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	<title>ARTKERNEL &#187; Michela Bortoletto</title>
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		<title>Luca Cervini. Equilibri e fratture / Officine dell’Immagine, Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 18:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Bortoletto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura Digitale]]></category>

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		<description><![CDATA[I protagonisti delle opere di Luca Cervini è come se vivessero una lacerazione interiore: ricercare, trovare e mantenersi in equilibrio, nella sicurezza e nella certezza, oppure lasciarsi andare alla frattura e all’imprevisto?  Cercare di rimanere ancorati oppure lanciarsi e buttarsi giù dal dirupo in un mare di incertezza? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5240"></span>Alle Officine dell’Immagine fino al 26 giugno sono in mostra le opere di Luca Cervini, giovane artista lombardo da pochi anni affacciatosi sulla scena artistica.</p>
<div id="attachment_5242" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><img class="size-full wp-image-5242  " title="f2-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/f2-comp.jpg" alt="" width="221" height="321" /><p class="wp-caption-text">Luca Cervini, “I funamboli”. Stampa fotografica.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Equilibriefratture è il titolo di questa personale che affronta temi fondamentali della ricerca artistica di Luca Cervini.<br />
“L’equilibrio è il tentativo di trovare l’armonia con il sé e conseguentemente con l’altro, nella frattura invece vive il cambiamento, l’energia, la forza dell’emozione, del perenne desiderio di rinnovamento.”[1]<br />
È come se i protagonisti di queste opere vivessero una lacerazione interiore: ricercare, trovare e mantenersi in equilibrio, nella sicurezza e nella certezza, oppure lasciarsi andare alla frattura e all’imprevisto?  Cercare di rimanere ancorati oppure lanciarsi e buttarsi giù dal dirupo in un mare di incertezza?<br />
Emblematica di questa lacerazione è sicuramente l’opera <em>Il volo dei Ciechi</em>: tre uomini precariamente sorretti da esili arti di legno. Cercando di mantenersi in equilibrio si avvicinano inesorabilmente verso un bordo di cui loro non sono a conoscenza in quanto ciechi. È come se nel momento in cui hanno finalmente trovato il giusto equilibrio arrivasse la frattura, il cambiamento che li fa cadere nell’abisso delle incertezze e della morte.<br />
La frattura arriva inesorabile come il vento che distrugge la torre nel trittico <em>La torre e il vento</em>.</p>
<div id="attachment_5248" class="wp-caption alignnone" style="width: 461px"><img class="size-full wp-image-5248" title="f6-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/f6-comp.jpg" alt="" width="451" height="290" /><p class="wp-caption-text">Luca Cervini, “Uomini e scale”. Stampa fotografica.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un ulteriore tema affrontato da Luca Cervini è il tempo nel suo scorrere, divenire e mutare. Il tempo è una componente fondamentale della vita dell’uomo, il suo scorrere è inesorabile: si nasce, si vive e si muore.  E della vita spesso in vecchiaia non rimangono che dei ricordi offuscati, annebbiati. Ricordi di ciò che siamo stati, di ciò che avremmo voluto o potuto essere. Ricordi che sono diventati <em>Ombre.</em></p>
<div id="attachment_5249" class="wp-caption alignnone" style="width: 459px"><img class="size-full wp-image-5249" title="f4-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/06/f4-comp1.jpg" alt="" width="449" height="561" /><p class="wp-caption-text">Luca Cervini, “La Giostra”. Stampa fotografica.</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Infanzia e vecchiaia convivono in <em>La Giostra</em> dove un bimbo di pochi mesi osserva un vecchio che ha creato una giostra. L’infante è senza volto, non ha precise caratteristiche proprio perché appena nato e quindi non ancora formato dall’esistenza, dai suoi traumi, ma nemmeno da tutti quei concetti che i libri sotto di lui sembrano volergli inculcare. Il vecchio, invece, è profondamente segnato dalla vita, dalle sue esperienze passate che ne hanno fatto l’uomo che ora è. L’anziano è il tempo trascorso, il passato a cui rimane poco tempo per il futuro incarnato dal neonato.<br />
Il bambino, per ora, è ancora libero di potersi divertire e basta, semplicemente guardando una giostra e cercando di afferrarne i gabbiani legati all’estremità; è proteso verso il futuro incerto. Non si sa ancora quale sarà la sua frattura.<br />
Ma la frattura arriva. Prima o poi. Inevitabilmente.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Michela Bortoletto</strong></p>
<hr size="1" />[1] A. M. Martini, <em>Vivere per vedere</em>, in Luca Cervini,<em> Equilibriefratture</em>, Milano 2011</p>
<p>:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Officine dell’Immagine &#8211; Via Atto Vannucci 13 – Milano<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 12 Maggio  – 26 giugno 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Dal Martedì al Venerdì dalle ore 14.30 alle 18.30. Sabato dalle ore 11.00 alle 19.00. Mattina e festivi su appuntamento<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Luca Cervini<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Alberto Mattia Martini<br />
<span style="color: #993300;">Catalogo</span>: Disponibile in sede<br />
<span style="color: #993300;">Biglietti</span>: Ingresso libero<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: Tel. +39 0331 898608 | Cell. +39 334 5490900 | <a href="mailto:info@officinedellimmagine.it">info@officinedellimmagine.it</a> | <a href="http://www.officinedellimmagine.it/">http://www.officinedellimmagine.it</a><br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: CLP Relazioni Pubbliche | Tel. +39 02 433 403 / +39 02 3657 1438 | Fax +39 02 481 3841 | <a href="mailto:press@clponline.it">press@clponline.it</a> | <a href="http://www.clponline.it/">www.clponline.it</a><br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Pittura Digitale</p>
<p>:: ::</p>
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		<title>Mimmo Paladino / Palazzo Reale, Milano</title>
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		<comments>http://www.artkernel.com/?p=5050#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 00:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Bortoletto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Uscendo dalla metropolitana di Piazza Duomo in questi giorni un’immensa installazione di sale solcata da sagome di cavalli primitivi accoglie non solo il visitatore diretto a Palazzo Reale ma anche il semplice passante, il turista, il lavoratore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="more-5050"></span>In mostra a Palazzo Reale cinquanta opere che raccontano e prendono in esame la produzione trentennale di uno dei più noti artisti italiani.<br />
Uscendo dalla metropolitana di Piazza Duomo in questi giorni un’immensa installazione di sale solcata da sagome di cavalli primitivi accoglie non solo il visitatore diretto a Palazzo Reale ma anche il semplice passante, il turista, il lavoratore.</p>
<div id="attachment_5056" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="jpg"><img class="size-full wp-image-5056" title="paladino-sale2" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/paladino-sale2.jpg" alt="" width="450" height="293" /></a><p class="wp-caption-text">Mimmo Paladino, “La montagna di sale”, 2011. Veduta dell’installazione presso la Piazzetta Reale a Milano. © Pasquale Calmieri</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">È <em>La montagna di sale</em>, il grande intervento artistico di Mimmo Paladino creato vent’anni fa a Gibellina, riproposto poi nel 1995 in Piazza Plebiscito a Napoli e ora ricostruito nella piazzetta antistante Palazzo Reale a Milano. Con questa gigantesca installazione si apre la mostra di Mimmo Paladino che prosegue all’interno delle sale di Palazzo Reale e che propone i trent’anni di attività di uno dei maggiori esponenti dell’arte italiana.<br />
Mimmo Paladino è stato alla fine degli anni Settanta uno degli esponenti, assieme a Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e Nicola De Maria,  di quel ritorno ad una pittura de-ideologizzata, ad un’”arte della rappresentazione”[1]<em> </em>nella quale gli artisti esprimono la propria impossibilità di darsi come misura di sé e del mondo [2]  a cui si diede il nome di Transavanguardia.</p>
<div id="attachment_5057" class="wp-caption alignright" style="width: 302px"><img class="size-full wp-image-5057" title="paladino3" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/paladino3.jpg" alt="" width="292" height="421" /><p class="wp-caption-text">Mimmo Paladino, “Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro”, 1977. Olio su tela, cm 70 x 50</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le opere di questo periodo esprimono una sorta di distacco dal mondo, una voglia di tacere, di prendere le distanze dal coinvolgimento politico e sociale tipico dell’arte precedente. <em>Silenzioso (mi ritiro a dipingere un quadro) </em>esposto in mostra è forse l’emblema della poetica artistica di Mimmo Paladino alla fine degli anni Settanta. Quest’opera manifesta la volontà dell’artista di ritirarsi, di tacere, di rinunciare a una presa di posizione impegnata per tornare al fare pittura per il semplice piacere di dipingere.<br />
Nelle opere pittoriche di questi anni vi sono richiami anche all’arte tribale come nel caso di <em>Grande Cabalista</em> che mostrano come gli artisti della Transavanguardia fossero interessati anche a un recupero della tradizione figurativa del passato.<br />
Ma  Mimmo Paladino nella sua lunga carriera artistica non si è limitato alla sola pittura. Ed ecco quindi esposte a Palazzo Reale anche sculture e installazioni a dimostrazione del fatto che Paladino ha saputo utilizzare magistralmente differenti medium e materiali artistici.<br />
In mostra si passa quindi da grandi tele come <em>Rosso Silenzioso,</em> in cui la quasi totale monocromia, unita alle grandi dimensioni dell’opera e alla presenza di un piccolo teschio investono lo spettatore, a opere in cui pittura e scultura si uniscono come nel recentissimo <em>Senza Titolo</em> del 2009, per arrivare ad installazioni come <em>Non avrà titolo</em> del 1985, una grande opera murale composta da diversi elementi scultorei.</p>
<div id="attachment_5058" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-5058" title="paladino-aereo-comp" src="http://www.artkernel.com/wp-content/uploads/2011/05/paladino-aereo-comp.jpg" alt="" width="450" height="299" /><p class="wp-caption-text"> Mimmo Paladino, “Cacciatore di Stelle”, 2011. Aeroplano Piaggio Aero P.180 Avanti - Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano </p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il percorso espositivo curato da Flavio Arensi non segue un ordine cronologico ma mostra invece come le tele più datate riescano tuttora a dialogare con opere più recenti della produzione di Paladino. Passato e presente dialogano tra di loro, si confrontano suggestionando lo spettatore e dando una panoramica completa dell’opera di questo artista meritatamente riconosciuto.<br />
La mostra culmina nell’installazione dei Dormienti: trentadue figure umane rannicchiate e deposte sul pavimento in una delle ultime sale della mostra. Una musica appositamente composta da David Monacchi avvolge il visitatore, lo estrania dal resto del mondo e lo sprofonda nella dimensione silenziosa e angosciante di queste sculture.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Michela Bortoletto</strong></p>
<p style="text-align: right;">mostra visitata il 10.5.2011<strong><br />
</strong></p>
<hr size="1" />[1] A. Bonito Oliva, <em>Transavantgarde International</em>, Giancarlo Politi Editore, Milano 1982, pag. 117</p>
<p>[2] A. Bonito Oliva, <em>Transavantgarde International</em>, Giancarlo Politi Editore, Milano 1982, pag. 117</p>
<p>:: ::</p>
<p><span style="color: #993300;">Sede</span>: Museo di Palazzo Reale &#8211; Piazza Duomo 12 – Milano<br />
<span style="color: #993300;">Date</span>: 7 Aprile – 10 Luglio 2011<br />
<span style="color: #993300;">Orari</span>: Lunedì 14.30-19.30; Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica 9.30-19.30; Giovedì e Sabato 9.30-22.30 (possono variare, verificare sempre via telefono)<br />
<span style="color: #993300;">Autori</span>: Mimmo Paladino<br />
<span style="color: #993300;">Curatore</span>: Flavio Arensi<br />
<span style="color: #993300;">Info</span>: <a href="http://www.paladinopalazzoreale.it/">www.paladinopalazzoreale.it</a><br />
<span style="color: #993300;">Ufficio Stampa</span>: CLP Relazioni Pubbliche | Tel. +39 02 433 403 / +39 02 3657 1438 | Fax +39 02 481 3841 | <a href="mailto:press@clponline.it">press@clponline.it</a> | <a href="http://www.clponline.it/">www.clponline.i</a>t<br />
<span style="color: #993300;">Genere</span>: Personale, Installazioni, Scultura, Arte Contemporanea</p>
<p>:: ::</p>
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