttavia, perno.<br />
La componente connotativa presa in considerazione, forse più intrigante di quella architettonica, è di natura puramente metafisica. La porta come apertura o antro di passaggio, un non luogo che consente il passaggio dalla dimensione terrena a una dimensione altra.<br />
L’attenzione delle curatrici si è focalizzata su tre particolari tipi di porta, tra i più significativi della tradizione culturale occidentale. Ovvero, la leggendaria ‘porta d’avorio’ di omerica memoria (Odissea XIX.560), quale via d’accesso ai sogni fallaci; le “colonne d’Ercole”, che nell’antica Grecia indicano il limite estremo del mondo conosciuto, e simbolicamente rappresentano un’apertura, per i più audaci, verso l’ignoto; per ultimo lo “Specchio”, oggetto affascinante che per le note caratteristiche fisiche è legato sin dall’antichità al tema del doppio e dell’universo alternativo.<br />
Lo specchio come porta, come passaggio tra mondi paralleli, si ritrova spesso nella letteratura e della cinematografia fantastica dello scorso secolo. Accesso agli inferi nell’<em>Orhpée </em>(1949) di Jean Cocteau, via di transito verso un mondo magico in <em>Le avventure di</em> <em>Alice nel paese delle meraviglie</em> (1865) di Lewis Carroll.<br />
In altri casi, lo specchio è quella porta che mette in comunicazione la dimensione fisica con quella psichica, come narra il mito di Narciso. In tutti casi attraverso lo specchio si entra nel campo dell’immaginario, dell’onirico e del psichico, in cui la realtà sfugge al raziocinio.<br />
Quali interpretazioni può fornire la nostra società su questi tre portali?<br />
A tale domanda tentano di rispondere le installazioni esposte alla Hanmi Gallery.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Elvira d&#8217;Angelo</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>:: ::</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #993300;">Comunicato stampa</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #993300;"><br />
</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #993300;"> </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_6704" class="wp-caption alignnone" style="width: 647px"><img class="size-full wp-image-6704" title="three-gates" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/11/three-gates.jpg" alt="" width="637" height="334" /><p class="wp-caption-text">Flyer dell&#39;evento</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Exhibition: 15 – 17 November<br />
Private View: 14 November 6.00 &#8211; 9.00 PM</p>
<p>Curated by Livia Dubon and Seihee Shon</p>
<p style="text-align: justify;">HANMI GALLERY is pleased to announce its 13th interim exhibition, ‘Three Gates.’ Mythical gateways into other worlds have appeared throughout human history, from the culture of the ancient Egyptians through to contemporary comics and science fiction movies. Via these portals, humans can enter the realms of the dead, of deities and of grotesque or magical beings; they can also attain profound mystical experiences and altered states of consciousness. Inspired by famous gates in mythology, the exhibition ‘Three Gates’ explores the physical and psychological ‘spaces’, which we inhabit and explore in contemporary society.</p>
<p>Artists: Andrew Campbell, Alessandra Ferrini, Juyoung Lee, Nastja Rönkkö, Hanae Utamura, Eva Lis</p>
<p>Event:<br />
14 November, 6.00-8.00 PM &#8211; Opening Performance &#8216;Touch&#8217; by Nastja Rönkkö</p>
<p>16 November, 5.00-7.00 PM &#8211; Performance &#8216;Touch&#8217; by Nastja Rönkkö / 6.30 PM &#8211; Hypnotherapy Talk &#8216;The Wizard of Us&#8217; (Speaker: Deborah Marshall-Warren, Deputy Chair of the National Hypnotherapy Society) Deborah Marshall-Warren reveals the truth about hypnosis and therapy, and talks about The Wizard of Us &#8211; inspired by the movie &#8220;The Wizard of Oz&#8221;. Deborah takes us through a whirlwind journey of symbolism that takes us down various paths in our quest to find our heart&#8217;s desire.</p>
<p>17 November, 2.00 PM &#8211; Artist Talk &#8216;Beyond the Pillars of  Hercules&#8217; (Speaker: Eva Lis, Artist) / 3.00-5.00 PM &#8211; Performance &#8216;Touch&#8217; by Nastja Rönkkö</p>
<p>Admission Free<br />
Opening Hours: 12.00 &#8211; 6.00 PM<br />
Tube: Warren Street, Goodge Street</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6701</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MARIO &amp; CONCETTO POZZATI :: dal 9.9.2012 al 21.10.2012 / Villa Contarini Giovanelli Venier, Vo’Vecchio (PD)</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6629</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6629#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 13:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6629</guid>
		<description><![CDATA[Nella sede della splendida Villa Contarini Giovanelli Venier di Vo’ Vecchio (PD), recentemente restaurata, saranno inaugurate le mostre di Mario Pozzati e del figlio Concetto. Dal 1933 al 1942 infatti la villa fu di proprietà dei Pozzati dove nel 1935 nacque Concetto.
A soli vent'anni Mario Pozzati (1888-1947) ottiene i primi successi artistici come bozzettista e cartellonista pubblicitario, vincendo anche importanti concorsi; del 1914 è la serie di manifesti per Ettore Petrolini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6629"></span>Il 9 settembre 2012, alle ore 11, nella sede della splendida Villa Contarini &#8211; Giovanelli &#8211; Venier di Vo’ Vecchio (PD), recentemente restaurata, saranno inaugurate le mostre di Mario Pozzati e del figlio Concetto. Dal 1933 al 1942 infatti la villa fu di proprietà dei Pozzati dove nel 1935 nacque Concetto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6637" class="wp-caption alignnone" style="width: 463px"><img class="size-full wp-image-6637" title="villa_giovannelli" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/06/villa_giovannelli1.jpg" alt="" width="453" height="680" /><p class="wp-caption-text">Villa Contarini Giovanelli Venier, sede dell&#39;eveto.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In occasione dell’evento, con la collaborazione della fondazione Pozzati e la cura dell’editore Maretti, verrà realizzato un catalogo a colori con riproduzione di  tutte le opere in esposizione e testi di Mario, Concetto e Maura Pozzati, Silvia Evangelisti e Claudio Spadoni.<br />
Il catalogo, oltre che nella sede della mostra sarà reperibile nelle librerie.</p>
<p style="text-align: justify;">MARIO POZZATI</p>
<p style="text-align: justify;">Mario Pozzati (1888-1947) si diploma nel 1908 all’Accademia di Belle Arti di Bologna a soli vent’anni, ed ottiene i primi successi artistici come bozzettista e cartellonista pubblicitario, vincendo anche importanti concorsi; del 1914 è la serie di manifesti per Ettore Petrolini.<br />
Già in questi anni giovanili frequenta gli ambienti culturali più vivaci, legge “Lacerba” e “L’Italia Futurista”, “La Brigata”, “La Raccolta” e “Valori Plastici”; collabora con i periodici (“Il gatto nero” e “Avanscoperta”), stringe amicizia con scrittori e artisti quali Campana, Raimondi, Binazzi, Savinio, De Chirico, De Pisis, Carrà, Morandi, Sironi, Guidi, Corsi, Arturo Martini.</p>
<p style="text-align: justify;">A questi anni datano i suoi primi dipinti e disegni; negli anni venti si dedica prevalentemente e con grande successo alla grafica pubblicitaria trascorrendo tre anni in Argentina tramite un accordo di lavoro con l’agenzia “Pum en el ojo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Torna in Italia nel 1931 e poco dopo deciso a dedicarsi totalmente alla pittura, si ritira sui Colli Euganei dove lavora in voluto isolamento, partecipando raramente ad esposizioni pubbliche, tranne che alle quadriennali e a qualche mostra con il gruppo “Cronache”.<br />
Tra le più importanti antologiche e retrospettive vanno ricordate, oltre alla Biennale veneziana del ’48, la grande mostra di Bologna organizzata a Palazzo Re Enzo nel 1945, la postuma a Palazzo Montanari nel ‘48 organizzata dalla Francesco Francia, e l’antologica al Museo Civico di Bologna nel 1987.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre mostre:<br />
•	personale alla Galleria La scaletta di Bologna nel 1958;<br />
•	“Pittura bolognese del 900” Museo di Belgrado 1968;<br />
•	“Maestri Italiani” Galleria Il cancello, Bologna 1961,<br />
•	“Pittura bolognese del ‘900”, Museo di Belgrado 1968,<br />
•	 “La metafisica: Gli anni venti”, Galleria d’Arte Moderna, Bologna 1980,<br />
•	“La critica dell’arte, Mario e Concetto Pozzati”, Galleria d’Arte Moderna , Ancona 1981,<br />
•	“I Pozzati: Mario, Sepo, Concetto” Galleria 56 , Bologna 1983 e a Palazzo Bellini, Comacchio 1990,<br />
•	personale al Museo Morandi, Bologna 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">Il museo Boldini di Ferrara gli dedica una sala permanente adiacente a quella di Melli e De Pisis. La sua pittura di solidi volumi e di vigoroso impianto architettonico, percorsa da una vena espressionista che deforma la materia; materia che a volte prende il soppravvento sulla forma stessa con esiti che sembrano preannunciare la poetica informale.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosi definisce la sua pittura Carlo Carrà, nella presentazione della sala personale dedicata a Pozzati alla biennale del 1948 e curata da Roberto Longhi, Giorgio Morandi e Carrà stesso: “Non vi è in lui l’espressione tendenziosa di una teoria artistica, ma una appassionata ricerca personale il cui obbiettivo può dirsi la spiritualizzazione del reale. L’accentuazione plastica prende rilievo nel gioco delle linee e delle masse […] Costante è il riferimento a una sintesi espressiva dei dati concomitanti di colore e di forma, i due elementi che sono il presupposto di ogni valida creazione figurativa”.</p>
<p style="text-align: justify;">CONCETTO POZZATI</p>
<p style="text-align: justify;">Concetto Pozzati è nato il 1 Dicembre 1935 a Vo’ Vecchio e risiede a Bologna.<br />
Studia architettura e pubblicità.<br />
Dal 1956 al 1967 insegna grafica pubblicitaria.<br />
Dal 1967 al 1973 insegna all’Accademia di Belle Arti di Urbino, della quale è stato anche direttore, successivamente a Venezia, Firenze e a Bologna.<br />
Assessore alla Cultura del Comune di Bologna dal 1993 al 1996.<br />
Nel 1998 è stato direttore artistico della “Casa del Mantegna” di Mantova.<br />
Nel 2005 riceve il sigillo d’Ateneo dell’Università di Bologna.</p>
<p style="text-align: justify;">Pozzati è stato da sempre un investigatore del linguaggio della pittura, una pittura energetica, sedimentata e acuta, come ha dimostrato nei diversi e molteplici cicli della sua lunga vicenda creativa: una storia pittorica tra le più significative di questo ultimo cinquantennio. Protagonista nei secondi anni cinquanta della “nouvelle figuration” Pozzati diviene poi uno dei maggiori rappresentanti della “pop art” italiana.<br />
Dagli anni sessanta in poi il suo linguaggio, fatto di continue commistioni, contaminazioni, di incroci culturali, di memorie, diviene sempre più individuale e riconoscibile attraverso la pittura “assolutamente irrinunciabile” anche nel periodo della sperimentazione e nella elaborazione dei materiali più disparati.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 1955 ha partecipato alle principali manifestazioni nazionali ed internazionali<br />
Quadriennali di Roma  (1959, 1965, 1973, 1974, 1986)<br />
Biennali di Venezia (1964, 1972, 1982, 2007, 2009)<br />
Biennali di S. Paolo del Brasile nel (1963, 1994)<br />
Biennale di Tokio (1963)<br />
Biennale di Parigi (1969)<br />
a Dokumenta di Kassel (1964)</p>
<p style="text-align: justify;">alle rassegne Italiane di Mosca, Belgrado, Bucarest, Copenhagen, Rotterdam, Ginevra, Città del Messico, Marsiglia, Vienna, Barcellona, Bremen, Johannesburg, Chicago, Parigi, Londra, Atene, Zurigo, Bradford, Kyoto, Tolosa, Francoforte, Berlino, Sarajevo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tiene personali a Bologna, Milano, Torino, Verona, Genova, Napoli, Firenze, Venezia, Trieste, Dusseldorf, Belgrado, Zagabria, Graz, Lubiana, New York, Friburgo, Johannesburg, Bremen, Parigi, Basilea, Bruxelles, Amsterdam, Tokio, Francoforte, Ulm, Bonn, Copenhagen, S. Paolo del Brasile, Valencia, Barcellona, Montecarlo, Madrid, Mosca</p>
<p style="text-align: justify;">antologica 1968   Palazzo della Pilotta a Parma<br />
antologica 1974   Palazzo Grassi a Venezia<br />
antologica 1976   Palazzo delle Esposizioni a Roma<br />
antologica 1976   Padiglione d’Arte Contemporanea a Ferrara<br />
antologica 1986   Museo Forti a Verona<br />
personale   1987   Museo S. Paolo del Brasile<br />
antologica 1991    Musei di Bologna e Modena<br />
antologica 1993    International Centre of Graphic arts a Lubiana<br />
personale   1993   Cankarjev Dom a Lubiana<br />
Ventè Museum a Tokio<br />
antologica 1996   Rocca Malatestiana a Fano<br />
Palazzo Lazzarini a Pesaro<br />
antologica 1997   Palazzo Massari a Ferrara<br />
Pinacoteca dei Concordi a Rovigo<br />
antologica 1999   Galleria Civica d’Arte Moderna a Termoli<br />
Centro S. Apollonia a Venezia<br />
antologica 2005   CSAC Università  Palazzo della Pilotta a Parma<br />
Museo Frisacco ad Udine</p>
<p style="text-align: justify;">2005 “Torture” Castello di Arceto in collaborazione con Palazzo Magnani a Reggio Emilia<br />
2006 “Biblioteca di segni : Travestimenti” Galleria d’Arte Moderna a Faenza<br />
“De posizioni” Museo Magazzini del Sale Cervia<br />
2007 “De posizioni”  Museo Morandi a Bologna<br />
2008 “Ciao Roberta” Chiesa di S. Stae a Venezia<br />
“A casa mia” Sala dei Battuti a Conegliano<br />
“Ciao Roberta” Museo Civico Archeologico a Bologna<br />
2010 “Tempo sospeso” Museo d’ Arte a Ravenna<br />
2012 “Cornice cieca” Museo CAMEC a La Spezia</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Info &amp; Link:<br />
<span style="color: #993300;">Sede</span>: <span style="color: #000000;">Villa Contarini Giovanelli Venier &#8211; Vo’Vecchio (PD)</span><br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: <span style="color: #000000;">Dal 9.9.2012 al 21.10.2012</span><br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: <span style="color: #000000;">Dal Martedì al Venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Sabato e Domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00. Lunedì chiuso.<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><span style="color: #000000;">:: ::<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6629</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Inter-Facing the Archive.The Media Art Portal netzspannung.org :: dal 23.6 al 16.9.2012 / ZKM Medialounge, Karlsruhe</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6565</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6565#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 17:45:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6565</guid>
		<description><![CDATA[The exhibition “Inter-Facing the Archive” is Monika Fleischmann’s and Wolfgang Strauss’s artistic and scientific contribution to the Digital Archive. 
[...] Up to 150.000 international visitors access over 200 hours of Tele-Lectures and experimental study and teaching modules per month. Over 2.500 descriptions of works, texts, pictures and videos drawn from art design, music and computer science are available in the area “Archives”, and the e-Teaching platform.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6565"></span>The exhibition “Inter-Facing the Archive” is Monika Fleischmann’s and Wolfgang Strauss’s artistic and scientific contribution to the Digital Archive. Using the example of the media-art platform netzspannung.org, “Knowledge Discovery Tools” are presented which develop the Digital Media Art Archive by way of semantic knowledge maps and audio-visual data-streams.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6566" class="wp-caption alignnone" style="width: 463px"><img class="size-full wp-image-6566" title="zkm_comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/06/zkm_comp.jpg" alt="" width="453" height="302" /><p class="wp-caption-text">Inter-Facing the Archive. The Media Art Portal | netzspannung.org.  Monika Fleischmann, Wolfgang Strauss, “Digital Sparks Matrix”, 2007. Vista dell’installazione presso lo ZKM Medialounge, Karlsruhe. installation view. © Monika Fleischmann, Wolfgang Strauss. Photo: Marcus Meyer</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">“Netzspannung.org and its groundbreaking interfaces create cognitive and data structures. What has been created here is a model for an international educational infrastructure that deserves imitation.” (Peter Weibel)</p>
<p style="text-align: justify;">In most cases, that which has been concealed in digital archives is represented in lists and other index-card-like digital archives. As much as this form may be expedient for scientists, it has far less inspiring effects through the Internet, and on exhibition visitors.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://netzspannung.org/index_en_static.html" target="blank">Netzspannung.org</a> has been online since 2001, and offers multiple accesses to valuable sources of knowledge. One interface here comprises the rubric “Tele-Lectures” by scientists and artists. Up to 150.000 international visitors access over 200 hours of Tele-Lectures and experimental study and teaching modules per month. Over 2.500 descriptions of works, texts, pictures and videos drawn from art design, music and computer science are available in the area “Archives”, and the e-Teaching platform. With current affairs, the rubric “Media Art Research” shows, among others, the extent to which artistic work is a research activity.</p>
<p style="text-align: justify;">At the same time, Monika Fleischmann and Wolfgang Strauss develop not only new processes of data acquisition, but also scenographically orchestrate the archive for the exhibition space. Thus, the “Media-stream Browser” transforms the passive archive into an interactive flow of information containing pictures and texts. The “Semantic Map” facilitates a visual navigation, and, with the aid of the semantic map, makes possible an individual discovery of interrelations and connections.</p>
<p style="text-align: justify;">In his publication “100 Products of the Future”, physicist and Nobel Laureate Theodor W. Hänsch counts the “Semantic Map” among the pioneering ideas destined to transform our lives.</p>
<p style="text-align: justify;">Info &amp; link:<br />
<a href="http://netzspannung.org/index_en_static.html" target="blank"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Info &amp; link</span>:<br />
June 23–September 16, 2012<br />
ZKM Medialounge, Karlsruhe<br />
Admission free<br />
<a href="http://netzspannung.org/index_en_static.html" target="blank">netzspannung.org</a> | <a href="http://medienfluss.netzspannung.org/" target="blank">medienfluss.netzspannung.org</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Netzspannung.org was developed under the supervision of Monika Fleischmann and Wolfgang Strauss at MARS Exploratory Media Lab at the Fraunhofer IAIS, and was funded by BMBF.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6565</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;arte combinatoria della &#8220;Fotografia Postmoderna&#8221; / di Chiara Micol Schiona</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6530</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6530#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 11:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Micol Schiona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6530</guid>
		<description><![CDATA[[...] Il fulcro di questa estetica fotografica appare il citazionismo che, erede dell'arte concettuale degli anni settanta, si ripropone come esaurimento delle spinte utopiche delle avanguardie storiche, verso una trasformazione della creatività in forme già prodotte, dove il ready made duchampiano si trasforma in metalinguaggio. Prime fra tutti furono Barbara Kruger con le sue immagini-installazioni tratte da giornali di vari periodi intrise di slogan politici-filosofici, e Sherry Levine con il suo ready made culturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il postmoderno è legato all&#8217;esperienza di una rottura o di una crisi che coinvolge la dimensione artistica dove si tende a cancellare la differenza fra estetico e tecnico mentre in fotografia vi è una trasformazione creativa, una ripetizione differente di ciò che viene definito &#8220;moderno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il termine &#8220;postmoderno&#8221; inizia a divenire un termine chiave nel dibattito artistico a partire dagli anni settanta nel momento in cui nell&#8217;arte e nella fotografia si fanno propri i concetti di &#8220;simulacro&#8221; proprio di Jean Boudrillard, e di &#8220;decostruzione&#8221; teorizzato da Jacques Derrida: si dà via libera alla citazione, dell’assemblaggio, dell’ipertesto, al nomadismo stilistico, alle nuove tecnologie e al virtuale. «[...] occorre precisare un&#8217;altra importante questione, di cui chiunque esamini l&#8217;arte dei nostri giorni dovrebbe tener conto: oggi, a differenza di quanto accadeva ancora una cinquantina d&#8217;anni fa, la pittura e la scultura d&#8217;avanguardia non sono più derelitte, ignorate, osteggiate. Anche se continua ad essere cibo artistico di una scarsa élite, anche se continua a non interessare il grosso pubblico (salvo che in pochissimi casi isolati divenuti ormai di dominio dei rotocalchi, come Picasso o Dalì), anche se è tuttora accusata di incomprensibilità, di ermetismo, di mala fede d parte di qualche critivco retrogrado, quat&#8217;arte, dico, possiede un vasto, vastissimo mercato; è innestata sopra un ampio e spesso potente giro di interessi, di contratti, di commerci [...]»<a href="#_edn1">[i]</a> Sembra il prodromo di ciò che nel 1979 sancisce nell&#8217;arte fotografica l&#8217;epoca del postmoderno: la mostra <em>Fabricated to be Photographed</em> curata da Van Deren Coke al MoMA di San Francisco; oggi al Victoria&amp;Albert Museum di Londra con la mostra <em>Signs of a Struggle: Photography in the Wake of Postmodernism</em> si cerca di delineare i punti cardine di un &#8220;movimento&#8221; che in fotografia abbraccia almeno tre decadi e fornisce un ricco terreno di indagine sulla natura stessa della rappresentazione. Tra i primi teorici del postmoderno troviamo Ihab Hassan «Dioniso e Cupido sono entrambi agenti di cambiamento [...] Qualcuno potrà dire che il cambiamento è violenza, e la violenza è continua sia sotto forma di Horror che di High Camp»<a href="#_edn2">[ii]</a>. Questo concetto sembra facilmente applicabile all&#8217;opera fotografica degli ultimi 30 anni: si hanno fotografie che si riferiscono a loro stesse, ad altri media e testi, al concetto stesso di &#8220;rimediazione&#8221;, che perdono fluidità, dal punto di vista formale e concettuale. Succede in tutto l&#8217;ambiente artistico, non solo nella fotografia, assistiamo a ibridazioni di generi e a combinazioni che non sconfinano e non delineano più generi precisi, come quando nel 1961 Gillo Dorfles riconobbe nella società quattro generi artistici essenziali: «un genere d&#8217;arte svincolato da ogni impegno sociale, discendente dalle teorie dell&#8217;art pour l&#8217;art e incarnatosi nelle diverse forme dell&#8217;astrattismo geometrico, del cinetismo, dell&#8217;arte programmata e in genere nelle correnti antifigurative neo-concrete. Un genere d&#8217;arte intesa come &#8220;rispecchiamento&#8221; d&#8217;una realtà esistenziale, memore delle teorie marxiane, che ha dato vita ai diversi episodi di arte &#8220;impegnata&#8221; dal neorealismo ai diversi realismi sociali e che, dal punto di vista artistico, ha avuto scarsissima rilevanza [...] La pop art che segnavano una ripresa d&#8217;interesse per gli aspetti socio-politici della civiltà attraverso una ironizzazione demistificante della Società dei Consumi [...] Numerose correnti concettuali che rifiutano il consumismo [...]»<a href="#_edn3">[iii]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6531" class="wp-caption alignnone" style="width: 491px"><img class="size-full wp-image-6531     " title="9" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/04/9.jpg" alt="" width="481" height="334" /><p class="wp-caption-text">Jeff Wall, After &quot;Invisible Man&quot; by Ralph Ellison, 1999. Courtesy V&amp;A Museum</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il fulcro di questa estetica fotografica appare il citazionismo che, erede dell&#8217;arte concettuale degli anni settanta, si ripropone come esaurimento delle spinte utopiche delle avanguardie storiche, verso una trasformazione della creatività in forme già prodotte, dove il ready made duchampiano si trasforma in metalinguaggio. Prime fra tutti furono Barbara Kruger con le sue immagini-installazioni tratte da giornali di vari periodi intrise di slogan politici-filosofici, e Sherry Levine con il suo ready made culturale sulla rifotografatura di alcuni lavori di Walker Evans. Da ciò ne deriva parallelamente il &#8220;ri- appropriazionismo&#8221; come messa in discussione di immagini storicizzate e rielaborate concettualmente da fotografi come Richard Prince che nel suo progetto <em>Cowboy</em> (1989) ri-fotografa icone di pubblicità di sigarette statunitensi. Il Postmodernismo si rivolge a forme giocose perchè «se c&#8217;è una nozione cardine del postmoderno, questa sembra essere allora quella di Gioco, con tutti i nessi che essa ha con il desiderio, l&#8217;operazione priva di utilità estrinseca ma fine a se stessa»<a href="#_edn4">[iv]</a> così le immagini di David Shrigley  esprimono «una dimensione ironica, che gioca su un doppio registro, e che esclude qualsiasi armonia e composizione»<a href="#_edn5">[v]</a>.</p>
<div id="attachment_6538" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/04/8.jpg"><img class="size-full wp-image-6538 " title="8" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/04/8.jpg" alt="" width="480" height="312" /></a><p class="wp-caption-text">Gregory Crewdson, &quot;Untitled&quot;, 2006. Courtesy Gregory Crewdson</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;arteficio della costruzione scenica in Gregory Crewdson si amplifica fino alla lavorazione maniacalmente iperdefinita dei light-box di Jeff Wall e dei lavori recenti di Anne Hardy in cui gli spazi si riempiono oniricamente di oggetti di uso quotidiano.Strettamente correlati all&#8217;arteficio, alla costruzione, nel 1995 il duo venuezelno/statunitense Aziz+Cucher mette in mostra dei nudi su fondo monocromo ma con ogni orifizio del volto occluso con una membrana di pelle creata con Photoshop. Di fatto i media danno un alto contributo data la grande estensione tecnologica: ne sono coscienti i lungometraggi estranianti di Matthew Barney e Vanessa Beecroff fino al giovane scozzese Calum Colvin per il quale la manipolazione del computer è stata una caratteristica fondamentale per lo sviluppo della propria narrazione creativa simbolica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono ben chiari i lati oscuri dell&#8217;animo umano, l&#8217;esplorazione dei temi del vuoto, del nulla e del silenzio, nelle installazioni sulla memoria collettiva del progetto di Nancy Burson <em>Focus on Peace</em> in cui ha distribuito 30.000 cartoline e 7.000 poster intorno al World Trade Center in coincidenza con il primo anniversario dell’11 settembre. D&#8217;altro canto l&#8217;indagine sull&#8217;identità personale si accentua sempre di più con Anne Noggle che si autoanalizza modificando attraverso la chirurgia estetica il proprio corpo e nelle immagini di Clara Strand che studia, sviluppa e risolve all&#8217;interno di una sensibilità molto particolare e personale la memoria della propria infanza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6541" class="wp-caption alignnone" style="width: 496px"><img class="size-full wp-image-6541  " title="5" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/04/5.jpg" alt="" width="486" height="389" /><p class="wp-caption-text">Anne Hardy, &quot;Building&quot;, 2005. Courtesy V&amp;A Museum</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Dietro a tutta questa concettualizzazione si sono riaffermati nuovi rituali di feticizzazione e Kitsch, manierismi che non tendono a naufragare; la narrazione coerente e globale si polverizza assumendo l&#8217;aspetto di una stratificazione di significati frammentati in cui la perdita è quella del significato narrativo dalla stessa opera d&#8217;arte, e in questo caso della fotografia, che genera una pluralità di racconti possibili dove viene meno la misura del tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;affollata galleria narrativa Cindy Sherman sintetizza e incarna il fotografo postmoderno. Utilizza la citazione, l&#8217;artefatto degli allestimenti, gioca con ironia  soprattutto sull&#8217;identità come nel ciclo <em>A Play of Selves </em>(1975)<em>. </em>Antiforma, anarchia, silenzio, antitesi, dispersione, antinarrazione, schizofrenia, indeterminazione questa è l&#8217;affollata galleria del Postmoderno. Ma il tutto è ancora un&#8217;opera aperta.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref1">[i]</a> Gillo Dorfles, <em>Ultime tendenze nell&#8217;arte d&#8217;oggi</em>, Feltrinelli, Milano, 1985, p. 12.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref2">[ii]</a> Ihab Hassan, <em>The Dismemberment of Orpheus. Toward a Postmodern Literature</em>, University of Milwaukee Press, Madison 1971; Trad. it. parziale: Carravetta e Spedicato (a c. di), <em>L&#8217;evanescenza della forma</em>, Bompiani, Milano 1984, p. 39.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref3">[iii]</a> Gillo Dorfles, <em>Ultime tendenze nell&#8217;arte d&#8217;oggi</em>, Feltrinelli, Milano, 1985, pp. 175-176.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref4">[iv]</a> Ihab Hassan, <em>La questione del postmoderno</em>, in Carravetta e Spredicato (a c. di),<em> Postmoderno e letteratura. Percorsi e visioni della critica in America</em>, Bompiani, Milano 1984, p. 99.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref5">[v]</a> Remo Cesarini,<em> Raccontare il postmoderno</em>, Bollati Boringhieri, Torino 1997, p.125.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6530</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cecelia Webber. Una Ginnastica da Wunderkammer / di Carole Tansella</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6497</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6497#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 23:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carole Tansella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura Digitale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6497</guid>
		<description><![CDATA[[...] I fiori e le farfalle della Webber, contenuti per eccellenza della tradizione della natura morta, a loro volta si fanno contenitori di piccole azioni umane minime, una sorta di yoga pudico, uno stretching domestico che diventa pattern, decoro formale ripetuto all’infinito. La figura umana è strumento al servizio del soggetto complessivo, animale o vegetale.
Sul crinale della scienza e dell’illusione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Infinitamente 2012. Festival della cultura scientifica e dell’arte, ideato dall&#8217;Università degli Studi di Verona in collaborazione con il Comune di Verona, quest&#8217;anno, giunto alla sua quarta edizione, sceglie come tema conduttore la relazione tra tempo, spazio e infinito. Tra i numerosi appuntamenti inseriti nel fitto calendario, decide di mostrare per la prima volta in Europa, le opere di Cecelia Webber (<a href="http://www.ceceliawebber.com/">www.ceceliawebber.com</a>), giovane artista americana che, da diversi anni, smesso il camice del neuroscienziato, ha preferito vestire gli abiti dell’illusionista.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_6499" class="wp-caption aligncenter" style="width: 485px"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/03/CW-Cherry_Blossom-1000.jpg"><img class="size-full wp-image-6499  " title="Cherry Blossom" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/03/CW-Cherry_Blossom-1000.jpg" alt="" width="475" height="396" /></a><p class="wp-caption-text">Cecelia Webber, &quot;Cherry Blossom&quot;, 2009. Stampa digitale su carta lucida, 91,4 cm x 76,2 cm</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Le illusioni della Webber non hanno però nulla a che vedere con i conigli nascosti nei cilindri, o con altri trucchi bizzarri. Le sue sono illusioni di tipo digitale. Sfruttando le più raffinate tecniche della manipolazione fotografica, la Webber, come un moderno Harry Houdini, gioca sui confini della realtà e dell’illusione, catapultandoci nell’eterno scontro tra <em>mimesis</em> e riproduzione del reale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un occhio disattento identificherebbe nella collezione di fiori e di farfalle, che l’artista ci offre di esplorare, un espediente di facile intrattenimento. Per sedare invece l’appagamento estetico di un occhio curioso e impavido, l’artista non permette altra scelta, che non sia quella di seguirla nel profondo dei propri congegni digitali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le opere della Webber chiedono un coinvolgimento estetico totale, e una volta garantito questo patto, riservano la rivelazione della trasgressione per eccellenza: la violazione della distinzione tra naturale e artificiale. La partecipazione a questo tipo di rivelazione, richiede di fare un passo avanti, di avvicinarsi fisicamente all’immagine, dimenticando la figura generale, per entrare nel particolare e scoprire nuove forme organiche, scrigni di una ginnastica da camera tanto meravigliosa, quanto mostruosa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6507" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/03/CW-White_Dandelion-1000.jpg"><img class="size-full wp-image-6507  " title="White Dandelion" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/03/CW-White_Dandelion-1000.jpg" alt="" width="480" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Cecelia Webber, &quot;White Dandelion&quot;, 2009. Stampa digitale su carta lucida, 91,4 cm x 76,2 cm</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Le rappresentazioni della Webber sono innesti digitali tra elemento umano e vegetale. Sono miscele inestricabili che inquietano e stordiscono, capaci di suscitare un effetto perturbante, tipico dell’incontro con gli ibridi alieni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il turbinio della storia dell’arte, non pare averci vaccinati a questi artifici inaspettati, così, che si tratti delle combinazioni metonimiche di Arcimboldo o delle provocazioni surrealiste di Dalì, il confronto con microcosmi dagli equilibri percettivi incerti, continua a lasciarci straniati.</p>
<p style="text-align: justify;">I fiori e le farfalle della Webber, contenuti per eccellenza della tradizione della natura morta, a loro volta si fanno contenitori di piccole azioni umane minime, una sorta di yoga pudico, uno stretching domestico che diventa pattern, decoro formale ripetuto all’infinito. La figura umana è strumento al servizio del soggetto complessivo, animale o vegetale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6510" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/03/CW-Monarch-1000.jpg"><img class="size-full wp-image-6510  " title="Monarch" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/03/CW-Monarch-1000.jpg" alt="" width="480" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Cecelia Webber, &quot;Monarch&quot;, 2011. Stampa digitale su carta lucida, 91,4 cm x 76,2 cm</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sul crinale della scienza e dell’illusione, l’artista affida all’eternità immaginaria della natura morta, genere che fin dalla classicità tematizza la dialettica tra verità e inganno, tra essenza e apparenza, una personale condensazione delle specie viventi, un’originale creazione di una nuova tassonomia biologica. Il dispositivo estetico che rende possibile tale inganno è l’utilizzo dello sfondo nero, schermo impermeabile al principio di realtà, è il sipario contro il quale viene allestita questa messinscena fantasmagorica.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso il puro linguaggio dell’invenzione, l’artista dirige il nostro disagio e il nostro godimento, disciplinandoli alle leggi della finzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le composizioni fotografiche della Webber, sono esseri transgenici che, tra il mondo della fotografia e quello della pittura, non disdegnano di invadere anche il terreno del teatro.</p>
<p style="text-align: justify;">In un gioco di continui rimandi alla storia dell’arte, il vero oggetto dell’arte della Webber, è la <em>techne</em>, ossia, la manipolazione grafica digitale.</p>
<p style="text-align: right;">(c) Tansella Carole</p>
<p style="text-align: right;">
<p>INFO:</p>
<p><em>Il mondo di Cecelia Webber. Meraviglie dell&#8217;arte digitale</em></p>
<p>15 marzo &#8211; 30 giugno 2012</p>
<p>Museo Civico di Storia Naturale di Verona</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6497</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La collezione della Galleria Civica di Modena. Fotografie e disegni delle raccolte / Galleria civica, Modena</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6390</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6390#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 20:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6390</guid>
		<description><![CDATA[Alighiero Boetti, Salvador Dalì, Max Ernst, Franco Fontana, Jannis Kounellis, Piero Manzoni, Pino Pascali, Pablo Picasso, Robert Rauschenberg, Andy Warhol e altri, scattati da maestri della fotografia italiani e stranieri, quali Claudio Abate, Lucien Clergue, Giorgio Colombo, Robert Doisneau, Carlo Fei, Gianfranco Gorgoni, Annie Leibovitz, Silvia Lelli, Uliano Lucas, Roberto Masotti, Arnold Newman, Paolo Pellion di Persano, Roger Pic, August Sander, Alberto Schommer, Paolo Terzi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6390"></span>Sabato  17 marzo 2012 alle ore 18.00 la Galleria civica di Modena apre le sale  di Palazzo Santa Margherita con una mostra dedicata alle fotografie e ai  disegni della collezione permanente, secondo il progetto espositivo  elaborato a partire dallo scorso anno.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Raccolta della fotografia</strong> sarà ospitata in Sala grande; qui verrà presentata una scelta di  ritratti di grandi artisti &#8211; Alighiero Boetti, Salvador Dalì, Max Ernst,  Franco Fontana, Jannis Kounellis, Piero Manzoni, Pino Pascali, Pablo Picasso, Robert Rauschenberg, Andy Warhol e altri, scattati da maestri  della fotografia italiani e stranieri, quali Claudio Abate, Lucien  Clergue, Giorgio Colombo, Robert Doisneau, Carlo Fei, Gianfranco  Gorgoni, Annie Leibovitz, Silvia Lelli, Uliano Lucas, Roberto Masotti,  Arnold Newman, Paolo Pellion di Persano, Roger Pic, August Sander,  Alberto Schommer, Paolo Terzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il  percorso espositivo proporrà alcune opere che documentano importanti  eventi artistici di cui furono protagonisti autori italiani, nel corso  degli anni Sessanta e Settanta. Fra queste, la fotografia che Claudio  Abate realizzò dell&#8217;installazione di Jannis Kounellis, &#8220;Cavalli&#8221;,  presentata nel 1969 alla Galleria L&#8217;Attico di Roma; oppure quella di  Giorgio Colombo del &#8220;Vascello Fantasma&#8221; con cui Mario Merz ha  partecipato alla Biennale di Venezia del 1972.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6391" class="wp-caption alignnone" style="width: 459px"><img class="size-full wp-image-6391" title="beyus" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/02/beyus.jpg" alt="" width="449" height="563" /><p class="wp-caption-text">Roy Heirman, “Portret van Joseph Beyus”, 1954. Fotografia</p></div>
<p>Altri  ritratti – come quelli di Peter Phillips, Peter Blake e Allen Jones –  conservano un legame diretto con la storia della Galleria civica di  Modena, in quanto realizzati durante le fasi di allestimento delle  mostre.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra  le opere selezionate vi sono anche scatti, ormai entrati  nell&#8217;immaginario collettivo, ma la cui appartenenza alla raccolta della  Galleria è ancora poco nota. Tra questi, il celebre ritratto di &#8220;Yoko  Ono e John Lennon&#8221; di Annie Leibovitz, realizzato nel 1980 a poche ore  dall&#8217;assassinio dell&#8217;ex Beatle.</p>
<p style="text-align: justify;">O quello del pittore tedesco Anton Räderscheidt di August Sander (1927), entrato a pieno diritto nella storia della Fotografia.</p>
<p style="text-align: justify;">La  sequenza delle immagini sarà intervallata da due documenti filmati di  grande interesse: il cortometraggio su Pablo Picasso (1954) di Luciano  Emmer e <em>Pop goes the Easel</em>, precoce resoconto sulla Pop Art inglese girato da Ken Russell nel 1962.</p>
<p style="text-align: justify;">La  rassegna continua nelle sale superiori con lavori su carta della prima  metà del Novecento. È questo il primo di una serie di appuntamenti che  proporrà, attraverso un <em>excursus</em> storico e cronologico, le opere  della raccolta. S’incontreranno alcuni dei grandi protagonisti della  scena artistica italiana, quali Filippo De Pisis, Ferruccio Ferrazzi,  Renato Guttuso, Mario Mafai, Alberto Martini, Arturo Martini, Ubaldo  Oppi, Fausto Pirandello, Enrico Prampolini, Antonietta Raphael, Ottone  Rosai, Mario Sironi e Alberto Ziveri.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa  è aperta, a ingresso gratuito, dal mercoledì al venerdì dalle 10.30  alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30. Il sabato, la domenica e i festivi  con orario continuato dalle 10.30 alle 19.30. Lunedì e martedì chiuso.</p>
<p style="text-align: justify;">La Galleria civica e il suo patrimonio</p>
<p style="text-align: justify;">La  Galleria civica di Modena dal 1959 è uno dei centri di produzione  culturale più autorevoli nel panorama nazionale. Organizza mostre  temporanee d’arte contemporanea e di fotografia, oltre a cicli di  conferenze, dibattiti, giornate di studio, occasioni di incontro e  confronto intorno a temi e protagonisti dell’arte del nostro secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">In  circa vent&#8217;anni di attenta e mirata attività ha dato vita a due  importanti e oggi ricchissime collezioni: la Raccolta del disegno, che  conta quasi 5 mila opere su carta di alcuni tra i maggiori  rappresentanti dell’arte italiana del Novecento, cui si è aggiunto, in  comodato gratuito, il nucleo della Collezione Don Casimiro Bettelli,  ricco di oltre un migliaio di opere, disegni e grafiche di autori di  fama internazionale della seconda metà del XX secolo, e la Raccolta  della fotografia, ricca di oltre 3000 immagini dei fotografi più  accreditati nel panorama internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Info e Link</span>:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sede</strong> Galleria civica di Modena, Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Periodo </strong>17 marzo-10 giugno 2012</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inaugurazione</strong> 17 marzo ore 18.00</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Organizzazione e Produzione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Galleria Civica di Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Orari</strong></p>
<p style="text-align: justify;">mercoledì &#8211; venerdì 10.30-13.00; 16.00-19.30</p>
<p style="text-align: justify;">sabato domenica e festivi 10.30-19.30</p>
<p style="text-align: justify;">lunedì e martedì chiuso</p>
<p style="text-align: justify;">Ingresso gratuito</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Preview per la stampa</strong> giovedì 15 marzo 2012 ore 11.30</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ufficio Stampa  Clp, Milano</strong>, tel. <a href="tel:%2B39%2002%20433403" target="_blank">+39 02 433403</a>, <a href="mailto:press@clponline.it" target="_blank">press@clponline.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">immagini e comunicati scaricabili  <a href="http://www.clponline.it/" target="_blank">www.clponline.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ufficio Stampa Galleria civica di Modena</strong>, Cristiana Minelli</p>
<p style="text-align: justify;">tel. <a href="tel:%2B39%20059%202032883" target="_blank">+39 059 2032883</a>, <a href="mailto:galcivmo@comune.modena.it" target="_blank">galcivmo@comune.modena.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">immagini e comunicati scaricabili nell&#8217;area giornalisti del sito della galleria</p>
<p style="text-align: justify;">I<strong>nformazioni Galleria civica di Modena</strong>, corso Canalgrande 103, 41121 Modena</p>
<p style="text-align: justify;">tel. +39 059 2032911/2032940 &#8211; fax <a href="tel:%2B39%20059%202032932" target="_blank">+39 059 2032932</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.galleriacivicadimodena.it/" target="_blank">www.galleriacivicadimodena.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">Museo Associato AMACI</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6390</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>dal 4.2.2012 al 20.3.2012 :: Anna Paola Pizzocaro. Preghiere non risposte / Shots Gallery, Bergamo</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6353</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6353#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 01:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura Digitale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6353</guid>
		<description><![CDATA[Anna Paola Pizzocaro racconta, con le sue incredibili immagini, una “storia” che è un onirico viaggio tra realtà e fantasia. Un'esile figura umana si risveglia e, attraverso uno specchio, vede inondarsi violentemente la sua abitazione, come in una sorta di Diluvio Universale, che si riversa sulla Terra come manifestazione dell'ira divina scatenata dalla malvagità umana.In questa dimensione parallela un uomo e una donna si trovano coinvolti in un “viaggio-diluvio” dove leoni marini, fenicotteri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6353"></span>Dal 4 febbraio al 20 marzo 2012 si terrà alla Shots Gallery di Bergamo, nuovo spazio espositivo dedicato alla fotografia inaugurato il 24 settembre 2011, la mostra Preghiere non risposte di Anna Paola Pizzocaro.</p>
<div id="attachment_6354" class="wp-caption alignnone" style="width: 456px"><img class="size-full wp-image-6354" title="pizzocaro2" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/02/pizzocaro2.bmp" alt="" width="446" height="362" /><p class="wp-caption-text">Anna Paola Pizzocaro, &quot;Preghiere non risposte&quot;, 2010-2011. Fotografia.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Anna Paola Pizzocaro racconta, con le sue incredibili immagini, una “storia” che è un onirico viaggio tra realtà e fantasia. Un&#8217;esile figura umana si risveglia e, attraverso uno specchio, vede inondarsi violentemente la sua abitazione, come in una sorta di Diluvio Universale, che si riversa sulla Terra come manifestazione dell&#8217;ira divina scatenata dalla malvagità umana. In questa dimensione parallela un uomo e una donna si trovano coinvolti in un “viaggio-diluvio” dove leoni marini, fenicotteri, scimmiette, panda, orsi polari e molte altre specie animali si guardano intorno impauriti, immersi in un mondo reale che viene sempre più inondato da uno virtuale. Attraverso un parallelismo con l&#8217;arca di Noè, l&#8217;abitazione diventa l&#8217;arca, metafora del mondo reale, al cui interno è racchiusa la vita del pianeta. Nel sogno riuscirà a salvarsi solo l&#8217;uomo, “…unico animale che riesce ad adattarsi e sopravvivere a questo mondo da lui creato”, ci racconta l&#8217;artista. La salvezza per la coppia umana è imparare a volare via, in uno dei mondi paralleli per cercare di porre fine alla frustrante ricerca di fede compiuta nel mondo reale attraverso “preghiere non risposte”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6363" class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><img class="size-full wp-image-6363" title="anna-paola-pizzocaro" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/02/anna-paola-pizzocaro.jpg" alt="" width="454" height="357" /><p class="wp-caption-text">Anna Paola Pizzocaro, &quot;Preghiere non risposte&quot;, 2010-2011. Fotografia. </p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La fotografia diventa arte quando, come nelle opere di Anna Paola Pizzocaro, non solo emerge un particolare modo di vedere e interpretare la realtà ma anche quando vi si ritrovano una sapiente e raffinata costruzione e post-produzione con aggiustamenti manuali, pittorici, di sovrapposizione o di applicazione di tecniche digitali e, infine, quando la società riconosce in quelle immagini uno strumento per analizzare se stessa innescando un&#8217;evoluzione del proprio approccio estetico.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;erudito approccio di Anna Paola Pizzocaro all&#8217;uso del linguaggio fotografico consente a ogni spettatore un avvicinamento diversificato e originale con il soggetto dell&#8217;opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Anna Paola Pizzocaro (Milano, 1974) si diploma nel 1998 all&#8217;Ensad (Ecole Nationale Superieure Des Arts Decoratifs) di Parigi e alla Naba Accademia (Nuova Accademia di Belle Arti) a Milano. Si appassiona di grafica ed effetti scenografici creati al computer e collabora alla post-produzione di film quali “La nona porta” di Roman Polanski e “Asterix e Obelix contro Cesare” di Claude Zidi, oltre a vari spot pubblicitari tra i quali BMW, Farenheit di Christian Dior, Clio Extreme, e molti altri presso la prestigiosa società francese Mikros Images. Nel 2003 si laurea alla Sorbona in Cinema e Storia dell&#8217;Arte e consegue poi il dottorato con una tesi sugli Effetti Speciali. Segue poi corsi alla Speos Photographic Institute di Parigi, dove consegue l&#8217;European Master in Professional Photography annoverando il fotografo Paolo Roversi tra i suoi Professori, ma è a New York che si rende conto quale importanza abbia questo mezzo espressivo per la sua vita e decide di seguire corsi di perfezionamento al Moma e all&#8217;ICP (International Center of Photography) sotto la direzione dell&#8217;artista e Acting Chair of the General Studies Program dell&#8217;ICP Marina Berio. In contemporanea lavora nello studio di David LaChapelle e lo assiste nelle elaborazioni digitali e sugli shooting quando l&#8217;artista è a New York. In questo periodo Newyorkese Anna Paola ha acquisito una sempre più raffinata tecnica di linguaggio e un altissimo livello artistico e operativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Inaugurazione: 4 febbraio 2012 ore 18:00</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Info e link</span>:</p>
<p style="text-align: justify;">Shots Gallery &#8211; Piazzetta del Santuario 2 d (Borgo Santa Caterina) &#8211; Bergamo</p>
<p style="text-align: justify;">www.shotsgallery.it |  mail:info@shotsgallery.it</p>
<p style="text-align: justify;">Telefono: 347.8141887</p>
<p style="text-align: justify;">Ingresso libero</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6353</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Graphisme en France 2012 codeoutilsdesign / atelier Pentagon</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6290</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6290#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 23:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Script]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6290</guid>
		<description><![CDATA[Edito dal CNAP - Centro Nazionale per le Arti Plastiche - "Graphisme en France 2012", quest'anno pone la questione degli strumenti di programmazione e di codice nelle pratiche correnti di progettazione grafica.
Ogni numero è un occasione per avanzare una proposta grafica originale, e quest'anno è la volta di Vanessa Goetz, William Allard e Johann Aussage che nel 2010 hanno fondato il laboratorio "Pentagono" [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-6290"></span>Edito dal CNAP &#8211; Centro Nazionale per le Arti Plastiche &#8211; <em>Graphisme en France 2012</em>, quest&#8217;anno pone la questione degli strumenti di programmazione e di codice nelle pratiche correnti di progettazione grafica.</p>
<div id="attachment_6291" class="wp-caption alignnone" style="width: 645px"><img class="size-full wp-image-6291 " title="france_graphisme" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/01/france_graphisme.jpg" alt="" width="635" height="907" /><p class="wp-caption-text">Cover di &quot;Graphisme en France 2012  &lt;&gt;code&lt;&gt;outils&lt;&gt;design&quot;, atelier Pentagon (C) Photo: Y. Chenot, Paris</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ogni numero è un occasione per avanzare una proposta grafica originale, e quest&#8217;anno è la volta di Vanessa Goetz, William Allard e Johann Aussage che nel 2010 hanno fondato il laboratorio <em>Pentagono</em> dopo la formazione presso le scuole d&#8217;Arte e Design di Amiens e Saint-Etienne. Per questa edizione hanno scritto diversi programmi tra cui quello che ha permesso di produrre una copertura unica e numerata per ogni esemplare.<br />
<em>Graphisme en France</em> risponde a una domanda crescente di informazione e scambio tra professionisti e un pubblico crescente. <em>Graphisme en France </em>è disponibile  online all&#8217;indirizzo <a href="www.cnap.fr." target="_blank">www.cnap.fr.</a></p>
<p style="text-align: justify;">La guida è disponibile su richiesta.</p>
<p><strong>Ufficio stampa</strong><br />
<strong>Heymann, Renoult associées</strong><br />
Agnès   Renoult et Annabelle Floriant<br />
+33 (0)1 44 61 76 76<br />
<span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:a.floriant@heymann-renoult.com" target="_blank">a.floriant@heymann-renoult.com</a></span><br />
<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.heymann-renoult.com/" target="_blank">www.heymann-renoult.com</a></span></p>
<p><strong>Centre national des arts   plastiques (CNAP)</strong><strong> </strong><br />
Perrine Martin-Benejam<br />
Tour Atlantique, 1 place de   la Pyramide 92911 Paris La Défense<br />
<a href="tel:%2B33%20%280%291%2046%2093%2099%2055" target="_blank">+33 (0)1 46 93 99 55</a><br />
<span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:perrine.martin@culture.gouv.fr" target="_blank">perrine.martin@culture.gouv.fr</a> </span><br />
<a href="http://www.cnap.fr/" target="_blank">www.cnap.fr</a></p>
<p>:: ::</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6290</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Museo dell&#8217;Informatica Funzionante</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6190</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6190#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 21:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6190</guid>
		<description><![CDATA[Dopo decenni di intensa attività di raccolta, recupero e catalogazione, prima condotta all'interno del Freaknet Lab di Catania e poi presso il Poetry Hack Lab di Palazzolo Acreide (SR), il Museo dell'Informatica Funzionante il 30 dicembre ha presentato al pubblico la nuova sede, a Palazzolo Acreide in Via Carnevale 17.
La collezione, allestita in tempi rapidissimi dai volontari che con perizia, grande disponibilità e rara competenza animano il museo si colloca in tre ampie sale espositive [...]

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo decenni di intensa attività di raccolta, recupero e catalogazione, prima condotta all&#8217;interno del Freaknet Lab di Catania e poi presso il Poetry Hack Lab di Palazzolo Acreide (SR), il Museo dell&#8217;Informatica Funzionante, il 30 dicembre ha presentato al pubblico la nuova sede, a Palazzolo Acreide in Via Carnevale 17.<br />
La collezione, allestita in tempi rapidissimi dai volontari che con perizia, grande disponibilità e rara competenza animano il museo, si colloca in tre ampie sale espositive; ad esse si affianca una fornita mediateca e un laboratorio di Elettronica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6191" class="wp-caption alignnone" style="width: 476px"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/01/800px-Cea1.jpg"><img class="size-full wp-image-6191     " title="800px-Cea1" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/01/800px-Cea1.jpg" alt="" width="466" height="349" /></a><p class="wp-caption-text">Il mainframe Unisys System 80/20</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;allestimento attuale, ancora parziale e in corso di ampliamento, presenta diverse rarità, come ad es. il poderoso mainframe Unisys System 80/20, proveniente dal CEA dell&#8217;Universita&#8217; di Catania, i DEC, PDP-11/34 e PDP 11/23 Plus, il Data General Eclipse MV-7800xp, l&#8217;Honeywell DPS 6, il Bondwell 8, per citarne solo alcuni, macchine restaurate e perfettamente funzionanti che si affiancano nel museo alla vasta raccolta di Commodore, Apple, IBM, Olivetti, Sun Microsystem, etc.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6192" class="wp-caption alignnone" style="width: 471px"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/01/pdp-11-23.jpg"><img class="size-full wp-image-6192   " title="pdp 11-23" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/01/pdp-11-23.jpg" alt="" width="461" height="346" /></a><p class="wp-caption-text">DEC PDP 11/23 (presso la sede del Poetry Hack Lab)</p></div>
<p style="text-align: justify;">
Con la nuova sede giunge a compimento un percorso rivolto al restauro e alla presentazione al pubblico di computer che hanno fatto la storia dell&#8217;informatica, un patrimonio fatto di hardware ma anche di documentazione, software, schemi elettrici, libri e media di vario tipo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Museo è attualmente autofinanziato dal Freaknet Medialab; è possibile sostenerne l&#8217;attività attraverso donazioni visitando il sito dell&#8217;Associazione <a href="http://museum.dyne.org">http://museum.dyne.org</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo si Facebook <a rel="nofollow" href="https://www.facebook.com/groups/133647186734220/">https://www.facebook.com/groups/133647186734220</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6193" class="wp-caption alignnone" style="width: 458px"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/01/laboratorio-elettronica-in-allestimento.jpg"><img class="size-full wp-image-6193     " title="laboratorio di elettronica" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2012/01/laboratorio-elettronica-in-allestimento.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">Il laboratorio di elettronica in allestimento presso il Museo</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6190</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PIXAR 25 anni di animazione</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6135</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6135#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 16:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Arte digitale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6135</guid>
		<description><![CDATA[Un’emozionante percorso che presenta al pubblico - per la prima volta in Europa - l’arte e la creatività dei più grandi artisti dell’animazione mondiale. Dopo il MOMA a New York e un tour internazionale, dall’Australia all’Estremo Oriente, la mostra arriva finalmente in Europa e in anteprima a Milano. Con oltre 500 opere, un viaggio attraverso la creatività e la cultura digitale come linguaggio innovativo applicato all’animazione e al cinema: dal primo lungometraggio dedicato a Luxo Jr.(1986) ai grandi capolavori come Monster &#038; Co (2001) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“L’arte sfida la tecnologia e la tecnologia ispira l’arte”</em><strong> </strong>J. Lasseter</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il MOMA a New York e un tour internazionale, dall’Australia all’Estremo Oriente, la mostra arriva finalmente in Europa e in anteprima a Milano. Un percorso costruito con oltre 500 opere, un viaggio attraverso la creatività e la cultura digitale come linguaggio innovativo applicato all’animazione e al cinema: dal primo lungometraggio dedicato a <strong><em>Luxo Jr</em></strong>.(1986) ai grandi capolavori come <strong><em>Monster &amp; Co </em></strong>(2001), <strong><em>Toy Story </em></strong>(1, 2 e 3), <strong><em>Ratatouille </em></strong>(2007), <strong><em>WALL•E </em></strong>(2008), <strong><em>Up </em></strong>(2009) sino a <strong><em>Cars 2 </em></strong>(2011) e con un’anticipazione di <strong><em>Brave</em></strong>, in uscita nel 2012.</p>
<div id="attachment_6137" class="wp-caption alignnone" style="width: 463px"><img class="size-full wp-image-6137 " title="interno-WALL-E" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/12/interno-WALL-E.png" alt="" width="453" height="510" /><p class="wp-caption-text">Pixar Studios, tavola illustrata su carta per &quot;Wall E&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In mostra lo spettacolare patrimonio artistico creato per ciascun film, fatto di disegni a matita e pennarello, dipinti in acrilico, guazzo e acquarelli, dipinti digitali, calchi, modelli fatti a mano e pezzi in media digitali, tutti lavori che raramente vengono mostrati al di fuori dello Studio, ma nei quali l&#8217;arte tradizionale e il design giocano un ruolo essenziale e danno vita, insieme all&#8217;animazione digitale, al prodotto finale.</p>
<p style="text-align: justify;">«Molti non sanno che la maggior parte degli artisti che lavorano in Pixar utilizzano i mezzi propri dell’Arte – il disegno, i colori a tempera, i pastelli e le tecniche di scultura – come quelli dei digital media. La maggior parte delle loro opere» &#8211; scrive <strong>John Lasseter</strong>, chief creative officer di Walt Disney and Pixar Animation Studio e fondatore di Pixar (insieme a Steve Jobs) &#8211; «prendono vita durante lo sviluppo di un progetto, mentre stiamo costruendo una storia o semplicemente mentre guardiamo un film. La ricchezza del patrimonio artistico che viene plasmato per ogni film raramente esce dai nostri studi, ma il prodotto finale – il lungometraggio – che raggiunge ogni parte del mondo, non sarebbe possibile senza questa fase artistica e creativa».</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="471" height="289" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zQvJCrbKa88?version=3&amp;feature=player_detailpage" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="471" height="289" src="http://www.youtube.com/v/zQvJCrbKa88?version=3&amp;feature=player_detailpage" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maria Grazia Mattei</strong>, curatrice della mostra ed esperta di cultura digitale, racconta con soddisfazione: «Conosco John Lasseter da vent&#8217;anni e condivido da allora la sua visone del mondo e della creatività digitale. Sono felice che arrivi in Italia, di persona, ad inaugurare la mostra della &#8220;sua&#8221; Pixar. E Milano è la realtà più pronta ad accogliere innovazione».</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra presenta finalmente al grande pubblico la fase creativa e nascosta dei maestri dell’animazione mondiale in quattro sezioni – Personaggi, Storie, Mondi e Digital Convergence – e due speciali installazioni l’<strong>Artscape </strong>e lo <strong>Zoetrope</strong>, che utilizzano la tecnologia digitale per far rivivere le opere esposte nel percorso espositivo, progettato da Fabio Fornasari, e ricreare l’emozione dell’animazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra è promossa dal Comune di Milano – Cultura, Expo, Moda, Design e prodotta dal PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, 24 ORE Cultura &#8211; Gruppo 24 ORE e da Mattei Digital Communication/ Meet The Media Guru.</p>
<p style="text-align: justify;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Padiglione Arte Contemporanea &#8211; Via Palestro 14 &#8211; Milano<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 23 novembre 2011 – 14 Febbraio 2012<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Lunedì 14.30 – 19.30; da Martedì a Domenica 9.30 – 19.30. Giovedì 9.30 – 22.30<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: PIXAR Studios<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Maria Grazia Mattei<br />
<span style="color: #993300;">Catalogo</span>: Disponibile in sede<br />
<span style="color: #993300;">Editore</span>: 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Chronicle Books<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: intero € 7,00; ridotto € 5,50; famiglie, dal secondo bambino € 5; ridotto abbonati ATM € 4,50; ridotto scuole € 4. Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura<br />
Info &amp; prenotazioni: www.mostrapixarmilano.it | www.comune.milano.it/pac | www.ticket.it/pixarmilano  | Tel. 02 54 913<br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE: Giulia Zanichelli | <a href="mailto:giulia.zanichelli@24orecultura.com">giulia.zanichelli@24orecultura.com</a> | Tel. 02 3022 3739 | Cell. 335 1852009 | Elisa Lissoni |ext.elisa.lissoni@24orecultura.com | Tel. 02 3022 3643; Comune di <span style="color: #993300;">Milano</span>: Elena Maria Conenna | elenamaria.conenna@comune.milano.it | Tel. 02 88453314; MGM Digital Communication Manzoni 22 | Silvia Introzzi | Tel. 335 5780314 | silvia.introzzi@manzoni22.it<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Arte Digitale, Animazione 3D</p>
<p>:: ::</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6135</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>RHIZOME – campagna raccolta fondi 2012</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=6097</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=6097#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 00:24:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=6097</guid>
		<description><![CDATA[Rhizome lancia la propria campagna di raccolta fondi. L’obiettivo è quello di raccogliere $25,000 entro il 14 Gennaio 2012 per il raggiungimento degli scopi che dal 1999, anno della fondazione, caratterizzano l’attività dell’organizzazione. La divulgazione del binomio arte-tecnologia, attraverso il blog rhizome.org e le settimanali Rhizome News, fonti aggiornate e ragionate per la diffusione di eventi, mostre, festival e progetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Rhizome lancia la propria campagna di raccolta fondi. L’obiettivo, raccogliere $25,000 entro il 14 Gennaio 2012 per il raggiungimento degli scopi che dal 1999, anno della fondazione, caratterizzano l’attività dell’organizzazione. La divulgazione del binomio arte-tecnologia, attaverso il blog rhizome.org e le settimanali Rhizome News, fonti aggiornate e ragionate per la diffusione di eventi, mostre, festival e progetti inerenti la produzione artistica contemporanea incentrata sull&#8217;uso dele nuove tecnologie. E attraverso il cuore di Rhizome, la sua ArtBase, l’archivio storico online contenente più di 2500 art work. Dalla software art, alla net art, alla game art. Opere raccolte con lo scopo di preservarne la specificità digitale dalla rapida obsoloscenza dei new media, garantendone l&#8217;accessibilità e una fruizione libera e permanente.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6100" class="wp-caption alignleft" style="width: 241px"><a href="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/11/digital-preservation-cover.gif"><img class="size-medium wp-image-6100" title="digital-preservation-cover" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/11/digital-preservation-cover-231x300.gif" alt="" width="231" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Digital Preservation Practices and the Rhizome ArtBase&quot; di Ben Fino-Radin (2011) </p></div>
<p>http://rhizome.org</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=6097</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ANDREA POLLI. Breathless / PAV, Torino</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=5993</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=5993#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 01:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Bioarte]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologic Art]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=5993</guid>
		<description><![CDATA[I cambiamenti climatici, dai fenomeni macroscopici come lo scioglimento dei ghiacciai a quelli meno vistosi come le turbolenze o l’inquinamento atmosferico, sonificati dall’artista americana Andrea Polli nella sua prima personale italiana presso il PAV di Torino. 
Andrea Polli, considerata tra i protagonisti dell’Ecologic Art: diramazione della Bioart, pone al centro della sua ricerca artistica l’elemento naturale e in particolare il rapporto uomo/natura con le sue alterazioni e distorsioni. La necessità di ristabilire un equilibrio [...]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5993"></span>I cambiamenti climatici, dai fenomeni macroscopici come lo scioglimento dei ghiacciai a quelli meno vistosi come le turbolenze o l’inquinamento atmosferico, sonificati dall’artista americana Andrea Polli nella sua prima personale italiana presso il PAV di Torino.</p>
<div id="attachment_5994" class="wp-caption alignnone" style="width: 462px"><img class="size-full wp-image-5994   " title="polli" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/11/polli.jpg" alt="" width="452" height="384" /><p class="wp-caption-text">Andrea Polli, &quot;Cloud Car&quot;, 2011. Installazione ambientale site specific: autovettura Fiat 500, sensori di movimento, trasformatori elettrici, sistema di nebulizzazione con pompe, filtri e ugelli, macchina per il fumo, illuminazione a faretti, timer relay. Dimensioni ambientali.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Andrea Polli (Chicago, 1968, vive e lavora ad Albuquerque, NM &#8211; USA), considerata tra i protagonisti dell’Ecologic Art: diramazione della Bioart, pone al centro della sua ricerca artistica l’elemento naturale e in particolare il rapporto uomo/natura con le sue alterazioni e distorsioni.<br />
La necessità di ristabilire un equilibrio con l’ecosistema vede nell’automobile, protagonista delle installazioni site specific allestite nella corte del centro torinese, il simbolo di un processo diffuso di alienazione di tali principi ecologici.<br />
In altre opere, in collaborazione con Chuck Varga, ad essere protagonisti sono i dati meteorologici, del vento e dei cicloni, i quali monitorati attraverso strumentazioni scientifiche vengono restituiti, negli spazi della serra del PAV, sotto forma di eventi sonori dalle caratteristiche apparentemente casuali e aleatorie traducendo in maniera puntuale i segnali rilevati dalle apparecchiature tecnologiche.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Elvira D&#8217;Angelo</strong></p>
<p style="text-align: left;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: PAV &#8211; Via Giordano Bruno 31 &#8211; Torino<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 28 Ottobre 2011 – 26 Febbraio 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: dal Mercoledì al Venerdì, dalle ore 13.00 alle ore 18.00; Sabato e Domenica dalle ore 12.00 alle ore 19.00<br />
<span style="color: #993300;">Vernissage</span>: 27 Ottobre, ore 18.30<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Andrea Polli<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Claudio Cravero, Gaia Bindi<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: intero 3 €, ridotto 2 €, gratuito Abbonamento Torino Musei / Torino+Piemonte Card<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Tel: 011.3182235 | <a href="mailto:press@parcoartevivente.it">press@parcoartevivente.it</a> | <a href="http://www.parcoartevivente.it" target="_blank">www.parcoartevivente.it</a><br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: Elisabetta Palaia | <a href="mailto:press@parcoartevivente.it" target="_blank">press@parcoartevivente.it</a><br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Ecologic Art</p>
<p>:: ::</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=5993</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Risveglio. Allegoria di figure e musica di Studio Azzurro / Piazza Scala, Milano</title>
		<link>http://www.artkernel.com/?p=5946</link>
		<comments>http://www.artkernel.com/?p=5946#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 20:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira D'Angelo Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>
		<category><![CDATA[Videomapping]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artkernel.com/?p=5946</guid>
		<description><![CDATA[“Risveglio. Allegoria di figure e musica” di Studio Azzurro, la sera del 3 Novembre in Piazza Scala a Milano per la serata inaugurale delle Gallerie d’Italia,  nuovo museo dedicato all’arte dell’Ottocento. Una coinvolgente videoproiezione abbraccia Palazzo Beltrami, Palazzo Marino e il Teatro alla Scala, suggestiva cornice di Piazza Scala, invitando i visitatori ad accedere al museo. Le superfici murarie degli storici palazzi si trasformano in un flusso dinamico di immagini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span id="more-5946"></span></em></p>
<p><em>Risveglio. Allegoria di figure e musica </em>di Studio Azzurro, la sera del 3 Novembre in Piazza Scala a Milano per la serata inaugurale delle Gallerie d’Italia,  nuovo museo dedicato all’arte dell’Ottocento. Una suggestiva videoproiezione che abbraccia Palazzo Beltrami, Palazzo Marino e il Teatro alla Scala che incorniciano Piazza Scala, invitando i visitatori ad accedere al museo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_5947" class="wp-caption alignnone" style="width: 461px"><img class="size-full wp-image-5947" title="Risveglio_studioAzzurro-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/11/Risveglio_studioAzzurro-comp.jpg" alt="" width="451" height="303" /><p class="wp-caption-text">Studio Azzurro, Risveglio. Allegoria di figure e musica, 2011. Videomapping sui palazzi di Piazza Scala a Milano.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Attraverso la tecnica del video mapping, la quale consente di mappare architetture o oggetti reali facendo sì che la tradizionale proiezione video aderisca alle superfici riflettenti animandone i volumi,  Studio Azzurro trasforma le superfici murarie degli storici palazzi in un flusso dinamico di immagini, prolungamento visivo dell’opera pittorica <em>Risveglio (</em>1908 – 1923, dittico) di Giulio Aristide Sartorio esposta in una delle sale inaugurate.<br />
L’opera di Sartorio riletta da Studio Azzurro, con i suoi riferimenti iconografici e concettuali diventa anche un momento di riflessione sull’importanza storica e culturale di un Paese.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Elvira D&#8217;Angelo</strong></p>
<p style="text-align: left;">:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Gallerie d’Italia &#8211; Piazza Scala &#8211; Milano<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 3 Novembre 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orario</span>: dalle ore 20.30<br />
<span style="color: #993300;">Note</span>: La videoproiezione si svolge all’interno della serata inaugurale delle Gallerie d’Italia in Piazza Scala a Milano<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: <a href="http://www.studioazzurro.com" target="_blank">www.studioazzurro.com</a> |<a href="http://www.gallerieditalia.com" target="_blank">www.gallerieditalia.com</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artkernel.com/?feed=rss2&amp;p=5946</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
